Il paradosso della bassa produttività

La produttività delle principali economie occidentali è in costante calo da tempo. Questo ha portato molti economisti ad affiancare la parola paradosso all’andamento incredibilmente declinante di un fattore che in realtà avrebbe dovuto puntare verso l’alto grazie alle straordinarie innovazioni tecnologiche.

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Il grafico riferito alla macchina che più avrebbe dovuto beneficiare della new economy, quella americana, mostra appunto il tasso di crescita annuale della produttività del lavoro.

In parole povere le aziende si ritrovano in questo momento ad impiegare lavoratori che, combinati ai macchinari, non riescono più ad aumentare l’output finale. Perchè? Continua a leggere

I Libri Consigliati da Investireconbuonsenso.com

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Di seguito i libri preferiti dal team di Investireconbuonsenso.com.

Buona lettura!

Nasim Taleb – Antifragile. Prosperare nel disordine

L’autore del Il cigno nero è il solito provocatore e con un sano realismo illustra come ogni tentativo di economisti e uomini di finanza di imbrigliare i mercati nel lungo periodo è destinato a fallire.

Nassim Taleb – Giocati dal caso: Il ruolo della fortuna nella finanza e nella vita (Saggi)

Il titolo dice già tutto e Taleb è una garanzia. Piacevole lettura.

Peter Bernstein – Più forti degli dei. La straordinaria storia del rischio

Libro scritto benissimo che racconta come l’uomo ha sempre cercato nella storia di annullare il rischio, ma proprio quando la sicurezza cominciava a farla da padrona, errori, psicologia, previsioni sbagliate costringevano tutti i professionisti (o presunti tali) del rischio a farsi un’esame di coscienza e ricercare nuove soluzioni.

Peter Bernstein – Oro. Storia di un’ossessione

Un libro come sempre scritto in modo eccellente da Bernstein che ci riporta indietro nella storia mostrandoci l’amore-odio che ha sempre legato uomini e oro. Curiosità storiche ma anche interessanti risvolti  finanziari che ogni investitore nel metallo giallo dovrebbe leggere almeno una volta della vita.

Daniel Kahneman – Pensieri lenti e veloci

La nostra mente messa sotto la lente di uno dei più grandi attori nel campo dello studio della psicologia umana. Troverete ottimi spunti di riflessione su errori comuni che (anche in campo finanziario) vengono compiuti da ognuno di noi quotidianamente.

Richard Thaler – Nudge. La spinta gentile. La nuova strategia per migliorare le nostre decisioni sul denaro, salute, felicità

Assieme al libro di Kahneman rappresenta un vero e proprio punto di riferimento per chi vuole studiare la finanza comportamentale. Dopo alcune pagine vi verrà voglia di rileggerlo subito per fissare bene nella mente i concetti espressi, ma soprattutto vi immergerete completamente in un lettura che parla di ognuno di noi.

Burton Malkiel – A spasso per Wall Street. Tutti i segreti per investire con successo

Colui che dimostrò che scimmie e trader avevano le stesse probabilità di realizzare profitti vi porterà dentro i segreti di Wall Street spiegando in modo semplice e di buon senso qualche piccolo segreto per far crescere nel tempo il vostro capitale. Continua a leggere

Rame e crescita non parlano sempre la stessa lingua

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Circolano tanti luoghi comuni sui mercati finanziari. A volte sono gli stessi professionisti che trovano  vantaggioso trovare associazioni anche quando non ci sono. Una di queste è quella che vuole come anticipatore del ciclo economico il prezzo del rame.

Siccome dall’elezione di Trump il rally del metallo rosso è stato travolgente (+25%), la salita più forte in un mese dal 2009, i titoli sui media in tal senso non si sono sprecati.

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L’associazione ci può anche stare vista la concomitanza temporale. Più spesa pubblica in America per la Trumpeconomics, più utilizzo di rame e quindi più crescita.

Da qui però a pensare che la salita del rame significa per forza ripresa economica e quindi anche azioni in rialzo ne deve passare di acqua sotto i ponti.

A questo proposito ci viene in soccorso Pension Partner’s che dal suo blog chiarisce meglio il concetto a livello statistico. Continua a leggere

Difendersi dai furbetti della finanza? Si può…

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Durante le mie ultime vacanze estive ho letto in sequenza due libri dai quali ho estrapolato tanti concetti utili nella vita quotidiana di consumatore / risparmiatore, ma anche di investitore non sempre razionale.

Entrambi hanno per oggetto il modo in cui coloro che vendono un prodotto o servizio riescono a mettere in pratica una sorta di rete capace di persuadere anche il più diffidente dei consumatori.

Il primo libro Ci prendono per fessi. L’economia della manipolazione e del’inganno è stato scritto dal Premio Nobel Robert Shiller affiancato da Robert Akerlof già autore di
Economia dell’identità. Come le nostre identità determinano lavoro, salari e benessere.

L’argomento centrale (da cui la grafica della copertina con il pesce che viene preso all’amo) di questo libro è appunto il phishing.

Come scrivono gli autori, il phishing è un modo per indurre qualcuno a prendere una decisione che rechi benefici a chi esegue il raggiro e non a chi viene raggirato. Le nostre decisioni scaturiscono perlopiù dal racconto della nostra situazione che facciamo a noi stessi. Viene così introdotta nella teoria economica una nuova variabile: la storia che l’individuo racconta a se stesso.

Quante volte abbiamo acquistato un prodotto finanziario abboccando all’amo del consulente di turno il quale pensava più al suo budget che al vostro interesse finanziario? Quante volte ci siamo fatti dei viaggi incredibili circa un’operazione finanziaria presa in autonomia e che ancora ci portiamo dietro perchè non abbiamo avuto il coraggio di ammettere l’errore commesso? Quante volte abbiamo acquistato prodotti di cui non ci era chiarissima la struttura solamente per “sognare” ad occhi aperti un rendimento superiore alla media?

Ovviamente Robert Shiller cita innumerevoli casi di phishing nel mondo della finanza. Vi lascio con la curiosità di leggere il libro, ma uno spazio specifico è dedicato ai cosiddetti “noise traders”, ovvero coloro che affidano al rumore piuttosto che all’informazione le proprie decisioni. Questi traders (detti anche idiot) acquistano sull’onda di voci occasionali muovendosi come banchi di pesce impazziti da una parte all’altra; ovviamente in questo ambiente l’azione di phishing è possibile proprio quando ci sono investitori avveduti in grado di approfittarne.

La bolla della new economy degli anni 2000 quando tutto ciò che aveva la parola web, internet o .com veniva piazzato da investitori istituzionali in collocamenti miliardari, oppure lo scandalo delle obbligazioni strutturate legate ai mutui subprime del 2007 con grandi investitori che camuffavano da tripla A discariche a cielo aperto guadagnando laute commissioni, sono solo due dei casi emblematici analizzati.

Il secondo libro che mi ha colpito in modo positivo è un classico (anche considerando l’anno di pubblicazione) di Robert Cialdini dal titolo Le armi della persuasione. Come e perché si finisce col dire di sì. Sono talmente tanti gli esempi che anche in questo caso il consiglio è di leggersi un libro che non annoia mai.

Uno dei passaggi che ben si può incastrare con l’analisi di Shiller illustrata in precedenza, riguarda la necessità per le persone di cercare  una forma di “riprova sociale” prima di prendere una decisione. Il passo del libro che riguarda questo fenomeno cita:

Quando siamo dubbiosi, quando la situazione è ambigua e regna l’incertezza, è più facile che guardiamo al comportamento altrui e lo prendiamo per buono. Mentre osserviamo le reazioni degli altri per risolvere la nostra incertezza, rischiamo però di trascurare un fatto importante: anche loro probabilmente stanno cercando una qualche riprova sociale.

Specialmente in una situazione ambigua, la tendenza di ciascuno a stare a guardare per vedere che cosa fanno gli altri può causare un fenomeno straordinario, la cosiddetta “ignoranza collettiva”.

Vi dicono qualcusa queste parole circa il comportamento degli investitori nelle fasi di esuberanza o pessimismo estremo? Si tende spesso a fare riferimento a guru o presunti tali, a seguire la massa, gli articoli di giornale, a non pensare con la propria testa con il risultato di generare una fase di ignoranza collettiva.

E piuttosto che perdere tempo con questo “rumore” per favore leggete tanto, anche questi libri. Capirete molto del comportamento umano in certi contesti storici rimandando al mittente l’amo che cercava di catturarvi.

Buona lettura a tutti.

Letture consigliate:

Robert Shiller – Ci prendono per fessi: L’economia della manipolazione e dell’inganno

Robert Cialdini – Le armi della persuasione. Come e perché si finisce col dire di sì

 

E se non fosse recessione?

Già nel 2015 avevamo visto in questo post cosa succedeva al mercato azionario americano durante una recessione economica. Il sempre ottimo Ben Carlson del blog awealthofcommonsense ci ricorda giustamente come le correzione in doppia cifra non necessaraimente coincidono con una recessione. Continua a leggere

I Falsi Miti

In questo post abbiamo visto come i principali strategist finanziari americani per il momento hanno ciccato  le previsioni del 2015.
Siccome i numeri sono sempre molto meglio delle parole voglio infierire e vi rimando qui http://www.cxoadvisory.com/gurus/.
Dal 2005 al 2012 vennero raccolte da CXO Advisory oltre 6 mila raccomandazioni da parte dei più celebrati analisti indipendenti americani. Il risultato lo trovate nella tabella qui sotto e scartando tutto ciò che è sotto il 51% il quadro non può dirsi esaltante. Continua a leggere

Scelte Difficili ci Aspettano

Riprendo ancora la discussione circa l’evoluzione demografica mondiale già trattata qui (il problema europeo non è la Grecia ma la demografia)  e qui e che, almeno secondo il sottoscritto, potrebbe influenzare parecchio le aspettative di qualsiasi investimento nei prossimi anni. L’interessante articolo di Paul Kasriel di Econtrarian  mostra come la curva demografica americana, pur essendo meno drammatica di quella europea, presenta degli elementi strutturali per i prossimi 40/50 anni piuttosto prevedibili e sui quali fare qualche ragionamento, come sempre in questi casi molto in libertà. Continua a leggere