I MacGyver degli Investimenti

Quando un cliente crea un piano di investimento dei suoi risparmi ha in mente una serie di attese legate più a parametri del passato che a quelli del presente;  i rendimenti che si prevede di raccogliere da oggi ad un futuro più o meno remoto tramite l’investimento in portafogli strutturati e diversificati assumono contorni sempre più rosei più il contesto finanziario è idilliaco come quello attuale.

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Attendersi ritorni particolarmente ricchi come quelli ottenuti dai mercati degli ultimi anni è assolutamente impensabile alla luce delle attuali valutazioni dei bond e dell’equity. E’ vero che nel lungo periodo i numeri tendono a tornare verso la media, però è senza dubbio fuori discussione che chi investe oggi trova valutazioni storicamente care. Non sappiamo cosa ci riserva il futuro, ma sarebbe corretto che ogni investitore (e ogni consulente) costruisse l’investimento con una buona dose di buon senso e di realismo nel definire obiettivi, tempi e modi con cui gli stessi possono essere raggiunti.
L’industria del risparmio gestito ha capito subito che la fiammella della speranza di veder moltiplicare il proprio capitale si stava spegnendo ed ha scatenato i propri laboratori di ingegneria finanziaria (ed il marketing) per far sognare ogni investitore con i prodotti “go anywhere” come sono chiamati in America. Parliamo di tutta quella massa di fondi che comprendono nella loro descrizione parole come Unconstrained, Absolute Return, Strategic Income, Flessibili, ecc…

Come il celebre MacGyver della serie di telefilm degli anni ’80 riusciva a risolvere ogni problema in ogni situazione massimizzando il risultato, anche questi nuovi fondi magici si propongono come prodotti di investimento “buoni per tutte le stagioni” ed abili ammaestratori dei mercati finanziari.
La  società di index fund Vanguard ha dedicato di recente un articolo proprio a questo tipo di prodotti gestiti.

Trattandosi di società concorrente dei fondi a gestione attiva non possiamo non pensare ad un’opinione non completamente oggettiva da parte di Vanguard, ma alcune considerazioni di carattere generale sono assolutamente condivisibili.
Questi prodotti Go Anywhere difficilmente hanno benchmark e questo gli permette di sfuggire anche a valutazioni di categoria (ad esempio quelle fatte da Morningstar) che potrebbero metterli in cattiva luce rispetto alla concorrenza.

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Un altro elemento che sfugge al controllo del risparmiatore è quello della trasparenza. Nonostante lo sforzo di alcune case di investimento di offrire adeguata comunicazione, questi fondi usano strategie molto complicate utilizzando prodotti derivati e per il cliente diventa difficile monitorare quale è l’effettiva esposizione al rischio del fondo. In pratica si delega completamente la gestione del proprio denaro all’attività di un gestore slegato da benchmark e questo richiede, in fase di sottoscrizione, un’attenta opera di analisi (prospetti, KIID, politiche di gestione) per evitare di incorrere in spiacevoli inconvenienti nel durante dell’investimento.

Tutti i fondi Go Anywhere hanno però in comune una promessa, quella di farvi ottenere rendimenti considerevolmente superiori ai tassi monetari (anche 250-300 punti base sopra l’Euribor), riducendo la volatilità e lavorando trasversalmente su tutti i mercati previsti da prospetto.

E voi non avevate ancora pensato che c’è qualcuno nel mondo dell’investimento in grado di ritornarvi, con un rischio ridotto, un rendimento superiore a quello di un titolo di stato a 10 anni? Che aspettate a catapultarvi verso queste braccia miracolose che moltiplicheranno i vostri denari nonostante tariffe piuttosto salate di commissione?

I fondi che operano nel comparto bond non tradizionale hanno avuto una crescita spettacolare anche negli States dove le masse a Novembre 2014 sono salite a 162 miliardi di $ contro i 7 miliardi del 2003. Ovviamente la speranza (più che la certezza) di trovare rendimenti dignitosi sta alla base di questo movimento dei flussi da parte dei risparmiatori.

Non ci sono pasti gratis in finanza; la caratteristica comune che hanno ma maggior parte di questi fondi è quella di ridurre il rischio volatilità tramite una riduzione della duration di portafoglio aumentando il potenziale di rendimento a discapito della qualità degli emittenti.
Se per quello che riguarda la duration questo comporta, oltre ad un aggravio di costi per l’attività di copertura derivata, anche un assottigliamento del cuscinetto di protezione nel caso di mercati finanziari in fibrillazione, per quello che riguarda l’aumentato rischio credito è molto interessante la tabella fornita da Vanguard.

anywhereDall’istogramma si vede chiaramente come la percentuale di fondi non tradizionali con rating uguale o inferiore alla BB ha toccato, a settembre 2014, quota 83%, un numero consistente se rapportato al 20% dei fondi tradizionali e che deve mettere in guardia circa il rischio che si annida in questo tipo di prodotti che non possono essere considerati l’alternativa ad un classico monetario.

Ovviamente la controreplica da parte dei manager di fondi Go Anywhere potrebbe essere quella di performance superiori alla media dei fondi tradizionali, ma anche su questo sorge qualche perplessità leggendo questo documento di Vanguard  nel quale emerge la difficoltà di creare alpha da parte di questi fondi attivi.

Mai come in questi comparti è il manager del fondo a fare la differenza e lo dicono gli scarti di rendimento tra i fondi presenti nei percentili più bassi e quelli più alti. Tra i fondi con performance rilevate all’interno del 25esimo percentile e quelli all’interno del 75esimo percentile ci sono mediamente 340 punti base di differenza contro i 175 dei fondi tradizionali, segno che qui la qualità fa la differenza tra il successo e la mediocrità. Anche in questo caso il problema sta nell’individuare il gestore giusto e soprattutto la continuità del fondo di rimanere ogni anno nei percentili più elevati.

Non vogliamo certo demonizzare questi fondi, soprattutto alla luce delle attuali condizioni di mercato che rendono l’investimento in bond spesso un onere. Quello che però non si può dimenticare è che ricette magiche per ottenere performance superiori a quello ritornate dal mercato non esistono. Qualora decidiate di non credere a questa affermazione siate però consapevoli che per ambire a qualcosa di meglio dovrete rischiare di più, affidarvi in toto alla qualità di un team di gestione e pagare caro il servizio che vi verrà offerto.

Fonti: Vanguard

Leggi anche: Cosa ci stanno dicendo i tassi di interesse

Il messaggio in bottiglia del Price Earning di Shiller

 

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