E’ sicuro investire in azioni?

Lucchetto, Sicurezza, Blocco, Metal

Ma i soldi che sto per investire nel mercato azionario siete sicuri che ritorneranno indietro con tanto di interessi?

Questa è la domanda più classica che un consulente finanziario  sente fare da un cliente oppure è il quesito che percorre la mente di un risparmiatore che sta cercando il modo migliore per investire i propri soldi.

Naturalmente chi risponde sì con piglio sicuro è un ciarlatano. Chi risponde con altrettanta certezza no dice mezza verità.

La chiave di tutta la risposta sta nell’orizzonte temporale che abbiamo davanti.

Se la domanda è rivolta da chi fra 1 anno vuole indietro i suoi soldi potete tranquillamente indirizzarlo altrove. Se è rivolta da chi ha davanti un orizzonte temporale almeno in doppia cifra potete permettervi di impostare il discorso.

Il blog fourpillarfreedom.com ha svolto un lavoro tanto banale quanto utile a dare una risposta al quesito se investire sul mercato azionario è sicuro. Continua a leggere

I 3 articoli più letti del 2018 su Investireconbuonsenso.com #1

Cominciamo una mini serie dei tre articoli 2018 del nostro blog più letti. Cominciamo con un post quasi profetico…

2018 anno di perdite su tutto? Possibile…

Il 2018 è un anno seriamente a rischio di  chiusura negativa sugli indici azionari ed obbligazionari. In termini di performance trimestrali rolling è già accaduto quest’anno che bond ed azioni vantassero performance negative e Vanguard puntuale ha fornito una serie di riscontri statistici interessanti focalizzati sul mercato americano proprio su queste due asset class.

Negli ultimi 30 anni  (+ primo trimestre 2018) gli indici Msci Usa e Bloomberg Barclays US Aggregate Bond sono stati monitorati nelle loro chiusure mensili. In 363 il bilancio mensile negativo per l’azionario è arrivato 126 volte (34% dei casi), mentre per l’obbligazionario 112 volte (il 31% dei casi). Stupiti vero dal fatto che equity e bond hanno avuto la medesima frequenza di perdite mensili? Continua a leggere

Gli 8 Libri Top del 2018 per Investireconbuonsenso

Quella che elenchiamo di seguito è una lista di 8 libri considerati dagli autori di questo blog come i più belli letti nel corso del 2018. Ovviamente non sono gli unici, ma sono quelli che hanno lasciato un segno particolare.

In questa lista molto sintetica trovate libri di finanza personale, attualità, romanzi, biografie e storia.

Purtroppo, soprattutto per quello che riguarda la finanza personale, di libri tradotti in lingua italiana ce ne sono veramente pochi; quindi per alcuni di questi è necessaria la conoscenza della lingua inglese, ma vi garantisco che per quelli segnalati è sufficiente una conoscenza normale della lingua e la comprensione è pienamente assicurata.

Buona lettura a tutti.

Finanza Personale

 How to Think About Money: Make smarter financial choices and squeeze more happiness out of your cash – Johathan Clements

Semplicemente il migliore libro di finanza personale letto nel 2018. Non una scoperta (gli articoli di Jonathan Clements sono tra i più letti dai vostri autori), ma certamente un distillato di buon senso e soprattutto realismo finanziario. Per chi è interessato alla finanza personale, alla finanza comportamentale ed all’investimento finalizzato alla costruzione di una credibile rendita finanziaria, questo libro non potete non leggerlo. Essendo tarato anche sul pubblico inglese ed europeo in generale è quello probabilmente più vicino allo stile di investimento che potrebbe adottare un italiano. Continua a leggere

2018 anno di perdite su tutto? Possibile…

Il 2018 è un anno seriamente a rischio di  chiusura negativa sugli indici azionari ed obbligazionari. In termini di performance trimestrali rolling è già accaduto quest’anno che bond ed azioni vantassero performance negative e Vanguard puntuale ha fornito una serie di riscontri statistici interessanti focalizzati sul mercato americano proprio su queste due asset class.

Negli ultimi 30 anni  (+ primo trimestre 2018) gli indici Msci Usa e Bloomberg Barclays US Aggregate Bond sono stati monitorati nelle loro chiusure mensili. In 363 il bilancio mensile negativo per l’azionario è arrivato 126 volte (34% dei casi), mentre per l’obbligazionario 112 volte (il 31% dei casi). Stupiti vero dal fatto che equity e bond hanno avuto la medesima frequenza di perdite mensili? Continua a leggere

Esercizio da fare una volta all’anno

In attesa dell’uscita del report 2018, consiglio a tutti quanti ogni anno di gettare uno sguardo al rapporto di Credit Suisse Global Investment Returns Yearbook https://publications.credit-suisse.com/tasks/render/file/?fileID=B8FDD84D-A4CD-D983-12840F52F61BA0B4. Documento in inglese, ma tabelle e grafici sono parlanti e soprattutto analizzano un periodo storico molto ampio e che supera il secolo. Nel rapporto del 2017 alcuni elementi meritano attenzione soprattutto per inquadrare nel giusto contesto il momento che stiamo vivendo.

A seconda delle giornate e della necessità di catturare lettori sui media specializzati passiamo dalla pazzesca bolla sui bond, all’azionario con rapporto prezzo utili assolutamente irrealistici.

Nel rapporto di Credit Suisse tutto diventa molto più ovattato ed adatto ad investitori di lungo periodo. Non avrete certezze,non avrete indicazioni di investimenti, ma metri di misura questo sì.

Cominciamo a vedere qualche dato. Continua a leggere

Volatilità bassa, mercati pronti a crollare!

Ok lo ammetto, un bel titolo che è andato a caccia di clic. Mi dispiace per chi è entrato qui sperando di trovare una conferma alla sua tesi da orso pessimista, ma questo titolo è una delle tante “bombe” che periodicamente si leggono o si sentono sui mercati finanziari.

Sul blog Awealthofcommonsense è apparso un articolo molto interessante sulla volatilità che il sempre ottimo autore Ben Carlson ha saputo spiegare in modo semplice e soprattutto di buon senso.

Prendendo come spunto la tabella che segue, il messaggio chiave trasmesso dal blogger americano è semplicemente quello che la volatilità può trovarsi ovunque senza fornire per questo indizi anticipatori dei massimi di un mercato azionario.

Come si vede dalla tabella ci sono stati bear market che 30 giorni prima del massimo avevano una volatilità infima (sotto a 10), altri avevano una volatilità esplosiva (sopra 25).

Possiamo quindi ricavare delle conclusioni che la volatilità bassa rappresenta un pericolo per il futuro dei prezzi azionari? No, possiamo solo dire che questo fenomeno non è anomalo e può durare a lungo.

Capisco il nervosismo di chi è rimasto fuori dall’azionario in questi anni perchè timoroso di valutazioni eccessive degli indici azionari.

Capisco anche che più si sale, più chi è rimasto fuori (o il consulente che pensando di prevedere il futuro vi ha fatto rimanere fuori) cerchi disperatamente motivazioni per giustificare un comportamento assurdo che, ora possiamo dirlo, ha fatto perdere a tanti investitori il bull market più spettacolare dal dopoguerra, roba che si vede una volta a generazione se va bene.

Quando la prossima volta un amico, un consulente o chicchesia vi dirà che la volatilità è troppo bassa ed il mercato sta per crollare, fate esattamente l’opposto. Forse il sentiment non è ancora così euforico da giustificare un calo massiccio nei prezzi.

La storia non conferma nè smentisce la sua tesi, semplicemente fa il suo corso e noi non possiamo prevederlo.

Nati negli anni sbagliati

Qualche purista storcerà il naso, ma il rendimento di un investimento azionario vede nella fortuna una componente di peso non irrilevante.

Se l’ultima generazione ha aspettative di vita media più elevate di quella precedente, nascere oggi o fra 10 anni o fra 30 non garantirà necessariamente rendimenti superiori a quelli precedenti dal punto di vista finanziario. I tassi bassi oltre  tutto rendono ancora più complicato fare previsioni. Non tanto perché è incerto il rendimento dei bond (quello ahinoi è già noto da qui a 30 anni ovviamernte portando a scadenza l’0bbligazione acquistata oggi), quanto perché è incerto quello dell’unico asset in questo momento in grado di promettere rendimenti di una certa consistenza, l’azionario.

La cosa può sembrare banale, ma l’anno di nascita ha giocato (e giocherà sempre) un ruolo fondamentale nel nostro/vostro futuro finanziario. Ci sono periodi di bassa redditività ed altri di alta, c’è solo un piccolo problema. Non sappiamo in anticipo quali saranno questi tempi, rassegnamoci.

Se osserviamo il grafico dei rendimenti a 20 anni del Msci World vediamo come negli ultimi 50 anni ci sono state persone fortunate come quelle nate nel 1978 che hanno potuto guadagnare il 14% all’anno ed altre, come quelle nate nel 1989, che nel 2009 raccolsero solo il 4% all’anno dai loro investimenti. Continua a leggere