La sindrome della testa nel forno e i piedi nel frigorifero

Roller Coaster, Ride, Fun, Amusement

  • Non serve una cultura finanziaria da laureato per investire, bastano alcune pillole fondamentali
  • Conoscere alcuni concetti statistici come la volatilità storica dei rendimenti delle asset class è fondamentale per investire nel modo corretto
  • La diversificazione è il miglior strumento gratuito a disposizione di tutti per ridurre i rischi

Questa frase  fu pronunciata dallo scrittore americano Charles Bukowski su risposta ad una domanda circa il suo pensiero verso la statistica.

Non mi fido molto delle statistiche, perché un uomo con la testa nel forno acceso e i piedi nel congelatore statisticamente ha una temperatura media.

E proprio questa celebre frase mi serve per spiegare meglio il concetto di varianza, ovvero di ampiezza dell’oscillazione del rendimento di un titolo o di un fondo attorno alla sua media.

Come scrive Peter Bernstein nel suo libro “Più forti degli Dei”

Il concetto di varianza è legato matematicamento allo scarto quadratico medio ed in effetti i due concetti sono intercambiabili. Tanto maggiori sono varianza o scarto quadratico medio  attorno alla media, tanto meno il rendimento medio è rappresentativo di quello che sarà verosimilmente l’esito. La situazione di varianza elevata ci riporta alla sindrome testa nel forno piedi nel frigorifero.

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Il Nutri Score e gli investimenti finanziari

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Nei mesi scorsi la multinazionale Nestlè ha comunicato che entra la fine del 2019 arriverà anche in Italia l’etichetta nutrizionale a ‘semaforo’ chiamata ‘Nutri-Score’.

Subito le associazioni di categoria italiane legate all’agroalimentare hanno fatto scoppiare la polemica. Ma cos’è veramente il Nutri-Score e perché ho deciso di parlarne all’interno di un blog di finanza personale?

Il Nutri-Score è un sistema di etichettatura dei prodotti alimentari sviluppato in Francia che semplifica l’identificazione dei valori nutrizionali di un prodotto alimentare utilizzando due scale correlate: una cromatica divisa in 5 gradazioni dal verde al rosso, ed una alfabetica comprendente le cinque lettere dalla A alla E. Continua a leggere

I piani finanziari non saranno MAI precisi

 

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Quando si investe in portafogli  azionari diversificati è opportuno stimare un rendimento atteso su un certo orizzonte temporale.

L’esercizio non serve per definire un obiettivo di x % fra y anni da realizzare a tutti costi pena il fallimento del progetto.

L’esercizio serve per capire con quale rischio e con quanti mezzi è possibile avvicinarsi al nostro obiettivo di capitale avendo pronto un piano B qualora qualcosa andasse storto sui mercati finanziari.

Come ben sappiamo il rendimento di un investimento azionario (ma non solo quello) non è controllabile dall’investitore. Abbiamo visto come su 10 o 20 o 30 anni le oscillazioni possono essere importanti e deviare in modo considerevole dalle medie storiche.

Leggi anche: Qual’è stato il rendimento dell’azionario mondiale negli ultimi 30 anni Continua a leggere

Volevate le prove dell’utilità dei bond? Eccole

Credo molto negli esempi numerici in ambito finanziario. E’ vero che i numeri possono essere modellati per ottenere dei risultati che si avvicinano il più possibile alla nostra opinione, ma quando vengono utilizzati in modo semplice per avallare concetti basici, allora credo che difficilmente la tecnica del taroccamento possa essere praticabile.

In un articolo pubblicato da LPL Research nelle settimane scorse nella sezione di ricerca,  in poche colonne sono stati versati a parere del sottoscritto dei veri e propri distillati di saggezza e buon senso nel modo di investire.  Ogni consulente  finanziario dovrebbe tenere a portata di mano sulla propria scrivani queste informazioni.

Tante volte su questo blog ci siamo espressi favorevolmente sull’utilità investire in obbligazioni di alta qualità, questo nonostante i bassi rendimenti a scadenza espressi da questo genere di asset class in questi tempi.

I più fedeli ricorderanno certamente titoli come “la saggezza dei bond” oppure il ” in difesa dei bond”.

I motivi sono tanti e ve li abbiamo spiegati in diverse salse, ma basta solamente ricordare che quest’anno  è stato proprio il Bund tedesco (che rende lo 0.3% a 10 anni!!) il rendimento più redditizio per i cittadini europei!

A proposito chi lo aveva previsto ad inizio anno tra i vari outlook delle case di investimento? Nessuno.

LPL Research ha colto la palla al balzo della correzione di ottobre sullo S&P500 per portare ad evidenza l’importanza di avere in portafoglio un po’ di bond diversificando il proprio paniere di investimento. Continua a leggere

La Lezione Turca (tanto per ricordare)

turchia

Era il 2016 e le cose sono peggiorate parecchio da allora ma come vedrete rileggendo il post certi errori degli investitori sono sempre uguali.

 

L’affare Lira turca si complica e non è questa la sede per ragionamenti di natura geopolitica. Dal punto di vista finanziario però una bella lezioncina anche stavolta l’investitore dovrebbe averla imparata.

L’andamento della Lira turca è stato decisamente deprimente negli ultimi anni. Come evidenziato dagli analisti Forex di Age Italia nel loro ultimo rapporto settimanale, la versione total return di un investimento in Lire Turche (quindi tenendo conto del cambio e delle cedole incassate) negli ultimi 6 anni è stata inesistente.

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Vi siete sbattuti a destra e a manca, avete sopportato la volatilità, avete visto il valore della vostra obbligazione scivolare paurosamente, tutto per avere zero. Anzi mi correggo, meno di zero perché in questi anni l’inflazione italiano ha remato contro di voi. Continua a leggere

Flight to Quality

Il titolo rappresenta quella classica frase che ognuno di voi sente nei momenti di tensione finanziaria in cui gli investitori si rifugiano in massa verso i titoli più sicuri come i Treasury americani o i Bund tedeschi. Chissà poi perchè non è stata coniata una frase speculare per la situazione opposta, ovvero quando dai bond si va verso le azioni come nelle ultime settimane, mah.

L’eterno sogno di ogni grande investitore è quello di saltare da una parte all’altra evitando le perdite e massimizzando i guadagni. Ovviamente tutto questo è irrealizzabile, però con curiosità mi sono studiato la strategia che he presentato Meb Faber sul suo blog alcune settimane fa.

In parole povere Faber, autore dell’eccelente ebook Global Asset Allocation: A Survey of the World’s Top Asset Allocation Strategies ha simulato dal 1993 al 2015 una semplice strategia. Compro azioni dello S&P500 quando le valutazioni prezzo/utili espresse in termini di CAPE sono inferiori a 20; le vendo comprando Treasury a 10 oppure a 30 anni quando il CAPE supera 20, come ora. Ecco il risultato.

cape

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La tentazione di mediare le perdite…sbagliate

fall

Diversi investitori pensano che le correzioni (meglio se profonde) dei mercati azionari vanno sfruttate sempre e comunque per aumentare l’esposizione a quel determinato tipo di investimento.

Vero se questo discorso lo fate per indici geografici ampiamente diversificati tipi Msci World, S&P500, Msci Emu, Msci Emerging Market. Falso se prendete questo evento di mercato come una buona scusa per caricare ulteriormente la molla su investimenti regionali o settoriali molto specifici. Avete sbagliato, non ammettete l’errore e andate a mediare la perdita. Passo falso clamoroso!

Ma come Archeowealth, non sei stato tu a dirci che se siamo giovani dobbiamo sperare in un bel crash di mercato?

Certo e lo riconfermo. Ma lo ripeto sempre, un conto è investire in modo diversificato e di buon senso, un conto è fare scommesse.

Ora vi faccio un esempio reale e recente.

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