By |Categorie: Protezione|Pubblicato il: 17 Giugno, 2022|

Prima di cominciare ad investire denaro sui mercati finanziari ci sono dei passaggi obbligati che dobbiamo percorrere senza l’ambizione di guadagnare nulla. Anzi, dobbiamo proprio sperare di perdere la scommessa.

La creazione di un conto di emergenza è uno di questi. La perdita di denaro in questo caso non è assoluta, abbiamo sempre i nostri soldi depositati su un conto infruttifero, ma sicuramente è una perdita in termini di costo opportunità perché non investiremo quei risparmi sui mercati finanziari.

L’acquisto di una polizza temporanea caso morte è un altro tassello di buon senso da inserire all’interno in una corretta pianificazione finanziaria. Il segno più del bilancio ci sarà solo in seguito ad un evento che nessuno si augura. Quindi meglio perdere, ma dormire tranquilli.

Perché la polizza temporanea caso morte è uno dei pilastri del “paga prima te stesso”

La polizza temporanea caso morte (TCM), magari con qualche rinforzino opzionale, è da anni la prima spesa del primo giorno dell’anno.

E non si investe se non ci sono i soldi per adeguare il conto di emergenza e la polizza TCM.

Uno dei principi di base della finanza personale americana è “paga prima te stesso”.

A dispetto di quello che pensa la maggior parte delle persone, acquistare una polizza TCM è uno dei pilastri portanti del famoso motto paga prima te stesso.

Quello di acquistare una polizza TCM non è un consiglio valido per tutti. In alcuni momenti o casi della vita si può tranquillamente evitare di spendere soldi per coprire rischi i cui effetti sarebbero marginali o inesistenti.

Cosa sono le polizze per il caso Morte

Escludendo le copertura finalizzate alla copertura di danni o imprevisti su auto, casa, viaggi, ecc…, esistono due grandi tipologie di polizze assicurative.

Le polizze per il caso Vita e le polizze per il caso Morte.

Le Vita garantiscono una rendita o comunque un capitale all’assicurato nel caso risulti in vita alla scadenza del contratto. Contraente beneficiario e assicurato possono coincidere e possono essere anche versati premi periodici rivalutabili. Rimane una delle soluzioni più conosciute dai risparmiatori italiani ma non è tema di discussione oggi.

Le polizze caso Morte sono invece contratti che garantiscono rendite o capitali a beneficiari in caso di decesso dell’assicurato. Il beneficiario in questo caso non coincide con contraente e assicurato.

Esistono due tipologie di caso morte, la vita intera e la temporanea.

La vita intera non ha una scadenza. I beneficiari ricevono la liquidazione dei premi rivalutati alla morte dell’assicurato; può essere utilizzata per mettere una parte di denaro al sicuro da eventuali creditori / tasse di successione o destinare capitali a specifici beneficiari anche fuori dall’asse ereditario.

La temporanea caso morte (TCM) è quella copertura in cui, alla morte dell’assicurato entro un certo periodo di tempo, la compagnia assicuratrice paga un determinato capitale ai beneficiari. Finito il contratto, finita la copertura e i premi pagati non verranno restituiti in nessuna forma.

Esiste anche un terzo tipo di polizza, la mista, dove i due benefici elencati sopra si uniscono. Quindi liquidazione di somma in caso di morte dell’assicurato durante il periodo stabilito, oppure una rendita o capitale a scadenza se il soggetto è ancora in vita. Questo tipo di polizza è più costosa e comprende le famigerate (e quasi sempre da evitare) index e unit linked.

In questo articolo mi concentrerò però sulla polizza temporanea caso morte, l’ombrello protettivo che quasi ogni famiglia dovrebbe avere contro imponderabili disastri finanziari.

Polizza TCM non per tutti

Questo tipo di polizza non è adatto a tutti. I single tendenzialmente non ne hanno nessuno bisogno. Le giovani coppie, nonostante il martellamento del marketing assicurativo che recita siete giovani e costa poco, non ne hanno bisogno salvo che non ci siano in ballo mutui sulla casa o debiti di un certo tipo e allora il discorso cambia.

Le famiglie con figli sono il target più indicato per sottoscrivere una TCM. Nel caso venga meno il contributo di uno dei genitori (solitamente si punta ad assicurare la testa di chi ha il reddito più alto, ma si possono coprire anche tutti e due) gli effetti per compagno superstite e figli potrebbero essere devastanti dal punto di vista finanziario.

Famiglie con figli ormai adulti e pensionati sono un altro gruppo al quale una TCM serve a poco oppure è troppo onerosa in proporzione ai rischi che stiamo correndo.

Rientrando il sottoscritto nel gruppo delle famiglie con figli sono consapevole che il conto di emergenza potrebbe fare ben poco in caso di evento particolarmente avverso che riguarda la vita.

Per la famiglia tirare avanti per 6 o 9 mesi sarebbe un pannicello caldo contro uno tsunami finanziariamente più devastante. Il futuro di riempirebbe di nebbia e disagio.

Serve un capitale ben più sostanzioso per un’emergenza drammatica e decisamente più impattante.

Ecco perché il pagamento del premio alla compagnia di assicurazione (con l’aggiunta della clausola di invalidità totale e permanente da infortunio o malattia) è uno dei primi atti del nuovo anno che rientra nel piano “paga prima te stesso”.

La fortuna di non morire potrebbe trasformarsi in sfortuna per chi rimane in salute, costretti a gestire una situazione di non autosufficienza del componente con reddito più alto. Con tutte le conseguenze economiche del caso. Ecco perché aggiungo sempre la garanzia dell’invalidità al pacchetto iniziale.

Esistono comunque altre garanzie accessorie che, a fronte di un premio più alto, possono essere attivate sulla base delle esigenze familiari o dei rischi ai quali si è maggiormente sensibili.

La polizza TCM è come l’affitto di una casa

L’associazione che il blogger americano Financial Samurai ha fatto tra polizza TCM e affitto della casa è secondo me azzeccata.

Stipuliamo un contratto di affitto (la polizza) per un certo periodo di tempo (il termine). Paghiamo il proprietario della casa (la compagnia assicurativa) ogni mese o anno (il premio) per vivere protetti all’interno dell’appartamento (l’assicurazione sulla vita). Quando arriva la scadenza, o lasciamo la casa (scade la polizza) o rinnoviamo il contratto (nuovo contratto e nuovo prezzo).

Ma come funziona una polizza temporanea caso morte?

Tutto si basa sulla legge dei grandi numeri.

Diverse persone sentono l’esigenza di coprire il rischio di perdere colui o colei (o tutti e due) dai quali dipende il benessere della famiglia e dei figli. Così decidono di pagare a un’assicurazione privata un certo ammontare di denaro (il premio) ogni anno. Nel caso di morte dell’assicurato durante l’anno il beneficiario riceve una quantità di denaro decisamente più alta rispetto al premio pagato. Il premio non deve più essere pagato e il contratto con la compagnia termina.

Le compagnie di assicurazione basano i loro calcoli di utile dell’operazione analizzando le tavole di mortalità. Su questi numeri identificano la probabilità che la persona assicurata venga a mancare durante l’anno. Su questa probabilità viene gestito il rischio e definito il premio da parte della compagnia.

Il premio che andremo a pagare dipende da età, sesso, stato di salute e abitudini dell’assicurato stesso. Un questionario preventivo su questi elementi viene sempre fatto dalle compagnie. Visite mediche sono previste qualora gli importi assicurati superano certi limiti. Se siamo fumatori (occhio a mentire perché verrete comunque scoperti al momento della verità) pagheremo un premio maggiore rispetto ai non fumatori.

La compagnia raccolgono i premi da tutte le persone che vogliono condividere il rischio e gestiscono i pagamenti ai beneficiari che ovviamente saranno meno dei contraenti. In caso contrario l’esito sarebbe quello di un bilancio in perdita per la compagnia.

Il grado di protezione varia in funzione del tenore di vita che vogliamo garantire alla famiglia in caso di evento avverso, dei debiti correnti, del numero dei componenti, dell’età.

Le opzioni essenziali che dobbiamo tenere in considerazione

Alcune compagnie permettono di stipulare TCM annuali, altre con scadenze fisse.

I 5, 10, 20 e 30 anni rappresentano l’orizzonte temporale standard.

Il premio annuo della rinnovabile è più basso nei periodi iniziali della TCM rispetto ad una polizza con scadenza predeterminata (ad esempio 10 anni), ma con il passare degli anni il premio della rinnovabile crescerà fino a superare abbondantemente quello di durata fissa.

Esistono anche tipologie di polizze a capitale decrescente. In questo caso il premio sarà più basso, ma il capitale assicurato diminuirà con il passare degli anni. La copertura del rischio morte stipulata a fronte di  un mutuo prima casa può essere il classico esempio di applicazione di questo tipo di TCM.

Il livello di copertura ha standard di settore che vanno dai 50mila fino ai 300mila e oltre ma questi valori possono essere modulati sulla base delle esigenze.

Più aumentano i fattori di rischio, la durata e l’importo assicurato maggiore sarà il premio a carico del contraente. Tutti elementi da valutare con attenzione prima di pagare il premio.

I dipendenti di alcune aziende illuminate che hanno stipulato delle convenzioni, hanno la possibilità di sottoscrivere polizze collettive con coperture maggiori e costi inferiori. Verificate sempre se la vostra azienda ha attivato convenzioni di questo tipo.

Esiste un vantaggio fiscale acquistando una TCM. Il 19% del premio versato fino a 530 euro (quindi 100 euro) può essere portato in detrazione in sede di dichiarazione dei redditi. Il vantaggio non è cumulabile con altre polizze.

In caso di decesso dell’assicurato il capitale rimborsato è esente da ogni forma di tassazione e generalmente impignorabile e insequestrabile oltre ad essere esente da imposte di successione.

Attenzione però a non fare i furbetti perché la Corte di Cassazione ha stabilito in passato che i vantaggi si perdono in caso di responsabilità penale, dando origine al sequestro preventivo della polizza vita, azione applicata anche nei casi di evasione fiscale.

Alla scadenza il contratto si chiude. L’assicurato non ha più diritto di ricevere prestazioni in caso di morte e i premi, salvo rinnovo, non devono più essere versati. I premi versati in precedenza rimangono alla compagnia quale compensazione per il rischio.

Se avete deciso di stipulare una polizza a 20 anni e al decimo decidete di non averne più bisogno sospendente il pagamento del premio e generalmente entro 12 mesi la polizza si intenderà risolta.

I costi delle polizze temporanee caso morte variano sulla base di diversi fattori di rischio, capitale assicurato e clausole accessorie.

Consiglio sempre di richiedere un preventivo ad un agente assicurativo se avete esigenze non standard oppure, anche meglio, cercare su Google con le parole chiave “polizze TCM preventivi” confrontando le varie offerte. Non tanto diverso da quello che si fa solitamente per l’assicurazione auto. Se da soli pensate di non riuscire nell’intento fatevi aiutare da un consulente indipendente.

10 consigli utili per comprendere se e quando acquistare una polizza TCM

Sulla base della mia esperienza personale, non assolutamente esaustiva, ecco 10 consigli che potrebbero essere utili per scegliere la polizza temporanea caso morte più adatta alle vostre esigenze:

  • Non acquistare nulla se non ci sono persone che dipendono dalla nostra condizione economica o se abbiamo un adeguato capitale finanziario per fronteggiare eventi estremi
  • Stipulare il contratto quando serve, per la persona giusta, con le coperture essenziali
  • Preferire scadenze rinnovabili o non troppo lunghe. Le condizioni di vita cambiano rapidamente e in modo inaspettato, meglio essere flessibili
  • Acquistare una TCM quando esistono mutui o debiti onerosi che rimarrebbero in carico ai superstiti
  • Salvo esigenze particolari meglio trovare i migliori preventivi online
  • Aggiungere sempre la clausola di invalidità totale o permanente
  • Occhio alle clausole del contratto, possono nascondere qualche insidia nascosta. I documenti informativi sono diversi, leggete bene il DIP (Documento Informativo Precontrattuale) è snello e comprensibile. Se qualcosa non torna chiedete aiuto al vostro coach finanziario di fiducia
  • Rivalutare periodicamente la necessità di continuare ad avere una copertura e quindi pagare il premio
  • Scegliere sempre compagnie sotto la vigilanza delle autorità (IVASS) con regolare prospetto informativo pubblicato sul sito internet
  • Chiedete al datore di lavoro se esistono coperture collettive per i dipendenti, sono molto più convenienti

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