Come investire in whisky e non diventare ricchi

Glasses, Alcohol, Whisky, Whiskey

  • Un tipico fenomeno che si registra quando i mercati finanziari arrivano alla fine di un ciclo è quello dell’investimenti in beni cosiddetti alternativi
  • E’ ad esempio il caso dell’arte, della numismatica, del peer to peer, dei diamanti, ma anche di asset fino a poco tempo fa impensabili come il whisky
  • In Svezia esiste un fondo che ha come sottostante whisky da collezione. Pregi (pochi) e difetti (tanti) di questo genere di investimento alternativo

Quando i mercati finanziari diventano così evoluti come sono oggi è inevitabile che si comincino a scambiare beni che in apparenza poco a che fare hanno con la finanza. E’ il caso del primo fondo che investe sul whisky nato in Svezia nel 2019.

Investire in whisky diventa quindi accessibile a tutti. Il prodotto tipicamente anglosassone  che appassiona sempre più i collezionisti, ha registrato un vero e proprio boom di prezzi negli ultimi anni tanto che qualcuno lo paragona ad un investimento come quello sui prodotti numismatici piuttosto che sull’arte o il vino.

La finalità della società svedese che ha lanciato il fondo, The Single Malt Fund, è soprattutto quella di investire in whisky da collezione prodotto in forma limitata puntando sul più classico meccanismo della scarsità di offerta a fronte di una domanda crescente a livello globale.

Il Rare Whisky Apex 1000 Index conferma effettivamente l’interesse del mercato. Continua a leggere

Un esempio di educazione finanziaria imperfetta

Organizer, Datebook, Diary, Agenda

  • Educazione finanziaria significa essere traspartenti mettendo sul tavolo tutte le regole del gioco da rispettare per ottenere il massimo benessere dai propri soldi
  • Il marketing della case di investimento finaziario, dei broker o degli intermediari in conflitto di interesse fa leva sull’emozionalità del cliente evitando di raccontare tutta la storia fino in fondo
  • In questo articolo vi racconto tutte le inesattezze di questa (apparente) educazione finanziaria che arriva da multinazionali appartenenti ad una globalizzazione sul viale del tramonto

Una delle banche d’affari americane più conosciute nel mondo e presente in Italia anche nel mondo dell’asset management, come tutti gli anni (e come la maggior parte delle case di investimento) ha inviato a consulenti finanziari e clienti facoltosi gli auguri natalizi assieme ad un bel calendario da tavolo sul quale sono indicate le sei regole d’oro per gli investitori di lungo termine.

Per il tramite di un amico ho avuto modo di visionare questo gentile cadeau, ma soprattutto leggere quelle che in apparenza sono pillole di investimento assolutamente condivisibili dal sottoscritto.

Purtroppo però, proprio da questa mossa di puro marketing si capisce molto bene perché l’educazione finanziaria non potrà mai essere fatta da soggetti che hanno conflitti di interesse con il fine stesso dell’educazione finanziaria. Trasmettere concetti nel solo ed esclusivo interesse del soggetto che vuole essere educato. Continua a leggere

Chi fa meno errori vince, a poker come negli investimenti

poker e investimenti

Abbiamo scritto diverse volte su questo blog che investire è un gioco a somma zero, anzi meno di zero per effetto dei costi.

C’è una controparte che vince una scommessa ed un’altra parte che la perde.

Questo fattore ha rappresentato una costante del passato e lo sarà anche in futuro; il problema è che numerosi studi stanno dimostrando come la capacità di essere dalla parte vincente per meriti propri (il cosiddetto alpha che dovrebbe essere in grado di generare un gestore di fondi) è sempre più sottile. Una sorta di lento e inesorabile scioglimento dei ghiacciai per rimanere in tema di surriscaldamento globale.

Leggi anche: Avete ottenuto performance da favola? Mi dispiace ma non sempre siete i vincitori Continua a leggere

Perche’ scegliamo un ETF

 

i rendimenti del passato non sono indicativi di quelli futuri

I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri.

Quante volte avete letto questa frase a piè di pagina di una sbrodolata di numeri che mirano a convincervi che quel prodotto finanziario su cui avete posato gli occhi è esattamente ciò che fa per voi.

Purtroppo dopo anni e anni di avvertenze a non farsi incantare dai risultati passati, questo rimane uno dei difetti principali più diffuso tra investitori e consulenti finanziari.

Questa modalità di valutazione di un prodotto finanziario vale anche per gli ETF, strano ma vero.
Ma quali sono i fattori che ci influenzano nella scelta di un ETF per investire i nostri soldi?

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Come costruire un portafoglio di ETF spendendo meno di 20 centesimi

20 cent etf investimento

E’ inutile negare che la sigla ETF è associata, dalla maggior parte degli investitori, all’idea di prodotto finanziario low costComprare ETF significa investire soldi spendendo poco, ma come ben abbiamo visto in altri articoli, non sempre è così.

L’aspetto singolare è però quello che l’intenzione di spendere il meno possibile subisce una trasformazione man mano che costruiamo il portafoglio di investimento. Improvvisamente si decide di investire non solo in strumenti che replicano gli indici più generalisti, bensì anche in ETF più specifici su aree geografiche, tratti di curve obbligazionarie, stili di investimento e quant’altro.

Il senso della scommessa non abbandona facilmente nemmeno l’investitore in ETF. E questo aumenta i costi, nonostante l’utilizzo di strumenti a replica passiva.

Leggi anche: Come farsi regalare un’auto dal vostro piano di investimento

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Aggiornamento di educazione (ed autodifesa) finanziaria

Karate, Calcio, Sport, Cintura, Uomo

Ogni attività che sia sportiva, professionale o di hobbistica richiede ogni tanto degli aggiornamenti o “rinfrescate” come dico io.

Non serve scrivere tanti nuovi concetti, spesso e volentieri sono sempre quelli che girano.

E allora rispolveriamo dall’archivio un vecchio post sempre attuale. Buona lettura.

Il mondo degli investimenti si sta aprendo come non mai al risparmio privato e nei prossimi anni la consulenza tenderà a diventare sempre più personalizzata e mirata agli obiettive delle persone e dei nuclei familiari. Tutto questo porterà alla ribalta nuove figure di professionisti del settore e prodotti innovativi che si andranno ad affiancare all’esistenze.

La tecnologia sta già per fortuna facendo un’adeguata selezione naturale di questo mondo e se a questo venisse abbinata un’opera di educazione adeguata già a partire dalle generazioni più giovani ci sarebbe di che essere soddisfatti. Il mondo però non è perfetto ed ogni risparmiatore dovrà cercare di difendersi da facili promesse improntate al guadagno di breve periodo e da paroloni altisonanti che usciranno da campagne di marketing aggressive.

Sarà perciò necessario attrezzarsi con qualche filtro di difesa da seguire quando si sceglie di affidare i propri risparmi ad un prodotto gestito o ad un consulente finanziario (advisor come si dice oggi).

Ho provato a stilare alcuni punti dai quali potrete secondo me dedurre molto agevolmente se la vostra scelta è corretta o meno. Continua a leggere

Under control

Barry Ritholtz è il fondatore di uno dei più seguiti blog finanziari d’America http://ritholtz.com/ ed è riuscito a costruire attorno a sé un team eccezionale e di primissima qualità di blogger americani. Nei giorni scorsi ha pubblicato un post nel quale evidenziava come proprio quei fattori che non possiamo controllare quando investiamo dei soldi rappresentano la maggiore fonte di stress ed instabilità di ogni investitore. Il legame che esiste tra volatilità dei mercati finanziari e stato di salute della popolazione lo conferma e sarà una causalità, ma se nel giorno del Black Monday nel 1987 le richieste di ricovero in California aumentarono del 5%.

Ritholtz rimarca ciò che stiamo dicendo da tempo anche su questo blog. Inutile logorarsi nel cercare di essere i più furbi all’interno di un mondo (quello degli investimenti) che vede coinvolte milioni di persone iperspecializzate con a disposizione strumenti di analisi potentissimi che le statistiche hanno comunque dimostrato non in grado di portare a risultati tali da giustificare il prezzo pagato (ricordate sempre che giochiamo in un campo a somma peggiore di zero per chi investe).

Quello che è piò opportuno fare è invece concentrarsi su ciò che possiamo controllare e tra questi ve lo dico subito non ci sono i rendimenti.

Ecco allora la lista presentata da Barry (fra parentesi qualche mia aggiunta).

  • Sviluppare una filosofia di investimento (quasi come un modo di vivere o di benessere finanziario)
  • Asset allocation (oltre il 90% della performance arriva da qui)
  • La percentuale di rotazione del nostro portafoglio (più compro-vendo, più costa, meno rende l’investimento)
  • Costi e spese varie (sapete già tutto)
  • Quando pagare le tasse sui guadagni (capitalizzazione composta ringrazia, le casse dello Stato un po’ meno)
  • Quanto e quando leggere ciò che scrivono i media finanziari (se ne può fare anche a meno)
  • Comprendere che il mercato sale e scende (e che l’onda perfetta nessuno è in grado di cavalcarla)
  • Definire obiettivi ed aspettative di rendimento (realistici)
  • Definire un piano di investimento e rispettarlo nel lungo periodo (forgiate il vostro carattere di investitore e non fatevi attrarre dalle sirene)
  • I libri che arricchiranno la nostra educazione finanziaria (e non solo quella, qui non potete farne a meno e vi consiglio una visita alla nostra personale bacheca Libri Consigliati)
  • Quanto rischio vogliamo assumerci (e capire che tipo di attività vogliamo svolgere, trading o investimento di lungo periodo?)

Mi sono ritrovato molto in questa lista ma personalmente credo si possano aggiungere altri elementi che siamo in grado di controllare.

  • Quanto spendiamo del nostro reddito e di conseguenza quanto risparmiamo
  • Quanto di questo risparmio decidiamo di investire a livello finanziario ma non solo, anche la formazione è investimento
  • Di questo investimento quanto destinarlo a scorta di sicurezza e quando a investimento finanziario vero e proprio pronti anche a perdere soldi per un po’ di tempo
  • Quale intermediario finanziario utilizzare per investire
  • A quale consulente affidare la nostra vita finanziaria

Come vedete il materiale sotto il nostro controllo è tanto, non dobbiamo essere pigri in fondi il benessere dei nostri soldi rappresenta anche una fetta del nostro benessere futuro.

Quale secondo me il più difficile da tenere a bada? Sicuramente tutto quello che ha a che fare con le nostre emozioni. Quale il più semplice? Definire piani ed obiettivi realistici.