A lezione di Bitcoin #3

Gli ultimi articoli che questo blog ha trattato a tema Bitcoin hanno scatenato polemiche, riflessioni, commenti concitati con tanto di tifo da stadio pro e contro criptovalute. Quando succede tutto questo credo sia doveroso cercare di comprendere meglio il fenomeno bitcoin senza preconcetti, possibilmente attingendo le informazioni da fonti competenti. Fortunatamente tra i nostri lettori ci sono persone esperte di questa materia complessa. Una di queste persone (che ringrazio di cuore) ha scritto per noi una serie di articoli che speriamo possano aiutare i lettori di investireconbuonsenso.com a capire, nel modo più semplice possibile, come funziona Bitcoin e tutto ciò che vi gira attorno. Sarà un viaggio a puntate dove scopriremo le origini di Bitcoin e della blockchain, capiremo pregi e limiti di questa tecnologia, tenteremo di capire come spendere, conservare e convertire bitcoin con un occhio rivolto a quello che i Governi mondiali potrebbero (o non potrebbero) fare per gestire questo fenomeno.

Bitcoin, Btc, Criptovaluta, Crittografia

Parte 3 – I limiti della rete Bitcoin, la privacy e i Governi

I limiti della rete Bitcoin

Per come è stata realizzata, la rete Bitcoin ha dimostrato nel tempo dei limiti molto evidenti, che hanno comportato negli anni la nascita di altre criptovalute (definite altcoins), che vedremo più avanti, con lo scopo di superarli.

Oltre al dispendio energetico a cui abbiamo accennato in precedenza, il limite principale è che la rete bitcoin può processare in tutto il mondo al massimo 7 transazioni al secondo (rispetto ad esempio alle migliaia di Visa); la seconda è che, per essere certi che una transazione sia confermata, occorre generalmente attendere la produzione di almeno 6 “conferme”, cioè di 6 nuovi blocchi prodotti, per cui, visto che un blocco viene prodotto mediamente ogni 10 minuti, almeno un’ora. Questo per evitare che eventuali diramazioni temporanee della blockchain dovute ad attacchi malevoli o semplicemente perché due minatori hanno prodotto contemporaneamente due blocchi differenti, ma validi entrambi avendo risolto il problema matematico contemporaneamente, possano annullare la transazione. Se ricordate, negli articoli precedenti abbiamo visto che in caso di discordanze nella blockchain, occorre attendere di verificare qual è la catena più lunga che si forma, cioè quella validata dalla maggior parte della potenza di calcolo dei computer della rete. Per questo è solitamente necessario attendere 6 conferme, in quanto, una volta accodati 6 blocchi alla blockchain, la probabilità che una transazione sia annullata è praticamente nulla.

Il fatto di poter processare così poche transazioni ogni secondo ha l’effetto collaterale che, se tante persone vogliono trasferire bitcoin, la rete si congestiona e le commissioni salgono. Se ricordate, in precedenza abbiamo visto che il “blocco” ha una dimensione limitata e può contenere quindi un numero limitato di transazioni, per cui, dal momento che i minatori scelgono quali transazioni inserire in un blocco, se le richieste sono molte, privilegeranno i richiedenti che sono disposti a pagare di più, lasciando gli altri “in coda” e innalzando quindi le commissioni richieste per chi vuole essere sicuro di essere elaborato nel blocco successivo.

Se Nakamoto aveva pensato a Bitcoin come a un sistema decentrato di moneta elettronica per le spese quotidiane, la realtà è che difficilmente si potrebbe acquistare un caffè pagando 10 euro di commissioni e dovendo aspettare un’ora per confermare il pagamento.

Attualmente sono in corso diverse sperimentazioni per cercare di aggirare questi limiti (la più promettente si chiama Lightning Network e prevede la creazione di canali paralleli alla blockchain principale), ma la situazione al momento è ancora quella descritta sopra.

Bitcoin, la privacy e i Governi

Prima di passare a vedere le modalità di conversione dei bitcoin in valuta cosiddetta fiat, ad esempio dollari o euro, e quindi introdurre il mondo degli “exchange”, approfondiamo qual è il livello di privacy e anonimato che fornisce la rete Bitcoin e che problemi può causare Bitcoin ai Governi. Tutti avrete sentito o letto negli anni che Bitcoin può essere utilizzato dalla malavita per riciclare denaro o per altri scopi illeciti. L’esempio sicuramente più noto è quello di Silk Road, che era una sorta di portale online attivo tra il 2011 e il 2013 dove si poteva acquistare con bitcoin sostanzialmente qualsiasi cosa illegale, principalmente droghe, chiuso poi dall’FBI. Altri esempi più recenti, provenienti più da singoli malavitosi che da criminalità organizzata, sono le richieste di un riscatto in bitcoin per riottenere l’accesso ai file crittografati nel caso in cui abbiate ricevuto un attacco ransomware (cioè un virus che crittografa tutti file sul vostro PC, rendendoli illeggibili).

Bitcoin, Digitale, Soldi, Decentrata

Normalmente l’opinione comune attribuisce questi eventi al fatto che ritiene che la rete Bitcoin sia anonima per cui i criminali possano agire liberamente e senza rischi. In realtà, come abbiamo visto sopra, la blockchain non è propriamente anonima, in quanto contiene tutte le informazioni dei trasferimenti di bitcoin dal momento della loro generazione a oggi, solo che non è nota l’identità di chi si cela dietro a ogni indirizzo. Ad esempio, se ArcheoWealth ha in un suo indirizzo 1 bitcoin e lo trasferisce all’indirizzo di ExploWealth, tutto il mondo è a conoscenza della transazione (è possibile per chiunque consultare tutte le transazioni avvenute nella rete Bitcoin ad esempio all’indirizzo https://www.blockchain.com/explorer). Tuttavia nessuno sa che dietro i due indirizzi si nascondono ArcheoWealth ed ExploWealth. In altre parole, la rete Bitcoin è pseudonima. Tuttavia, nel caso in cui qualcuno (polizia, malviventi) riuscisse a identificare ArcheoWealth, verrebbe immediatamente a conoscenza di tutti i bitcoin che ha ricevuto e inviato, per cui potrebbe risalire a tutta la rete di relazioni di ArcheoWealth che, anche se pseudonime, lasciano delle tracce indelebili nella blockchain. Per ridurre questa possibilità, Nakamoto suggerì di non riciclare mai un indirizzo per più di una transazione ma di usarne sempre di diversi, tuttavia non è certo che le organizzazioni criminali apprezzino questa trasparenza della blockchain.

In ogni caso, dai dati pubblicamente forniti dalle Istituzioni, sembrerebbe che l’utilizzo da parte della criminalità organizzata di Bitcoin sia oggi molto secondario rispetto agli altri canali esistenti, ad esempio i contanti, per cui si potrebbe assumere che, almeno in questo momento, l’utilizzo prevalente di Bitcoin non sia quello malavitoso.

Bitcoin, Valuta, Tecnologia, Soldi

Ciononostante i Governi e le Istituzioni finanziarie mondiali non hanno generalmente un approccio favorevole a Bitcoin. Al di là degli aspetti speculativi e, come vedremo in seguito, di mancanza di normative e quindi tutele negli “exchange”, non si può nascondere che una delle più evidenti caratteristiche di Bitcoin sia quella di poter trasferire in ogni parte del mondo piccoli o grandi capitali senza sostanziale possibilità di controllo da parte di un Ente governativo. Questa è probabilmente allo stesso tempo la caratteristica che più amano gli estimatori di Bitcoin e che più temono i regolatori.

Ad esempio ipotizziamo che viviate in un Paese autoritario. Se possedeste bitcoin potreste attraversare la frontiera senza niente addosso, andare in un qualsiasi altro Paese del mondo, collegarvi a un “exchange” e convertire i vostri bitcoin nella valuta locale, senza che il vostro governo lo sappia e possa intervenire. Ma, ovviamente, anche se siete un criminale potreste fare lo stesso.

Bisogna dire però che è impossibile fermare la rete Bitcoin. Come abbiamo visto in precedenza, finché resterà anche un solo PC in tutto il mondo a “minare” bitcoin, la blockchain continuerà a funzionare e questo è a conoscenza anche dei governanti, per cui si può comprendere la difficoltà che hanno in questo momento le Istituzioni mondiali nel cercare di coniugare i diritti individuali delle persone con la necessaria protezione della collettività (o, secondo i libertari, per mantenere il loro potere di controllo e censura), in un sistema sovranazionale come è Bitcoin.

Nella prossima e ultima parte vedremo come si acquistano i bitcoin, come si forma il prezzo, come si spendono o si conservano, e le altcoins, cioè le criptovalute nate dopo Bitcoin.

Leggi anche: A lezione di Bitcoin #1

                        A lezione di Bitcoin #2

 

Una risposta a "A lezione di Bitcoin #3"

  1. Franco 25 febbraio 2021 / 20:17

    Non sono certo un estimatore del bitcoin ma, senza offesa, stai elencando una serie di nozioni tecniche, su questa criptomoneta, che mi lascia molto perplesso. La parte interessante non è questa, a mio parere, ma è la parte filosofica che sta dietro al bitcoin che è interessante, il resto è pura noia. Il Bitcoin doveva essere una rivoluzione e una liberazione, una moneta internazionale indipendente dai governi e dalle banche centrali. Siamo sinceri, oggi il Bitcoin è diventato principalmente uno strumento per fare speculazione, cioè per ottenere un guadagno dalle fluttuazioni del suo valore nel tempo. Il Bitcoin doveva essere una moneta per pagamenti e transazioni finanziarie, ma non è andata proprio così, perchè il Bitcoin si è scontrato ancora prima con problemi tecnici e di mercato. Per essere davvero una moneta dovrebbe essere stabile e soprattutto dovrebbe permettere un numero elevatissimo di transazioni contemporanee, che come hai detto tu non avviene. Perciò avendo fallito il suo ruolo come moneta il bitcoin è diventato soprattutto uno strumento speculativo. ll bitcoin è diventato ottimo per gli speculatori proprio perché caratterizzato da un numero limitato di transazioni e quindi poco liquido e con una forte variabilità. Le speculazioni sono importanti per il sistema finanziario, è vero, le faccio anch’io, ma non dovrebbero essere considerate degli investimenti perchè in questi ultimi c’è una valutazione dello strumento finanziario e del suo reale rischio. Molti hanno realizzato elevatissime plusvalenze, ma al di là di questo, un acquirente del bitcoin, non sta di certo puntando sullo sviluppo di una pseudo modernità, di un fantastico futuro tecnologico, su un nuovo modo di vedere una moneta veramente mondiale. sta semplicemente facendo una pura scommessa speculativa punto e basta. Sui siti dedicati al bitcoin qualcuno afferma: si ma anche Amazon e Facebook erano così fin dall’inizio. Rispondo: Amazon rappresenta realmente un nuovo modo di vendere, con tanto di recensioni di chi acquista, è stata un’innovazione. Come del resto Facebook ha esaudito l’esigenza di una piattaforma per conoscere altre persone ed amici. Al di là delle descrizioni prettamente tecniche, spiegatemi quale sarà il vero ruolo del bitcoin in futuro perchè non l’ho ancora capito.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.