Finanza comportamentale per ogni età

Silhouettes, Cohesion, Women, Old, Young

  • Il premio Nobel per l’economia riconosciuto a Richard Thaler nel 2017 ha suggellato l’importanza della finanza comportamentale nel mondo degli investimenti
  • Uno studio americano ha evidenziato come i bias comportamentali cambiano in base alla generazione a cui si appartiene
  • Ancora una volta la diversificazione degli investimenti appare l’arma migliore per rispondere a queste distorsioni del nostro comportamento

Da diversi anni la finanza comportamentale ha trovato uno spazio sempre maggiore nei manuali e nei corsi di specializzazione di consulenti finanziari ed analisti. Capire come investono i clienti è fondamentale per fornire il servizio migliore o vendere il prodotto finanziario più indicato.

Uno studio condotto tra i consulenti americani dal broker americano Charles Schwab  ha messo in evidenza quelli che sono i cosiddetti bias comportamentali prevalenti tra gli investitori statunitensi, ma anche le differenze che ci sono tra generazione e generazione.

Questo risultato evidenzia con quante diverse sfaccettature di finanza comportamentale si devono destreggiare i consulenti finanziari cambiando approccio a seconda del cliente ( o meglio dire dell’anagrafe) che hanno davanti.

Il grafico riportato qui sotto mostra i principali bias comportamentali rilevati dai consulenti americani tra i propri clienti.

Farsi influenzare dalle ultime notizie, l’avversione alle perdite e la ricerca di una costante conferma delle proprie teorie occupano i primi tre posti della classifica.

 

Leggi anche: I 7 Vizi Capitali dell’investitore

Come detto poco fa i comportamenti sono diversi a seconda della generazione trattata. Ad esempio tra i Millennials il cosiddetto top bias è quello del framing.

Studiato in economia dallo psicologo Amos Tversky e dal Premio Nobel per l’economia Daniel Kahneman, il frame si divide in due tipologie  nel corso della negoziazione il frame di guadagno e il frame di perdita. Questi probabilmente dipendono da una combinazione di credenze, valori attitudini e modelli mentali. Il primo frame indica che il negoziatore presenta la trattativa come un’occasione di produrre guadagno (positive frame), mentre il secondo indica che il negoziatore pensa alla trattativa come un momento in cui c’è qualcosa da perdere (negative frame). Fonte Wikipedia

 

Quello che lo studio ha constatato è che se ad esempio tra i Millennials si diffonde l’opinione che la massa delle persone pensa che Bitcoin è una buona idea, allora è giusto provare.

La Generazione X, che sta sopra ai Millennials anagraficamente, vede invece prevalere il regency bias, ovvero la tendenza ad essere facilmente influenzati dalle ultime notizie apparsi su tv e giornali, dagli ultimi eventi o dalle ultime esperienze.

Tra i Baby Boomers prevale invece il cosiddetto anchoring bias, in italiano ancoraggio.

In questo caso le prime informazioni raccolte sono quelle che definiranno i contorni del comportamento successivo di questo tipo di investitore.

A dire il vero il sondaggio ha coinvolto anche la Generazione Silenziosa (sopra i 73 anni di età) e qui emerge un marcato fenomeno di home bias. Investire solo in asset americani è un must per questa generazione (per gli italiani BTP e azioni italiche).

Leggi anche: Quel Difetto chiamato Home Bias

Un panorama quindi molto complesso che a seconda dell’età può essere gestito investendo con un orizzonte di lungo periodo, piuttosto che con una maggiore diversificazione geografica.

Quello che è evidente è che la missione degli anni prossimi per i consulenti di tutto il mondo dovrebbe essere quella di cercare di limitare al massimo l’intervento distorsivo della personalità dei clienti nelle scelte di investimento.

Dovrebbe, perchè ho la netta sensazione che saranno le macchine a svolgere questo lavoro…

 

3 risposte a "Finanza comportamentale per ogni età"

  1. Erreffe 13 novembre 2019 / 11:50

    Buongiorno AW, ottimo come sempre..approfitto per chiederti una cosa: stavo “leggendo” un horror (real investment advice che sicuramente conoscerai bene) 😀 loro battono costantemente il chiodo in maniera contrarian, ma nello specifico sostengono che la sequenza dei rendimenti impatta profondamente col risultato finale. In sostanza basta un’annata negativa, se non peggio molto negativa, a rovinarci i piani, specie se abbiamo intenzione di prelevare quel famoso 4/3/2% ogni anno tipico del mov. Fire di cui hai parlato tante volte. Cosa ne pensi? te lo chiedo perchè non ricorso se hai gia affrontato l’argomento in passato. Grazie

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    • archeowealth 14 novembre 2019 / 23:21

      Ciao Erreffe ben ritrovato. Ti riferisci a Lance Roberts direi di aver scritto almeno 3 (se non 4) articoli sul blog. Se cerchi con parola chiave Lance Roberts li trovi. Non so però se parlano esattamente di quello che dici tu. Forse gli articoli più legati al tema sono https://investireconbuonsenso.com/2018/02/19/il-gioco-delle-medie/.
      Mai valutare un piano facendo la media matematica dei rendimenti, meglio quella geometrica. Abbastanza agevole anche stimarla con un breve passaggio matematico avendo disponibile la volatilità (lo spiego qui https://investireconbuonsenso.com/2019/10/31/il-gioco-delle-medie-parte-2/) .
      Naturale che un piano di investimento può essere rovinato da un drawdown dei mercati ma mi auguro anche che nel momento del pensionamento o del ritiro il peso dell’azionario non sia all’80%!!

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  2. Erreffe 15 novembre 2019 / 17:33

    tutto molto chiaro, come sempre. Devo smettere di fare certe letture, specie prima di andare a dormire.. 😀 Ti ringrazio sempre gentilissimo!

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