By |Categorie: Pensione, Risparmio|Pubblicato il: 14 Ottobre, 2015|

Molto spesso un investitore, soprattutto giovane, fatica a trovare le giuste motivazioni per far decollare un piano di investimento di lungo periodo. Eppure basta veramente poco per trasformare una piccola cifra in un grande capitale fra qualche decina di anni.

Fino a qualche anno fa si potevano simulare piano di investimento nei quali il cosiddetto “free risk”,  ovvero titoli di stato con rendimenti del 4/5%, era una regola.

Titoli di stato, buoni postali, obbligazioni corporate di alta qualità, era molto facile fare progetti basandosi sui rendimenti attesi con il senno di poi molto interessanti i quali, grazie al benefico effetto della capitalizzazione composta, avrebbero accresciuto e non di poco il capitale nel corso degli anni.

Non prendo qui in considerazione l’inefficacia di certe simulazioni prive del requisito essenziale dell’effetto negativo  dell’inflazione, ma al giorno d’oggi anche questo “incentivo” di rendimento ad investire è venuto meno se non al prezzo di rischiare decisamente di più e comunque senza prodotti a capitale garantito.

Ecco allora ecco che nel momento in cui si decide di risparmiare e poi investire sui mercati finanziari  il processo è visto come un sacrificio, come un atto di rinuncia a qualche beneficio immediato.

Sacrificio o beneficio?

Nel 90% dei casi di giovani investitori è relativamente poco utile richiamare obiettivi lontani come una pensione serena, troppo avanti nel tempo, troppo intangibile per chi ha davanti 30/40 anni di lavoro.

Un metodo che personalmente ho constatato funziona abbastanza bene è quello di guardare l’investimento sotto un’altra veste, non più il sacrificio, ma il beneficio che deriva dal comportamento virtuoso.

Provo a fare qualche esempio.

Accantonare denaro in un fondo/Etf monetario o in un conto deposito solo come ruota di scorta è visto spesso con fastidio perché l’evento al quale è destinato quel sacrificio è incerto.

E allora mettiamola in un altro modo e vediamo se cambia la prospettiva.

Pensiamo prima in negativo

Quando la sfiga ci colpirà non vedremo il nostro conto scendere sotto lo zero (e quindi pagare interessi passivi alla banca) oppure seccare tutto in una volta il plafond della carta di credito.

Per non parlare poi degli interessi molto elevati che sareste costretti a pagare su un eventuale prestito personale. Pagare 500 euro di interessi passivi all’anno su un prestito da 5 mila euro ci costringerebbe a sacrificare un week end a Londra con la famiglia, o un elettrodomestico nuovo, oppure l’abbonamento alla pay tv.

Ma se invece l’evento lo prepariamo con calma, accantonando un terzo del nostro risparmio mensile con la logica del “pago prima me stesso” fino a raggiungere una quota di sicurezza per coprire le emergenze allora tutto cambia.

E’ come avere una riserva d’acqua sempre piena e rifornita con pochi litri ogni mese, quando arriva la siccità non soffrirete l’emergenza e non modificheremo le vostre abitudini.

E poi pensiamo in positivo

Molto più facile è associare un aspetto piacevole a progetti di breve – medio periodo non legati a spese straordinarie quanto piuttosto a viaggio, ad acquisto di auto o moto nuove, corsi di ballo, ecc…

In questo caso accantonare periodicamente del denaro per raggiungere lo scopo non pesa più di tanto, il rischio piuttosto è quello di non essere metodici e saltare le “rate” per spendere il denaro nell’immediato.

Un consiglio che mi sento di dare è associare ad ognuno di questi progetti un nome ben preciso in grado di richiamare il momento piacevole in cui potremo utilizzare i nostri risparmi.

Come ben sapete personalmente ho scelto l’etichetta Travel Plan per i miei programmi di risparmio finalizzati ai viaggi, ma qui si può dare libero sfogo alla fantasia pur di associare mentalmente il denaro accantonato all’esperienza. Ogni volta che aprirete il vostro file personale di pianificazione non vedrete l’ora di rimpolparlo con risorse monetarie fresche.

Forse il tema più complicato da affrontare è quello legato al risparmio fatto in ottica previdenziale.

Il fondo pensione privato è sempre visto come un fastidioso effetto collaterale di una riforma pensionistica che per quasi tutti gli attuali lavoratori utilizza il sistema contributivo e quindi pagherà in proporzione meno rispetto all’ultimo stipendio.

Con un po’ di fatica rinunciamo a dei soldi oggi per goderne i frutti fra moltissimi anni; questo molto spesso lo vediamo come un eccesso di accantonamento prudenziale poiché la nostra pensione pubblica sarà in grado di farci vivere comunque dignitosamente.

Ma siamo sicuri che accantonare denaro nel lungo periodo serva solo per una pensione felice?

L’obiettivo di lungo periodo non è solo la pensione

Proviamo invece a immaginare un piano di investimento di lungo periodo come un qualcosa che, aiutato anche da rendimenti al di sopra di 2/3 punti il tasso di inflazione, ci possa permettere di poter scegliere se ritirarci prima dal lavoro per dedicarsi ad attività autonome più legate ai nostri interessi personali e senza l’assillo di dover ogni mattina fare il pendolare.

La filosofia FIRE nasce esattamente da questa ambizione.

Oppure proviamo a pensare alla nostra libertà e sicurezza finanziaria futura generata dal nostro corretto atteggiamento finanziario di lungo periodo.

Un fondo pensione non è un monolite, può essere scalfito in varie percentuali; ad esempio il 30% per farci quello che ci pare, o il 75% per comprare una casa nuova o rimodernare quella esistente.

Nel breve periodo ci metteremo poi in tasca parecchi soldini considerando i benefici fiscali immediati del fondo pensione. Tutti denari che potremmo decidere se spendere subito o accantonare salendo sulla giostra della capitalizzazione composta degli interessi.

Se pensiamo all’aspetto piacevole di come utilizzeremo questi soldi, alla nostra libertà finanziaria futura, sicuramente la  predisposizione mentale cambierà. Anche i versamenti periodici in piani previdenziali come i piani di accumulo privati, assumeranno a quel punto un altro sapore. La tipica acquolina in bocca prima di gustare il nostro piatto preferito.

Condividi

Un commento

  1. Nicola 31 Ottobre 2018 at 21:10 - Reply

    Questo tipo di atteggiamento lo dovrebbero avere tutti o quanto meno insegnarlo nelle scuole, magari al posto di altre materie superflue. vorrei chiedervi se riteneste opportuna la sottoscrizione di una mutua o polizza sanitaria, allo scopo di fronteggiare economicamente uno dei tanti imprevisti a cui si faceva riferimento nell’articolo, oppure tenuto conto del servizio ssn e del ricorso sporadico al privato, fosse piu vantaggioso e opportuno dirottare quell’importo su un pisno finanziario? Vi ringrazio e complimenti per l’ottimo servizio di educazione finanziaria che rendete.

Lascia un Commento