4%, è veramente il numero magico nel mondo FIRE?

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La persona o la famiglia che, con grande lungimiranza è stata capace di accumulare un cospicuo capitale finanziario nel corso degli anni, nel momento in cui decide di godersi la vita magari smettendo di lavorare o semplicemente rallentando i ritmi della routine quotidiana, quasi sempre si pone la seguente domanda.

Se investo oggi i miei soldi con la asset allocation X e prelevo ogni anno una quantità di euro pari a Y dal mio conto in banca, con quanti soldi mi ritroverò ad esempio all’età di 80 anni?

Ovviamente i dubbi possono poi sfociare in diverse varianti interrogative.

Durerà tutta la vita il mio gruzzoletto? Resterà qualcosa per gli eredi? Mi ritroverò vecchio e incapace di produrre nuovo reddito e privo di ogni forma di ricchezza perché ho calcolato male tempi e modalità di gestione del denaro? E se dovesse accadere un imprevisto molto costoso, saprò fronteggiarlo senza distruggere il mio patrimonio?

Quesiti leciti e fondamentali che rappresentano i giusti test di sicurezza ad ogni buon piano finanziario che si rispetti e che non possono essere lasciati all’approssimazione. O meglio. Si può fare da sé fino ad un certo punto, ma poi per evitare disastri totali quando le complessità aumentano, sempre meglio spendere qualche spicciolo affidandosi a dei professionisti.

Se poi questo piano è finalizzato al ritiro anticipato dal mondo del lavoro in un’età nella quale le prestazioni professionali sono ancora alte e redditizie, giusto essere ancora più analitici studiando piani A e piani B. Tenendo conto dei rischi C e dei rischi D.

Ci sarà sempre un’età che non ci consentirà più di ritornare nel mondo del lavoro con le stesse capacità intellettuali e fisiche di quando abbiamo deciso di adottare la filosofia FIRE.

Opportunità (godersi la vita), ma anche rischi enormi (bruciare il capitale troppo presto), sono là fuori che ci aspettano.

In questa serie dedicata non all’accumulo, ma al decumulo del capitale, cercherò di fornire qualche buon consiglio per navigare al meglio questo mare.

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In viaggio verso il ritiro anticipato

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Avete mai provato a scrivere o muovere il mouse con la mano sinistra (o con la destra se siete mancini)?

Più o meno tutti quanti abbiamo fatto questo esperimento durante la nostra vita per necessità o semplicemente per provare qualcosa di diverso dal solito.

Quel piccolo e insignificante gesto a molti di noi ha fatto comprendere cosa significa modificare un’abitudine consolidata. Il risultato è sempre quello.

Ci sentiamo imbranati e dopo poco tempo abbandoniamo la modalità esplorazione. Abbiamo disponibile la nostra funzionalità abituale con risultato garantito e pilota automatico, perchè sforzarsi di vedere il mondo da un’altra prospettiva?

Eppure l’esperienza di chi è stato molto sfortunato e non ha più la possibilità di utilizzare “l’abitudine consolidata”, dimostra nella maggior parte dei casi che dopo un po’ di tempo il nostro corpo si riadatta e il cervello pure.

Perchè ho fatto questa premessa apparentemente priva di senso visto il titolo dell’articolo di oggi? E soprattutto cosa ci fanno concetti di questo tipo in un blog che parla di investimenti e finanza personale?

Ho scritto tutto ciò perché il passaggio dalla fase di accumulo della ricchezza a quella del decumulo della ricchezza comporta una specie di cambio di metodologia di scrittura, dalla mano abituale a quella opposta.

Nel mio articolo introduttivo sul tema ho già sollevato in maniera molto superficiale diversi temi. La seconda parte della sigla FIRE (Financial Independence, Retire Early) ha tante di quelle sfaccettature che servirebbero decine e decine di articoli per illustrarle tutte. Il tempo è dalla nostra e nei prossimi mesi non mancheremo di parlare dell’argomento.

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Da accumulatore a decumulatore

tvscale

Quando questo blog ha cominciato a pubblicare i suoi primi articoli (dicembre 2014 e per i nostalgici questo è stato il primo articolo) in Italia i blogger che si dedicavano alla finanza personale erano veramente pochi.

Naturalmente il trading, l’azione o il settore vincente, il forex, erano e rimangono molto apprezzati dai surfisti italiani del web. In pochi anni però c’è stata un’esplosione di blogger dediti alla personal finance, ognuno con la propria ricetta su come investire nel migliore dei modi durante la fase di accumulo del capitale.

Un compito tutto sommato facile perché rivolto prevalentemente ad una platea giovane e non di pensionati o persone in procinto di diventarlo.

Facile perché in fondo seguendo qualche regola di buon senso, il tempo consente ad ogni accumulatore di rimarginare quelle ferite che occasionali tempeste sui mercati vanno ad infliggere ad un piano di investimento.

Dove non arrivano poi i mercati con i loro rendimenti possiamo arrivare noi aumentando il risparmio o ricavando di più da extra lavori o, in casi estremi e con inevitabili effetti collaterali, rischiando di più sugli investimenti stessi.

Se i blogger maestri dell’accumulazione si sono moltiplicati, gli esperti di decumulazione non si vedono all’orizzonte e penso che difficilmente si paleseranno. Continua a leggere