Buon compleanno Dow Jones

Torta, Compleanno, Buon Compleanno

Auguri di buon compleanno all’indice azionario americano per eccellenza, il Dow Jones Industrial.

Ben 125 anni dopo la prima campanella datata 26 maggio 1896, questo vecchietto non sembra affatto sentire il peso degli anni fresco reduce da nuovi massimi storici proprio nel 2021.

Osservando il grafico seguente capiremo di che pasta è fatto un investimento di lungo periodo, inapplicabile ovviamente per ragioni anagrafiche, ma dimostrazione vivente di come crisi, guerre, pandemie non hanno impedito a nonno Dow di crescere ad un tasso annuo composto di rendimento del 6,95% con 1464 massimi storici.

Fa sorridere pensare agli inutili titoli di giornale, agli acchiappa clic del web, e a tutta quella retorica che puntualmente tenta di segnalare l’ennesimo massimo storico dell’indice come il segnale del crash dietro l’angolo oltre che della solita irrazionale euforia.

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Il tempo giusto per ogni Smart Beta

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Come si sono comportati i famosi ETF smart beta nel 2019? I vincenti del 2019 sono stati gli stessi del 2018?

Di questo parleremo nell’articolo di oggi, ma anche di uno studio di Msci Research molto interessante che chiarisce negli ultimi 20 anni i migliori “factor” durante 4 fasi economiche. Recessione, ripresa, espansione e rallentamento.

Prima di tutto un breve riepilogo di cosa sono gli smart beta. Invece di replicare un indice di mercato come può essere ad esempio l’Msci World, vengono replicate certi tipi di strategie sempre passive basate su regole ben precise. Titoli a bassa volatilità, titoli con un momentum tecnico di mercato favorevole, titoli con fondamentali particolarmente sottovalutaTi oppure con fondamentali di elevata qualità o ancora titoli di media e piccola capitalizzazione.

Tutte queste regolette vengono traslate su strumenti come ETF  “factor”. Le regole di selezione possono differire da una realtà all’altra, ma complessivamente le strategie tendono ad assomigliarsi. Continua a leggere

E’ sicuro investire in azioni?

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Ma i soldi che sto per investire nel mercato azionario siete sicuri che ritorneranno indietro con tanto di interessi?

Questa è la domanda più classica che un consulente finanziario  sente fare da un cliente oppure è il quesito che percorre la mente di un risparmiatore che sta cercando il modo migliore per investire i propri soldi.

Naturalmente chi risponde sì con piglio sicuro è un ciarlatano. Chi risponde con altrettanta certezza no dice mezza verità.

La chiave di tutta la risposta sta nell’orizzonte temporale che abbiamo davanti.

Se la domanda è rivolta da chi fra 1 anno vuole indietro i suoi soldi potete tranquillamente indirizzarlo altrove. Se è rivolta da chi ha davanti un orizzonte temporale almeno in doppia cifra potete permettervi di impostare il discorso.

Il blog fourpillarfreedom.com ha svolto un lavoro tanto banale quanto utile a dare una risposta al quesito se investire sul mercato azionario è sicuro. Continua a leggere

I 3 articoli più letti del 2018 su Investireconbuonsenso.com #1

Cominciamo una mini serie dei tre articoli 2018 del nostro blog più letti. Cominciamo con un post quasi profetico…

2018 anno di perdite su tutto? Possibile…

Il 2018 è un anno seriamente a rischio di  chiusura negativa sugli indici azionari ed obbligazionari. In termini di performance trimestrali rolling è già accaduto quest’anno che bond ed azioni vantassero performance negative e Vanguard puntuale ha fornito una serie di riscontri statistici interessanti focalizzati sul mercato americano proprio su queste due asset class.

Negli ultimi 30 anni  (+ primo trimestre 2018) gli indici Msci Usa e Bloomberg Barclays US Aggregate Bond sono stati monitorati nelle loro chiusure mensili. In 363 il bilancio mensile negativo per l’azionario è arrivato 126 volte (34% dei casi), mentre per l’obbligazionario 112 volte (il 31% dei casi). Stupiti vero dal fatto che equity e bond hanno avuto la medesima frequenza di perdite mensili? Continua a leggere

Gli 8 Libri Top del 2018 per Investireconbuonsenso

Quella che elenchiamo di seguito è una lista di 8 libri considerati dagli autori di questo blog come i più belli letti nel corso del 2018. Ovviamente non sono gli unici, ma sono quelli che hanno lasciato un segno particolare.

In questa lista molto sintetica trovate libri di finanza personale, attualità, romanzi, biografie e storia.

Purtroppo, soprattutto per quello che riguarda la finanza personale, di libri tradotti in lingua italiana ce ne sono veramente pochi; quindi per alcuni di questi è necessaria la conoscenza della lingua inglese, ma vi garantisco che per quelli segnalati è sufficiente una conoscenza normale della lingua e la comprensione è pienamente assicurata.

Buona lettura a tutti.

Finanza Personale

 How to Think About Money: Make smarter financial choices and squeeze more happiness out of your cash – Johathan Clements

Semplicemente il migliore libro di finanza personale letto nel 2018. Non una scoperta (gli articoli di Jonathan Clements sono tra i più letti dai vostri autori), ma certamente un distillato di buon senso e soprattutto realismo finanziario. Per chi è interessato alla finanza personale, alla finanza comportamentale ed all’investimento finalizzato alla costruzione di una credibile rendita finanziaria, questo libro non potete non leggerlo. Essendo tarato anche sul pubblico inglese ed europeo in generale è quello probabilmente più vicino allo stile di investimento che potrebbe adottare un italiano. Continua a leggere

2018 anno di perdite su tutto? Possibile…

Il 2018 è un anno seriamente a rischio di  chiusura negativa sugli indici azionari ed obbligazionari. In termini di performance trimestrali rolling è già accaduto quest’anno che bond ed azioni vantassero performance negative e Vanguard puntuale ha fornito una serie di riscontri statistici interessanti focalizzati sul mercato americano proprio su queste due asset class.

Negli ultimi 30 anni  (+ primo trimestre 2018) gli indici Msci Usa e Bloomberg Barclays US Aggregate Bond sono stati monitorati nelle loro chiusure mensili. In 363 il bilancio mensile negativo per l’azionario è arrivato 126 volte (34% dei casi), mentre per l’obbligazionario 112 volte (il 31% dei casi). Stupiti vero dal fatto che equity e bond hanno avuto la medesima frequenza di perdite mensili? Continua a leggere

Esercizio da fare una volta all’anno

In attesa dell’uscita del report 2018, consiglio a tutti quanti ogni anno di gettare uno sguardo al rapporto di Credit Suisse Global Investment Returns Yearbook https://publications.credit-suisse.com/tasks/render/file/?fileID=B8FDD84D-A4CD-D983-12840F52F61BA0B4. Documento in inglese, ma tabelle e grafici sono parlanti e soprattutto analizzano un periodo storico molto ampio e che supera il secolo. Nel rapporto del 2017 alcuni elementi meritano attenzione soprattutto per inquadrare nel giusto contesto il momento che stiamo vivendo.

A seconda delle giornate e della necessità di catturare lettori sui media specializzati passiamo dalla pazzesca bolla sui bond, all’azionario con rapporto prezzo utili assolutamente irrealistici.

Nel rapporto di Credit Suisse tutto diventa molto più ovattato ed adatto ad investitori di lungo periodo. Non avrete certezze,non avrete indicazioni di investimenti, ma metri di misura questo sì.

Cominciamo a vedere qualche dato. Continua a leggere