Ma Quante Azioni Dovrei Avere in Portafoglio?

Una delle classiche domande che un cliente fa ad un consulente è quante azioni deve mettere in portafoglio per massimizzare il rendimento futuro senza rischiare di perdere tanti soldi. A questo punto il consulente profila con un questionario il cliente, cerca (se è bravo) di capire la reale propensione al rischio del potenziale investitore e poi prepara l’asset allocation.
Il punto è che non esiste una ricetta magica, valida per tutti e per ogni stagione, ma esistono tantissime regole e tantissimi modi di approcciare questo tema.
Uno dei più semplici è quello del “100 meno l’età”. In pratica si sottrae a 100 il numero di anni del clienti ed il risultato è il peso ottimale dell’azionario. Se il cliente ha 50 anni l’investimento ottimale sarà dato da 50% azioni e 50% bond. Allungandosi la vita media alcuni si spingono a 110 – l’età, ma il concetto è sempre lo stesso.
Altro metodo utilizzato dai consulenti americani è quello di dedicare il 4% del portafoglio alle azioni per ogni anno che si deciderà di rimanere investiti. Orizzonte temporale 10 anni diventa 40% di azioni, 20 anni 80%. Il limite di questa tecnica è che un ragazzo di 25 anni starebbe investito al 100% in azioni fino almeno ai 40 anni se la sua intenzione fosse quella di andare in pensione a 65 anni ritirando tutti i propri risparmi.

Uno dei consulenti americani più celebri, Larry Swedroe preferisce concentrarsi sempre sull’orizzonte temporale adottando una scaletta alternativa.

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Altra possibilità è quella di considerare la massima perdita tollerata. Sulla base di questa valutazione il peso azionario può essere tarato di conseguenza.

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Infine c’è la regola semplice di Harry Markowitz l’inventore della frontiera efficiente di investimento. Ebbene questo premio Nobel fa una cosa molto semplice con i suoi risparmi, fifty/fifty tra bond e azioni.

Come vedete non esistono alchimie magiche (almeno io non le conosco). Si possono fare aggiustamenti tattici legati al momento, si può aumentare o diminuire il rischio sulla base di ciò che sta accadendo nella nostra vita (ad esempio abbiamo necessità di rendere disponibile più liquidità oppure abbiamo ottenuto entrate extra che possiamo investire sul mercato azionario).

Quello che conta è capire a priori di quanto rischio hanno bisogno i miei soldi e quanto mi posso permettere di rischiare.

Per la dose di rischio basta mettersi a tavolino e stimare una serie di obiettivi. Più lunghi sono, più azionario è legittimo mettere. Più brevi sono, più sono incosciente nel rischiare di non raggiungere i miei obiettivi per una pura scommessa di breve periodo.

Riguardo al quanto posso permettere di rischiare sui mercati azionari (ma non solo) dipende ovviamente dalle condizioni di vita di ciascuno di noi. Sicurezza lavorativa, flusso costante di risparmi, famiglia, eventi straordinari, ecc…

Tenuti ben a mente questi fattori la domanda su quante azioni potete mettere in portafoglio troverà in voi stessi una risposta molto più semplice di quanto pensiate.

Leggi anche: Le azioni che abbassano il rischio

                        Fissare gli obiettivi

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