By |Categorie: Investimento|Pubblicato il: 7 Dicembre, 2017|

Oggi parliamo di due argomenti apparentemente poco simili ma che in realtà hanno molto da dire soprattutto per quello che riguarda il mondo degli investimenti. La curva emozionale e il profilo di rischio.

Il grafico qui sotto è un’applicazione pratica della curva emozionale ai mercati finanziari negli ultimi 30 anni.

 

Ben poche persone sarebbero state in grado di mantenere ferma l’allocazione azionaria, per oltre trenta anni, alla luce delle salite, ma soprattutto delle discese di inizio millennio e dell’ultima crisi finanziaria del 2008.

Per coloro che, invece, fossero riusciti in tale arduo scopo, la ricompensa sarebbe stata più che generosa con un rendimento medio annuo dell’S&P del 9,85%, come mostra il grafico qui sotto.

Tuttavia, se a causa della volatilità, avessimo disinvestito e perso i 10 migliori giorni di borsa, il nostro rendimento sarebbe sceso al 6,10% annuo…. pensiamoci, mancando solo i 10 giorni migliori, il rendimento medio annuo sarebbe sceso di oltre 3,5% all’anno.

Difficile mantenere la calma quando c’è volatilità (sali e scendi del mercato). Essa ci porta a deviare l’asset allocation ottimale, anche in maniera sensibile, distruggendo spesso valore. Riducendo la volatilità dell’investimento, si limitano i pericoli della curva emozionale, cioè il pericolo di prendere decisioni affrettate, dettate più dall’emozione che da un’oggettiva valutazione. Se fossimo in grado di gestire meglio questa curva emozionale, potremmo evitare anche una bella dose di stress.

Per gestire meglio le nostre emozioni, dobbiamo sapere qual è la differenza tra rischio percepito e profilo di rischio. Essere consapevoli di noi stessi e conoscerci a fondo è la cosa più importante del processo di investimento. Comprendere le nostre reazioni, i nostri tratti personali, i nostri pregiudizi ed i nostri limiti, è fondamentale per capire realmente che investitore siamo.

l profilo di rischio è differente dalla nostra percezione del rischio. Il primo è una combinazione tra appetito, necessità ed abilità di prendere rischio. Il rischio percepito, invece, cambia con il tempo, l’esperienza e le circostanze nelle quali ci troviamo. Non esiste un equilibrio perfetto tra appetito, necessità ed abilità di investire, ma nella ricerca di questo equilibrio, è importante tenere sempre a mente che:

  • L’APPETITO per il rischio deve bilanciare i nostri obbiettivi futuri con sonni tranquilli.
  • La NECESSITA’ di prendere rischio è il modo migliore di difendere il capitale. Se giochiamo sempre in difesa, non raggiungeremo mai l’obbiettivo, ma, se prediamo troppo rischio, in modo inconsapevole, possiamo perdere il nostro capitale.
  • L’ABILITA’ di gestire il rischio è ciò che miscela al meglio appetito e necessità. Richiede metodo, esperienza e disciplina.

Accettare il fatto che non saremo mai in grado di azzerare completamente ogni rischio, ogni paura, ogni evento di mercato, equivale alla consapevolezza di accettare un certo grado di volatilità.

Il rischio più grande per chi investe non è un cigno nero o un evento geopolitico. Il rischio più grande per l’investitore è lui stesso!

Negli ultimi 18 mesi la volatilità del mercato è stata bassissima, ma se dovesse aumentare avrebbe, certamente, un forte impatto sul nostro comportamento.

Nella prossima puntata vi parlerò delle strategie per investire quando i mercati sono ai massimi, All Time High!

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