
L’immagine qui sopra è stata generata con uno dei tanti software di Intelligenza Artificiale e nel “prompt” avevo scritto: “genera una immagine di Trump che firma uno dei tanti executive orders su dazi e tariffe all’Europa”.
Ovviamente il software si è rifiutato di inserire l’immagine di Donald Trump e già su questa cosa potremmo scrivere un articolo intero su come la tecnologia sia influenzata da un certo modus pensandi del giorno d’oggi e del mondo attuale.
Meglio non far arrabbiare il presidente…non si sa mai.
Ciò detto, l’immagine è stata generata in cinque secondi e volevo proprio usare questa immagine per mettere a confronto quello che sto per scrivere, rispetto a dove effettivamente sta andando il mondo.
E per mondo intendo ovviamente quello dove investiamo noi, con i nostri ETF, diventando soci delle più grandi aziende globali (quelle che producono questi tool AI che stanno rivoluzionando tante aree lavorative e aumentando esponenzialmente la produttività di tutti noi).
Questa volta è diverso
Qualcuno disse che questa frase, applicata ai propri investimenti, è una delle frasi più “costose” per un investitore: ovvero, credere che la notizia del giorno (ovviamente con una connotazione giornalistica negativa) ci obblighi a mettere mano ai nostri investimenti.
Quindi: vendere tutto (o parte), attendendo che si
- calmino le acque
- posi la polvere (sarebbe l’equivalente inglese di “when the dust settles”, per dire che tutto il mondo è paese)
- stabilizzi la situazione
- passi questo momento difficile
(le ultime due le ho fatte creare, come sinonimi della prima, da un altro applicativo AI, così per vedere come interpreta semanticamente l’intelligenza artificiale il concetto di volatilità dei mercati).
Sono frasi che ho sentito nel passato da parte di alcuni clienti (sempre meno oggi per tutta l’opera di educazione finanziaria che abbiamo fatto negli ultimi anni), ma che sono consapevole che molti di voi le stanno pensando.
E, ovviamente, se uno crede che “questa volta è diverso”, perché Trump e il suo sodale Musk sembrano scatenati e porteranno il mondo al disastro totale, dobbiamo invece solo ricordarci che questa volta SEMBRA diverso.

(Musk nella recente conferenza stampa nella sala Ovale, con Trump che fa la figura della comparsa)
Cioè: la causa scatenante delle nostre paure e desideri di mettere mano agli investimenti È effettivamente diversa.
Oggi sono Trump e Musk, ieri erano la guerra a Gaza, l’altro ieri l’inflazione a due cifre, l’altro giorno ancora il rialzo dei tassi, prima ancora la guerra tra Russia e Ucraina.
Ma il risultato sarà sempre lo stesso: se è vero che la causa delle nostre paure è diversa di volta in volta (“this time is different”), il RISULTATO sarà sempre che i nostri investimenti cresceranno in maniera composta sull’arco temporale in cui stiamo investendo del 6-7-8 o anche 9% medio annuo.
Perché se si ha un piano, i momenti come questi di grande incertezza, di correzioni, di volatilità, di “questa volta è diverso”, sono già stati incorporati nel piano stesso.
E se un risparmiatore mette mano ai propri investimenti perché “questa volta è diverso”, non solo paga il capital gain del 26% sui profitti (se ne ha ovviamente), ma poi deve conoscere anche il momento preciso in cui rientrare.
Ed è questo il motivo per cui qualcuno disse che, pronunciare quella frase e poi mettere mano al proprio portafoglio, è una delle azioni più costose per un investitore.
Perché, oltre a pagarci sopra le tasse, poi sbaglierà sicuramente e senza ombra di dubbio il momento per rientrare; probabilmente rientrando a livelli magari pure più alti di quelli a cui ha venduto.
Questi sketch di un bravissimo formatore e consulente finanziario americano, Carl Richards della cui “Society of Advice” noi di Meridian facciamo parte, spiegano bene il concetto graficamente:

Ovvero la danza continua tra la paura e l’avidità dell’essere umano quando si tratta di investire. Si compra in salita perché si “rischia” di rimanerne fuori (avidità) e si vende quando c’è una correzione (paura).
Sono i due “driver” principali di come ragiona la mente umana (non educata) quando si trova davanti alla volatilità dei mercati: la buonanima Kahnemann insegna.
E, sempre usando uno dei suoi sketch (di cui abbiamo ovviamente comprato i diritti di riproduzione):

Visto che non possiamo controllare e/o cambiare quello che succede giornalmente nel mondo, ma sappiamo quali siano gli aspetti della nostra vita che ci stanno più a cuore (quelli scritti nel nostro piano ad esempio) cosa dobbiamo fare? Focalizziamoci solo in quella intersezione!
Cosa possiamo controllare? Il nostro comportamento di fronte alla volatilità.
Cosa è importante per noi? Raggiungere i nostri obiettivi scritti nel piano.
Focalizziamoci lì: sul comportamento che deciderà se riusciremo a raggiungere i nostri obiettivi.
Altrimenti ci “costerà” parecchio focalizzarci su cose che non possiamo controllare né prevedere, perché ci diciamo che “questa volta è diverso”!
Trump, tariffe, dazi e Musk
I giornalisti finanziari e i media in generale devono trovare argomenti su cui scrivere OGNI GIORNO.
Qualcuno di questi giornalisti produce le notizie in maniera “originale”, mentre altri intervistano degli “esperti”: gente che è pagata per essere intervistata e fornire opinioni.
Anche se poi cambiano opinione da un giorno all’altro. Tanto pochi ascoltano quello che hanno da dire e nessuno esegue il “fact-checking” di quello che è stato detto in quel momento o nel passato
(Nota di “passaggio”: l’altro giorno una cliente mi ha chiamato perché nel suo feed di Google era comparsa la notizia che Bank of America aveva scritto un report di “strategia” azionaria, che prevedeva un “crollo” del settore tech del 40% nei prossimi mesi – perché le azioni erano “sopravvalutate” e altre amenità del genere. Per la cronaca, non riesco già più a trovare il link su Google a tale “notizia”)
La prima cosa che le ho detto era di andare a controllare il “track record” di Bank of America su queste previsioni: ovviamente, silenzio.
Poi che, se Bank of America sapesse veramente prevedere il futuro, non lo verrebbe certamente a dire a noi.
E, poi che, se avesse preferito credere a Bank of America, avrebbe potuto operare in autonomia sui suoi investimenti (i soldi rimangono sempre sui conti titoli di proprietà dei clienti) e vendere ciò che riteneva opportuno.
Io, comunque, non avrei partecipato a questo crimine contro “il tasso di interesse composto dell’equity USA” (ho un po’ esagerato, ma era per chiudere la conversazione)
Risultato: “va bene dai, quando ci vediamo per andare a pranzo insieme”? Ecco appunto, focalizziamoci su ciò che possiamo controllare e ciò che ci sta più a cuore).
Insomma, per farla breve: il principio di base che regola la produzione di articoli e “ricerche” sui mercati è che “se è pauroso, si clicca” (o come direbbero gli americani “if it bleeds, it leads”).
Non è un caso che ho creato il titolo di questo articolo con le parole che, molto probabilmente, hanno attirato particolarmente la vostra attenzione.
Ovvero, i titoli con connotazioni ultra-negative (“-40% sui titoli Tech USA sicuramente nei prossimi 3 mesi”) porterà la gente a cliccarci sopra e, i media, a vendere la pubblicità.
Che, in caso non ve ne foste accorti ancora, è il modello di business dei media finanziari: i giornalisti e i giornali finanziari non hanno nessunissimo interesse, e nemmeno nessun incentivo, ad aiutarci a diventare degli investitori educati e di successo.
Esattamente il contrario, si concentrano sulla negatività del momento e nemmeno provano a guardare al lungo termine e al futuro.
In pratica, il giornalismo finanziario, direttamente o indirettamente, cerca di farci abbandonare i due principi su cui si fonda un corretto piano di investimento per raggiungere i nostri obiettivi:
- Un ottimismo razionale riguardo il futuro: del capitalismo in generale e delle grandi aziende di cui noi diventiamo soci, comprando le loro azioni – l’immagine iniziale di questo articolo proprio a questo serve: a ricordarci come le imprese innovino sempre e comunque e producano beni e servizi sempre migliori, per soddisfare i bisogni e desideri dei clienti al prezzo migliore. L’AI è uno di questi, con o senza Trump.
- L’orizzonte temporale lungo che permette alle aziende di far crescere fatturato, utili, flussi di cassa e dividendi: ed è il motivo per cui salgono i mercati e, per chi se lo fosse perso, magari può essere utile andare a rileggersi l’articolo: “Perché le azioni salgono”.
Kiss: Keep It Simple (Stupid)
Il giornalismo sa che il pubblico-lettore si può concentrare solo su un aspetto alla volta: e quindi giù di articoli e “feed” di Google ed Apple a catena su questo aspetto, il più delle volte con connotazioni paurose/da fine del mondo, per catturare sempre di più l’attenzione dei lettori. E farli cliccare sull’articolo e, quindi, vendere pubblicità.
Per loro, i giornalisti finanziari, il concetto di KISS è quello di tenere incollato il lettore al flusso ininterrotto di notizie negative che loro stessi producono.
Per noi il concetto di KISS è invece:
- Scrivi un piano per raggiungere i tuoi obiettivi
- Investi in strumenti semplici e poco costosi
- Diversifica
- Ribilancia solo quando è necessario per mantenere i pesi corretti dell’AA necessaria al raggiungimento del tuo piano
- Ignora la pornografia finanziaria dei media (o come direbbero gli americani “tune out the noise”).
Il piano di investimento come faro
Perché il piano di investimento (e il portafoglio di ETF collegato ad esso) è basato interamente sugli obiettivi e i desideri dei clienti.
Sono, di solito, obiettivi di lungo termine che non cambiano perché Trump tratta male Zelensky o perché impone questo o quel dazio o perché la Fed, invece di tagliare i tassi, li alza a causa della persistente inflazione (a proposito, prepariamoci ad un potenziale rialzo dei tassi, invece che ad un taglio, visto che l’inflazione non sembra voler scendere; ne vedremo delle belle tra Musk/Trump e il povero Powell alla Fed se questo dovesse succedere. In ogni caso, sarà solo volatilità di breve e, sulla debolezza, compriamo!).
Come guide finanziarie delle vite dei clienti potremmo anche “suonare” come delle campane rotte nel dire che, se non cambiano gli obiettivi, non cambiano gli investimenti.
Non è solo una scelta puramente finanziaria, ma in quanto guide “fiduciarie” dei clienti, sappiamo che la scelta migliore, nel lungo termine, è di NON reagire agli eventi del giorno (ovvero ripetere “a catena “questa volta NON è diverso, SEMBRA diverso”).
Se lo facessimo, ovvero se li seguissimo nelle loro decisioni irrazionali e presi dalle loro emozioni, gli faremmo un disservizio enorme. Ma il nostro “moral high ground”, ovvero il nostro obbligo morale ed etico è quello di ripetere sempre le stesse cose, perché sappiamo essere quelle giuste.
Ma la nostra strategia KISS rimane superiore a qualsiasi tattica di breve, a qualsiasi report di banca di investimento, a qualsiasi articolo di pornografia giornalistico-finanziaria e, come dicono sempre i nostri colleghi USA, “this too shall pass”.
Anche questa passerà. KISS!

Sta finendo un impero e quando finisce un impero succedono sempre le stesse cose.
Nel 378 Fritigerno sconfisse i Romani ad Adrianopoli, si prese la Tracia e Teodosio fu costretto ad accettare la situazione e a fare la pace. Nel 410 l’imperatore Onorio disse ai Britanni che dovevano pagarsi loro la loro difesa perchè non voleva più spendere e concentrarsi sulla difesa di Roma. Negli ultimi secoli l’inflazione era elevata (monete in oro e sempre più altri metalli). Questa volta è uguale.
Caro Mister K, se questa volta è uguale, dovremo imparare quale lingua? il russo? preferisco rimanere ottimista, ma capisco la tua negatività cosmica. Ad maiora!
il piano ce l’ho e davvero molto chiaro negli obiettivi e con chiare scadenze temporali ma come ben sa i fattori esogeni non si controllano, ed un bel dire che le borse (americane) nel lungo periodo fanno l’8-10%, se però per 10 anni cadono e poi stagnano e tu in quei 10 anni sei nella tua fase di Fire chiamiamolo così, allora sono problemi.
purtroppo tutti parlano di lungo periodo perchè i numeri tornano bene ma qualsiasi strategia va poi calata nella realtà e nessuno dice per esempio che a un certo punto l’interesse composto può anche accomodarsi e che forse il caso di garantirsi il capitale in qualche modo anche investendo in un ETF monetario o (mio Dio) in una polizza vita di Ramo I con una delle maggiori assicurazioni del mondo. Questo non lo dice (quasi) mai nessuno.
caro Andrea, tutto ovviamente dipende da dove sei nel tuo ciclo di vita…è ovvio che, se sei vicino alla tua data di retirement, non ha senso avere il 100% di azionario e bisogna crearsi dei buffer contro la volatilità che, in retirement, sì diventa un rischio. Comunque apprezzato il tuo commento. Buon investimento
Personalmente condivido al 100% ciò che ha scritto Valerio. In un mondo di impermanenza e continua instabilità ciò a cui bisogna far fede è il proprio piano di investimento che ovviamente può cambiare perché le nostre stesse vite cambiano. Se studiamo e leggiamo la storia notiamo che nulla in verità cambia, sono solo cicli che si ripetono e rimanere stabili porta un indubbio ed oggettivo risultato.
Poi rispetto a Valerio sono più buono, se ci capita la tentazione di vendere e portare a casa un utile beh meglio questo rispetto a quelli che vendono in perdita: l’utile si può reinvestire ma soprattutto spendere per se stessi come per altri e quindi si torna felici ed utili :-)
Grazie Simone, hai capito perfettamente lo spirito di quello che ho scritto. Complimenti.
Tutto molto bello e corretto in un mondo ideale e con un orizzonte temporale tendente all’infinito. Credo che questo mantra del lungo periodo sia, a volte, un modo per sfuggire alla reale gestione del presente o del prossimo futuro e altre volte un modo per procrastinare il momento di verifica delle performance di portafoglio. Poi però nessuno spiega mai come nei fatti, non in teoria, gestire l’eventuale crollo del mercato che tra l’altro in questo caso grazie all’Ai, si associerá a praterie di sottoccupati e disoccupati.
Quindi ci si potrebbe trovare con un crollo di mercato, senza lavoro e con inflazione alle stelle. Ahi, ahi, per le nostre finanze. Io pronto a mangiare pane e cipolla ma quanti lo sono?
Pe ora non ho venduto nulla, ma saprò resistere?
caro Andrea, mi sa che non hai un piano e nemmeno un obiettivo chiaro – non conoscendo il tuo orizzonte temporale e nemmeno la tua età, non saprei dirti se saprai “resistere” o meno, ma dalle tue parole mi sembra chiaro che non sai perchè stai investendo. Ad maiora!
Leggo con apprezzamento i suoi contributi da tempo, e conosco questo punto di vista, che in generale ho fatto mio negli anni. Tuttavia, questa volta non sono convinto che.. non sia diverso. Non per le ultimissime notizie gridate ogni giorno, ma per il filo che si delinea unendo i puntini.
Sul lungo periodo probabilmente le cose non cambieranno. Sul medio però il premio del rischio mi sembra crollato. Ecco perchè ieri ho alleggerito (non chiuso, non cancellato: quelle messe da parte per il lunghissimo periodo resteranno sempre lì) le mie posizioni ETF azionari sia Europa sia soprattutto SP500, pur pensando a lei mentre lo facevo ed aspettandomi questo post immaginando una virtuale tirata d’orecchi. Con il rammarico di pagare un bel 26% su quelle varie decine di punti percentuali di guadagno che avevo maturato e sottrarre risorse all’interesse composto, ma per mettermi nell’ottica di riparlarne tra un annetto stando alla finestra nel frattempo. Forse è il mio profilo di investitore che è cambiato più del mondo in questi mesi? O forse è il mondo in una tempesta diversa?
Caro Stefano, cos’è che non è chiaro nel concetto che “questa volta NON è diverso”? solo perchè questa volta sembra tutto più “pauroso”? e se avesse fatto lo stesso durante il covid? non era ancora più “pauroso”? eppure dal giorno prima della correzione, i mercati sono più che raddoppiati. Addirittura vuole stare fermo un anno…facciamo così, mi riscriva tra un anno e vediamo dove sarà per quell’epoca lo S&P 500…magari davanti a un caffè le tirerò davvero le orecchie…saluti