By |Categorie: Investimento|Pubblicato il: 7 Marzo, 2022|

Digitando nello spazio cerca del blog la parola “lezione” appaiono diversi articoli dedicati a eventi shock che hanno colpito i mercati finanziari negli ultimi anni. Lezioni di ogni tipo e latitudine. Turche, svizzere, brasiliane, inglesi, cinesi e ora anche russe. Ogni lezione dovrebbe insegnarci qualcosa, ma spesso il grande valore dell’esperienza tende a evaporare nel giro di pochi mesi. Il momento è quello buono per ripassare 5 concetti che possono essere utili nella costruzione di un eccellente piano di investimento.

Ogni shock di mercato ha caratteristiche uniche e irripetibili.

Ogni shock di mercato ha però qualche elemento in comune con quello che l’ha preceduto.

Il rumore di breve periodo non deve distrarre

Non parlerò in questo post di guerra e di come evolverà il conflitto tra Russia e Ucraina. La copertura mediatica è pressoché totale, le informazioni fuorvianti e spesso basate sul sentito dire che appaiono sui social network confondono, gli influencer non perdono occasione per speculare su questa tragedia solo per scalare il ranking di Google.

La mia opinione sulla questione militare e geopolitica non ha nessun valore e non credo interessi a nessuno. Nessun valore perché l’imprevedibile non è prevedibile.

Nessun valore perché non posso controllare nulla di quello che sta succedendo e che succederà. Fatta eccezione per qualche iniziativa di solidarietà quello che posso fare è sperare che la ragione prevalga.

Quello che però posso fare per il mio patrimonio è in parte sotto il mio controllo e qui sì che ha senso fare qualche ragionamento.

È su questo che mi concentro ogni giorno, nel mio lavoro così come nella gestione delle finanze personali.

Consapevole che i rischi esisteranno sempre, cerco di gestirli senza tarpare le ali della crescita futura del capitale. Contemporaneamente il rischio convive con una buona scorta di sicurezza.

Crescita e sicurezza sono concetti che ciclicamente tornano di attualità sui mercati finanziari e quindi nessuno dei due può essere escluso a priori nella costruzione di un piano di investimento.

Quando si parla di performance tutti quanti drizziamo le antenne sognando la doppia se non tripla cifra. Siamo pigri però nell’informarci adeguatamente su cosa significhi e soprattuto quale impatto può avere anche una volatilità dei rendimenti in doppia cifra.


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Rischio alto uguale alto rendimento? Non sempre è così

Investendo su indici altamente diversificati e generici, siano essi azionari che obbligazionari, a un maggior rischio nel lungo periodo statisticamente dovrebbe corrispondere una maggiore ricompensa.

Nel breve periodo a un maggior rischio corrisponde una maggiore volatilità e non necessariamente una maggiore ricompensa.

Ecco perché serve molta pazienza e tanto tempo a disposizione quando investiamo del denaro sui mercati.

Investendo su singole azioni, obbligazioni, temi, SPAC, criptovalute con orecchie da cane e altre amenità varie, non necessariamente il rischio verrà ripagato con maggiore rendimento.

A volte sì, altre volte no e la fortuna ha un ruolo determinante.

Limitare al minimo indispensabile le scommesse è la ricetta vincente per trasformare un piano di investimento in un eccellente piano di investimento.

Studiando i casi del passato e analizzando quello che sta succedendo in tempo reale agli asset finanziari russi, direi che non dovrebbero esserci dubbi su quello che ho appena scritto.

Scommettere con i nostri risparmi non è mai una buona idea

Non ha nessun senso correre così tanti rischi esponendosi a poche singole scommesse. Perchè di questo parliamo quando dedichiamo una fetta rilevante del nostro patrimonio a tutto ciò che esce dalla canonica diversificazione globale offerta da un comunissimo indice azionario o obbligazionario.

Siccome ognuno di noi ha un recondito desiderio di emergere sopra a tutti gli altri per gonfiare il petto e urlare al mondo che siamo i nuovi guru di borsa, diamo pure sfogo ai nostri inutili istinti e concediamoci il lusso di ritagliarci una porzione di capitale (che chiameremo funny market) per puro divertimento.

Per il sottoscritto un 5% del capitale investito è più che sufficiente. Se andrà male avrò “perso” al massimo un anno di rendimento medio reale di lungo periodo di un portafoglio bilanciato. Non sarà una tragedia su un orizzonte temporale di 30 anni. L’importante è sapersi fermare. Se quel 5% lo ribilancio continuamente allora il rischio è di devastare il piano a causa di una crisi di astinenza da trading selvaggio.

Lo so, tra chi mi sta leggendo in questo momento c’è qualcuno che vorrebbe comprare un ETF sulla borsa russa o un’obbligazione in rubli dopo il collasso nei prezzi appena visto. Molti strumenti sono ormai inaccessibili (per fortuna dico io), ma se anche lo fossero sarebbe un errore cercare di afferrare un coltello che cade.

Poi ci sono persone che pensano che la guerra nucleare è alle porte e la risposta classica in questi casi è che la conservazione del patrimonio sarebbe l’ultimo dei problemi (Bca Research provocatoriamente indica nel 10% la probabilità di apocalisse nucleare, ma secondo la società canadese per i prossimi 12 mesi l’azionario è l’investimento migliore).

Fonte: Bca Research

Credo che tra non fare nulla paralizzati dalla paura o buttare i soldi come al casinò esista una via di mezzo più equilibrata.

Ad ogni domanda una risposta

Una soluzione che non ha le forme di una asset allocation ideale (che non esiste), ma ha nella semplicità, nella diversificazione globale, nel basso costo e nella gestione del rischio i suoi requisiti essenziali.

Ho il potere di prevedere ogni anno l’evento shock, da dove verrà e quando arriverà? No.

Conosco qualche gestore di fondi di investimento o guru da social che è stato capace di prevedere l’escalation bellica cavalcando l’onda in anticipo con uno short sul mercato azionario, un long di oro e di petrolio? No.

Se i gestori di fondi a gestione attiva non hanno potuto evitare questa tempesta nonostante mezzi finanziari e tecnologici 1000 volte più potenti dei miei, avrei potuto fare di meglio? No.

Se un problema di mercato si presenterà nel 2023 cercando di danneggiare i miei investimenti è una soluzione cercare di evitare qualcosa che non so se e quando effettivamente si verificherà? No.

L’incertezza sarà sempre parte integrante dei mercati finanziari

Tanti no perché i mercati finanziari per loro natura sono incerti.

Ogni giornata di borsa ha una probabilità di chiudere in rialzo di circa il 50 virgola qualcosa percento. Questo significa che una volta su due si perde.

E la sequenza negativa (o positiva) può essere consecutiva per diversi giorni come qualsiasi manuale di statistica insegna. Solo nel lungo periodo i numeri convergeranno verso le medie. E quindi di nuovo, serve pazienza.

La soluzione a questa inevitabile incertezza che ci accompagnerà per tutta la vita (mai sentito gestori che non iniziano l’anno dicendo che non sarà complicato) è essere ben corazzati per affrontare una tempesta che, come tutte le tempeste, prima o poi passerà.

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Alcune tempeste durante il loro passaggio fanno più danni di altre.

L’importante è essere in grado di ripartire sulle proprie gambe. Il segreto è proprio questo. Non essere messi fuori gioco da un evento estremo.

Non ho idea se lo scenario che oggi ci si presenta davanti è simile a quello che per 19 giorni nel 1973 coinvolse Israele e alcuni paesi arabi nella Guerra del Kippur provocando un tracollo delle borse.

Combinazione vuole che oggi, come allora, l’inflazione americana è sopra al 7%. E sempre combinazione vuole che la banca centrale americana avesse deciso in quel momento di alzare i tassi di interesse proprio per raffreddare i prezzi al consumo. Come oggi. Le conseguenze sotto forma di recessione economica non tardarono ad arrivare.

Andrà così anche questa volta? Chi lo può sapere, la storia della finanza è piena di casi simili ma con conseguenze opposte per economia e borse. Quindi inutile spaccarsi la testa in ragionamenti inutili.

L’importante è arrivare di fronte a questi eventi con un portafoglio di investimento che ci fa a sentire tutto a sommato a nostro agio. Non sarà perfetto e non dico nemmeno che saremo contenti di veder scendere il suo valore dopo aver assaporato il gusto di laute plusvalenze mai realizzate.

Ma non dovremo essere nemmeno troppo preoccupati se abbiamo sistemato tutto quanto nel modo più corretto e consapevole.

Nel dramma un buon insegnamento per il futuro

Guardiamo a quello che sta succedendo oggi. Dopo una pandemia e una guerra in corso, a distanza di 3 anni un indice azionario globale guadagna il 15% rispetto a 12 mesi fa e il 50% rispetto a 3 anni fa. E le obbligazioni? Nonostante tutto il tam tam mediatico della cattiva idea di avere obbligazioni in portafoglio rispetto a 3 anni fa il guadagno su un indice obbligazionario globale a cambio coperto è ancora superiore al 3%.

Investendo in una maniera ben diversificata e mondiale non devo preoccuparmi di quello che sta accadendo sui mercati.

Il mio obiettivo è guadagnare l’indipendenza finanziaria fra 20 anni? Se mio portafoglio è composto per il 20% da obbligazioni in rubli e il 20% da ETF o fondi su azioni russe per scelte personali, affettive, familiari, di amicizia, di consulenza esterna, o altro devo essere consapevole che c’è una elevatissima probabilità che questi soldi molto difficilmente ritorneranno tutti quanti a casa.

Comportandomi così ho dimostrato di aver compreso solo un pezzo della ricetta magica per guadagnare l’indipendenza finanziaria. Partire presto non basta se lo faccio con una benda negli occhi andando a 200 in autostrada.

Mai commettere l’errore di pensare che avremo il tempo di cambiare delle scelte di investimento sbagliate.

Un giorno qualsiasi un evento che la statistica dice che non potrà mai accadere nella storia dell’universo accade. E sono fregato.

Un giorno qualcuno ai piani alti potrebbe decidere di rimuovere quelle azioni o quelle obbligazioni tanto desiderate dagli indici internazionali sottostanti fondi e ETF, trasformando in aria fritta e perdite certe tutti quei discorsi di sottovalutazione fondamentale che avevano accompagnato l’investimento. E sono fregato.

Sempre qualcuno un giorno potrebbe decidere che le obbligazioni emesse in una certo valuta estera che ho comprato con un altissimo rendimento, semplicemente non potranno più essere scambiate. E quindi sono sostanzialmente prive di valore. E sono fregato.

Quel giorno non deve mai arrivare.

Se mi accorgo di aver commesso un grave errore nell’impostare il portafoglio di investimento, senza indugiare oltre devo cambiare rotta finchè sono in tempo.

Non voglio fare peggio dei fondi di investimento, ma nemmeno peggio del mercato nel suo complesso.

Voglio ottenere esattamente quello che il mercato è in grado di dare prendendo la lezione russa come il costo necessario da sopportare per migliorare il mio piano di investimento.

Per concludere:

  • ogni anno sui mercati accade qualche casino
  • puntare forte su un singolo cavallo è un errore
  • se voglio giocare con i miei risparmi posso farlo ma con giudizio
  • una buona diversificazione è lo strumento giusto per gestire gli inevitabili rischi
  • se penso di non essere in grado di gestire da solo un piano di investimento meglio chiedere aiuto a un bravo consulente

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4 Commenti

  1. Anonimo 12 Marzo 2022 at 12:31 - Reply

    Cioè. Provo a dire per vedere se ho capito.
    Sarebbe bello investire in Asia che porta il 68% della crescita mondiale.
    Sarebbe bello investire in Cina, India, Pakistan, Turchia, Egitto, Russia, Iran (paesi della OCS Organizzazione Cooperazione Shangai).
    Magari anche in Brasile o Messico.
    Sarebbe bello investire nei paesi che rappresentano la maggior parte della popolazione mondiale. E saranno la maggior parte del Pil mondiale quando sarò in pensione.
    Ma non si può, perché magari qualcuno blocca le valute i mercati etc etc con sanzioni. E perdo tutto.
    Mi rimane Meta (Facebuk) che non ha mai sganciato un dividendo e che magari fallirà con il Metaverso. O Tesla che vale 10 volte Toyota su belle speranze (a chi venderanno le auto se sanzionano tutti?)
    Mi rimangono i Treasury che rendono – 6% anno (meno sei) con rendimento 1,9% e inflazione 7,9%.
    Si.
    Mi serve un buon consulente finanziario.
    Cinese, però.

    Saluti.

    • archeowealth 12 Marzo 2022 at 12:51 - Reply

      Se parli la sua lingua non è da escludere che possa essere un buon consulente. L’importante è che non abbia conflitti di interesse talmente forti da annullare tutto quello che di buono ti proporrà. Chissà magari ti potrebbe offrire un Alibaba qualsiasi o una Tencent. Certo che se queste società dovrebbero sostituire le varie Google e Amazon, beh direi che ne parliamo fra 20 anni.
      Su tutti i mercati che hai citato puoi investire senza nessun problema. Esistono ETF che li comprendono tutti. Di certo a molti dei paesi che tu hai citato (Turchia, Pakistan, Iran, Egitto…) personalmente offrirei molto poco del mio capitale considerando il grado di affidabilità che possono avere. Tiranni o despoti (Russia insegna) da un giorno all’altro possono decidere di riprendersi quello che gli hai dato non facendo essendo paesi democratici.
      E quando un paese non democratico sbaglia aggredendo è giusto semplicemente ignorarlo. Come la Russia.
      E siccome per fortuna noi viviamo in democrazia ognuno è libero di scegliere cosa è meglio fare per i suoi soldi. Dici che Facebook non ha mai distribuito dividendi? Esistono altre forme di remunerare l’azionista. I buy back o semplicemente il reinvestimento degli utili visto che trattasi di azienda growth. Fallirà, boh sarà pure però in giro non mi sembra di vedere tutto questo snobbismo verso WApp o Instagram, anzi…
      Sì è vero ti rimangono i titoli di stato a rendimento reale negativo. Ma vogliamo parlare degli investimenti nei paesi emergenti che hai citato tu (vedi Turchia) che offrono il 20% con un’inflazione al 50%? Oppure vogliamo parlare del fatto che tutte le attese di inflazione dei paesi occidentali per i prossimi 10 anni non vanno oltre il 2,5% (non certo al 7%). Comunque buona consulenza cinese, ma mi raccomando i soldi tienili su un conto italiano. Buon investimento

    • Giovanni 12 Marzo 2022 at 19:53 - Reply

      Ciao Anonimo, meno male si intravede qualche commento perchè vedo un mutismo che comincio a preoccuparmi. In realtà nel portafoglio normale di un investitore diversificato i paesi che tu hai citato esistono già, e ci sono parecchi ETF abbastanza grossi che li raggruppano. Non capisco la tua paura di perdere tutto quando tu stesso, se ho ben compreso, hai investito su Metaverso del quale non ho capito fino ad ora i suoi sbocchi, ha fatto tanta pubblicità ma non è ancora decollato. Per non parlare di Tesla che, allo stesso modo, non ho ancora capito se la società è un grande bluff oppure rappresenta la vera innovazione tecnologica dell’elettrico, ma poi il grande Elon Mask si butta nei Bitcoin. Ma così vuol dire speculare e rischiare i propri soldi!!! Tanto per intenderci, sui forum finanziari, alcuni lettori hanno acquistato ETF Clean Energy per espandere il loro portafoglio. Beh, diciamo che avrei desiderato acquistarne anch’io un pochino, nulla da dire. Il problema che alcuni di loro hanno sbagliato il timing d’ingresso e perdono un -25%. Il discorso finale è: che senso ha investire così quando già con un normale portafoglio ben equilibrato se ti capita uno scossone di mercato, come in questo caso la guerra, hai già qualche problema a gestirlo? A te non serve un consulente cinese, devi solo imparare a costruire un portafoglio equilibrato, diversificato e adatto al tuo rischio. Comprare 2 azioni in croce, molto pubblicizzate, + un bond non lo ritengo un “investimento” diversificato. Poi ognuno fa quello che vuole. Avrei desiderato piuttosto sapere, per curiosità, come si stanno comportando e muovendo gli investitori con portafogli ETF diversificati.

  2. Giovanni 7 Marzo 2022 at 11:00 - Reply

    Hai messo il dito nella piaga. In effetti sui social finanziari non ci sono solo persone “normali”, ma utenti investitori iscritti sul forum finanziari che, non solo sono esenti dal panico per la guerra finanziaria in atto ma, addirittura, si vantano di speculare sui titoli della Russia acquistando Msci Russia, singoli titoli come Gazprom oppure bond Russia. Un rischio altissimo con le sanzioni economiche in corso. Ci sono investitori che hanno acquistato BTP 2070 perchè si erano stancati dei rendimenti negativi, senza considerare il rischio rialzo tassi con un titolo a lunghissima durata. Per non parlare di tutti quelli che hanno continuato a sputare sull’oro considerandolo obsoleto e sostituibile con BTC (l’ETF Gold nel mio portafoglio sta facendo la sua bella figura alla faccia del mio ETF Cripto basket). Il mio portafoglio è ben diversificato con l’aggiunta di componenti ad alto rischio, ma volutamente in bassissima quantità. Tanto per intenderci ETF Local Bond distribuisce cedole del 5% lordi al netto delle tasse. Il problema che si svaluta per un 6% netti all’anno. E tieni presente che non è un fondo piccolo xchè ha un patrimonio di 5 miliardi, quindi figuriamoci quanti investitori lo detengono. E lo detengono perchè non riescono a liberarsene in quanto invischiati nelle perdite.Quindi alla fin fine faccio un elogio al portafoglio equilibrato e diversificato e continuo, ora come ora, ad approfittare della discesa dei mercati.

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