By |Categorie: Investimento|Pubblicato il: 6 Aprile, 2016|

Una delle classiche domande che un cliente fa ad un consulente finanziario è quante azioni deve mettere in portafoglio per massimizzare il rendimento futuro senza rischiare di perdere tanti soldi.

A questo punto il consulente profila con un questionario il cliente, cerca (se è bravo) di capire la reale propensione al rischio del potenziale investitore e poi prepara l’asset allocation.

Il punto è che non esiste una ricetta magica, valida per tutti e per ogni stagione, ma esistono tantissime regole e tantissimi modi di approcciare questo tema.

La regola del 100 meno l’età

Uno dei più semplici è quello del “100 meno l’età”. In pratica si sottrae a 100 il numero di anni del clienti ed il risultato è il peso ottimale di investimento azionario.

Se il cliente ha 50 anni l’investimento ottimale sarà dato da 50% azioni e 50% bond. Allungandosi la vita media alcuni si spingono a modificare il calcolo in 110 – l’età, ma il concetto è sempre lo stesso.

Le regola del 4% per ogni anno di investimento

Altro metodo utilizzato dai consulenti americani è quello di dedicare il 4% del portafoglio alle azioni per ogni anno che si deciderà di rimanere investiti.

Orizzonte temporale 10 anni diventa 40% di azioni, 20 anni 80%.

Il limite di questa tecnica è che un ragazzo di 25 anni rimane investito al 100% in azioni fino almeno ai 40 anni se la sua intenzione fosse quella di andare in pensione a 65 anni ritirando tutti i propri risparmi.

La regola di Larry Swedroe

Uno dei consulenti finanziari americani più celebri, Larry Swedroe preferisce concentrarsi sempre sull’orizzonte temporale adottando una scaletta alternativa.

La regola della massima perdita tollerata

Altra possibilità è quella di considerare la massima perdita tollerata. Sulla base di questa valutazione il peso azionario può essere tarato di conseguenza.

La regola di Markowitz

Infine c’è la regola semplice di Harry Markowitz, l’inventore della frontiera efficiente di investimento. Questo premio Nobel fa una cosa molto semplice con i suoi risparmi, fifty/fifty tra bond e azioni.

Come vedete non esistono alchimie magiche (almeno io non le conosco). Si possono fare aggiustamenti tattici legati al momento, si può aumentare o diminuire il rischio sulla base di ciò che sta accadendo nella nostra vita (ad esempio abbiamo necessità di rendere disponibile più liquidità oppure abbiamo ottenuto entrate extra che possiamo investire sul mercato azionario).

Quello che conta è capire a priori di quanto rischio avranno bisogno i nostri soldi e quanto ci possiamo permettere di rischiare.

Per la dose di rischio basta mettersi a tavolino e stimare una serie di obiettivi realistici.

Più lunghi sono i tempi, più ambiziosi sono gli obiettivi, più azionario è legittimo inserire nell’asset allocation.

Più brevi sono i tempi, meno ambiziosi gli obiettivi, più sono incosciente nel rischiare di non raggiungere il target finale per una pura scommessa di breve periodo.

Riguardo al quanto posso permettere di rischiare sui mercati azionari (ma non solo) dipende ovviamente dalle condizioni di vita di ciascuno di noi. Sicurezza lavorativa, flusso costante di risparmi, situazione familiare, eventi straordinari, possibili eredità, ecc… Tenuti ben a mente questi fattori la domanda su quante azioni possiamo investire  troverà una risposta molto più semplice di quanto pensiamo.

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