
Non sono solito scrivere articoli che riprendono un articolo già scritto (soprattutto se APPENA pubblicato), ma questa volta non mi posso esimere.
Il senso di questo mio articolo di oggi è confermare che, se ce ne fosse ancora bisogno, la natura umana non cambia mai.
Si muove costantemente in una danza tra PAURA e AVIDITA’, in generale nella vita, ma soprattutto quando si parla di investimenti.
Riprendo il bello sketch di Carl Richards che avevo messo nel precedente articolo:

Come gli oltre 25 anni di esperienza sui mercati mi insegnano, la natura umana compra in salita perché “rischia” di rimanere fuori da una opportunità (avidità) e vende non appena c’è una correzione (paura).
Andando avanti così, si buttano via i soldi e, nei casi peggiori come dice Carl Richards, si va alla rovina (broke).
Sono i due “driver” principali di come ragiona la mente umana (non educata) quando si trova davanti alla volatilità dei mercati: il premio Nobel all’economia Kahneman (psicologo di professione) ce l’ha insegnato e, se volete andare a rileggervi il mio omaggio quando è venuto a mancare l’anno scorso, questo è l’articolo con un compendio delle sue grandi verità:
Tributo a un eroe della consulenza finanziaria: Daniel Kahneman
La fine dell’impero romano
Il mio ultimo articolo, pubblicato l’altro giorno, ha attirato un bel po’ di commenti che mi hanno confermato di aver colto “nel segno”: chiaramente la gente è preoccupata di quello che legge sui giornali, di Trump scatenato, di Musk pure, della recessione in USA, della terza guerra mondiale potenziale, del riarmo in Europa ecc…
(nota di costume: per caso avete notato che i mercati azionari Europei sono ai massimi storici e, negli ultimi 3 anni, hanno fatto meglio dell’azionario USA??? No, vero? Ecco perché bisogna DIVERSIFICARE sempre e quello che leggiamo sui giornali non è detto che si debba traslare immediatamente sui mercati azionari e, soprattutto, che noi dobbiamo mettere mano ai nostri portafogli – se non ci credete, guardate il grafico qui sotto tra il Dax tedesco – usato per semplicità per rappresentare l’Europa – e lo S&P500, in EURO, quindi con l’impatto positivo o negativo per noi investitori europei:
Dax tedesco vs S&P 500 negli ultimi 3 anni:

A 5 anni anni praticamente uguali:

Ovviamente a 10 anni gli USA bagnano ancora il naso al Dax:

In ogni caso, veniamo al punto di questo articolo: i commenti tra la “fine del mondo” e “la fine del mio portafoglio” e la “fine di tutto” di alcuni lettori che vorrei commentare con voi:
Un lettore scrive:
“Sta finendo un impero e quando finisce un impero succedono sempre le stesse cose. Nel 378 Fritigerno sconfisse i Romani ad Adrianopoli, si prese la Tracia e Teodosio fu costretto ad accettare la situazione e a fare la pace. Nel 410 l’imperatore Onorio disse ai Britanni che dovevano pagarsi loro la loro difesa perché non voleva più spendere e concentrarsi sulla difesa di Roma. Negli ultimi secoli l’inflazione era elevata (monete in oro e sempre più altri metalli). Questa volta è uguale”.
Questa volta è uguale. Fritigerno. Onorio e i Britanni.
Oh, bene: intanto ho fatto creare una immagine della fine dell’Impero Romano da un tool di AI, in apertura di questo articolo, così per ricordarci come doveva essere Roma quando arrivarono i Barbari (noterete una allucinazione di questo tool, che ci ha messo anche un camion militare J).
Ma poi, chiedo io umilmente: avrà un senso fare il paragone con l’Impero Romano di 2000 anni fa con il giorno d’oggi? È come fare il paragone tra il 1929 ed oggi. C’era Internet nel 1929, c’era una banca centrale come la Fed (ve lo dico io: no), c’era un mercato sviluppato e liquido come oggi, c’erano i fondi pensione che comprano continuamente azionario ogni mese, che tipo di aziende erano quotate in borsa nel 1929 (le linee ferroviarie) rispetto ad oggi?
Siamo un attimo andati avanti nell’evoluzione della specie o dobbiamo sempre guardare agli eventi spaventosi e di fine impero del passato?
Conclusione: la natura umana non cambia mai, focalizzandosi sempre sulle cose più paurose, mentre il mondo e il mondo finanziario sì che cambiano – ma questa disconnessione rimane comunque.

(ho detto al tool AI di togliere il camion e di mettere in primo piano un barbaro…scusate l’immagine cruenta)
Altro commento:
“Tutto molto bello e corretto in un mondo ideale e con un orizzonte temporale tendente all’infinito. Credo che questo mantra del lungo periodo sia, a volte, un modo per sfuggire alla reale gestione del presente o del prossimo futuro e altre volte un modo per procrastinare il momento di verifica delle performance di portafoglio. Poi però nessuno spiega mai come nei fatti, non in teoria, gestire l’eventuale crollo del mercato che tra l’altro in questo caso grazie all’Ai, si assocerà a praterie di sottoccupati e disoccupati.
Quindi ci si potrebbe trovare con un crollo di mercato, senza lavoro e con inflazione alle stelle. Ahi, ahi, per le nostre finanze. Io pronto a mangiare pane e cipolla ma quanti lo sono?
Pe ora non ho venduto nulla, ma saprò resistere?”
Meno male che non ha venduto ancora nulla ma la chiusa, “saprò resistere”, mi fa dire che non ce la farà. E il pane con la cipolla lo attendono.
Forse la marea di disoccupati creati dall’AI potremmo essere proprio noi, consulenti finanziari, che “procrastiniamo il momento di verifica della performance di portafoglio”.
Ecco una immagine AI di noi consulenti finanziari che procrastiniamo la verifica della performance di portafoglio:

Al netto del fatto che noi, in Meridian, diamo accesso alla performance del portafoglio on demand-ogni giorno ai nostri clienti, nella loro area riservata Meridian. Non solo, gli calcoliamo il rendimento medio annuo, al netto di apporti e prelievi – cioè, ho investito tot all’inizio, ho aggiunto tot cash, ho prelevato tot cash, dove sono adesso e quanto sto facendo?
È il calcolo del Money weighted rate of return per i portafogli dei clienti, così sanno esattamente ogni giorno come stanno andando – ma non come stanno andando rispetto a un benchmark qualsiasi, come se fosse una gestione patrimoniale o un fondo.
Ma come stanno andando rispetto al LORO benchmark, cioè quale sia la performance media annua che devono ottenere dal loro portafoglio per raggiungere i LORO obiettivi.
(nota: la performance che vedete nel vostro conto investimenti non tiene conto di tutto lo “storico” delle vostre operazioni. Se vendete qualche strumento in negativo, quella % in negativo sarà tolta dal calcolo aggregato di tutto il portafoglio che vi fa vedere la banca e viceversa. Dovete ricordarvi voi, ogni volta, cosa avete comprato, quando avete venduto e che performance storica avevate registrato. E così per un multiplo di volte nel corso della vostra vita di investitori).
Ma che cosa ci sta a dire questo commento?
Che la natura umana tende a concentrarsi solo sugli aspetti negativi del MOMENTO: non riesce a guardare avanti, guarda sempre indietro (Fritigerno, ricordate?) e guarda ai momenti di crollo e li proietta in avanti. Con qualche frecciata a noi consulenti finanziari, ma ci sta, ci mancherebbe.
Ultimo commento, solo per confermare il “trend”:
“Leggo con apprezzamento i suoi contributi da tempo, e conosco questo punto di vista, che in generale ho fatto mio negli anni. Tuttavia, questa volta non sono convinto che… non sia diverso. Non per le ultimissime notizie gridate ogni giorno, ma per il filo che si delinea unendo i puntini.
Sul lungo periodo probabilmente le cose non cambieranno. Sul medio però il premio del rischio mi sembra crollato. Ecco perché ieri ho alleggerito (non chiuso, non cancellato: quelle messe da parte per il lunghissimo periodo resteranno sempre lì) le mie posizioni ETF azionari sia Europa sia soprattutto SP500, pur pensando a lei mentre lo facevo ed aspettandomi questo post immaginando una virtuale tirata d’orecchi. Con il rammarico di pagare un bel 26% su quelle varie decine di punti percentuali di guadagno che avevo maturato e sottrarre risorse all’interesse composto, ma per mettermi nell’ottica di riparlarne tra un annetto stando alla finestra nel frattempo. Forse è il mio profilo di investitore che è cambiato più del mondo in questi mesi? O forse è il mondo in una tempesta diversa?”
Ecco qualcuno che non ce l’ha “fatta” e ha venduto, come volevasi dimostrare.
La natura umana, lasciata da sola, fa casini con i propri investimenti, perché si fa guidare dalle proprie emozioni.
“La tempesta diversa”? Certo che la “tempesta” è “diversa”, perché le cose che stanno facendo Trump e Musk sono diverse rispetto al passato.
Ogni causa scatenante delle correzioni di mercato e del flusso ininterrotto di notizie negative dei media finanziari (che io chiamo pornografia giornalistico-finanziaria) è diversa rispetto al passato.
Ma il risultato finale è UGUALE: secondo voi, Microsoft, Apple, LVMH, Salesforce, Novo Nordisk per citarne solo alcune, si fermano e non fanno più niente davanti a quello che succede nel mondo? Rimangono come un cervo di notte con i fari negli occhi?
Si ingegneranno per cambiare strategia di prodotto o servizio, usciranno da certi mercati, venderanno alcune aree aziendali, licenzieranno, si fonderanno, faranno spin-offs e split-offs, acquisiranno altre aziende. E il mercato saprà premiare chi non sta fermo.
“Stiamo alla finestra. Ci vediamo tra un anno”. Ho fatto una scommessa con questo lettore, che magari perderò, ma sono abbastanza fiducioso che lo S&P 500 o l’indice azionario mondiale saranno più in alto tra un anno rispetto ad oggi.
E così, quello che ho scritto nell’articolo di questa settimana, ovvero che si vende attendendo che si
- calmino le acque
- posi la polvere (sarebbe l’equivalente inglese di “when the dust settles”, per dire che tutto il mondo è paese)
- stabilizzi la situazione
- che passi questo momento difficile
- devo aggiungere lo “stare alla finestra” di questo lettore, che mi sembra molto bella come immagine
conferma il fatto che non si sa perché si stia investendo e si commettono i classici errori di finanza comportamentale del buon Kahneman.
FOCALIZZATI SU CIO’ CHE PUOI CONTROLLARE E CHE È IMPORTANTE PER TE
Chiudo con lo sketch dell’articolo scritto in settimana che a me piace particolarmente:

Visto che non possiamo controllare e/o cambiare quello che succede giornalmente nel mondo, ma sappiamo quali sono gli aspetti della nostra vita che ci stanno più a cuore (quelli scritti nel nostro piano ad esempio), cosa dobbiamo fare? Focalizziamoci solo in quella intersezione!
Cosa possiamo controllare? Il nostro comportamento di fronte alla volatilità.
Cosa è importante per noi? Raggiungere i nostri obiettivi scritti nel piano.
Focalizziamoci lì, sul comportamento che deciderà se riusciremo a raggiungere i nostri obiettivi.
E chiudo con il commento di un lettore che, mi pare, abbia capito il senso del concetto educativo finanziario del mio articolo:
“Personalmente condivido al 100% ciò che ha scritto Valerio. In un mondo di impermanenza e continua instabilità ciò a cui bisogna far fede è il proprio piano di investimento che ovviamente può cambiare perché le nostre stesse vite cambiano. Se studiamo e leggiamo la storia notiamo che nulla in verità cambia, sono solo cicli che si ripetono e rimanere stabili porta un indubbio ed oggettivo risultato.
Poi rispetto a Valerio sono più buono, se ci capita la tentazione di vendere e portare a casa un utile beh meglio questo rispetto a quelli che vendono in perdita. L’utile si può reinvestire ma soprattutto spendere per sé stessi come per altri e quindi si torna felici e utili :-)”
Al netto di vendere qualche strumento in utile (ma poi quanto? Tutto il capitale, solo l’utile, solo una parte dell’utile, e perché solo una parte?), ci sta che qualche volta si faccia “sfogare” la natura umana, se non si altera radicalmente il proprio portafoglio.
E, poi, sì, forse sono un po’ troppo sarcastico e diretto nei miei articoli, ma ho oltre 50anni e tanta esperienza e non le mando più a dire.
Preferisco dire le verità per come le ho apprese io in oltre 25 anni di esperienza sui mercati. Sono aperto a tutti ma non sono per tutti e ci sta.
Meglio andare a leggere un e-magazine più in linea con le proprie inclinazioni forse.
In ogni caso, grazie a tutti i lettori che commentano e non commentano. Ci sforziamo ogni giorno di educarvi e, alle volte ci riusciamo e alle volte no.
Ma non smetteremo mai di dire le verità con le V maiuscole.
Ma la nostra strategia KISS (“keep it simple, stupid”) rimane superiore a qualsiasi tattica di breve, a qualsiasi report di banca di investimento, a qualsiasi articolo di pornografia giornalistico-finanziaria e, come dicono sempre i nostri colleghi USA, “this too shall pass”.
Anche questa passerà. KISS!

Buongiorno a tutti. Vi seguo essendo un piccolo investitore. Ovvio che nessuno si sarebbe aspettato questa situazione e sembra paradossale che in tre anni di guerra in ucraina non è mai successo nulla e le borse crescevano continuamente. C’è da spanciarsi dalle risate ammettendo che da quando alla casa Bianca c’è Trump con al seguito un imprenditore di fama mondiale, come Musk, e che proprio loro hanno fatto cadere le borse. Neanche Biden affetto da Alzheimer ci sarebbe riuscito anche volendo! Dopo questa premessa non sono certo uscito dal mio investimento, poichè essendo un neopensionato, di tempeste finanziarie ne ho viste molte. Io a dire la verità ho investito un pochino in questo crollo, ma essendo in una fase di decrescita per il pensionamento non avrei molta liquidità da investire. Penso che questi crolli siano più un’opportunità poichè alla fin fine non penso che all’America convenga fare delle politiche che influiscano negativamente sulla borsa del paese. E sicuramente ci saranno dei correttivi, se pensavano con i dazi di incrementare gli utili delle società americane hanno avuto una sorpresa che penso manco si aspettavano pure loro. Grazie a tutti voi che rassicurate i piccoli investitori e risparmiatori che spesso si fanno prendere dal panico.
grazie a te Giovanni , ogni discesa è sempre una opportunità – se stai ritirando dal capitale, dovresti aver creato un buffer di titoli di stato proprio per limitare l’impatto della volatilità. Grazie ancora per il commento.
Pur seguendovi dal 2017, spesso ho venduto quando i guadagni raggiunti svanivano durante i rbassi, come si dice “prima di perdere” , ecco proprio così facendo ho sempre perso e col senno di poi posso affermarlo con certezza. Proprio perché questa volta é diverso, diverso dal 2000, dalle torri, dal 2008 e dal COVID, diverso solo nei titoli dei giornali, questa volta non venderò nulla, anzi, cercherò di comprare, magari con moderazione come durante gli sconti o i saldi di fine stagione, se compri roba firmata durante i saldi e non prima di natale, dopo un po’ nessuno saprà che hai acquistato nei saldi e ci avrai comunque guadagnato. Grazie a tutti voi che contribuite a farci crescere e a renderci investitori consapevoli.
Grazie a te Sergio che ci segui e grazie per confermarci che, tutto il lavoro di educazione che stiamo facendo, inizia ad avere un impatto positivo nella vita delle persone.
Buonasera Valerio,
Investire con buonsenso è ancora oggi uno dei pochi siti che condivide la mia visione ottimistica verso il futuro… oltre ad essere quello da cui ho assorbito maggiori conoscenze.
Parto quindi dal ringraziarvi per quello che fate, specialmente nel nostro paese dove il livello di educazione finanziaria è quello che tutti sappiamo…
Tralasciando i discorsi da fine del mondo (anche se molto intrattenenti) riportati negli ultimi articoli, quello che mi “preoccupa” sono le valutazioni di alcuni mercati, in particolare quello USA.
Ho la fortuna di avere una certezza freddezza e distanza dalla volatilità dei mercati, maturata negli anni, ho sempre “rincarato la dose” senza farmi scappare occasioni: primi 2000, 2008, 2011, 2020 e 2022 mi hanno permesso di acquisire posizioni a prezzi interessantissimi.
Partendo quindi dall’assunto che un dimezzarsi dei miei investimenti non avrebbe un benché minimo effetto sulla mia persona o sulla mia vita, mi preoccupa il futuro tasso di crescita composta se dovessi investire oggi.
Mi ritrovo con una massiccia dose di liquidità (frutto di eredità) rispetto ai miei standard normali: quasi un 15/20% rispetto all’usuale 1-3%.
Sono però restio ad entrare dopo una così lieve flessione, preferirei mettere questo capitale a lavorare con delle valutazioni più basse.
Come potrei gestire questa situazione, calcolando il comportamento diametralmente opposto rispetto alla media di fronte ad eventuali cali?
Grazie ancora per il vostro lavoro.
Grazie per il tuo commento, non conoscendo la tua età e nemmeno il tuo orizzonte temporale, ti direi che le valutazioni di mercato non sono mai e poi mai state un modo efficiente per decidere se investire oppure no. Se hai tempo, rileggiti l’articolo scritto da me “perché i mercati e le azioni salgono” dove faccio un ex cursus sull’inutilità di usare il P/E ratio come tool di timing del mercato. Buon investimento!
Il valore del mio portafoglio sarà lo stesso fra 3 mesi, 3 anni, 30 anni? Tutti sappiamo già la risposta allora perché preoccuparsi sappiamo tutti che investire è facile ma non semplice. Il mercato ricompensa sempre i pazienti e quelli che sanno attendere.
Esattamente Alan, lo spirito è quello giusto anche se non so se tra 3 mesi saremo più su di prima di questa correzione, ma 3 mesi sono nulla in una buona pianificazione finanziaria. Se uno avesse come orizzonte temporale 3 mesi, sarebbe sbagliato investire in azioni. Grazie per il commento
Abbiamo sempre il timore che “questa volta sia diverso”, e che i nostri risparmi possano andare in fumo.
Se avessimo la sfera di cristallo sapremmo come comportarci nei momenti di turbolenza, se vendere o comprare, per non “perdere”. Ma questa sfera non l’abbiamo perciò, come ricorda una canzone degli anni ’60, “bisogna saper perdere”. Naturalmente per poi recuperare la perdita (virtuale) con gli interessi.
Ricordiamoci il 2008 e il 2020 (l’anno del Covid). A posteriori la scelta giusta fu di stare fermi.
Non sappiamo se questa volta sarà diverso ma è più probabile che non lo sarà.
Bravissimo Alberto, hai capito il senso dei miei articoli e il riferimento ai Rokes (e io ho conosciuto personalmente Shel Shapiro) è da veri intenditori. Complimenti!