By |Categorie: Educazione finanziaria|Pubblicato il: 24 Novembre, 2022|

Qual è stato il momento esatto della nostra vita in cui abbiamo investito il primo euro risparmiato? Sono sicuro che a questo domanda in pochissimi sapranno rispondere con precisione nonostante l’importanza, non solo simbolica, dell’evento. Con la pubblicazione del mio nuovo libro “Come investire il mio primo euro“, spero così di aiutare tanti genitori a rendere più consapevole, e soprattutto memorabile, un gesto che migliorerà enormemente il futuro benessere finanziario dei figli.

Non ricordiamo il destino del primo euro per diversi motivi. Qualcuno ha investito per ovvie ragioni anagrafiche al posto nostro (genitori, nonni, ecc…). Oppure è stata una scelta insignificante e poco convinta, da svolgere più che altro perché lo facevano tutti. O ancora, quando abbiamo investito nel primo strumento finanziario abbiamo agito sognando il guadagno facile. Al 99% è andata male e ciò che fa soffrire tendiamo a dimenticarlo.

Io stesso non ricordo quando e in che cosa ho investito il mio primo euro (a dire la verità la mia prima lira per questioni anagrafiche). Sicuramente qualche lettore con memoria da elefante, o qualche giovanissimo investitore fresco reduce dalla sua “prima volta”, potrà raccontare la sua esperienza nella sezione dedicata ai commenti al termine dell’articolo.

Esiste però una certezza. Quel primo euro, se investito nei tempi e nei modi giusti, avrebbe potuto moltiplicare il suo valore per N volte. Rinunce del passato destinate a diventare esperienze o prodotti acquistabili in quantità ben più consistenti nel presente. Con noi stessi, oppure i nostri figli, come beneficiari di quel gesto lungimirante.

E proprio a questi ultimi ho pensato quando ho deciso di scrivere il libro fresco di pubblicazione “Come investire il mio primo euro”.

Cosa significa autopubblicare un libro

La pubblicazione di un libro significa, per il suo autore, raggiungere un obiettivo.

Aver finalmente portato a termine questo progetto è motivo personale di grande soddisfazione. Dico finalmente, perché ho avuto la conferma che scrivere è un’avventura fantastica, ma trasformare un fiume di parole e numeri in un vero e proprio manuale di finanza personale non è affatto semplice. Se poi si segue la strada dell’autopubblicazione (come ha fatto il sottoscritto) tutto è più complicato. Ma anche tremendamente appagante.

Pubblicare una guida alla portata anche dei non addetti ai lavori su un tema come risparmiare e investire per i figli, era un’idea che mi accompagnava da tempo. La mia esperienza personale di genitore, unita a quella professionale di gestore di patrimoni, creavano infatti la miscela perfetta per arrivare all’obiettivo.

Perché un manuale di finanza personale dedicato a come investire per i figli

Il livello di educazione finanziaria in Italia era (ed è) molto basso e gran parte delle iniziative pubbliche e private sono viziate da palesi conflitti di interesse. La strada mi sembrava quindi spianata. Ma servivano le giuste condizioni. Grazie ad alcune scelte professionali importanti che ho maturato nell’ultimo anno, quelle condizioni si sono venute a creare. E così ho potuto portare a termine un semilavorato chiuso in un cassetto ormai da troppo tempo.

Uno dei crucci che ho sempre avuto nella mia precedente vita professionale, causa anche di un’insoddisfazione strisciante, era il non produrre nulla di concreto, che si potesse toccare con mano. Anzi, credo che questo senso di insoddisfazione coinvolge moltissime persone che lavorano nel mondo dei servizi finanziari.

Pianifichiamo investimenti, studiamo e interpretiamo a fondo i mercati, creiamo report e grafici, vendiamo prodotti costruiti da altri, facciamo discorsi roboanti, ma alla fine tutto è altamente immateriale o comunque condito da una buona dose di aleatorietà e destinato ad invecchiare molto in fretta. Come vedete non ho mai pronunciato la parola inutile, ma in molti casi l’intangibilità del servizio è elevata.

A Modena, la città dove ho lavorato per oltre 10 anni, avevo la fortuna di poter spendere ogni tanto in maniera produttiva le mie pause pranzo dentro una delle biblioteche più grandi e fornite della città. La Delfini, questo il suo nome, è il luogo perfetto dove i due grandi vantaggi che offre il silenzio di una biblioteca trovano la loro massima espressione.

Per chi legge, mantenere la concentrazione. Per chi non legge, riflettere.

Dopo una mattinata non propriamente motivante in ufficio, un giro in biblioteca era l’ideale per staccare la spina. Almeno per il sottoscritto.

Trovai sugli scaffali una rivista dove venivano commentati i risultati di un test internazionale che misurava le competenze finanziarie degli studenti italiani. Il test PISA. Incuriosito cominciai a leggere gli esiti di quelle prove. Disastrosi.

In quel momento alzando la testa pensai a tre cose.

La prima: che pessima educazione finanziaria avevamo trasmesso ai nostri figli.

La seconda: quali conseguenze avrebbe avuto questo basso livello di preparazione sulla vita di tutti quei ragazzi che di fronte a me, chini sui libri universitari, stavano cercando di raggiungere il nobilissimo obiettivo della laurea. E quelli erano dei privilegiati. Tutti gli altri fuori dal mondo universitario probabilmente sarebbero stati ancora più in difficoltà.

La terza: cosa stavo facendo per migliorare il futuro benessere finanziario delle mie figlie.

Osservando le migliaia di libri sugli scaffali dai quali questi ragazzi attingevano a piene mani conoscenza, compresi che forse anche io, nel mio piccolo, avrei potuto “materialmente” fare qualcosa di concreto sfruttando il mio bagaglio di conoscenze. Finalmente.

E così nacque l’idea di scrivere “Come investire il mio primo euro”. Una guida per genitori (ma perché no, anche per nonni) che vogliono mettere da parte un po’ di soldi per i loro figli (o nipoti). Ma una guida anche per ragazzi giovani che devono imparare a gestire il primo euro risparmiato all’interno di un percorso denso di insidie e opportunità.

Durante l’ideale ascesa verso il vertice di una piramide finanziaria ogni lettore, indipendentemente da reddito o estrazione sociale, troverà all’interno del libro le giuste regole di “ingaggio” per progettare, personalizzare e portare a termine un viaggio meno complicato di quello che si pensa. Asset allocation, diversificazione, inflazione, rischio, rendimento, orizzonte temporale, sono alcuni dei concetti che ho cercato di decriptare con esempi pratici e un linguaggio comprensibile. Perché la ricchezza, per crescere, ha bisogno anche di conoscenza.

L’avventura editoriale ha richiesto anni per essere completata. Come ho detto, tempi e situazioni non si sposavano alla perfezione con la pubblicazione di un libro. Ma l’idea era solo addormentata, non abbandonata.

Qualche anno fa su questo blog venne fatto un sondaggio nel quale veniva chiesto ai lettori quali erano le loro aspettative per il futuro di quello che amo definire uno spazio virtuale di conoscenza finanziaria. I risultati si spaccarono quasi equamente in tre risposte. Consulenza finanziaria indipendente, un libro, corsi di formazione.

Quanto vale la pubblicazione di un libro

La mia decisione di abbandonare il lavoro da dipendente bancario a fine 2021 ha fornito una risposta concreta alla richiesta numero uno, quella di offrire un servizio di consulenza finanziaria completamente autonomo e indipendente grazie a una società come Meridian SCF.

Dopo un anno sono riuscito a dare concretezza anche alla seconda richiesta uscita da quel sondaggio. La pubblicazione di un vero e proprio manuale di finanza personale, seppur dedicato a una specifica fascia di età.

Il sogno di distillare qualcosa di tangibile da tutte quelle esperienze e conoscenze finanziarie che ho avuto la fortuna di accumulare in oltre 20 anni di carriera, ha trovato così il suo (spero) degno coronamento. Se i contenuti saranno utili e interessanti lo decideranno i lettori. Spero ovviamente di sì, ma indipendentemente da questo l’obiettivo è stato raggiunto, consapevole di aver fatto del mio meglio. E questo, per me, è quello che conta.

Ed è quello che conta anche quando decidiamo di investire denaro. Piani di navigazione finanziaria, così abbiamo chiamato le proposte di pianificazione che progettiamo quotidianamente per quelle persone che sempre più numerose chiedono di poter accedere ai nostri servizi di consulenza indipendente. E in questi piani al primo posto vengono indicati gli obiettivi di vita. Poi arrivano quelli finanziari.

Credo che la pubblicazione di un libro rappresenti proprio questo. Un obiettivo di vita che, una volta raggiunto, vale moltissimo.

Perché ho scelto l’autopubblicazione?

Mi piaceva l’idea di rendere questo libro una vera e propria opera artigianale con tutti i pro e i contro della cosa. Avrei potuto mettermi in fila spedendo manoscritti a destra e a manca ai vari editori. Ma poi, anche ammettendo di passare la selezione, tempi e modalità di presentazione del libro sarebbero stati dettati da altri. Soppesando vantaggi e svantaggi ho così scelto la strada dell’autopubblicazione.

Con il senno di poi mi sarei privato di un’esperienza unica, di scoprire un mondo affascinante, variegato e ricco di iniziative e opportunità.

E ora che la mia piccola e insignificante impronta editoriale è stata lasciata nelle librerie online (il libro è in vendita su Amazon, a breve su Kobo), posso confermare che l’atmosfera, combinata a tempo, serenità e giusta ispirazione, sono ingredienti incredibilmente potenti nello scrivere, come nell’investire. E proprio l’atmosfera ha contribuito in modo decisivo alla scrittura delle parole conclusive di questa bella avventura.

 

Qual è il momento giusto per investire per i nostri figli?

Questa è una delle domande più ricorrenti che mi sono sentito spesso fare nel corso degli anni da tanti risparmiatori pieni di buona volontà.

In realtà è molto facile da riconoscere quel momento. L’estratto del libro, che riporto qui sotto, credo vi aiuterà nell’individuare qualche indizio. Buona lettura.

L’ambizione di costruire fin dalla nascita di nostro figlio o figlia delle solide fondamenta finanziarie per il futuro è un’opzione gratuita. L’effettiva realizzazione del progetto dipenderà però dalle decisioni che ogni genitore prenderà dal primo giorno di vita di un figlio.

Troppo spesso rimaniamo paralizzati di fronte alla scelta se investire o meno i nostri risparmi. È questo il momento giusto? Una domanda non solo ricorrente tra i risparmiatori di tutto il mondo, genitori e non, ma come fa notare il premio Nobel per l’Economia Richard Thaler nel suo libro “Nudge, la spinta gentile”, che trova la sua origine in un tipico atteggiamento del cervello umano.

La nostra mente infatti entra in una situazione di conflitto quando deve prendere decisioni che mettono a dura prova le capacità di autocontrollo. In questi momenti serve, secondo Thaler, un pungolo, una spinta gentile. Quale miglior motivazione se non la nascita di un figlio?

Il segnale che il momento giusto è arrivato viene recapitato nella nostra casella di posta mentale direttamente da Madre Natura in una giornata ben precisa che, come genitori, ricorderemo per tutta la vita. Cerchiamo di non ignorare questo segnale.

Ma perché un libro di finanza personale dedicato ai figli? La scuola fino a oggi non ha mai avuto tra le sue preoccupazioni principali quella di migliorare la preparazione finanziaria dei propri clienti, gli studenti. Le motivazioni alla base di una scelta che si sta rivelando miope sono tante. Tra queste la scarsa consapevolezza dell’importanza della materia “finanza personale” da parte dei soci di maggioranza dell’azienda scuola, noi contribuenti.

L’argomento soldi non è mai stato considerato una componente essenziale della cosiddetta “cultura di base”. Il denaro viene spesso associato a valori negativi e questo fin dai tempi antichi. Una tipica rappresentazione simbolica del denaro nell’iconografia medievale è una borsa che, appesa al collo di un ricco, lo trascina all’Inferno.

Oggi una buona fetta dell’esistenza di ognuno di noi, volenti o nolenti, ruota attorno al denaro. Non è il centro del mondo, è vero. Comprendere però i meccanismi che ci possono aiutare a moltiplicare con il minimo sforzo il denaro che entra nelle nostre tasche, non mi pare assolutamente un esercizio immorale. Piuttosto parlerei di autodifesa finanziaria.

3 Commenti

  1. Massimo 26 Novembre 2022 at 12:52 - Reply

    Io non ho mai più dimenticato il fondo Usa Hi Tech che l’addetto di banca “Accordo” mi consigliò di sottoscrivere, era l’anno 2000. O forse dovrei ringraziarlo per la lezione che mi ha permesso di Imparare? Non avendo figli, purtroppo, regalerò il suo libro a mio nipote grazie

  2. Cristiano 24 Novembre 2022 at 14:59 - Reply

    Acquistato! Sono uno di quei lettori che rispose sì al tuo sondaggio per la stesura di un libro. Grazie per i tuoi contenuti! Hai arricchito le mie conoscenze in ambito finanziario. A presto!

    • Lorenzo Biagi 24 Novembre 2022 at 15:59 - Reply

      Grazie Cristiano, le tue parole mi fanno molto piacere. Primo, perché dopo tanti anni vuol dire che trovi i contenuti del blog ancora interessanti. Secondo, perché questi contenuti hanno raggiunto il loro obiettivo. Ovvero aumentare le tue conoscenze. E ne arriveranno tanti altri ancora…quindi rimani con noi!

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