By |Categorie: Pensione|Pubblicato il: 12 Luglio, 2021|

Quando questo blog ha cominciato a pubblicare i suoi primi articoli (dicembre 2014) in Italia i blogger che si dedicavano alla finanza personale erano veramente pochi. Naturalmente il trading, l’azione o il settore vincente, il forex, erano e rimangono molto apprezzati dai surfisti italiani del web. In pochi anni però c’è stata un’esplosione di blogger dediti alla personal finance, ognuno con la propria ricetta su come investire nel migliore dei modi durante la fase di accumulo del capitale.

Un compito tutto sommato facile perché rivolto prevalentemente ad una platea giovane e non di pensionati o persone in procinto di diventarlo.

Facile accumulare denaro, più difficile decumulare nel modo giusto

Facile perché in fondo seguendo qualche regola di buon senso, il tempo consente ad ogni accumulatore di rimarginare quelle ferite che occasionali tempeste sui mercati vanno ad infliggere ad un piano di investimento.

Dove non arrivano poi i mercati con i loro rendimenti possiamo arrivare noi aumentando il risparmio o ricavando di più da extra lavori o, in casi estremi e con inevitabili effetti collaterali, rischiando di più sugli investimenti stessi.

Se i blogger maestri dell’accumulazione si sono moltiplicati, gli esperti di decumulazione non si vedono all’orizzonte e penso che difficilmente si paleseranno.

Per decumulazione intendo quella fase forse più difficile che andiamo ad affrontare quando il nostro piano di investimento raggiunge l’obiettivo principale.

Che si tratti di indipendenza finanziaria o del pensionamento anticipato, non siamo più risparmiatori con davanti un orizzonte medio lungo e la possibilità di rischiare un po’ di più pur di aumentare la nostra montagnetta di capitale. Siamo invece consumatori di quel denaro faticosamente sottratto alle tentazioni del passato che ora, giustamente, vogliamo utilizzare per godere dei suoi benefici.

Continueremo inevitabilmente a investire anche durante gli anni del decumulo, ma la prospettiva cambia radicalmente.

Non è più sufficiente fare un video su YouTube dove consigliare un ETF piuttosto che strillare come ogni ribasso del mercato è buono per acquistare quote di società a sconto.

Troppo facile, in quel caso c’è sempre un secondo tempo del film.

Dal momento in cui cominceremo a bruciare capitale avremo a che fare con rischi completamente diversi. Oppure rischi simili ma che andranno visti sotto prospettive diverse.

Non utilizzeremo più il risparmio per acquistare azioni e obbligazioni, ma dovremo essere capaci di vendere quelle azioni e obbligazioni per finanziare il nostro tenore di vita. Farlo nel modo, nei tempi e nelle quantità sbagliate può portare al disastro, a quello che gli americani chiamano “run out of money”.

Sbagliare non è permesso durante la fase del decumulo

Run out of money significa in pratica rimanere senza soldi, troppo vecchi per ricominciare a lavorare ma con davanti ancora n anni da vivere.

Qui purtroppo non c’è un secondo tempo e sbagliare non è ammesso tra le regole del gioco.

Qui gli utenti hanno età e necessità che mal si conciliano con il pubblico di YouTube o TikTok.

Qui serve esperienza, tecnica, capacità e tanta, ma veramente tanta preparazione. E state tranquilli che in pochi si butteranno in questa arena, , sommato anche poco redditizia per il solo fatto che i click sarebbero pochi.

Ma siccome la finanza personale è una cosa seria, è giusto guardarla da tutti i lati e quello della fase di “retirement” o di decumulo del capitale come dico io, è uno dei più importanti perché tradurrà in concreto tanti anni di sacrificio.

Personalmente non mi considero ancora un vero super esperto del campo ma mi sto attrezzando per diventare un buon gestore della fase forse più complessa nella gestione del capitale.

Come ho sempre fatto nella mia vita di investitore privato e professionista della finanza, molte delle tecniche o degli strumenti che personalmente utilizzo le ho provate sul campo. Relativamente alla fase di decumulo nella quale ovviamente ancora non sono entrato, conosco alcune tecniche di base che già oggi possono essere utilizzate per ottenere eccellenti risultati di gestione del capitale.

Siccome è arrivato però il momento di virare la prua della nave verso il porto, il tempo (parecchio) che ho davanti mi servirà proprio per studiare in modo ancora più approfondito una materia complessa che non coinvolge solo la finanza.

E siccome non mi voglio fare trovare impreparato quando sarà il momento delle scelte, alcuni dei libri “cult” di questo genere sono già nella mia libreria personale.

Qualche buon libro (vi anticipo subito tutti in inglese, in Italia non esiste praticamente nulla sul tema), qualche blogger eccellente (anche qui in lingua inglese) e una spolverata alle formule giuste di matematica finanziaria possono essere un primo punto di partenza anche per chi volesse fare in autonomia senza affidarsi ad un professionista del campo della pianificazione. 

Cosa farò adesso

Sto cominciando ad armeggiare con fattori di rischio che poco hanno a che fare con tutto ciò che ho imparato in anni di lavoro nel mondo finanziario.

Lo scopo non è più massimizzare il rendimento aggiustato per il rischio. L’obiettivo è non terminare i miei soldi prima di dire addio a questo mondo.

Quindi devo capire qual è la percentuale ottimale di prelievo annuo del capitale per non rimanere a secco troppo presto.

Devo studiare le tavole di mortalità e il meccanismo delle probabilità,  per non essere travolti (io e la mia consorte) dal rischio di sopravvivere più a lungo dei miei risparmi. Quindi serve un piano di X% di prelievo di denaro impostato almeno su N anni di vita.

Devo pianificare quale tipo di consumi saranno incomprimibili e quali no strutturando una riserva di emergenza sempre disponibile per eventi straordinari che inevitabilmente arriveranno.

Devo calcolare quando e con quanto entrerà in funzione quella rendita vitalizia che si chiama pensione pubblica con il supporto fondamentale di quella privata.

Devo studiare quale potrà essere la migliore asset allocation in grado di sostenere un certo tasso di prelievo per un certo numero di anni.

Devo studiare quale impatto potrebbe avere su tutto il piano di decumulo  una sequenza di rendimenti avversa o perché no favorevole.

Devo capire se il prelievo è più opportuno che sia fisso o variabile.

Devo simulare l’impatto di un tasso di inflazione piuttosto che un altro. E tanto altro ancora.

Capite bene che se accumulare era semplice perché in fondo la montagna la stavamo scalando dopo un allenamento utile ad avere quelle capacità specifiche, quando scendiamo dalla cima servono un training e una preparazione completamente diversi.

Decumulare capitale presenta tanti rischi che possono essere evitati se studiati ed affrontati nel modo giusto. Come sempre nulla può essere improvvisato quando in mezzo c’è il nostro tenore di vita presente e futuro.

Il mio viaggio è già cominciato da un pò e anche se ho già raggiunto livelli di conoscenza importanti, non mancherò di condividere con i lettori tecniche, dubbi, paure, riflessioni, studi empirici e tutto quello che potrà servire al sottoscritto e a coloro che vicini o lontani all’evento vorranno cominciare a prepararsi al meglio nell’affrontare la prossima discesa.

Buon investimento.

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