Diario di un papà investitore – Piano di accumulo per i miei figli #7

Diario, Ipad, Scrivere, Blog

Entra nel quinto anno di attività il  piano di investimento che ho deciso di costruire per raggiungere determinati obiettivi legati al futuro dei miei figli.

Come sanno bene i nostri lettori accumulare denaro fin dalla giovane età è fondamentale. Per poter capitalizzare al massimo nel corso degli anni successivi il vantaggio del reinvestimento di cedole e dividendi permettendosi di sopportare con serenità gli shock di mercato bisogna partire il prima possibile.

Costruire un piano di investimento per dei bambini è abbastanza semplice in quanto il “cliente” è sostanzialmente inconsapevole lasciando da parte ogni genere di emozione.

Allo stesso tempo è complicato in quanto le tentazioni e le paure di noi genitori rischiano di riflettersi in comportamenti errati che nuociono all’investimento. Continua a leggere

Annunci

Gli scacchi e la moltiplicazione della ricchezza

Scacchi, Pezzi Degli Scacchi, Scacchiera

Questo blog è nato con la precisa volontà di fornire strumenti ed idee per aumentare l’educazione finanziaria degli italiani.

Siccome siamo convinti che imparare ad investire i risparmi di una vita deve essere un’attività divertente e soprattutto basata sulla semplicità ed il buon senso, siamo sempre alla ricerca di qualche storia o gioco che possa aiutare anche un bambino a capire come aumentare la propria ricchezza nel corso della vita.

Uno dei nostri post storici più letti è “L’ottava meraviglia del mondo, un luogo che ogni giovane investitore dovrebbe vedere”.

In quell’articolo citammo Luca Pacioli e la regola del 72. Preso un certo tasso di rendimento annuo e dividendo il numero  72 per questo tasso ottengo il numero di anni nei quali riesco a raddoppiare il mio capitale. Se voglio raddoppiare il mio capitale in X anni, dividendo 72 per questi anni ottengo il rendimento annuo che mi serve per ottenere questo risultato.

Bene, c’è un esempio che secondo il sottoscritto fa capire ancora meglio come funziona il principio della capitalizzazione composta degli interessi.

Parliamo di schacchi e della leggenda che ruota attorno alla nascita di questo gioco. Continua a leggere

Diario di un papà investitore – Per un attimo ho pensato alla polizza Penso a Te di Intesa, ma poi… (Puntata n.6)

Alla ricerca di soluzioni di investimento ottimali per mettere da parte un capitale a favore dei miei figli, su consiglio di un amico, sono andato alla ricerca di qualche informazioni  più dettagliata su una polizza di Intesa San Paolo Vita chiamata Penso a Te.

Prima di qualsiasi lasciapassare dato ad un consulente  sull’acquisto di un prodotto finanziario, consiglio a tutti quanti di leggersi attentemente la documentazione del prodotto messa a disposizione della potenziale clientela sui siti delle società assicuratrici. E’ un obbligo che hanno per dovere di trasparenza, sfruttiamolo al meglio.

Per la polizza Penso a Te questa è la pagina dalla quale attingere le informazioni più utili.

Come già abbiamo fatto su questo blog per il prodotto di Poste Italiane, anche per questa polizza assicurativa di ramo primo abbiamo spulciato nel prospetto per capire costi e benefici di un prodotto che sul sito di Intesa viene definito ideale per nonni e genitori che hanno a cuore il futuro dei propri ragazzi.

Ovviamente vengono evidenziati i vantaggi della polizza di ramo primo, quindi capitale garantito al netto dei costi (quindi garantito fino a un certo punto…), nessuna imposta di bollo sul prodotto (vero), consolidamento annuale degli utili (vero), rendimento minimo del 1% in caso di morte del sottoscrittore (ad esempio il nonno) con il beneficiario (ovvero il figlio) che potrà ritirare le somme quando avrà un’età tra i 18 e i 35 anni.

Ovviamente in bella mostra nella pagina web si vede il rendimento della gestione separata Base Sicura. Questo sarà  il motore che annualmente dovrebbe accrescere il capitale versato da nonni e genitori.

E qui cominciano i problemi. Continua a leggere

Diario di un papà investitore – Puntata numero 4

Nel precedente post di questa serie dedicata agli investimenti programmati per il futuro dei propri figli, avevo promesso di raccontare come sta andando il mio piano di investimento cominciato tre anni fa.

Avviato nel 2015, il  piano è basato su due pilastri. Una polizza vita che alla fine rappresenterà il 60% dell’investito, un paniere di ETF azionari ed obbligazionari che completerà il restante 40%. Per entrambe le modalità utilizzo un piano di accumulo. Programmato per la polizza, con acquisti trimestrali non programmati sugli ETF.

Il rendimento cumulato sulla polizza degli ultimi tre anni è stato finora del 9,9% al lordo della fiscalità, quello sugli ETF  del 5,2%. Su base annua ho un rendimento cumulato del 2,7% sempre lordo fiscalità. Il mio obiettivo come avevo scritto qui è quello di arrivare ad un 2,75%/3% netto durante tutto il periodo dell’investimento. Continua a leggere

Diario di un papà investitore – Puntata numero 3

Nel precedente post di questa serie dedicata agli investimenti programmati per il futuro dei propri figli, avevo promesso un approfondimento sull’asset allocation che ho deciso di mettere in piedi per centrare l’obiettivo “studio universitario” dei miei figli.

Cominciando il percorso del 2015 e potendo contare su una polizza vita pregressa che coprirà con un elevato grado di probabilità il 60% del mio obiettivo (circa 70 mila Euro), ho deciso di dedicare tutte le restanti risorse a strumenti azionari. Avviato il percorso nel 2015, sono 2400 gli Euro che ho programmato di dedicare a questo piano. Il Piano di Accumulo è stato finora effettuato con ETF, per la precisione 5.

Come ben sapete la semplicità è un fattore essenziale per avere successo e quindi non stupitevi se il numero è così ridotto. L’importante è assicurare una buona diversificazione limitando gli inevitabili costi fissi sostenuti ogni volta che si mette in moto il PAC. Ho scelto per questo di intervenire una volta ogni 3-4 mesi per ammortizzare al massimo le commisioni di negoziazione stimabili nell’ordine dello 0,2% per operazione.

I prodotti li trovate qui sotto e come potete verificare sono coperte tutte le aree geografiche e i settori.

Azionario mondiale large cap (a cambio coperto), azionario mid e small cap (a cambio aperto), azionario Europa (senza Gran Bretagna), azionario emergente ed infine gli immancabili REIT (immobiliare europeo senza Gran Bretagna). Non pubblico volutamente i pesi perchè ognuno potrà scegliere quale tipo di impostazione dare alla propria asset allocation. Credo comunque che una equipesatura non sarebbe affatto una cattiva idea.

Il costo medio del mio portafoglio ammonta a poco più di 0,30%. Sommando i costi di negoziazione sostenuti di volta in volta per ogni investimento trimestrale arriviamo attorno a 0,50%. Avessi fatto la stessa cosa con fondi azionari un TER (spese correnti complessive) inferiore al 2% sarebbe stato impensabile. Dovrei aggiungere al costo degli ETF anche qualche centesimo relativo allo spread denaro – lettera sacrificato in fase di acquisto, ma anche negli stessi fondi non ho tenuto conto di costi di sottoscrizione spesso e volentieri presenti.

Considerando la lunghezza del piano di 10 anni e l’importo in ballo (circa 30 mila Euro) una differenza di 1,5% di costo non sostenuto si traduce in quasi 2000 Euro di rispamio (a mio favore) senza considerare 1 euro di guadagno sul totale versato, 24000 Euro.

Il risparmio ovviamente aumenterà all’aumentare del volume investito e del rendimento degli investimenti stessi.

Non male vero pensare che su 10 annualità di versamenti una vi verrà gentilmente donata dal vostro comportamento virtuoso di contenimento dei costi di gestione sui prodotti utilizzati all’interno della vostra asset allocation? Provate poi a pensare a quanto enorme potrebbe essere il risparmio su 20 o 30 anni di investimento. Su questo progetto non arriverò certo all’auto che avevamo ottenuto con questo post ma di certo un bel viaggio estivo ( o una spesa imprevista) è bello che ripagato.

Siccome all’università devono andare i miei figli e non certo quelli di alcuni gestori sparsi in giro per il mondo, non esiste nessuna gestione attiva che può convincermi della necessità di trasferire la mia ricchezza ad altri soggetti. L’alpha è una figura quasi mitologica che purtroppo solo dopo che tutto il tempo è passato potremo verificare di averlo messo nelle nostre tasche. No grazie! Preferisco  essere io a controllare il più possibile i miei investimenti e quella dei costi è una voce tra le più certe.

Nel prossimo articolo vi racconterò come sta andando il mio piano di investimento cominciato poco più di due anni fa e proporrò anche una soluzione alternativa per tutti coloro che, non avendo prodotti come polizze o obbligazioni precedentemente acquistati, vogliono cominciare da zero questo tipo di investimento.

Alla prossima puntata!

 

Diario di un papà investitore – Puntata numero 2

Nel primo articolo di questa particolare rubrica dedicata ai genitori italiani avevo promesso di entrare un pò più nel dettaglio di un viaggio nel mondo dell’investimento finanziario destinato ai miei figli, percorso cominciato per il sottoscritto un paio di anni fa. Eccomi quindi qua a raccontarvi un altro capitolo di una storia che credo interessi tutti i genitori di bambini appena nati o ragazzi in età adolescenziale.

Programmare il futuro finanziario è importante, ma se lo si fa un mese o un anno prima di quando poi quei soldi serviranno allora si commette un errore madornale. Si cercano rischi assurdi, o peggio ancora si prendono soldi in prestito da amici, banche o finanziarie varie, rincorrendo sogni ed obiettivi che magari verranno raggiunti, ma a costi molto molto salati.

Allora cosa c’è di meglio che prepararsi per tempo? Continua a leggere

Diario di un papà investitore

Un paio di anni fa ho deciso di cominciare ad accantonare un po’ di risparmi per i miei figli, ma mi accorsi fin da subito che il quadro che avevo intorno non era molto confortante. Pur avendo (credo) una cultura finanziaria medio elevata non riuscivo a trovare nessun prodotto che potesse soddisfare le mie esigenze.

Stavo facendo quell’errore che accomuna la maggior parte degli investitori non professionisti, partivo dal fondo (ovvero i prodotti) invece che dall’inizio (gli obiettivi).

Decisi così di mettere in fila tutto quanto pensando per quale motivo accantonavo i soldi e quali obiettivi i miei figli avrebbero potuto soddisfare  con quei soldi. Fatto questo esercizio cominciai a pensare a quanto potevo realmente accantonare per non compromettere il tenore di vita della famiglia e quale rendimento nominale netto era ragionevole attendersi da un investimento di questo tipo. Infine arrivai alla chiusura del cerchio con la scelta degli strumenti che avrebbero composto la mia asset allocation ideale. La parola d’ordine fin da subito è sempre stata semplicità. Continua a leggere