By |Categorie: Investimento|Pubblicato il: 16 Dicembre, 2024|

Perché investire è semplice? Perché con poche ma consolidate regole di buonsenso si possono ottenere risultati incredibili.

Perché investire non è facile? Perché se anche sono stato bravo e ho imparato le regole giuste, ci sono fattori come la pigrizia, la tentazione, lo scetticismo, la paura e tanti altri “sentimenti” che stanno lì per rendere complesso ciò che complesso non dovrebbe essere.

La semplice regola del ribilanciamento di portafoglio

Il ribilanciamento di un portafoglio di investimento rappresenta una di queste semplici regole che però, spesso, per svariati motivi dimentichiamo.

Lascia correre gli utili ci dicono. Oppure non comprare i perdenti. O ancora non è il momento giusto per entrare o per uscire.

Con la definizione di ribilanciamento di portafoglio stiamo spiegando una precisa strategia di gestione passiva all’interno di scelte naturalmente attive di asset allocation.

Dopo aver definito il posizionamento delle pedine sulla base dei nostri obiettivi finanziari, non dobbiamo fare altro che mantenere le posizioni fino a quando cambiamenti futuri o l’approssimarsi degli obiettivi stessi imporranno un cambiamento.

Esattamente il contrario della gestione attiva che parte da un portafoglio modello e su quello crea delle posizioni spesso concentrate di sovrappeso o sottopeso. Ma siccome ormai abbiamo capito che questa tipologia di approccio storicamente non funziona, meglio limitare le scelte affidandosi alla buona pratica del ribilanciamento. Naturalmente si spera su asset e strumenti giusti, ma questo è un altro discorso.

Un secondo aspetto che coinvolge il ribilanciamento è che deve in un certo senso essere dato per scontato che i mercati sono, nella maggior parte del tempo, efficienti.  Quindi che i prezzi attuali degli asset finanziari incorporano già le informazioni disponibili e solo nuove informazioni inaspettate ne modificheranno i prezzi.

Cosa faremo da domani grazie ai mercati 2024

Fatta questa premessa vorrei spiegare oggi ciò che faremo da domani con i nostri clienti grazie anche e soprattutto al comportamento che i mercati hanno assunto in questo 2024.

Conservando l’allocazione di portafoglio desiderata tra azioni e obbligazioni, oppure tra geografie, o ancora tra stili di investimento, andremo a vendere ciò che ha acquisito maggiore peso sul portafoglio per effetto di maggiori guadagni (o minori perdite quando le cose vanno male) e comprando invece su quelle asset che hanno visto diminuire il loro peso.

Ribilanciare non necessariamente significa sostenere dei costi per comprare e vendere, oppure pagare tasse sui guadagni. Se ogni anno abbiamo denaro fresco da investire, oppure dividendi e cedole accreditate sul conto corrente, potremmo evitare questi fastidiosi oneri.

Ribilanciare, se va bene, è un’azione che portiamo avanti una volta all’anno, ma spesso anche ogni due o tre. Azione pigra, ma l’importante è farla quando serve senza essere troppo pignoli nel ribilanciare ad ogni folata di vento sui mercati. Anche qui bisogna però darsi delle regole.

Ribilanciare non richiede fogli di excel super complicati o algoritmi avanzati.

Il ribilanciamento permette di mantenere costante il contributo al rischio di portafoglio delle varie classi di investimento selezionate evitando la sorpresa di partire con 50% di azioni e poi ritrovarsi dopo alcuni anni con il 90% solo per effetto di una crescita nel valore.

E mentre i grandi gestori , dopo mesi di approfondite analisi, meeting globali e l’immancabile AI a supporto, stanno mettendo a punto le strategie di investimento per il 2025. In attesa degli enciclopedici outlook delle banche d’affari di Wall Street. Aspettando il sospirato vagito dell’oracolo di turno che ci racconterà quale sarà l’azione, il settore o il tema vincente per il prossimo anno. Con l’alert a prezzo condizionato sul buy Bitcoin sempre attivo per essere pronti a entrare sulla prima correzione perché tanto gli esperti hanno detto che arriverà a 1, 10, 100 milioni di dollari essendo stato creato per arrivarci di sicuro a questi prezzi. Qui in Meridian abbiamo cominciato ad applicare una delle regole della finanza più vecchie ed efficaci del mondo.

Perdonatemi l’ironia, ma quando leggo di personaggi dal passato semi sconosciuto che producono sistemi di investimento con un prodigioso potere magico capace di battere il mercato, beh rido e anche di gusto. Avendo vissuto per oltre 20 anni proprio nel mondo della finanza e dell’asset management vi posso garantire che non esiste nulla di tutto ciò.

Fare cose semplici per ottenere risultati eccezionali

Vi sembra banale lo so, ma per caso conoscete qualcuno di questi modelli che da oltre 5-10-20 anni è sulla cresta dell’onda? Ovviamente no e chi ha venduto magari fondi fallimentari per anni e oggi si inventa crypto esperto o total absolute super return vendendo la botta di fortuna che gli è capitata tra le mani come incredibile talento beh, probabilmente ha frequentato con profitto non tanto  la scuola dell’indimenticata Wanna Marchi.

Ma cosa è successo di così speciale nel 2024?

È successo che le azioni sono cresciute molto più delle obbligazioni intese come asset class generica.

Nessuna delle due ha perso valore ma la crescita di una ha superato nettamente quella dell’altra.

Per chi avesse cominciato il 2024 con una allocazione di portafoglio ad esempio 60% azioni 40% obbligazioni il risultato sarebbe quello riportato qui sotto.

Fonte: justetf.com

Vediamo con un esempio pratico cosa è successo.

Investendo idealmente 100 mila euro nell’ultimo giorno di contrattazione del 2023 avremmo acquistato 60 mila euro di un ETF azionario globale e 40 mila euro di obbligazionario globale (io ho utilizzato un ETF global aggregate a cambio coperto).

I 100k si sarebbero trasformati in oltre 117k. Che bello, ma perché dovremmo muovere qualche cosa?

L’investimento azionario da 60k è cresciuto fino a 76k. Splendido.

L’investimento obbligazionario è cresciuto da 40k a quasi 41k. Deludente.

A questo punto il diligente investitore dovrebbe vendere il 5% di ETF azionario (quasi 6k) e comprare il 5% di obbligazionario (gli stessi 6k). In realtà dovremmo vendere qualcosina in più di azionario perché il ricavo netto va sempre decurtato dell’imposta sui guadagni, ma per semplicità sorvoliamo.

Post operazione disporremo di circa 70k di azioni e circa 47k di obbligazioni. Ecco che il nostro portafoglio di 117k sarà composto di nuovo dal 60% di azioni (70k) e 40% di obbligazioni (47k) e non il 65% – 35% di fine anno.

Perché mai dovrei comprare il cavallo perdente?

Nel 2024 i mercati azionari americani (che ormai rappresentano il 70% di quelli mondiali) metteranno in archivio un rialzo che si andrà ad incasellare nella colonna che comprende i guadagni storici tra +20% e +30%. Poteva andare anche meglio come nel 2019, nel 1958 o nel 1954 quando le borse americane guadagnarono in 365 giorni oltre il 50%.

Ma osservando chi sta sotto il 2024 cosa vediamo? 2023 e 2021.

Negli ultimi 4 anni le borse in ben tre annate hanno guadagnato tra il 20% e il 30%. Fosse sempre così ogni 2 anni e mezzo si raddoppierebbe il capitale La regola del 72 ricordate? Luca Pacioli, un matematico italiano del XV secolo, calcolò che un capitale raddoppierà sempre in un numero di anni pari a 72 diviso il tasso di interesse.

E perché mai dovremmo lavorare se di finanza ci si arricchisce così facilmente? E il 2022 con la sua perdita compresa tra -10% e -20% è li a ricordarci che infatti non è così. Ogni tanto i mercati si prendono una pausa. Riportandoci alla realtà e facendo svanire il sogno che si può vivere di sola finanza (escludendo ricchi ereditieri e vincitori del Superenalotto).

Ora conosco già la critica che arriverà nei commenti qui sotto.

Ma se nel 2021 avessi venduto parte dei guadagni dell’azionario per comprare obbligazioni avrei preso una sonora batosta proprio su ciò che doveva consolidare i guadagni.

Verissimo. Non sarebbe andata bene e pur riconoscendo che quell’evento è stato eccezionale, qualcuno potrà sempre dirvi che avete avuto un pessimo market timing. Ma siamo veramente sicuri che il market timing sarebbe stato pessimo?

Andiamo con ordine.

L’operazione di ribilanciamento proposta non ha la pretesa di farvi evitare una perdita devastante e catturare un guadagno clamoroso. Anche perché sempre la storia ci dice che lo scopo di questa operazione di ribilanciamento non è certo quella di avere una elevata probabilità di aver fatto bingo l’anno successivo.

Come ci suggerisce BlackRock, dal 1926 quando l’azionario perde le obbligazioni quasi una volta su due fanno la stessa cosa osservando le rilevazioni mensili di quasi un secolo di storia.

Fonte: BlackRock

E allora che senso ha il ribilanciamento?

Il senso è espresso nella tabella che vedremo tra poco, ma voglio ricordare anche un altro aspetto che forse non farà piacere agli amanti dei portafogli lazy. Ci sono momenti storici in cui usare un pò la testa (il che non vuol dire fare gestione attiva) può avere senso. Qualche anno fa comprare obbligazioni a tasso negativo era un non senso. Non aveva senso per quelle con rendimenti nominali sottozero. Non aveva senso per quelle indicizzate all’inflazione con rendimenti reali sottozero.

Quindi l’asset allocation obbligazionaria poteva essere gestita in altro modo, a costo anche di utilizzare strumenti monetari con rendimento poco sopra lo zero a certe condizioni di liquidabilità e di diversificazione. Di certo lo scenario che si presenta oggi sul mondo obbligazionario è decisamente differente e il ribilanciamento ha molto più senso senza doversi inventare nulla.

Come ci suggerisce l’interessante newsletter Paulsen Perspectives, il costo ad esempio di una classica allocazione bilanciata 60-40 è oggi molto inferiore rispetto a qualche anno fa. Almeno in America.

Se per costo intendiamo il differenziale di rendimento che ci perdiamo per strada possedendo quel 40% di bond rispetto al 60% di equity, notiamo che quando i tassi di interesse stanno sotto il 4% questo costo sostenuto per abbattere la volatilità del portafoglio si rivela importante. Ma quando i tassi di interesse stanno sopra al 4%, come oggi negli States, le obbligazioni diventano molto più competitive rispetto all’equity.

Ma torniamo al nostro tema. Perché ha senso ribilanciare.

Un esempio storico che dimostra i vantaggi del ribilanciamento

Ho simulato nell’arco di 20 anni di investimento cosa sarebbe successo investendo 100 mila dollari all’inizio del periodo con una allocazione 60% azioni e 40% obbligazioni utilizzando i dati di azionari USA e obbligazione decennali USA.

Ho adottato per lo stesso periodo e lo stesso portafoglio due strategie differenti. Ribilanciare alla fine di ogni anno e non ribilanciare mai. Anticipo le critiche al backtest. I costi dei prodotti sono compresi, mentre manca l’aspetto dei costi di negoziazione e della fiscalità applicata quando si vende, due fattori che ovviamente riducono il vantaggio del ribilanciamento. In futuro mi riprometto di affinare la cosa ma dico subito che con qualche regola ben precisa si possono limitare le operazioni e quindi i costi.

Prendiamo il caso più attuale. Quello di chi ha cominciato a investire nel 2004 e si trova nell’ultimo giorno di contrattazione del 2024.

Se nel 2004 avessimo deciso di destinare 60k all’azionario americano e 40k all’obbligazionario, dopo 20 anni senza ribilanciamento il risultato sarebbe stato quello di avere un peso azionario di quasi 84% e obbligazionario del 16%.

Tradotto in numeri e considerando il bilancio finale di 556k, avremmo 467k di azioni e 89k di obbligazioni.

Fonte: Portfolio Visualizer

Ripetiamo l’esercizio, ma stavolta con un ribilanciamento annuale.

Il risultato finale sarebbe inferiore  a quello precedente (493k vs 556k) e rappresentato per il 60% da azioni (296k) e 40% da obbligazioni (197k).

Quindi 467k vs 296k di valore delle azioni e 89k vs 197k di valore delle obbligazioni.

Perché mai dovremmo smontare una strategia (quella di non ribilanciare) così vincente?

Considerando che la maggior parte del tempo l’azionario nel lungo periodo la passa salendo potrebbe sembrare controproducente ribilanciare.

Ma purtroppo non abbiamo la certezza che andrà sempre così e, soprattutto, con il ridursi dell’orizzonte temporale essere troppo esposti alle azioni potrebbe essere un problema.

Per dare una risposta alla giusta domanda, ci serve fare un passettino indietro per capire che il 2024 e il 2023 sono stati anni eccezionali sotto questo punto di vista.

Partendo infatti dal 1980 e simulando una strategia simile sulla durata dei 20 anni il risultato è quello che vediamo espresso nella tabella qui sotto.

Fonte: Portfolio Visualizer

Su 24 blocchi da 20 anni di rilevazioni (25 con il 2024) solo 3 volte (4 con il 2024) non ribilanciare si è rivelata una strategia in grado di creare un maggiore valore nel portafoglio. Questo significa che nel 16% del tempo considerando il 2024 non ribilanciare è stata una scelta vincente. Probabilmente diventerebbe qualcosa di più tenendo conto di costi di negoziazione e fiscalità, ma rendere qualche regola più lasca di ribilanciamento alleggerirebbe il tutto.

Potrei non avervi convinto lo so. Ma se per caso il 2025 dovesse essere un altro 2008, oppure un 2001 o ancora uno di quegli anni dove l’orso graffia in modo violento è ovvio che aver portato a casa un pò di utile sull’azionario parcheggiando sull’obbligazionario si sarà rivelata una strategia saggia e vincente visto che molto probabilmente, essendo passato 1 anno, i vostri obiettivi si stanno oltretutto avvicinando.

Ma la questione non è solo di money management oppure storica come abbiamo visto poco fa. Ma anche mentale.

Già, perché oltre che per diversificare le fonti di rendimento e quindi fare in modo che in famiglia si stia male tutti quanti nello stesso momento, ridurre il rimpianto è un’altra buona motivazione per ribilanciare.

Dopo un’annata di vacche grasse alzi la mano chi non ha avuto la tentazione di vendere tutto e portare a casa il profitto?

Ed ecco che prendere una decisione che, anche se in minima parte capitalizza una quota di utile, ha il pregio di eliminare una buona parte di possibili rimpianti se l’anno seguente dovesse rivelarsi un 2008 o un 2002. E poi c’è il cosiddetto bias dell’ancoraggio mentale. Tendiamo a considerare il valore massimo del mese o dell’anno precedente come il nostro punto di partenza. Non più il valore di carico. E quando subiamo perdite rispetto al valore record raggiunto l’anno precedente tendiamo a vivere la cosa molto male. Con più azioni del previsto in portafoglio questo dolore se le cose non dovessero girare dal verso giusto potrebbe essere naturalmente ancora più alto.

Nel 2024 quella del ribilanciamento azionario obbligazionario non è l’unica opportunità che ci si presenta davanti.

Ad esempio e soprattutto per chi esposizione azionarie integrali (100%) o comunque consistenti, l’azionario americano è cresciuto molto di più dei mercati non US come Europa, emergenti, Giappone.

Anche in questo caso le manovre semplici di ribilanciamento, naturalmente avendo sempre davanti la mappa di navigazione di un piano finanziario e la relativa asset allocation che la accompagna, rappresenteranno l’unico vero processo di gestione attiva sugli investimenti che ha senso praticare per rendere sempre più probabile il raggiungimento dei nostri obiettivi finanziari.

Buon investimento.

2 commenti

  1. Domenico 6 Gennaio 2025 at 08:24 - Reply

    Buon giorno, un analisi perfetta (come sempre), dovrei ribilanciare ma sono un po’ dubbioso, potrei chiederti un consiglio su quali ETF obbligazionari puntare? Ovviamente parlo x area geografica e tipologia (es Corporate ecc) e non di un ETF specifico

    Grazie mille
    Domenico

    • Lorenzo Biagi 6 Gennaio 2025 at 10:54

      Ciao Domenico e grazie per il commento. Ovviamente la risposta non è semplice perché non conosco non solo il tuo portafoglio ma nemmeno i tuoi obiettivi. Quindi, pur non potendo consigliare in questa sede nessun prodotto per non ricadere in quella che in Italia si chiama raccomandazione personalizzata, posso solo dirti che ogni ETF obbligazionario ha un suo senso all’interno di un portafoglio purché ne siano ben compresi pregi e difetti. Per questo il mix con le singole obbligazioni potrebbe essere anche la soluzione ottimale. Naturalmente se sei interessato al nostro servizio di consulenza saresti il benvenuto. Qui trovi qualche informazione utile https://www.meridianscf.com/domande-e-risposte/. A presto.

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