By |Categorie: Investimento|Pubblicato il: 7 Giugno, 2015|

In diverse occasioni abbiamo citato gli indici Bond Aggregate come parametri di riferimento per valutare il comportamento di un investimento obbligazionario nel corso del tempo. Spesso si tende ad associare questo tipo di investimento ad un classico bond a duration medio lunga, ma in realtà non è così anche perché entrano in gioco fattori di diversificazione (e quindi di riduzione del rischio) che vi dimostreremo essere notevoli.
La tabella riportata sotto mostra i massimi drawdown mensili di Aggregate (quindi composto da diverse duration e tipo di emittenti) e Long Bond. I dati partono dal 1976 e questo risente di periodi con altissimi tassi di interesse (anni ’70) e con tassi molto modesti come quelli attuali.

bond aggregate long bond
Questa considerazione serve per inquadrare nel giusto contesto il ritorno annuo che dovremmo attenderci dai bond nei prossimi anni. Certamente l’8% è utopia visti i rendimenti attuali a scadenza dei bond americani a 10 anni del 2,2%.

Fatta questa premessa la tabella mostra con chiarezza un elemento spesso sottovalutato, quello del rapporto rischio rendimento. A fronte di un rendimento medio annuo storico del Bond Aggregate pari ad oltre il 90% di quello fornito dal Long Bond, la volatilità è inferiore della metà.

Prendere il 90% di quello che offre il mercato rischiando la metà mi sembra un bel modo per rendere efficiente al massimo livello la componente bond della vostra asset allocation. Evitate scommesse secche basate su qualche estermporanea idea di mercato letta da qualche parte, usate il buon senso e soprattutto il mercato obbligazionario per quella che è la sua funzione di generatore di reddito stabile e ammortizzatore del rischio.

Questo se siete investitori di lungo periodo. Se siete trader il discorso è esattamente l’opposto. Cercate strumenti ad alta redditività ed alta volatilità perché sono quelli che dovranno ripagarvi da stress, tempo dedicato e costi sostenuti.

Leggi anche: Gestire la duration di un portafoglio bond

                        Cosa ci stanno dicendo i tassi di interesse

                         Ha senso investire in prodotti a duration hedged?

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2 Commenti

  1. erreffe 7 Giugno 2015 at 21:26 - Reply

    Diciamo che è stato il caldo :D Grazie per aver fatto chiarezza su un aspetto cosi importante,tutto chiaro adesso!! :)

  2. erreffe 7 Giugno 2015 at 17:17 - Reply

    Ciao AW scusa se rompo le scatole pure di domenica,ma complice anche questo caldo,ho la sensazione di essere un pò confuso su alcuni temi:
    a proposito dell’argomento trattato,mi chiedevo se tra Emg lyxor emts all maturuity (tds ma anche con debito periferico) e xbae global aggregate bond (per lo piu o proprio tutto corporate)non sarebbe forse piu appropriato per quanto riguarda l’asset bond,un etf specifico in aaa..se non ricordo male(se cosi fosse è colpa del caldo :D)parli sempre di asset ideale 60 azioni 40 bond o comunque di quanto i bond siano importanti per riequilibrare e abbassare la volatilità,ma ritieni che tds periferici(emg) o global corporate(xbae),quasi parenti degli hy(con le dovute proporzioni..)possano svolgere questa delicatissima funzione nel nostro piano d’investimento?
    OT:resti sempre dell’avviso che una porzione di azionario emergente da aggiungere al msci world e magari anche all’eurostoxx600,nonostante l’alta volatilità,sia indispensabile,in un pac di lungo termine??
    ciao grazie e buona domenica :)

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