By |Categorie: Vivere bene|Pubblicato il: 4 Maggio, 2022|

L’ultima uscita del regista Adam McKay è una satira pungente e molto divertente che mira a screditare politici e a criticare nel profondo la società nel suo complesso, perché entrambi completamente apatici rispetto all’incombente crisi climatica che sta affrontando il mondo.

Jennifer Lawrence e Leonardo Di Caprio interpretano una coppia di scienziati che scoprono una cometa killer, diretta verso la Terra, il cui impatto porterebbe diretti all’estinzione del pianeta Terra.

La cometa, e la crisi che questo evento scatena nelle varie fasce della popolazione, sono usate da McKay come una metafora efficace per criticare tutto, dall’ossessione della società moderna per la cultura pop (bellissima la parodia e l’auto-ironia di Ariana Grande come star vuota e superficiale), così come la tecnologia che ci controlla dalla mattina alla sera, nonché la presa di mira dei media e i programmi di “notizie” e sul come sensazionalizzino anche la più banale delle storie.

Il premio Oscar Leonardo Di Caprio (uno dei migliori attori in circolazione, memorabili i suoi film con Scorsese – da vedere “The Departed”) continua a mostrare di essere l’erede di Daniel Day Lewis come il più grande attore di oggi, interpretando senza sforzo il ruolo di un professore poco sicuro di sé, nervoso e irrequieto, incline agli attacchi di panico.

Un’altra interpretazione magistrale di Di Caprio

Un’altra vincitrice dell’Oscar Jennifer Lawrence, è il partner perfetto per Di Caprio: il regista mette a nudo spietatamente le loro differenze comportamentali e personali e, di fronte alla crisi incombente, crea dei siparietti esilaranti e ridicoli ma con effetti devastanti, affascinando lo spettatore con la loro dinamica yin-yang.

Mentre la maggior parte dei grandi nomi dell’ensemble di stelle (Meryl Streep, Ariana Grande appunto, Cate Blanchett) appaiono sullo schermo per un tempo limitato, McKay assicura che il loro impatto sia significativo e profondo. Meryl Streep si nota che si diverte parecchio ad interpretare un ruolo comico dopo tanto tempo e a creare un’esilarante combinazione madre-figlio con il sempre suo mentecatto “chief of staff” della casa bianca, l’ottimo Jonah Hill, con un umorismo eccentrico che vi spiazzerà il più delle volte.

Meryl Streep con il cappellino alla “Make America Great Again” di trumpiana memoria

Con personaggi che alludono a tutti, da Elon Musk, Jeff Bezos e Mark Zuckerberg, a Jay Z e Beyonce e persino a Donald Trump ed al genero Jared Kushner, nessuno sfugge all’ira di McKay: se ripensiamo alle assurdità che hanno prodotto i media americani durante e dopo l’elezione di Trump, con la falsificazione dei fatti, l’interpretazione alternativa, il non prendere sul serio nulla e parlare sempre e solo alla “pancia” del pubblico, il film ridicolizza in maniera molto efficace l’intero sistema politica-news che ha reso l’America moderna lo zimbello del mondo.

Alla fine del film, come spettatore, uno si chiede se questo sia il vero stato delle cose del paese considerato il modello di democrazia e trasparenza del mondo occidentale.

Le metafore e le parodie a volte colpiscono per la loro vicinanza alla realtà: è magistrale il personaggio che si rifà a Zuckerberg, alla sua azienda onnipresente nella società nonché alle sue idee balzane per sfruttare i minerali presenti sulla cometa.

Metafore e parodie che ci fanno interrogare su noi stessi e su come permettiamo che le decisioni per il bene comune siano influenzata dai nostri pregiudizi e che questi pregiudizi prevalgano sulla scienza (qualcuno trova qualche riferimento alla situazione attuale con il Covid e i no-vax?).

Una menzione “en passant” per un giovane attore, Timothée Chamelet, che interpreta un giovane senza né arte né parte ma che, nonostante la sua ignoranza abissale, capisce l’importanza del messaggio scientifico della scienziata Jennifer Lawrence e se ne innamora.

Forse una luce di speranza nelle nuove generazioni?

Menzione speciale perché è stato uno degli attori protagonisti in un film non molto conosciuto in Italia “Chiamami con il tuo nome”, di Luca Guadagnino, film del 2017. Film molto intenso, molto cerebrale e “francese”, sui turbamenti sessuali di un 17enne nel 1983 nelle campagne di Cremona, anche questo su Netflix e, per chi ha ragazzi in quell’età, interessante per capirne i dubbi e il concetto di “fluidità” sulle scelte sessuali.

Timothée Chamelet

Per concludere e tornando al film, con Joe Biden ancora preoccupato di riparare a tutti i danni causati da Donald Trump sul fronte ambientale, si può solo sperare che la crisi climatica venga gestita da mani più capaci e da una leadership politica che abbia in mente un focus più olistico e a lungo termine.

“Don’t Look Up” è, in definitiva, una satira politica agghiacciante, che definisce un’era – quella di Trump in particolare –  e colpisce duramente la psiche dello spettatore.

Il titolo – “non guardare in alto” –  si riferisce non solo alla cometa cataclismica, ma anche alla “Sindrome dello struzzo” della classe dirigente, politica e non, che continua a seppellire la testa sotto la sabbia ed ignora le minacce esistenziali che deve affrontare il mondo nel suo complesso.

McKay è un genio moderno, che usa l’umorismo in questo film per trasmettere il più importante dei messaggi. Altamente raccomandato.

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