Il Mercato Scende, Che Facciamo?

Visto che questa è una delle domande più gettonate del momento riprendo un post datato settembre 2015, ma sempre attuale soprattutto nell’attuale contesto di mercato. Buona lettura

Nel post di ieri accennavo al fatto che le correzioni di mercato sono benvenute perché alzano le aspettative di rendimento di chi investe con un orizzonte temporale di lungo periodo. Il sempre ottimo Morgan Housel è riuscito a sintetizzare in un articolo il concetto, ma soprattutto ha cercato di rispondere alla classica domanda che un investitore si pone quando i mercati cominciano a diventare molto nervosi portando il segno meno sul ritorno dell’investimento fatto in precedenza.
Partendo dal presupposto che nessuno sa cosa potrà succedere da adesso in avanti, l’unica amica che abbiamo a disposizione è la statistica. Continua a leggere

Annunci

La correzione in Borsa arriverà, ma quando?

Ormai non passa giorno in cui viene celebrata la straordinaria bassa volatilità che contraddistingue i mercati azionari, soprattutto americani. Gli indici principali rimangono vicini ai massimi storici e correzioni degne di nota è da mesi che non si affacciano dalle parti di Wall Street.

Stiamo vivendo momenti eccezionali, senza ombra di dubbio situazioni che si vedono una volta a generazione. Di fatto l’ipoteca sui bassi rendimenti prospettici a livello azionario è messa; più si andrà avanti con questa situazione, intendo dire senza correzioni di mercato capaci di normalizzare il percorso, più i ritorni reddituali del futuro si faranno grami per gli investitori di oggi.

Guardate questa tabella estrapolata dal sito del sempre ottimo Aswath Damodaran.

annualFonte:http://pages.stern.nyu.edu/~adamodar/

Dal 2003 la borsa americana ha chiuso in negativo solo una volta nel 2008 con un calo, come ben ricordiamo tutti, devastante. Da allora otto anni consecutivi di rialzo, a loro volta preceduti da 5 anni consecutivi di rialzo (2003-2007). Paradossalmente e nonostante il bull market secolare in corso, hanno perso di più i bond in termini di frequenza. Due annate negative infatti le abbiamo avute nel 2009 e nel 2013.

Vi consiglio di andarvi a rileggere questi tre post che abbiamo pubblicato in passato:

Investire sulla Borsa Americana

Investire al netto della Borsa Americana

Quando le perdite sono in doppia cifra

Continua a leggere

La paura dell’alta quota

Inutile negarlo. Ognuno di noi quando si trova di fronte a mercati azionari prossimi a dei massimi storici ha titubanza nell’acquistare. Temiamo non solo di perdere soldi, ma anche di fare la figura dei fessi entrati sul top del mercato.

Per fortuna nella maggior parte dei casi non è così altimenti saremmo tutti quanti investitori congelati in attesa del domani. I numeri li fornisce il sempre ottimo blog www.awealthofcommonsense.com

La tabella seguente mostra il numero di volte in una decade in cui la borsa americana ha realizzato massimi storici. La percentuale sul totale delle rilevazione rende ancora meglio l’idea, ma due sono le considerazioni.

La prima. Ci sono decadi di bull market travolgenti ed altre di stagnazione.

La seconda. Non necessariamente un massimo storico è destinato a rimanere isolato anche nelle decadi più fiacche.

1

Continua a leggere

Comunque Vada Non è Ancora Equity Mania

Interessante lettura estiva sul blog del celebre advisor americano Richard Bernstein.

Nelle motivazioni utilizzate per sostenere la tesi che il mercato azionario americano non è ancora da abbandonare due immagini.

bern1

La prima immagine mette a confronto la percezione che avevano gli investitori dei mercati (e la realtà nella quale erano veramente immersi) nel 1999, mettendola a confronto con quella attuale. Evidente come ai giorni nostri prevale la ricerca della sicurezza su tutto.

Il secondo grafico rafforza ancora di più questo concetto. Continua a leggere

A Caccia di Azioni Sottovalutate

Burton Malkiel, il celebre autore del libro A spasso per Wall Street. Tutti i segreti per investire con successo , ha di recente fatto un ragionamento sui mercati emergenti, ragionamento di buon senso per gli investitori di lungo periodo.
Se le aspettative sulle borse americane alla luce delle attuali valutazioni del Cape di Shiller (sopra 27) sono quelle individuate nella tabella

malkiel1

perché non ragionare su un piano di acquisto sulle azioni dei mercati emergenti che presentano gli stessi parametri a forte sconto? Continua a leggere

Venerdi’ 13 novembrino…bad news

Comincio con un promo pubblicitario ad uso e consumo di tutti. Visto che Amazon è partner del nostro blog segnalo, per chi fosse interessato, solo per oggi lo sconto di 10 euro offerto a chi fa acquisti sul sito di Amazon utilizzando il codice promo GRAZIE1000 (non vale purtroppo per i libri).

Tanto vi dovevo per festeggiare un venerdì 13 novembre che potrebbe rivelarsi particolarmente deludente a Wall Street.

Ryan Detrick spiega molto bene il perché in questo post. Dal 1928 ad oggi lo S&P 500 ha chiuso 2 volte su 3 in calo quando venerdì 13 è arrivato a novembre. I trader farebbero bene a verificare quando cadrà il prossimo  venerdì 13 nel mese di giugno visto che nell’85% dei casi l’esito è risultato positivo. Magie della stagionalità.