By |Categorie: Vivere bene|Pubblicato il: 22 Febbraio, 2021|

La pazienza è un requisito necessario per ottenere cibo di altissima qualità. Quella stessa pazienza che spesso non abbiamo quando investiamo denaro sui mercati finanziari. Scoprendo i processi di maturazione di alcuni dei prodotti alimentari più ricercati nel mondo, riusciremo a comprendere che uno degli ingredienti essenziali per avere successo nel mondo degli investimenti è proprio lo scorrere del tempo.

Il lungo periodo, lo stramaledetto lungo periodo, la classica scusa che gli esperti della finanza tirano fuori come buona per investire sempre, in qualsiasi condizione.

Non voglio entrare con le borse ai massimi storici! Il rapporto prezzo utili è altissimo! Siamo in una bolla senza precedenti! Chi ripagherà tutto questo debito?

Quante volte un consulente finanziario si è sentito ripetere dai suoi clienti frasi che cercano ogni pretesto per non acquistare pezzettini di aziende quotate sui mercati azionari.

Anche chi vi scrive ha ascoltato nel corso della sua carriera lamenti e maledizioni contro quei finti esperti che predicano il lungo periodo perché non hanno idea di dove andranno i mercati finanziari.

Mi dispiace ma purtroppo è proprio così, Non sappiamo dove andranno i mercati domani e questo è il grande vantaggio, o meglio la democratizzazione, dell’investimento.

Ognuno di noi può investire partendo dalla stessa linea di partenza (escludendo l’insider trading che è illegale).

La storia insegna che i mercati sono saliti per più tempo di quanto sono scesi. Ma non sono mai saliti (o scesi) in linea retta.

Si tratta in definitiva di avere tanta pazienza, lasciar maturare l’investimento e apprezzarne il ricco sapore al momento opportuno.

Chissà perché queste accortezze vengono tendiamo ad averle nella scelta del cibo di qualità e non nell’investire denaro.

Mangiare bene e investire bene non sono comportamenti così diversi

Il benessere alimentare riconosce il lungo periodo come una qualità necessaria. Il benessere finanziario no. Mistero.

In questo articolo ho cercato di spiegare perché cibo e denaro sono molto simili. Oggi proverò a spingermi un pò più avanti. Seguitemi con questo primo esempio.

Ognuno di noi conosce l’aceto balsamico. Non quello da supermercato che costa pochi euro, ma quello prodotto nelle acetaie modenesi e che richiede anni di paziente attesa prima di poterlo apprezzare ed assaggiare. Ecco cosa scrive il Consorzio dell’Aceto Balsamico di Modena sul suo sito ufficiale

L’Aceto Balsamico di Modena è ottenuto da mosti d’uva parzialmente fermentati e/o cotti e/o concentrati.
L’uva proviene esclusivamente dai vitigni di Lambrusco, Sangiovese, Trebbiano, Albana, Ancellotta, Fortana e Montuni.
Al mosto vengono aggiunti aceto di vino, nella misura minima del 10%, e una aliquota di aceto vecchio di almeno 10 anni.

L’elaborazione dell’Aceto Balsamico di Modena avviene con il classico metodo di acetificazione mediante l’impiego di colonie batteriche selezionate oppure lenta in superficie o lenta “a truciolo”. La fase successiva è quella dell’affinamento: sia quest’ultima che la prima, si svolgono all’interno di barili, botti o tini o  di legno pregiato, quali rovere, castagno, quercia, gelso e ginepro

Una volta trascorsi 60 giorni di affinamento in tini di legno, l’Aceto Balsamico di Modena può essere sottoposto a un ulteriore periodo di invecchiamento. Se questa fase si dilunga per più di tre anni, il prodotto finito potrà fregiarsi della classificazione “invecchiato”.

C’è un obiettivo, un processo rodato di invecchiamento e una serie di rigidi paletti da rispettare per raggiungere il risultato finale. A volte si arriva anche a 25 anni di invecchiamento, più o meno quella che io definisco spesso la duration del mercato azionario.

Parmigiano Reggiano, Il Formaggio, Italia, Italiano

Mi sposto di pochi chilometri rimanendo sempre in terra emiliana per scoprire un’altra eccellenza italiana. Per produrre il celebre Parmigiano Reggiano servono obiettivi, rigide procedure di produzione e tanto tempo di maturazione per arrivare al prodotto di eccellenza che conosciamo. Ecco un estratto dal sito Parmigianoreggiano.com.

Quella del Parmigiano Reggiano è una storia lunga, ma è anche una storia lenta, che scorre al naturale ritmo delle stagioni. La stagionatura minima è infatti di 12 mesi, la più lunga tra tutti i formaggi Dop, ed è solo a quel punto che si potrà dire se ogni singola forma potrà conservare il nome che le è stato impresso all’origine e continuare così l’invecchiamento fino a 24, 36, 40 mesi e oltre.

Siccome il viaggio sta rivelando un filo comune tra tutti i prodotti alimentari di qualità, cambio completamente genere per entrare nel mondo del whisky. Gli amanti di questa bevanda alcolica sono disposti a pagare tanti soldi per un invecchiamento di 25 anni e il motivo è facilmente immaginabile.

And it isn’t just because they’re old, though age makes the whiskys taste better. The wood from the barrels a Scotch (or any whisky) is aged in tends to break down the rougher flavors in the alcohol, leaving you with a smoother taste. The longer the alcohol is in there, the smoother it gets. And yes, that is lovely (fonte businessinsider.com)

Quando si tratta di cibo siamo disposti ad aspettare, a essere pazienti, a pagare di più per un prodotto che deve subire un lungo processo di maturazione prima di essere consumato. I tre esempi che ho appena fatto lo dimostrano, ma esistono migliaia di prodotti alimentari che hanno bisogno di tempo per raggiungere il top della qualità.

Nel mondo della finanza non è così. Il risultato deve arrivare il prima possibile e siamo disposti a pagare parecchi soldi a chi promette di realizzare subito ciò che storia e ricerca hanno dimostrato non fattibile.

Se cerco un risultato di qualità in linea con quelle che sono le mie aspettative, devo essere consapevole che pianificazione, tempo, pazienza, buon senso e procedure corrette sono parole che non posso e non devo ignorare. In caso contrario la fast finance produrrà gli stessi scadenti risultati del fast food.

Buon investimento.

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4 Commenti

  1. Franco 23 Febbraio 2021 at 20:08 - Reply

    Quando un giornalista chiese al mitico scalatore Messner in che cosa investisse in caso di crisi dei mercati, rispose: ho investito tutto in un castello, terreno, uva e animali. A parte la sua risposta, c’è da chiedersi perchè in italia non si rafforzi la visione nell’investire nei prodotti di cui andiamo fieri: aceto, frutta, formaggi, olio e facilitare tale attività per non fare in modo che i nostri giovani fuggano all’estero. Eravamo buoni produttori di latte e, per le politiche europee, hanno sterminato gli allevatori italiani. Per questa visione delle cose non mi faccio intimidire dai lustrini dei vari bitcoin, ma come pragmatico investitore mi “accontento” di investire a livello mondiale su aziende che lavorano e producono.

  2. di-segno 22 Febbraio 2021 at 23:42 - Reply

    Bellissimo articolo. Trovo che paragonare i tempi della finanza a quelli della fatica per raggiungere un prodotto davvero buono introduca in modo eccellente l’idea di valore. Un buon gusto assaporato che sconfigge la fretta cercata dal guadagno veloce, dà speranza negli investimenti solidi a lungo termine. W l’aceto balsamico, non sono di Modena ma giù di lì…

  3. Anonimo 22 Febbraio 2021 at 09:14 - Reply

    Molto bell’ accostamento tra investimenti di lungo periodo ed aceto balsamico, ma da modenese che da anni produce aceto balsamico, “Aceta” nel titolo va corretto ! ;-)

  4. BierDividend 22 Febbraio 2021 at 07:12 - Reply

    Tutto giustissimo. Ma, da nativo di Parma, parmigiano con 2 G non si può vedere!

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