
Uno degli obiettivi finanziari più gettonati tra i genitori italiani è indubbiamente quello di mettere da parte qualche soldino per mandare i propri figli all’università.
Spesso armati di buone intenzioni si risparmia qualche euro ogni mese, alcune volte anche in modo un pò disordinato, per poi bloccarsi di fronte a quale tipo di investimento scegliere. Azionario, obbligazionario, bilanciato? E con quali strumenti? ETF, fondi, polizze, oro, BTP?
L’obiettivo dello studio futuro dei figli ottiene, assieme alla pensione, spesso il massimo delle preferenze ma è anche vittima, vuoi per gli importi modesti inizialmente impiegati, oppure per una serie di tanti “se” della vita, a continui rinvii oppure a scelte inefficienti che ne rendono abbastanza difficile il raggiungimento effettivo.
E invece è proprio cominciando dal giorno 1 con alcuni semplici e anche modesti gesti che si ottengono i risultati migliori.
Anche per gli obiettivi più ambiziosi non servono cifre esagerate
Nel capitolo 13 del libro “Come investire il mio primo euro” ho spiegato come due neogenitori non dovrebbero essere troppo preoccupati di come e con quanto sacrificio raggiungere quell’obiettivo.
Impostando un semplice piano di investimento con ETF attraverso una quota di risparmio accessibile per la maggior parte delle famiglie, esiste una elevata probabilità di arrivare al traguardo finanziariamente preparati.
L’importante è sfruttare il tempo a propria disposizione nel modo migliore.
Il tempo, ingrediente essenziale per una buona diversificazione
Quel libro è stato anche autobiografico e chi mi segue da anni ritroverà ancora in questo blog diversi appunti di una serie che aveva il titolo “Diario di un papà investitore” in cui ho raccontato le mie personali esperienze nel pianificare gli investimenti per questo specifico obiettivo che si chiama studio universitario dei figli.
Siccome sto per arrivare al dunque, quindi all’utilizzo effettivo di quelle risorse, non posso che confermare la validità di una strategia che non richiede grandi competenze e conoscenze finanziarie. Solo tempo e qualche decina di euro ogni mese.
Investire 100 €/mese in un ETF azionario globale nel giorno in cui l’erede viene al mondo (cari papà non trovate scuse avrete un sacco di tempo per impostare il PAC) e ripetendo lo stesso noioso esercizio per 18 anni, permetterà alla maggior parte dei genitori di dire al momento opportuno “obiettivo raggiunto”.
Aggiustamenti inevitabili di rotta
Ovviamente i costi universitari oscillano per tutta una serie di fattori e desideri.
C’è chi vive già vicino alle sedi universitarie e non dovrà conteggiare vitto e alloggio; altri che invece saranno costretti ad aggiungere spese non irrilevanti alla somma totale.
C’è chi ricerca accademie prestigiose e di conseguenza si troverà costretto a pagare rette più salate.
Per altri ancora raggiunta l’università potrebbe non essere una scelta convinta e allora quel denaro potrebbe comunque finanziare altri obiettivi, ad esempio l’apertura di un’attività professionale autonoma oppure finanziare corsi di specializzazione.
Se però la scelta ricade su un percorso universitario il simulatore che abbiamo messo a disposizione nella sezione risorse utili per il tuo benessere finanziario permetterà al genitore di turno di farsi un’idea dei costi (aggiustati per l’inflazione dei prossimi anni) necessari per sostenere questo importante periodo di vita e crescita dei figli. E di conseguenza pianificare quanti risparmi saranno necessari per coprire quei costi.
Dosando l’acceleratore del risparmio mensile, la base di partenza per ogni ragionamento, si potrà stimare con una ragionevole certezza il sacrificio mensile. Ma questo non significa che necessariamente dovremo risparmiare tutti i soldi previsti inizialmente per finanziare quell’obiettivo.
Come un investimento è in grado di auto finanziare buona parte della spesa
E qui arriva la funzione vera dell’investimento: mantenere e accrescere il potere d’acquisto del risparmio.
Personalmente, dopo 18 anni non posso che ringraziare tutte le aziende del mondo che gentilmente hanno deciso di finanziare la metà del mio progetto con i loro utili.
Se il mio obiettivo finale fosse stato ad esempio di 45k (quanto mi costerebbe secondo la simulazione un percorso di studi universitario nella mia città fra 18 anni) non avrei dovuto mettere da parte in 18 anni quei 45k sotto forma di risparmio. Questo sotto l’aspetto pratico avrebbe significato 2500 euro l’anno, poco più di 200 euro al mese.
E invece ne sono bastati la metà, ovvero 100 euro al mese, per arrivare all’obiettivo.

Fonte: Epheso Sole 24 ore – simulazione costo di laurea 2025 3+2 anni università di Bologna studente in sede inizio 2043 ed elaborazioni dell’autore su PAC mensile 100€ – 18 anni – Cagr 7%
Ipotizzando ad esempio un rendimento netto composto del 7% annuo su un investimento in azionario globale con un ETF della durata di 18 anni investendo appunto 100 € al mese il risultato sarebbe stato effettivamente quello di raggiungere la cifra desiderata.
A dire il vero negli ultimi 18 anni di storia dei mercai è andata pure meglio, ma se anche dovessimo ipotizzare una tasso di crescita prudenziale più basso, magari perché preferiamo investire anche in obbligazioni, allora non dovremo fare altro che cercare il giusto mix di risparmio (aggiustandolo eventualmente nel tempo) per non arrivare con il fiato corto alla scadenza.
Ad esempio con un rendimento atteso del 5% netto sarebbero sufficienti 130 € al mese per arrivare al traguardo con la cifra prestabilita.
Piccoli esercizi di pianificazione finanziaria che per pigrizia tendiamo a snobbare ma che hanno grandi impatti nelle vite nostre e dei nostri figli.
Soprattutto esercizi che possono metterci su un sentiero virtuoso e programmato di investimento per obiettivi che a conti fatta e su scala più grande, ci metterà nelle condizioni di guardare con maggiore consapevolezza ad altri obiettivi personali, come quello della pensione, con maggiore motivazione.
Il risultato finale ci sembra sempre ciclopico in termini monetari, ma se comprendiamo che c’è qualcuno laggiù sui mercati che è disposto a darci una grossa mano e se ci muoviamo per tempo, allora tutto sarà decisamente meno impegnativo e disagevole.
Buon investimento.

Il tempo, più che l’importo iniziale, è il vero alleato per obiettivi di lungo periodo.
Una mia idea: quando si fa riferimento all’interesse composto, a volte ci si dimentica che i rendimenti dei primi versamenti sono massimi mentre i rendimenti degli ultimi versamenti sono minimi.
Andando agli estremi, l’interesse composto lavora per 18 anni sul versameno del primo mese, e non lavora per niente sull’ultimo versamento. Generalizzano, i rendimenti di ciascun versamento sono inversamenti proporzionali al tempo che passa.
Se partissi con un patrimonio iniziale di 5’000€ e successivamente contribuissi con a 100€/mese, raggiungerei un montante di 46mila € nell’arco di 15 anni, tre anni di anticipo rispetto al previsto.
Un altro aspetto più importante che mi viene in mente, ma questo basato sul semplice buon senso, è che quei 5’000€ investisti al primo mese di questo percorso, dopo 15 anni di tempo saranno meno soggetti a cadere in perdita rispetto ai versamenti effettuati a ridosso della scadenza (quando mancano un paio di anni). In altre parole: un investimento iniziale di 5’000€ potrebbe fare da “scudo” alle perdite di un mercato ribassista all’avvicinarsi della scadenza del 18esimo anno?
Una crescita del 7% annuo rimane comunque un’assunzione, mi piacerebbe vedere una simulazione statistica su dati storici. Magari non cambia nulla, è solo una mia curiosità
In altre parole, il PAC a 100 €/mese per 18 anni, nei casi reali (storici) che differenze ha rispetto ad investire 5’000€ iniziali e successivamente con 100 €/mese? Dopo 15 anni ho davvero portato a casa il mio risultato con qualche anno in anticipo rispetto al semplice PAC da 100 €/mese? E se negli ultimi due anni il mercato va al ribasso, quale delle due strategie si comporta meglio?
Potrebbe anche succedere che il primo PIC da 5000€ arrivi all’apice di un bull market seguito da diversi anni grami…
Siccome non lo sai penso che l’autore sottolinei più il punto che è importante iniziare presto e che il fattore tempo diventa decisivo per tutti, per chi ha capacità di risparmio e per chi ne ha meno.
Se poi di simulazioni vuoi parlare, forse va anche considerato che se quest’anno risparmi 100€/mese magari il prossimo ne devi mettere 102 e così via.
Perfetta interpretazione dell’articolo.
Forse occorre investire un po’ di più tenendo conto che, salvo ripensamenti dello Stato, il guadagno verr à decurtato del 26%