By |Categorie: Investimento|Pubblicato il: 20 Gennaio, 2020|

Quante volte abbiamo maledetto quel click sul trading online che ci ha fatto chiudere troppo in fretta un investimento poi cresciuto in modo esponenziale? E quante volte abbiamo tenuto in portafoglio titoli che perdevano ogni giorno di più ma sui quali eravamo straconvinti di recuperare prima o poi i nostri soldi?

Se c’è un’esperienza che tutti, ma proprio tutti noi investitori abbiamo provato almeno una volta nella vita è questa.

La propensione a vendere i vincenti troppo presto e tenere i perdenti troppo a lungo venne scientificamente provata nella celebre ricerca di Barber e Odean degli anni ’90.

Ultimamente però un team di ricercatori inglesi ha voluto ripetere quel test sui clienti di un importante broker online.

Chissà se tanti corsi di finanza comportamentale e l’educazione della rete erano stati in grado di cambiare in meglio l’atteggiamento mentale degli investitori. La risposta è ovviamente no.

Il grafico che vedete di seguito mostra infatti la probabilità che un’azione venga venduta da un investitore oggetto di studio in base alla percentuale di profitto o perdita.

Più le performance sono negative più scende la probabilità di vendere il titolo.

Non appena il titolo entra in territorio da guadagno la probabilità di vendere schizza in alto per poi stabilizzarsi indipendentemente dalla performance.

La cosa interessante della ricerca è il comportamento successivo ogni volta che c’è il login alla piattaforma. Se nel precedente login gli utenti messi sotto osservazione avevano visto un guadagno l’atteggiamento cambiava, ovvero si creava una sorta di ancoraggio mentale.

Se il prezzo al secondo login scendeva, gli investitori assumevano il prezzo visto al primo login come prezzo di carico e non quello reale sul quale rimane comunque in essere un utile. E così se i prezzi scendevano dall’accesso precedente semplicemente tendevano a non vendere quasi fossere in perdita.

In chiusura possiamo dire sempre la stessa cosa come soluzione a questo problema comportamentale. Se siamo investitori di lungo periodo non guardiamo i nostri investimenti ed il loro andamento troppo spesso.

In questo modo si eviteranno ancoraggi mentali e spese superflue legate a compravendite aggiuntive non previste dal nostro piano di investimento.

 

 

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