Aceto balsamico, parmigiano e investimenti finanziari

Alimentari, Sfocatura, All'Interno Di

Il lungo periodo, lo stramaledetto lungo periodo, la classica scusa che gli esperti della finanza tirano fuori come buona per investire sempre, in qualsiasi condizione.

Non voglio entrare con le borse ai massimi storici! Il rapporto prezzo utili è altissimo! Siamo in una bolla senza precedenti! Chi ripagherà tutto questo debito?

E via così, con clienti che cercano ogni pretesto per non acquistare pezzettini di aziende di successo.

Ormai sono abituato ad ascoltare questi lamenti e a sentire maledizioni contro quei finti esperti che predicano il lungo periodo perchè non hanno idea di dove andranno i mercati finanziari.

Mi dispiace ma purtroppo è proprio così, non sappiamo dove andranno i mercati domani e questo è il grande vantaggio, o meglio la democratizzazione (visto che va di moda), dell’investimento. Tutti possiamo investire partendo dalla stessa linea di partenza (escludendo l’insider trading che è illegale).

La storia però insegna che i mercati sono saliti per più tempo di quanto sono scesi. Si tratta in definitiva di avere tanta pazienza, lasciar maturare il prodotto investimento ed apprezzarne il ricco sapore al momento opportuno.

Ma chissà perchè queste accortezze vengono prese per il cibo di qualità e non per gli investimenti. Il benessere alimentare riconosce il lungo periodo come una qualità necessaria. Il benessere finanziario no. Mistero

Provate allora a seguirmi con questo esempio.

Leggi anche: Il maledetto lungo periodo

Tutti voi conoscerete l’aceto balsamico. Non quello da supermercato che costa pochi euro, ma quello prodotto nelle acetaie modenesi e che richiede anni di paziente attesa prima di poterlo apprezzare ed assaggiare. Ecco cosa scrive il Consorzio dell’Aceto Balsamico di Modena sul suo sito ufficiale

L’Aceto Balsamico di Modena è ottenuto da mosti d’uva parzialmente fermentati e/o cotti e/o concentrati.
L’uva proviene esclusivamente dai vitigni di Lambrusco, Sangiovese, Trebbiano, Albana, Ancellotta, Fortana e Montuni.
Al mosto vengono aggiunti aceto di vino, nella misura minima del 10%, e una aliquota di aceto vecchio di almeno 10 anni.

L’elaborazione dell’Aceto Balsamico di Modena avviene con il classico metodo di acetificazione mediante l’impiego di colonie batteriche selezionate oppure lenta in superficie o lenta “a truciolo”. La fase successiva è quella dell’affinamento: sia quest’ultima che la prima, si svolgono all’interno di barili, botti o tini o  di legno pregiato, quali rovere, castagno, quercia, gelso e ginepro

Una volta trascorsi 60 giorni di affinamento in tini di legno, l’Aceto Balsamico di Modena può essere sottoposto a un ulteriore periodo di invecchiamento. Se questa fase si dilunga per più di tre anni, il prodotto finito potrà fregiarsi della classificazione “invecchiato”.

 

C’è un obiettivo, un processo rodato di invecchiamento ed una serie di rigidi paletti utili a raggiungere il risultato finale. A volte si arriva anche a 25 anni di invecchiamento, più o meno quella che io definisco la duration del mercato azionario

Da Wikipedia

La fase di maturazione dura all’incirca dieci anni: assommata ai circa 2 anni necessari per la fermentazione ed acetificazione del prodotto di partenza, ciò giustifica i 12 anni richiesti come requisito minimo per la definizione di ABT[18]. I 25 anni richiesti per il prodotto extra vecchio sono invece definiti in modo arbitrario, poiché i processi enzimatici ed ossidativi non hanno praticamente fine, durando ininterrottamente per secoli.

 

Ci spostiamo di poco in terra emiliana ed andiamo sul sito parmigianoreggiano.com. Il Parmigiano Reggiano Altra eccellenza italiana anche qui con obiettivi, procedure e tanto tempo di maturazione necessario per arrivare al prodotto di eccellenza.

Quella del Parmigiano Reggiano è una storia lunga, ma è anche una storia lenta, che scorre al naturale ritmo delle stagioni. La stagionatura minima è infatti di 12 mesi, la più lunga tra tutti i formaggi Dop, ed è solo a quel punto che si potrà dire se ogni singola forma potrà conservare il nome che le è stato impresso all’origine e continuare così l’invecchiamento fino a 24, 36, 40 mesi e oltre.

 

E che dire del whisky. Gli amanti di questo superalcolico sono disposti a pagare molto di più per un invecchiamento di 25 anni ed un motivo ci sarà ovviamente

And it isn’t just because they’re old, though age makes the whiskys taste better. The wood from the barrels a Scotch (or any whisky) is aged in tends to break down the rougher flavors in the alcohol, leaving you with a smoother taste. The longer the alcohol is in there, the smoother it gets. And yes, that is lovely.

 

Leggi anche: Denaro e Cibo sono così simili?

Nel mondo del cibo la maggior parte di noi è disposta ad aspettare, ad essere pazienti, a pagare di più per un qualcosa che deve subire un lungo processo di attesa prima di essere consumato. I tre prodotti appena citati lo dimostrano, ma ne esistono decine di centinai che hanno bisogno di tempo per raggiungere il top della qualità.

Nel mondo della finanza no. Vogliamo il prima possibile il risultato e siamo disposti a pagare (tanto) chi ci promette di realizzare subito ciò che la storia in realtà ha dimostrato non fattibile. Se cerchiamo un risultato di qualità in linea con quelle che sono le nostre aspettative, servono pianificazione, tempo, buon senso e procedure corrette.

Come sempre è una questione di punti di vista e soprattutto educazione finanziaria oltre che alimentare.

 

7 risposte a "Aceto balsamico, parmigiano e investimenti finanziari"

  1. BierDividend 22 febbraio 2021 / 7:12

    Tutto giustissimo. Ma, da nativo di Parma, parmigiano con 2 G non si può vedere!

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  2. Anonimo 22 febbraio 2021 / 9:14

    Molto bell’ accostamento tra investimenti di lungo periodo ed aceto balsamico, ma da modenese che da anni produce aceto balsamico, “Aceta” nel titolo va corretto ! 😉

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    • archeowealth 22 febbraio 2021 / 9:18

      Mi sa che il vostro autore ha probabilmente abusato del terzo ingrediente mentre scriveva il titolo 😅. Avanti il prossimo 😁. Grazie come sempre della segnalazione

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  3. di-segno 22 febbraio 2021 / 23:42

    Bellissimo articolo. Trovo che paragonare i tempi della finanza a quelli della fatica per raggiungere un prodotto davvero buono introduca in modo eccellente l’idea di valore. Un buon gusto assaporato che sconfigge la fretta cercata dal guadagno veloce, dà speranza negli investimenti solidi a lungo termine. W l’aceto balsamico, non sono di Modena ma giù di lì…

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    • archeowealth 23 febbraio 2021 / 8:10

      Grazie per l’apprezzamento, non è la prima volta che accostiamo cibo a finanza ma le due materie hanno molto ma molto in comune. W il cibo italiano in generale

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  4. Franco 23 febbraio 2021 / 20:08

    Quando un giornalista chiese al mitico scalatore Messner in che cosa investisse in caso di crisi dei mercati, rispose: ho investito tutto in un castello, terreno, uva e animali. A parte la sua risposta, c’è da chiedersi perchè in italia non si rafforzi la visione nell’investire nei prodotti di cui andiamo fieri: aceto, frutta, formaggi, olio e facilitare tale attività per non fare in modo che i nostri giovani fuggano all’estero. Eravamo buoni produttori di latte e, per le politiche europee, hanno sterminato gli allevatori italiani. Per questa visione delle cose non mi faccio intimidire dai lustrini dei vari bitcoin, ma come pragmatico investitore mi “accontento” di investire a livello mondiale su aziende che lavorano e producono.

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