Investimenti bilanciati: come sono andati gli ultimi 20 anni

portafogli di investimento bilanciati

Nel mondo degli investimenti si definisce bilanciata quella tecnica di allocazione del denaro che suddivide il rischio tra strumenti azionari e strumenti obbligazionari. Investire con un’asset allocation bilanciata è ormai considerato un esercizio obbligato dal risparmiatore italiano alla ricerca di quel rendimento che i titoli di stato non sono più in grado di offrire.

Investire in azioni permette al capitale di crescere con performance interessanti nel lungo periodo.

Investire in obbligazioni permette di conservare, almeno nominalmente, il capitale smussando la volatilità dell’investimento azionario.

Questa la narrazione che solitamente porta avanti un consulente finanziario quando cerca di convincere un cliente a investire in un fondo bilanciato o multi asset che dir si voglia.

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Un supporto utile (e gratis) per il nostro piano di investimento

Cassetta Degli Attrezzi, Strumento, Casella

Il Credit Suisse Global Investment Returns Yearbook è un rapporto che annualmente viene pubblicato dagli autori Dimson, Marsh e Staunton con contenuti statistici molto utili per investitori e pianificatori di percorsi finanziari.

Tutti i mercati finanziari sono concentrati in questo documento che racchiude oltre 100 anni di storia offrendo la giusta misura di cosa si intende per rendimenti storici delle principali asset class.

L’aspetto che personalmente apprezzo di più è il modo di presentare questi numeri di performance storica. Ovvero in termini reali, al netto dell’effetto quasi sempre negativo dell’inflazione (positivo quando abbiamo deflazione come nel 2020).

Consiglio a tutti una lettura del documento (anche di quelli relativi agli anni passati se avete tempo, voglia e conoscenza dell’inglese) perché spesso si trovano dei focus su temi molto interessanti. Qui trovate il link all’ultimo rapporto

Ma perché vi dicevo che apprezzo molto il fatto che i rendimenti vengono espressi in termini reali? Perché, come tante volte ho scritto su questo blog, incassare un interesse del 15% con un tasso di inflazione al 17% equivale ad una redditività reale dell’investimento del -2%. Incasso una cedola di 15 su un capitale di 100 e metto assieme 115. Peccato che il capitale di 100 a causa di un’inflazione del 17% ha perso potere d’acquisto e non mi posso più permettere di acquistare ciò che oggi costa 100, bensì solo 83. Ehi ma abbiamo una cedola di 15? Appunto 83+15 = 98 e quindi il risultato finale del mio investimento è -2.

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Buon compleanno Dow Jones

Torta, Compleanno, Buon Compleanno

Auguri di buon compleanno all’indice azionario americano per eccellenza, il Dow Jones Industrial.

Ben 125 anni dopo la prima campanella datata 26 maggio 1896, questo vecchietto non sembra affatto sentire il peso degli anni fresco reduce da nuovi massimi storici proprio nel 2021.

Osservando il grafico seguente capiremo di che pasta è fatto un investimento di lungo periodo, inapplicabile ovviamente per ragioni anagrafiche, ma dimostrazione vivente di come crisi, guerre, pandemie non hanno impedito a nonno Dow di crescere ad un tasso annuo composto di rendimento del 6,95% con 1464 massimi storici.

Fa sorridere pensare agli inutili titoli di giornale, agli acchiappa clic del web, e a tutta quella retorica che puntualmente tenta di segnalare l’ennesimo massimo storico dell’indice come il segnale del crash dietro l’angolo oltre che della solita irrazionale euforia.

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Investite solamente in obbligazioni? Fra due secoli forse raddoppierete il capitale

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La regola del 72 è uno dei metodi più semplici ed alla portata di tutti per calcolare quanti anni servono per raddoppiare un capitale investito. Luca Pacioli è stato il genio italiano che ha fatto conoscere al mondo una regola che ogni studente di scuola superiore dovrebbe conoscere.

Prediamo il numero 72 e lo mettiamo al numeratore. Al denominatore mettiamo il rendimento dell’investimento. Il risultato di 72/rendimento è il numero di anni che serviranno per raddoppiare il capitale.

Sul nostro blog ne abbiamo parlato qualche anno fa nell’articolo “L’ottava Meraviglia del Mondo, un Luogo che Ogni Giovane Dovrebbe Vedere” .

L’analista Jeroen Blokland della società di investimento olandese Robeco, ha riportato però in auge la regola del 72 utilizzando tre parametri molto semplici per far capire agli investitori cosa attendersi da qui in avanti. Continua a leggere

Le bolle speculative si ripetono? A volte sì

File:Safety bicycle 1887.jpg - Wikipedia

Bitcoin prosegue la sua corsa sulle montagne russe tra massimi storici e correzioni in doppia cifra. Questo poteva in parte anche essere prevedibile alla luce dell’entusiasmo che lo circonda e non cambia naturalmente  la mia idea di fondo circa il fatto che bitcoin non è un investimento ma una pura e semplice speculazione.

Esaurito qui lo spazio dedicato a bitcoin ho cercato in rete se mai nel corso della storia una bolla speculativa su uno stesso asset finanziario si è ripetuta più di una volta. Molti di noi ricordano la bolla speculativa sul Nasdaq nel 2000, quella precedente del mercato giapponese, quella dei Mari del Sud, quella dei tulipani e tante altre.

Tipicamente queste bolle scoppiano e mai si ripresentano sullo stesso asset salvo caso eccezionali. Ad esempio la bolla dei tulipani non si è più ripresentata sulla faccia della Terra. Nelle mie ricerche in realtà ho scoperto che non è così. Esistono nella storia della finanza bolle speculative che si sono ripetute nel tempo con gli investitori che tendono a dimenticare esattamente le motivazioni che li hanno condotti all’errore. Ed il settore più soggetto alle bolle speculative, vi stupirà lo so, è quello della bicicletta. Continua a leggere

Oro, l’investimento più emozionante della storia (ma non il più redditizio) – parte seconda

Salvadanaio, Soldi, Finanza, Bancario

L’articolo della settimana scorsa dedicato all’oro si era concluso su quanto costa investire nel prezioso metallo giallo. Costi spesso sottovalutati da coloro che, abbagliati dall’emozione di possedere oro, perdono una parte di quel buon senso che ogni bravo investitore dovrebbe avere.

L’oro infatti ha un costo se viene detenuto attraverso strumenti finanziari come gli ETC. Pur essendo sempre consigliato andare su strumenti con sottostante fisicamente detenuto nei caveau delle banche (a proposito, uno dei rischi maggiori di perdere il diritto di proprietà sull’oro acquistato è il sequestro dei caveau da parte della nazione ospitante, lo sapevate?), le commissioni annue di gestione del prodotto si sommano ad un rischio emittente dell’ETC spesso ignorato dall’investitore.

Ma l’oro costa (e tanto) anche se viene scambiato fisicamente con banche o numismatici. In questo caso i differenziali tra prezzi di acquisto e di vendita (il cosiddetto bid-ask spread) superano anche il 5-6%. Percentuale da moltiplicare per due se avete anche intenzione di vendere. A quel punto addio protezione dall’inflazione.
Costa anche se la sicurezza dell’oro viene garantita con cassette di sicurezza piuttosto che con cassaforte domestiche. Continua a leggere

Oro, l’investimento più emozionante della storia (ma non il più redditizio) – parte prima

Nel prologo del suo libro “Oro, storia di un’ossessione”, Peter Bernstein cita una storia raccontata dallo scrittore americano John Ruskin. Questo l’estratto. Un uomo salì a bordo di una nave portando con sé tutti i propri averi in una borsa piena di monete d’oro. Una terribile tempesta in mare spinse il capitano della nave a dare il segnale di allarme affinché tutti i passeggeri si mettessero in salvo. L’uomo salì in coperta con la borsa legata intorno alla vita con una cinghia e si gettò in acqua per salvarsi. Ovviamente andò a fondo immediatamente e se ne persero le tracce.
Era quell’uomo a possedere l’oro o l’oro a possedere lui si chiese Ruskin.
L’oro rappresenta da decenni uno strumento finanziario a tutti gli effetti accessibile sotto forma di veicoli di investimento quotati che la maggior parte di noi investitori può acquistare. In alternativa possiamo soddisfare il desiderio di possesso acquistando il prezioso metallo giallo sotto forma di monete o lingotti. Già ma prezioso per chi? Continua a leggere