Sacrificio o Beneficio?

Molto spesso un investitore, soprattutto giovane, fatica a trovare le giuste motivazioni per far partire un piano di investimento di lungo periodo o anche solo per accantonare un po’ di denaro da utilizzare nel momento del bisogno.
Fino a qualche anno fa si potevano fare simulazioni in cui utilizzare rendimenti offerti da emittenti, in quel momento considerati “free risk”, del 4/5%. Titoli di stato, buoni postali, obbligazioni corporate di alta qualità, era molto facile fare progetti basandosi sui rendimenti attesi con il senno di poi molto interessanti i quali, grazie al benefico effetto della capitalizzazione composta, avrebbero accresciuto e non di poco il capitale nel corso degli anni. Non prendo qui in considerazione l’inefficacia di certe simulazioni se fatte non tenendo in dovuta considerazione l’inflazione, ma al giorno d’oggi anche questo “incentivo” di rendimento ad investire è venuto meno se non al prezzo di rischiare decisamente di più e comunque senza prodotti a capitale garantito.
Ed allora ecco che nel momento in cui si decide di risparmiare e poi investire sui mercati finanziari si vede il processo come un sacrificio, come un atto di rinuncia a qualche beneficio immediato. Da qui la domanda sacrificio o beneficio?

Inutile anche richiamare obiettivi lontani come una pensione serena, troppo avanti nel tempo, troppo intangibile per chi ha davanti 30/40 anni di lavoro.

Un metodo che personalmente ho constatato funziona abbastanza bene è quello di guardare l’investimento sotto un’altra veste, non più il sacrificio, ma il beneficio che deriva dal comportamento virtuoso. Provo a fare qualche esempio.

Accantonare denaro in un fondo/Etf monetario o in un conto deposito solo come bacino di emergenza è visto spesso con fastidio perché l’evento al quale è destinato quel sacrificio è incerto. E allora mettiamola così e vediamo se cambia la prospettiva; quando la sfiga vi colpirà non vedrete il vostro conto scendere sotto lo zero (e quindi pagare interessi passivi alla banca) oppure seccare tutta in una volta il plafond della vostra carta di credito. Per non parlare poi degli interessi molto elevati che sareste costretti a pagare su un eventuale prestito personale. Pagare 500 euro di interessi passivi all’anno su un prestito da 5 mila euro vi costringerebbe a sacrificare un week end a Londra con la famiglia, o un elettrodomestico nuovo, oppure l’abbonamento alla pay tv. Tutto all’improvviso. Ma se invece l’evento lo preparate con calma, accantonando un terzo del vostro risparmio di ogni mese fino a raggiungere una quota di sicurezza allora a mio modo di vedere tutto cambia.

E’ come avere un bacino di riserva d’acqua sempre pieno e rifornito con pochi litri ogni mese, quando arriva la siccità non soffrirete l’emergenza e non modificherete le vostre abitudini.

Molto più facile è associare un aspetto piacevole a progetti di breve – medio periodo non legati a spese straordinarie quanto piuttosto a viaggio, ad acquisto di auto o moto nuove, corsi di ballo, ecc…
In questo caso accantonare periodicamente del denaro per raggiungere lo scopo non pesa più di tanto, il rischio piuttosto è quello di non essere metodici e saltare le “rate” per spendere il denaro nell’immediato. Un consiglio che mi sento di dare è associare ad ognuno di questi progetti un nome ben preciso in grado di richiamare il momento piacevole in cui potremo utilizzare i nostri risparmi. Come ben sapete personalmente ho scelto l’etichetta Travel Plan per i miei programmi di risparmio finalizzati ai viaggi, ma qui si può dare libero sfogo alla fantasia pur di associare mentalmente il denaro accantonato all’esperienza. Ogni volta che aprirete il vostro file personale di pianificazione non vedrete l’ora di rimpolparlo.

Forse il tema più complicato da affrontare è quello legato al risparmio previdenziale. Il fondo pensione privato è sempre visto come un fastidioso effetto collaterale di una riforma pensionistica che ora utilizza il sistema contributivo e quindi pagherà in proporzione meno rispetto all’ultimo stipendio. Con un po’ di fatica rinunciamo a dei soldi oggi per goderne i frutti fra moltissimi anni; questo molto spesso lo vediamo come un eccesso di accantonamento prudenziale poiché la nostra pensione pubblica sarà in grado di farci vivere comunque dignitosamente.

Ma siete sicuri che accantonare denaro nel lungo periodo serva solo per una pensione felice? Provate invece a immaginare un piano di investimento di lungo periodo come un qualcosa che, aiutato anche da rendimenti al di sopra di 2/3 punti il tasso di inflazione, vi possa permettere di poter scegliere se ritirarsi prima dal lavoro per dedicarsi ad attività autonome più legate ai vostri interessi personali e senza l’assillo di dover ogni mattina fare il pendolare.

Oppure provate a pensare alla vostra libertà e sicurezza finanziaria futura generata dal vostro corretto atteggiamento finanziario di lungo periodo. Un fondo pensione non è un monolite, può essere scalfito in varie percentuali; ad esempio il 30% per farci quello che vi pare, o il 75% per comprare una casa nuova o rimodernare quella esistente. Nel breve periodo vi metterà poi in tasca parecchi soldini considerando i benefici fiscali immediati del fondo pensione. Avete mai calcolato quanto ogni anno risparmiate in tasse grazie al fondo? Tutti denari che poteste decidere se spendere o accantonare.

Se pensate all’aspetto piacevole di come utilizzare questi soldi, alla vostra libertà finanziaria futura, sicuramente la vostra predisposizione mentale cambierà ed anche i versamenti periodici in piani previdenziali assumeranno un altro sapore.

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