By |Categorie: Investimento|Pubblicato il: 14 Aprile, 2024|

Nessuno sa esattamente cosa succederà. E quindi è giusto preoccuparsi ma, appunto, preoccuparsi il “giusto”. La nostra angoscia non cambierà le sorti dei nostri investimenti, dei mercati finanziari e del mondo in generale. 

Scrivo già la conclusione di questo articolo su quello che sta succedendo (e succederà) in questi e nei prossimi giorni. 

Uno dei concetti che condividiamo a voce spesso con i nostri clienti in periodi come quello che stiamo vivendo, ovvero quando ci sono guerre all’orizzonte o in atto, è che non ha alcun senso apportare modifiche agli investimenti reagendo d’istinto o presi dal panico o dalla paura. 

Se gli obiettivi di investimento non sono cambiati, semplicemente non si cambiano gli investimenti. 

Il primo punto da ricordare è che nessuno sa cosa esattamente succederà.  

Il secondo è che, più si leggono articoli sulla crisi in atto, e più la nostra mente ci porta a delineare scenari disastrosi. Diventa quasi una profezia auto avverante. 

Si diventa ossessionati dall’ultima notizia, continuando a cercarne di nuove e sempre sullo stesso tema pensando che, leggendo a più non posso, il flusso delle notizie possa proteggere apportando un senso di “sicurezza”. 

Ma non serve a niente leggere e ascoltare i notiziari 24 ore su 24. È giusto informarsi, ci mancherebbe. 

Ma non bisogna farsi trasportare dal flusso incessante di notizie negative dei media. Soprattutto perché, ed è l’ultimo dei 3 punti che volevo sottolineare, ci viene naturale fare delle previsioni su “come andrà il mercato”. 

Abbiamo scritto a più riprese (e ne abbiamo parlato nei webinar dedicati ai nostri clienti) circa il fatto che gli eventi geopolitici hanno degli effetti randomici sui movimenti dei mercati. Possono sono avere un impatto nel breve, ma vanno sempre guardati all’interno di un contesto più ampio. 

Per esempio: 

 

  1. I mercati azionari scesero del 15% nelle due settimane successive all’attacco alle torri gemelle dell’11 settembre 2001. Ma in un paio di mesi il recupero era compiuto. Perché? Perché quando avvenne l’attacco, gli USA erano già dentro fino al collo in una recessione economica che era cominciata l’anno precedente e i mercati erano già a -20% dai massimi di marzo 2000 – la famosa bolla di internet, qualcuno se la ricorda? 
  2. Il Dow Jones perse solo l’1% e rimase sorprendentemente calmo nei 13 giorni della crisi dei missili a Cuba nel 1962. E si parlava apertamente di una terza guerra nucleare all’epoca. L’anno dopo, nel 1963, i mercati azionari salirono del 4.5% il giorno dopo l’assassinio di JFK (non mi chiedete il perché). 
  3. Il giorno del fallimento di Lehman Brothers  – 15 settembre 2008 – i mercati azionari erano già in discesa da mesi e mesi e il fallimento acuì solamente una situazione già pesante. Ma il giorno dopo Lehman, il mercato perse “solo” il 4.7% e trovò il suo minimo a marzo 2009 e da allora praticamente non si è più fermato. 

Per la cronaca chi scrive perse il lavoro a Merrill Lynch ben 5 mesi prima del fallimento di Lehman, a settembre 2008. Merrill veniva da una serie di trimestrali terrificanti in cui si perdevano miliardi di dollari ogni quarto a causa di certi “subprime mortgages” di cui nessuno aveva mai sentito prima parlare. 

Di sicuro non ne avevamo mai sentito parlare noi dell’ufficio di Milano, ma dopo decine di miliardi di perdite per le svalutazioni di questi mutui, il 24 aprile 2008 mi diedero il benservito. Fui il primo in assoluto in Italia – mi dissero i cacciatori di teste – ad essere mandato a casa a causa dei mutui subprime, e Lehman era ancora cinque mesi di là da venire. Fui il primo anche cronologicamente perché, occupandomi dei mercati azionari asiatici, ero il primo ad arrivare in ufficio la mattina, intorno alle 6:30 tutti i giorni. Alle 6:50 ero fuori con il mio bel scatolone di cartone. Altro che quelle immagini che fecero il giro di Lehman mesi dopo. 

 

Questo per dire che cosa? Di certo non voglio comparare Lehman agli eventi attuali del Medio Oriente. 

Ma anche in quel frangente, per me abbastanza terribile personalmente e professionalmente e con il resto del mondo sull’orlo di un collasso finanziario, il mondo non si è fermato e, anzi, ciò che mi è successo mi ha fortificato professionalmente. 

Ma sto divagando. 

Guardando le notizie come voi

Tornando a quello che succede oggi in Medio Oriente, certo, anche io sto guardando le notizie e vedo missili che vengono sparati su Israele e immagino come Israele possa reagire. 

Le cose possono sicuramente peggiorare. L’Iran ha solo voluto dare una dimostrazione della sua forza. Forse questi sono i momenti in cui bisogna credere alla retorica dei mullah. Altri paesi arabi musulmani potrebbero sentirsi rinvigoriti e unirsi all’attacco. Israele potrebbe utilizzare questo attacco per degradare (leggi bombardare chirurgicamente) le installazioni nucleari iraniane. Gli USA li lasceranno probabilmente fare. Le portaerei USA sono già in zona. È sicuramente preoccupante. 

 Ma, ripetiamo insieme ad alta voce: 

 

  1. Nessuno sa cosa esattamente succederà 
  2. Siamo tutti ora naturalmente predisposti a pensare al peggio
  3. Anche se la nostra previsione “geopolitica” fosse giusta, non potremmo comunque sapere come reagiranno i mercati

Non è un mantra che ci fa sentire tranquilli, giusto? 

Forse qualcuno preferirebbe che gli dicessi di quanto scenderà il portafoglio di investimenti domani o nei prossimi giorni? E, quindi, quanto mettere in cash? Magari sarebbe utile ascoltare qualche strategia di “protezione”, usando opzioni e derivati? O preferireste sentire qualche “guru” che vi dirà dove andrà il prezzo del petrolio, dell’oro, oppure qualche esperto militare che vi spiegherà dove avverrà il prossimo attacco? 

Magari vi sentireste più tranquilli, ma non vi aiuterà a prendere le decisioni corrette per i vostri investimenti. 

Quello che scrivo qui vi aiuterà: non è sicuramente un messaggio accattivante.  

Ma ripetiamo insieme

Il mantra dei tre punti delineati sopra può sembrare cinico o non sufficiente a calmare la propria tensione, ma sono tre verità da cui non si può “scappare”. 

Probabilmente sapete, in cuor vostro, che quello che ho scritto è giusto. Ed è tanto più giusto quanto più alto è il vostro livello di insoddisfazione. Perché non vi ho dato una “soluzione”.  

La verità, con la V maiuscola, spesso e volentieri è così. Semplice, se vogliamo banale, e magari pure un po’ deludente e insoddisfacente. Ma è pur sempre la verità. 

Non c’è nessuno che vi può dire con assoluta certezza cosa succederà e come si comporteranno i mercati nei prossimi giorni. Non un sistema di alert a 9.99 euro al mese o qualche strategia esoterica di “hedging” di portafoglio. 

Questi sono solo venditori di prodotti e vi spillano soldi inutilmente. 

Noi di Meridian vi “vendiamo” solo noi stessi, la nostra professionalità e la nostra esperienza. 

E, in ultima analisi, la verità. Con la V maiuscola. 

6 Commenti

  1. MARIO 21 Aprile 2024 at 15:12 - Reply

    Anche io mi informo e vedo missili di Israele e USA che si abbattono su Gaza e Siria.e Iran….. I tuoi report finanziari sono interessanti e li leggo tutti non mi trovo in accordo a livello politico ciao

    • Valerio de Stasio 21 Aprile 2024 at 15:22 - Reply

      Provo a non dare giudizi politici perché non mi competono e non sono un esperto (ne’ voglio esserlo)…quello su cui vorrei che la gente si focalizzasse è che noi investiamo in aziende, che sono l’ultimo bastione di razionalità (e dove vogliamo investire i nostri soldi) in un mondo assurdamente irrazionale.

  2. Elisa 15 Aprile 2024 at 17:49 - Reply

    Ottimo articolo.
    Aggiungo un punto di vista dall’altro lato of the pond.
    La situazione geopolitica ha effetto minore su noi americani perché siamo sempre in guerra, quindi ci siamo abituati, ma siamo sempre lontani geograficamente da tale guerra, quindi alla fine ce ne frega poco.
    Qui 1 ogni 4 cartelli di pubblicità sulle autostrade pubblicizza offerte di lavoro invece che prodotti. L’economia marcia bene e l’inflazione ancora meglio. Quello sarà il vero problema. Per il resto se il mercato scende pensate come se ci fossero i saldi.

    • Valerio de Stasio 15 Aprile 2024 at 19:22 - Reply

      Grazie per il commento Elisa. Infatti noi facciamo “piggy backing” dei vantaggi competitivi degli Usa, investendo principalmente in quel paese. Però sempre in maniera diversificata e poco concentrata e diversificata per strumenti, perché anche negli Usa ci sono sacche di asset classes che non vanno da nessuna parte da tempo. La diversificazione ci aiuta a godere dei ritorni del mercato Usa proteggendoci, per quanto possibile, da volatilità di eventi geopolitici. L’inflazione non è un problema se i redditi salgono altrettanto, cosa che sembra stare avvenendo negli Usa. La gente è arrabbiata più per il livello assoluto dei prezzi (che non torneranno ai livelli pre COVID) che del reale tasso di inflazione, qualunque esso sia.

  3. MisterK 14 Aprile 2024 at 22:08 - Reply

    Io non ho la TV. I giornali ho smesso di comprarli nel 2011. Ho buttato l’iphone l’anno scorso. Ora vivo al mare e guardo il tramonto. Cosa è successo?

    • Valerio de Stasio 15 Aprile 2024 at 07:23 - Reply

      Buongiorno, non deve fare niente…si goda il mare. Se ha Poi costruito un portafoglio bello diversificato e lo tocca il meno possibile non guardando le “news”, sarà un investitore di successo…saluti!

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