By |Categorie: Investimento|Pubblicato il: 2 Maggio, 2022|

Indovinare il momento migliore per entrare o uscire dai mercati finanziari è da sempre una delle pratiche più gettonate e di maggiore insuccesso per l’investitore professionista e non. L’ambizione di essere i primi della classe sia all’andata che al ritorno del viaggio alimenta i sogni di chi investe capitali propri e altrui in una perenne ricerca del leggendario El Dorado.

E la ricerca del timing perfetto porta con sé spiacevoli conseguenze. Costi e distruzione di ottimi piani di investimento in primis.

Un esperimento per capire quanto contano fortuna, sfortuna e metodo nel mondo degli investimenti

Qualche anno fa il mitico Peter Lynch, gestore di quel fondo Magellan che dal 1977 al 1990 realizzò una performance stellare del 2700%, annunciò al pubblico un esperimento che aveva compiuto personalmente per rispondere alla domanda su qual è il miglior momento per investire denaro sui mercati finanziari.

Per il periodo 1965-1995 Lynch aveva ipotizzato di investire ogni anno 1000 $ durante la seduta di borsa con le quotazioni più basse. Lo stesso esercizio era stato eseguito acquistando però al prezzo di borsa più alto dell’anno.

Il primo fortunato investitore aveva ottenuto al termine dei 30 anni un rendimento annuo composto del 11,7%. Il secondo investitore molto più sfortunato del collega aveva ottenuto un rendimento annuo composto del 10,6%. Una differenza tutto sommato modesta tra chi aveva preso il meglio delle quotazioni di borsa e chi il peggio. Se un terzo attore avesse effettuato lo stesso esercizio, ma acquistando sistematicamente il primo giorno dell’anno, il risultato finale sarebbe stato sintetizzato da un rendimento annuo composto del 11%.

Lynch consigliò agli investitori di non spendere incredibili quantità di energie mentali per ricercare il timing migliore di ingresso sui mercati. Tempo speso inutilmente alla ricerca di un qualcosa che, la semplice sistematicità dell’esercizio, avvicinerebbe e di parecchio al risultato ottimale consentendo ad ogni persona di coltivare passioni o interessi senza preoccuparci più di tanto dell’andamento dei mercati.

Certamente Lynch da professionista della finanza quale era quel tempo lo spendeva eccome sui mercati; era un investitore unico con risultati incredibili e persistenti per un lungo periodo di tempo. Ma di Peter Lynch e Warren Buffett ne esistono pochi in giro ed è altamente improbabile ritrovare in noi stessi o nel nostro consulente di fiducia le capacità (e la fortuna) di riuscire a fare meglio del mercato.

La ricerca quantitativa che da anni portano avanti tanti bravi analisti presenti in Italia e nel mondo non è inutile. Io stesso leggo ogni tanto analisi di mercato molto interessanti che offrono spunti di riflessione. Per alcuni attori di questa grande giostra che si chiama mercato finanziario una parte del materiale che circola non è da buttare. Ma per un investitore medio non esperto del settore e che ha il solo scopo di far crescere il capitale nel lungo periodo la ricerca del timing non è fondamentale per raggiungere gli obiettivi finali.

Durante la lunga storia di questo blog di articoli su quale sarebbe stato il destino dell’investitore fortunato o di quello sfortunato ne abbiamo scritti diversi.

Siccome però l’esperimento di Lynch mi ha incuriosito, nel mio piccolo ho voluto ricrearlo in laboratorio portando i numeri fino al 2021 e creando anche un grafico interattivo nella sezione risorse per il benessere finanziario che penso possa rendere ancora meglio l’idea di coso vi sto raccontando.

Lo scopo dell’esercizio è quello di comprendere in termini numerici che vantaggio avrebbe acquisito un Gastone della finanza rispetto a un Paperino. Aggiungendo un terzo incomodo, quello che chiamerei il “metodico”.

Ripetendo l’esperimento di Peter Lynch il risultato non cambia

La materia prima di questo esperimento sono state le rilevazioni mensili di un indice azionario globale dal 1970 al 2021.

Per ogni anno ho individuato la chiusura mensile più alta e quella più bassa.

A questo punto l’esperimento ha preso questa strada. Ogni anno Gastone e Paperino acquistano 1.000 euro di indice azionario globale. Gastone compra sempre sui minimi. Paperino compra sempre sui massimi.

Per rendere la sfida ancora più interessante ho deciso di mettermi in mezzo ai due comprando ogni 31 dicembre di ogni anno 1.000 euro di indice globale azionario.

I risultati sono riassunti nella tabella che segue.

Fonte dati: Portfoliovisualizer e Yahoo Finance

Gastone, da super fortunato quale è, ha moltiplicato per 11,7 volte il capitale investito di 52mila euro arrivando a fine 2021 con oltre 609mila euro.

Paperino, da super sfortunato quale è, ha moltiplicato il capitale di 9,8 chiudendo con 100mila euro in meno. Stiamo parlando di una differenza percentuale del 16%, modesta, modestissima considerando che l’analisi è condotta su mezzo secolo di mercati reali con un attore che ha sempre comprato sui minimi e un altro sui massimi.

Ma il risultato ancora più interessante arriva dal sottoscritto che dal giorno della sua nascita ha acquistato (magari!!) 1.000 euro di azionario globale sistematicamente ogni 31 dicembre. Il capitale finale arriva a circa 540mila euro con un fattore di moltiplica di 10,4 volte.

Andando in banca a fare gli auguri di buon Capodanno agli impiegati della filiale vicino a casa e piazzando un ordine di acquisto da 1.000 euro sempre in quel giorno per i 52 anni successivi, avrei ottenuto un risultato inferiore di solo l’11%  rispetto a quello di Gastone che ha sempre comprato sui minimi di mercato.

Considerando che è praticamente impossibile acquistare (e prevedere) sui minimi dell’anno in maniera sistematica e, considerando che è altrettanto impossibile acquistare sui massimi, il senso e soprattutto la morale di questo esercizio è molto semplice.

Fate quello che volete ma con qualche doveroso accorgimento di buon senso. L’importante è investire con metodo seguendo un piano ben preciso, con un occhio attento ai costi e alla gestione del rischio oltre che alle necessarie manutenzioni che nel corso del tempo saranno fondamentali per mantenere in asse il tutto.

Se il piano non esiste avete un problema da risolvere. E la soluzione non è certamente saltare da una parte all’altra come dei grilli ricercando guadagni facili.

Ripetere con metodo lo stesso esercizio si rivela vincente nel lungo periodo

Cercare il timing giusto di ingresso, oppure scegliere un giorno dell’anno qualsiasi, alla fine ci porterà ad un punto di arrivo non tanto diverso come ho dimostrato rielaborando ciò che Peter Lynch aveva già dimostrato anni fa.

Il primo caso può essere divertente, il secondo noioso, ma quello che conta sono quei 1.000 o più euro all’anno che dobbiamo prima risparmiare e poi investire sui mercati globali.

Per completare l’articolo di oggi voglio mostrarvi uno dei tanti grafici interattivi che stiamo continuamente implementando all’interno delle risorse utili per il benessere finanziario.

Le regole sono quelle illustrate poco fa, ma il sottostante che ho scelto è l’indice americano S&P500 senza considerare i dividendi incassati nel periodo 1970-2021.

Le barre colorate che avanzano da sinistra verso destra ci mostrano cosa succede al capitale di un investitore che compra 1.000$ di indice S&P500 sui minimi e sui massimi mensili di ogni anno di borsa.

A Gastone e Paperino si aggiunge come al solito il metodico che compra ogni 31 dicembre.

Ancora una volta nel lunghissimo periodo il risultato non è clamorosamente così diverso e il messaggio finale è sempre quello.

Fate quello che volete, ma investite seguendo un piano ben costruito, con criteri ben precisi e di buon senso.

Buon investimento

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