Il Fattore Tempo

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A luglio dell’anno passato avevamo pubblicato il post “Onde Sismiche”.

Capisco che, in seguito ai recenti e tragici eventi, per alcune persone possa non essere gradevole l’associazione (e me ne scuso fin da subito), però l’articolo serviva in quel momento per chiarire come nel breve periodo cercare di prevedere l’andamento di un asset finanziario risulta essere un’attività molto complicata.

Voglio provare a chiarire ancora meglio il concetto di quanto sia importante il fattore tempo negli investimenti nelle righe successive. Lo farò utilizzando un esempio tratto dal libro di Charles Ellis – Winning the Loser’s Game, 6th edition: Timeless Strategies for Successful Investing

Supponiamo di avere un’azione che oscilla tra 49 € e 50 €, una differenza di 1 € ovvero circa il 2% di movimento intraday.

Sappiamo anche che l’azionario mondiale nel lungo periodo offre tassi di rendimento annui nominali di circa il 9% (numero che cambia a seconda delle medie utilizzate, ma prendo questo tanto per usarlo come esempio). Continua a leggere

Capire la volatilità

indexLeggendo il libro Nassim Taleb – Giocati dal caso: Il ruolo della fortuna nella finanza e nella vita (Saggi)   ho trovato una parte ben scritta e utile a spiegare con semplicità il significato della cosiddetta volatilità, termine che trovate sempre più spesso nei factsheets dei fondi o che i consulenti finanziari cercano sempre di affiancare al rendimento soprattutto quando le cose non vanno particolarmente bene.
Taleb fa l’esempio di un investitore che investe al 15% di rendimento annuo con una volatilità del 10%, ovvero con un tasso di errore annuo del 10%. Cosa significa questo? Continua a leggere

ETF Smart Beta, Maneggiare con Cura

In questo post avevamo visto quale è stato il comportamento dei cosidetti ETF Smart Beta durante la fase correttiva del mercato. Abbiamo avuto delle risposte e delle conferme, ma questa marketing mania che sta coinvolgendo tutto il mondo degli ETF rischia come sempre di fare molti danni occultando i potenziali benefici.
Il punto centrale in ogni tipo di investimento è che non esiste quello buono per tutte le stagioni. Investire in azionario americano piuttosto che europeo o emergente o legato alle small caps può portare a risultare a risultati migliori, peggiori o neutrali.
Quello che vedete qui sotto è stato l’andamento degli ultimi 10 anni per asset class. Il mosaico colorato è molto mosso e chi è stato il migliore un anno spesso scala nella parte bassa della classifica l’anno successivo. Ecco perché si predica la diversificazione e non la scommessa. Nessuno ha la sfera di cristallo e sapere l’anno dopo dove si collocherà in classifica un certo di investimento è una pura utopia.

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Tornando ai nostri ETF Smart Beta, Vanguard ha pubblicato uno studio  molto interessante Continua a leggere

Assuefazione Finanziaria

Una delle cose che a mio parere in finanza tende a produrre più danni è il rischio di assuefazione. Abituarsi a vivere in un mondo in cui si guadagna costantemente con bassa volatilità e tassi estremamente bassi, rende tutti quanti meno “stressati” e nonostante si scrive o si sbraita che il mercato azionario è caro, i bond sono in bolla, ci sentiamo tranquilli e poco nervosi perché le banche centrali proteggono i nostri denari sempre e comunque.
Ogni persona di buon senso sa che più ci si abitua a qualcosa più si diventa nervosi quando questo qualcosa non risponde improvvisamente alle nostre aspettative. Vale per tutto in qualsiasi campo ed ovviamente anche in finanza. Continua a leggere

L’importanza dell’orizzonte temporale

Il celebre libro di Jeremy Siegel – Rendimenti finanziari e strategie d’investimento. I titoli azionari nel lungo periodo rappresenta un punto fermo di ogni investitore/risparmiatore di lungo periodo. L’ultimo aggiornamento risale al 2013 ed il database è aggiornato al 2012, ma la storia è talmente ampia (parte dal 1802) che possiamo permetterci di fare delle considerazioni di carattere generale indipendentemente da quello che è successo nel 2013-2014 (che tra l’altro non ha fatto altro che rafforzare la statistica di Siegel).

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I ritorni annui nominali dell’azionario ci mostrano come le azioni rappresentano il vero vincitore di questa corsa finanziaria cominciata oltre 200 anni fa.

stock for the long runFonte: Stocks for the long run

Lasciando per un attimo perdere i valori nominali, molto più apprezzabili sono i numeri reali depurati dall’inflazione. I 300 punti base di differenza tra azionario e bond rappresentano più di quello che si può immaginare in un orizzonte temporale allungato. Se 1 $ investito nel 1802 nei bond è diventato 1.778$, sull’azionario avremmo ipoteticamente avuto un ritorno in una vita di due secoli di oltre 700 mila dollari.
Una vera delusione è l’oro, spesso Continua a leggere

La Piramide dell’Investitore

Come esiste la celebre piramide alimentare con alla base i cibi considerati più sani come frutta e verdura ed al vertice quelli il cui consumo dovrebbe essere solo occasionale per i potenziali danni che potrebbero apportare alla salute di ciascuno di noi, Morningstar ha pensato bene di creare una piramide dell’investitore.
Anche in questo caso alla base troviamo ciò di cui ogni persona o famiglia dotata della capacità di risparmiare denaro non dovrebbe mai fare e meno, mentre verso la vetta si spostano quei comportamenti/azioni che solo occasionalmente richiedono tempo e risorse mentali per mantenere comunque sano il portafoglio di investimento.

piramide

Questa figura (ed il significato che essa contiene) può essere utile soprattutto per i nuovi investitori che hanno tempo davanti a sé per costruire un buon piano di investimento.

Base della piramide: Definire i propri obiettivi finanziari Continua a leggere

I Migliori Consulenti Finanziari del Vostro Risparmio

Una delle soddisfazioni maggiori che ho acquisito nel corso del tempo è stata quella di rendermi indipendente dal punto di vista finanziario, ma non solo in termini di vita vissuta, ma anche di conoscenza del mondo finanziario.
C’è chi ha avuto la fortuna (o sfortuna dipende dai punti di vista) di conoscere sul campo la materia, prima con lo studio e poi con il lavoro, chi invece deve “farsi le ossa da solo”. L’attuale sistema scolastico italiano neanche prende in considerazione l’importanza dell’educazione finanziaria fin da giovani e questo è un peccato oltre che un danno per la società e per i ragazzi italiani.
Insisto nel dire che ogni bambino fin da piccolo dovrebbe essere educato alla cultura del risparmio e del consumo responsabile.

edu1Senza demonizzare il risparmio e senza associare il denaro ad un elemento negativo. Il detto “i soldi non fanno la felicità” è una delle ipocrisie più grandi che abbia mai sentito.

I soldi fanno la felicità perché permettono ad ognuno di noi di vivere sereni e senza stress i momenti anche difficili della vita, fornendo alla nostra famiglia quella giusta dose di benessere e comfort . Ovvio che il denaro non è tutto e che ci sono anche altri importanti valori tra cui l’altruismo, ma è necessario per raggiungere quotidianamente nuovi obiettivi ed avere nuovi stimoli.

Questa digressione un po’ troppo filosofica mi fa tornare all’argomento iniziale, quello della cultura finanziaria che serve per investire in autonomia il proprio denaro. Le crisi del 2000 e del 2007 dovrebbero aver fatto capire a tutti che non esistono maghi della finanza o consulenti in grado di evitare la perdita di denaro nel vostro investimento, invece quello a cui stiamo assistendo è esattamente il contrario.

Un moltiplicarsi di advisors (sarà il nuovo termine del futuro dietro cui si annideranno i vecchi consulenti finanziari) e di prodotti gestiti sempre più oscuri e complicati che promettono a tutti professionalità, controllo del rischio e investimenti proficui nel medio lungo periodo, questo è quello che sta accadendo davanti ai nostri occhi. Nessuno è in grado di prevedere il futuro e nemmeno di controllare o gestire la volatilità e l’unico cosa che potete fare con i vostri risparmi è seguire il buon senso, tenendo conto della vostra sopportazione del rischio (che esisterà sempre) e di quanto tempo avete davanti per ottenere i vostri obiettivi. Continua a leggere

Sei un Giovane Investitore? Allora spera in un bel Crash di Mercato!

Ovviamente il titolo è provocatorio, ma non più di tanto.La tabella che segue è stata pubblicata da Jim O’Shaughnessy ed è molto interessante poiché ci offre due punti di vista diversi circa l’evoluzione dei mercati nel corso della storia.

simulazione decadi large cap usa 1930
Dal 1930 il mercato americano è stato sezionato per decadi fino ad arrivare ai giorni nostri di cui abbiamo vissuto circa la metà del tempo. Ogni decade comincia con 10 mila dollari e, come si può vedere, quella appena chiusa (2000-2009) è stata la peggiore di sempre con il l’investimento sotto di 3 mila dollari dopo una decade. Nel 1950 la stessa cifra iniziale diventò 47 mila dollari alla fine dei 10 anni.
Se le performance dell’azionario per decadi non è uniforme, la volatilità, depurata dal caso limite degli anni 30, tendenzialmente tende sempre ad essere la stessa. Sappiamo mediamente quindi quanto rischiamo, non sappiamo quanto ci ritornerà il mercato.
Conosco tante persone che hanno cominciato ad accumulare denaro tramite PAC, PIC o fondi pensione nel 2000 e di queste molte sono quelle che hanno deciso di ridurre drasticamente la quota di rischio non appena hanno visto tornare il proprio investimento al livello di pareggio. Mi riprendo quello che ho versato perché non voglio ritrovarmi tra 10 anni di nuovo sott’acqua, sono i miei risparmi e non voglio “giocarli” in borsa; questa è la tipica frase che mi sento dire da persone di 40-45 anni che davanti a loro hanno ancora 25 anni di lavoro almeno.Rispetto le opinioni di tutti, ma la domanda è sempre quella, Continua a leggere

Investire sulla Borsa Americana

La borsa americana ha chiuso il 2014 con una crescita del 13,7% in versione total return andandosi ad incastrare nella casella di performance compresa tra il 10 e il 20% che negli ultimi 89 anni ha accolto ben 52 rilevazioni, praticamente il 59% del tempo totale di storia del mercato a partire dal 1926.

Questa frequenza può essere visualizzabile in maniera piuttosto agevole tramite il grafico della distribuzione dal quale desumiamo come raramente lo S&P500 chiude l’anno tra il 5 e il -5%.

spx1Altra considerazione statistica che possiamo fare sulla base dei dati storici è quella legata alla percentuale di tempo in cui lo S&P500 comprensivo di dividendi chiude in positivo; il 73% accumulato finora ci dice che ogni anno nuovo abbiamo 3 probabilità su 4 di chiudere con segno più.

spx2Come sempre è questione di linguaggio ed alcuni anni fa mi era molto piaciuto un esempio che illustrava in modo semplice come le persone cambiassero atteggiamento di fronte allo stesso dato ma comunicato con parole diverse. Se vi chiedessero di scegliere tra una vincita sicura al 100% di 80 mila Euro oppure avere l’80% di probabilità di vincere 100 mila Euro ed il 20% di non vincere nulla cosa scegliereste? Il 79% degli intervistati ha scelto la certezza degli 80 mila Euro. Questo perchè la parola usata era guadagno.

Ma se vi chiedessereo di scegliere tra il 100% di perdere 80 mila Euro e l’80% di probabilità di perdere 100 mila a fronte di un 20% di probabilità di non perdere nulla cosa scegliereste? L’81% degli intervistati ha preferito scegliere l’ipotesi che lascia un margine di possibilità di vittoria pur con il rischio di perdere tutto. Questo perchè è stata usata la parola perdita e la maggioranza di fronte ad una perdita certa preferisce giocarsi la possibilità di evitarla.

Scusate la digressione ed andiamo avanti con l’analisi storica e analizziamo quante volte la borsa americana ha ritornato rendimenti negativi dopo 5 anni di investimento. Continua a leggere