
Non serve una cultura finanziaria da laureato in economia e finanza per investire, bastano alcune pillole semplici fondamentali. Questo il messaggio generale che spesso passa frequentando il web, leggendo libri e blog che si occupano della materia. Vero, ma fino ad un certo punto.
Oltre alla preparazione di base conta infatti sempre l’immancabile esperienza che a sua volta influisce sul comportamento da investitore. L’altra metà della mela verrebbe da dire. Ma non solo.
Se investire è semplice ma non è facile, investire è anche un’esercizio mai statico che a volte richiede aggiustamenti di rotta (e seppur non sempre anche qualche consiglio esperto) per avere le maggiore probabilità di arrivare con i giusti numeri, in tempo e con meno patemi d’animo possibili all’obiettivo definito in partenza.
Conoscere alcuni concetti statistici come la volatilità storica dei rendimenti delle asset class è ad esempio fondamentale per investire nel modo corretto. Abbiamo provato a farlo anche con diversi articoli anche negli ultimi mesi, cercando anche di spiegare che non sempre il concetto di volatilità (che è innegabilmente un costo) è da interpretare in modo “cattivo”.
Ma spesso della volatilità e di altri metri di misura molto tecnici se ne fanno usi un pò eccessivi e poco utili alla causa. Se ho un obiettivo di lunghissimo termine probabilmente la mia sensibilità alla volatilità dovrà essere elevata quando mi avvicinerò temporalmente all’obiettivo, non certo all’inizio del viaggio.
La diversificazione è in assoluto il miglior strumento gratuito a disposizione di tutti per ridurre i rischi, anche quelli legati alla inevitabile volatilità legandosi a doppio filo con essa.
Questa frase fu pronunciata dallo scrittore americano Charles Bukowski su risposta ad una domanda circa il suo pensiero verso la statistica.
Non mi fido molto delle statistiche, perché un uomo con la testa nel forno acceso e i piedi nel congelatore statisticamente ha una temperatura media.
E proprio questa celebre frase mi serve per spiegare meglio il concetto di varianza, ovvero di ampiezza dell’oscillazione del rendimento di un titolo o di un fondo attorno alla sua media.
Come scrive Peter Bernstein nel suo libro “Più forti degli Dei”
Il concetto di varianza è legato matematicamente allo scarto quadratico medio ed in effetti i due concetti sono intercambiabili. Tanto maggiori sono varianza o scarto quadratico medio attorno alla media, tanto meno il rendimento medio è rappresentativo di quello che sarà verosimilmente l’esito. La situazione di varianza elevata ci riporta alla sindrome testa nel forno piedi nel frigorifero.
Siamo di fronte ad un esempio simile a quello dei polli di Trilussa.
Se ci fermiamo alla superficie (ovvero guardando sempre e solo il rendimento medio di un fondo per esempio) non avremo a disposizioni tutte le informazioni utili per capire in quale bestia stiamo investendo.
Serve un’altra informazione, ovvero quanto sono volatili i risultati ottenuti dal fondo attorno a quel rendimento.
Preferite ottenere un rendimento medio del 5% con oscillazioni paurose ogni anno oppure ottenere lo stesso risultato attraverso un percorso meno movimentato?
Nessuna persona sana di mente preferirebbe il primo percorso ex post. Ma ex ante come possiamo saperlo?
Leggi anche: Più risparmio con meno rischio o meno risparmio con più rischio?
Naturalmente nessuno di noi può prevedere il futuro, però cercando di aumentare la diversificazione possiamo ridurre la volatilità e quindi il rischio dei nostri investimenti. Ovviamente questo discorso è valido se la diversificazione è fatta in un modo corretto.
Leggi anche: Vi spiego con un gioco perchè conviene diversificare
In questo blog abbiamo già parlato tante volte di diversificazione, ma questo post vuole aggiungere altri due tasselli.
La tavola di Callan (che noi abbiamo rielaborato e proposto in questa sezione) è il classico esempio di come la diversificazione è necessaria.

Sfido apertamente tutti quanti i lettori ad indovinare i primi tre e gli ultimi tre posti nella classifica delle asset class alla fine del 2023.
Esercizio praticamente impossibile da risolvere come il mosaico di colori spiega molto bene. Ogni anno è diverso ed ogni anno è molto molto difficile che lo stesso colore si ripresenti nello stesso posto.
Diversificare è anche questo. Ammettere i propri limiti e cercare di rimediare a questo difetto.
Il secondo mattoncino che aggiungo a questo punto per rafforzare il concetto, è una serie di citazioni di personaggi celebri della finanza americana riguardo alla diversificazione.
Leggetele un paio di volte e capirete molto più di quello che posso spiegarvi io.
Non cercare l’ago nel pagliaio. Compra il pagliaio
Bill Bernstein
Non cercare di estrapolare eventi macroeconomici, demografici e politici in una strategia di investimento. Dì a te stesso ogni giorno: “Non posso prevedere il futuro, quindi diversifico”
Howard Marks
Devi essere abbastanza diversificato per sopravvivere a periodi difficili o sfortunati, in modo tale che abilità e buoni processi possano avere la possibilità di pagare a lungo termine.
Jason Zweig
Se l’investimento a lungo termine ha come scopo quello di massimizzare I guadagni siete nella direzione giusta. Ma investire significa anche minimizzare i rischi.
Ben Carlson
La diversificazione aiuta a controllare il tuo comportamento. Non perdi mai completamente i guadagni più grandi mentre non partecipi mai completamente alle perdite più grandi.
Harry Markowitz
La diversificazione è osservabile nella pratica ed è un modo di procedere sensato; una regola di comportamento che non implichi la superiorità della diversificazione deve essere rifiutata, sia come ipotesi che come regola.
Buon investimento.


aggiungerei anche:” la diversificazione apparente è dannosa quanto la non diversificazione” Comprare paginate di fondi/etf che hanno un peso eccessivamo su un determinato Stato o settore.
Come sempre pubblicate preziosi consigli che ogni giorno leggo con piacere e su cui rifletto.