Cosa mi aspetto da un investimento per i prossimi 10 anni

Nell’articolo della settimana scorsa ho cercato di spiegare che l’esercizio di prevedere le performance future è particolarmente complesso da compiere per gli investimenti azionari, più semplice (ma non sempre preciso) per quelli obbligazionari.

Ma quali sono le mie attese di rendimento su azioni e obbligazioni per la prossima decade?

Uno dei miei metodi preferiti per arrivare al risultato è quello di Jack Bogle, il fondatore di Vanguard. Non è l’unico e non è sicuramente il più preciso in ogni momento storico. Nel corso degli anni ne ho apprezzato la semplicità di calcolo, la fondatezza delle ipotesi sottostanti e soprattutto la consapevolezza che ci sono elementi fuori dal nostro controllo che possono determinare scostamenti anche significativi dal percorso previsto.

Per la componente obbligazionaria di un portafoglio di investimento l’esercizio da compiere è piuttosto semplice. Si prendono i rendimenti offerti oggi dal mercato sui titoli di stato a 10 anni. Basta non dobbiamo fare altro, abbiamo già una buona stima di quanto guadagneremo nel prossimo decennio.

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Missione impossibile, rendimento positivo sulla liquidità

come impiegare la liquidità sul conto corrente?

La gestione della liquidità sembra essere diventata improvvisamente centrale nelle strategie di istituti finanziari, imprese e piccoli correntisti. Ognuno di questi attori ha ovviamente una sua prospettiva e un suo interesse, ma quella di far “rendere” la liquidità è diventata per tutti quanti una missione da realizzare con ogni mezzo.

Dovrei pure pagare per portare i soldi in banca, questa la frase più gettonata che scatena la ricerca di conti correnti a costo zero e prodottini sicuri in grado di generare un pò di rendimento positivo sui soldi risparmiati.

Un privato cittadino con un livello di ricchezza medio difficilmente dispone di un saldo di conto corrente con oltre 100 mila euro per periodi prolungati di tempo. Questo gli permette di avere a disposizione uno strumento dove depositare il denaro tutto sommato privo di rischi (i depositi sono garantiti dal fondo interbancario di tutela dei depositi fino a 100 mila euro per depositante e per banca) e mediamente con costi molto contenuti.

Per imprese e banche il cash diventa invece un onere aggiuntivo da gestire in quantità sicuramente differenti che necessitano trattamenti diversi.

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Normalmente non va mai come previsto

Scadenza, Cronometro, Orologio, Tempo

Semplice quanto desiderata in questi ultimi mesi. La libertà di muoversi dove e come vogliamo. Green pass o tampone non cambia granchè, l’importante è riassaporare il piacere di “quello che si faceva prima della pandemia”.

Non ce la facciamo più dopo mesi di lockdown e allora, giustamente, decidiamo di uscire di casa. A piedi, in bicicletta, in moto, in auto, in barca, in camper, in treno, come volete insomma.

Quando ci siamo svegliati c’era il sole, la temperatura era gradevole, tutto perfetto. Magari siamo anche stati bravi pianificatori e nei giorni scorsi abbiamo consultando ogni 4 ore la nostra app preferita di previsioni meteo avendo la sospirata conferma. Semaforo verde, solo il 2% di probabilità di pioggia. Perfetto.

Partiamo, fischiettando, e cominciamo a pianificare i luoghi che vogliamo visitare, attraversare o semplicemente godere con la vista e ascoltare con l’udito.

Pensiamo anche di fermarci nel tale parco a fare un bel picnic comprando qualche buon prodotto locale. E perché no mettiamo pure la palla nello zaino per i bambini, metti mai che incontriamo qualche amico. Il portafoglio è bello pieno, il cellulare carico, le scarpe sono quelle leggere e sportive, proprio quelle giuste per il periodo. Se prendiamo l’auto il serbatoio è full, se prendiamo la bici le gomme gonfie.

Chi non ha mai vissuto o pensato di vivere una giornata di questo tipo? Penso che tutti quanti più o meno abbiamo potuto realizzare questi piccoli piaceri della vita.

Ma chi tra di noi non ha mai vissuto almeno una sorpresa negativa tra tutto ciò che ho elencato?

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Quanto “costa” la volatilità

Grafico, Diagramma, Recessione

Uno degli errori più comuni che trovo spesso tra gli investitori è quello di prendere i rendimenti medi di un prodotto e di un indice e arrivare alla conclusione che X ha reso mediamente Y%, ad esempio negli ultimi 20 anni.

Il rendimento effettivo di un investimento finanziario non si misura purtroppo con una semplice media aritmetica e già nell’articolo dedicato alla sequenza dei rendimenti vi ho spiegato quanto importante risulti essere la volatilità.

Prima di spiegare come si converte un rendimento medio nel vero rendimento di un investimento, dobbiamo però riprendere il concetto di volatilità.

La volatilità è quella sanguisuga che,come l’inflazione, erode una parte del rendimento medio di un investimento.

Al netto della volatilità il risultato sarà il vero rendimento, ovvero il tasso annuo composto di crescita del capitale (la sigla inglese è CAGR).

La differenza tra il rendimento medio e il CAGR è determinata proprio dalla volatilità.

La volatilità è misurata come deviazione standard dei rendimenti.

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Perchè i giovani investitori sono avversi al rischio

Corsi, Parti, Forex, Analisi, Grafico

Sei giovane e ti puoi permettere di investire con una dose di rischio più elevata. Stai per andare in pensione (o ci sei già) ed è meglio se cominci ad investire in un maniera più conservativa.

Quante voglie vi siete sentiti dire questa frase da un consulente oppure l’avete letto su blog come questo?

Tante, ne sono sicuro. Per chi è alla ricerca di un punto fermo su come investire i propri soldi questo macro concetto potrebbe essere un porto sicuro verso il quale convergere. In realtà diverse volte abbiamo scritto che, pur essendo vero in linea di principio, questo assunto deve essere sempre contestualizzato.

Oltre a questo l’impressione che ha sempre avuto il vostro blogger è che questi concetti sono molto più facili da dire che da realizzare. Un interessante studio inglese pubblicato nei mesi scorsi ci dice anche perché.

Lo studio è quello dei ricercatori del Pensions Institute of Case Business School di Londra e potete scaricalrlo gratuitamente qui. Ringrazio il sempre ottimo blog di Joachim Klement per la segnalazione.

L’analisi statistica fatta su circa 4 mila inglesi ha fatto emergere un primo concetto chiave.

Non è vero che il dolore di una perdita è sempre doppio rispetto alla gioia di un guadagno. Dipende. Continua a leggere

Il rischio della sequenza dei rendimenti

Inghilterra, Montagne, Colline, Tramonto

Creare un piano finanziario in maniera accurata, ma rendersi conto ad un passo dal traguardo di aver tralasciato un particolare che rischia di allontanare la nostra mano dal premio tanto ambito. Sarebbe una pessima sensazione per ognuno di noi, soprattutto perché a quel punto non avremo un piano B. Indietro non si può tornare almeno anagraficamente parlando.

Uno dei rischi meno considerati quando si pianifica l’evoluzione di un investimento nel tempo è quella che gli americani chiamano “sequence of return risk”.

Le simulazioni che si vedono spesso in circolazione per semplicità utilizzano dei rendimenti medi statici sul capitale investito. La stessa Inps nella simulazione della nostra pensione futura che ognuno di noi può consultare liberamente, si basa su un tasso di crescita medio standard del Prodotto Interno Lordo negli anni che ci separano dal ritiro dal mondo lavorativo.

Simulare un piano al 4% di rendimento annuo composto è semplice, relativamente veloce e lineare. Proprio ciò che piace alla nostra mente. L’abbiamo fatto spesso anche noi su questo blog. Il problema è che facendo così non consideriamo un fattore di rischio, non certamente sotto il nostro controllo, ma che sempre di rischio si tratta e come tale va trattato, pianificato e gestito. Continua a leggere

Volatilità molto bassa o molto alta uguale opportunità

 

Beach, Dry, Crust, Wild, Waves, Water

  • La volatilità è spesso associata all’andamento negativo dei mercati finanziari e soprattutto alle fosche prospettive per il futuro degli investimenti. Pensiero non sempre corretto
  • L’economista Joachim Klement ha dimostrato come aspettattive negative sull’evoluzione dei mercati azionari storicamente possono essere nutrite quando la volatilità segue un certo percoso e non necessariamente deve essere bassa.
  • Quello che conta non è il valore assoluto della volatilità ma la sua dinamica nel corso del tempo. Da qui possiamo ottenere dei livelli di probabilità sull’andamento dei prossimi mesi sui mercati azionari

Decine di migliaia di analisti finanziari di tutto il mondo osservano con attenzione maniacale le variazioni degli indici di borsa e della loro volatilità. La speranza di ognuno di loro è quella di caatturare in anticipo quel movimento capace di prevedere il prossimo crash dei mercati azionari.

Alla gente piace ascoltare e prevedere disastri (purchè non siano i loro), mentre fare previsioni di rialzi dei mercati finanziari piuttosto che di un tranquillo e pacioso navigare all’interno di un noioso fiume di rendimenti finanziari positivi (ma non esagerati) non piace. Anzi annoia.

Dall’interessante blog di Joachim Klement ho estrapolato parte di un’analisi molto più articolata che l’accademico svizzero ha elaborato di recente. Continua a leggere