L’impatto dei guadagni (replica)

Nel mese di agosto pubblichiamo gli articoli più cliccati dai nostri lettori nel corso degli ultimi 12 mesi. Buona lettura!

Nell’articolo l’impatto delle perdite avevamo dimostrato quanto importante fosse diversificare il proprio investimento per evitare di incorrere in rovinose perdite che avrebbero richiesto sforzi decisamente ciclopici per recuperare almeno il proprio capitale investito.

A beneficio dei lettori riproponiamo la tabella che dovrebbe scoraggiare chiunque dal prendere iniziative temerarie.

Se perdete il 50% del vostro capitale l’investimento dovrà fare il 100% di utile per recuperare almeno il punto di partenza e fare pari e patta.

Già, ma se invece di perdere il 50% il nostro investimento guadagnasse il 50%? La domanda può sembrare stupida, ma se ci pensiamo un attimo siamo bombardati da messaggi di consulenti/gestori che privilegiano il contenimento del rischio di ogni investimento. Continua a leggere

Annunci

La regola del 300 per l’indipendenza finanziaria (replica)

Nel mese di agosto pubblichiamo gli articoli più cliccati dai nostri lettori nel corso degli ultimi 12 mesi. Buona lettura!

Nelle settimane scorse mi ha incuriosito un post pubblicato dal blog inglese Monevator. L’oggetto dell’articolo è la cosiddetta regola del 300 utile a chi cerca l’indipendenza finanziaria.

Sinceramente non la conoscevo e, come puntualizza giustamente l’autore, possono esistere strumenti molto più raffinati e scientifici nel determinare il fabbisogno di denaro necessario per vivere senza dover dipendere dal lavoro, ma la semplicità con cui questa regola offre il risultato è un qualcosa che personalmente ho trovato sorprendente.

Cercherò di spiegare questa regola in modo semplice per renderla comprensibile (ed applicabile) a tutti.

Quando si pensa di aver raggiunto la libertà finanziaria è necessario disporre di un capitale adeguato al fine di mantenere lo stesso tenore di vita pre ritiro senza intaccare più di tanto il patrimonio finanziario.

Il primo esercizio da fare è quello di esplicitare il volume mensile medio delle spese sostenute. Prendiamo per esempio 2 mila Euro, ovvero 24 mila Euro in un anno. Continua a leggere

Avete ottenuto performance da favola? Mi dispiace ma non sempre siete i vincitori

Abbiamo scritto tanti articoli su questo blog aventi per oggetto l’importanza di risparmiare ed ovviamente quella di investire sui mercati finanziari il proprio denaro.

Tanto per fare un elenco di quelli che ritengo più simbolici provo a citare in ordine sparso

https://investireconbuonsenso.com/2015/08/15/risparmiare-e-importante-ma-siete-a-meta-dellopera-2/

https://investireconbuonsenso.com/2016/04/14/il-lungo-viaggio-di-100-euro-risparmiati/

https://investireconbuonsenso.com/2016/06/07/un-euro-risparmiato-e-un-euro-guadagnato/

https://investireconbuonsenso.com/2015/03/07/la-differenza-tra-risparmio-ed-investimento/

Purtroppo molte persone danno grande importanza al rendimento di un investimento cercando affannosamente guadagni facili, chiedendo ai consulenti finanziari i fondi top in grado di ottenere il mitico alfa, o semplicemente affidandosi ai tanti pseudo guru della rete che promettono profitti immediati perché loro sono più furbi dei milioni di investitori che operano nel mondo della finanza. Peccato che in finanza funziona la semplice regola del gioco a somma zero.

Continua a leggere

L’impatto dei guadagni

Nell’articolo l’impatto delle perdite avevamo dimostrato quanto importante fosse diversificare il proprio investimento per evitare di incorrere in rovinose perdite che avrebbero richiesto sforzi decisamente ciclopici per recuperare almeno il proprio capitale investito.

A beneficio dei lettori riproponiamo la tabella che dovrebbe scoraggiare chiunque dal prendere iniziative temerarie.

Se perdete il 50% del vostro capitale l’investimento dovrà fare il 100% di utile per recuperare almeno il punto di partenza e fare pari e patta.

Già, ma se invece di perdere il 50% il nostro investimento guadagnasse il 50%? La domanda può sembrare stupida, ma se ci pensiamo un attimo siamo bombardati da messaggi di consulenti/gestori che privilegiano il contenimento del rischio di ogni investimento. Continua a leggere

La regola del 300 per l’indipendenza finanziaria

Nelle settimane scorse mi ha incuriosito un post pubblicato dal blog inglese Monevator. L’oggetto dell’articolo è la cosiddetta regola del 300 utile a chi cerca l’indipendenza finanziaria.

Sinceramente non la conoscevo e, come puntualizza giustamente l’autore, possono esistere strumenti molto più raffinati e scientifici nel determinare il fabbisogno di denaro necessario per vivere senza dover dipendere dal lavoro, ma la semplicità con cui questa regola offre il risultato è un qualcosa che personalmente ho trovato sorprendente.

Cercherò di spiegare questa regola in modo semplice per renderla comprensibile (ed applicabile) a tutti.

Quando si pensa di aver raggiunto la libertà finanziaria è necessario disporre di un capitale adeguato al fine di mantenere lo stesso tenore di vita pre ritiro senza intaccare più di tanto il patrimonio finanziario.

Il primo esercizio da fare è quello di esplicitare il volume mensile medio delle spese sostenute. Prendiamo per esempio 2 mila Euro, ovvero 24 mila Euro in un anno. Continua a leggere

Giusto rischio per cattivi momenti

Uno dei pensieri ricorrenti che attanagliano le menti degli investitori  è legato al rischio di entrare su quotazioni azionarie particolarmente elevate subendo, dopo pochi mesi, una maxi correzione nell’ordine del 30, 40 o 50%.

E’ già successo, potrebbe risuccedere. E’ anche vero però che i due eventi visti nel 2000 e nel 2007 possono essere annoverati tra gli eventi “epocali” come la crisi del ’29.

Come ripeto spesso investire è anche un gioco di probabilità ed essere bravi significa stare dalla parte con maggiori percentuali di successo. Se vi dico che la media delle perdite subite dalla borsa americana nella sua storia quando la caduta supera il 20% è stata del 35%, la cosa può consolarvi?

Non credo, però aiuta e prendendo spunto da un bel post di Jonathan Clements sul suo blog HumbleDollar facciamo un esercizio che credo potrà essere utile a tutti. Continua a leggere

Un gioco utile a spiegare la gestione del rischio

gambler

Nel mio passato da trader una delle regole di money management che ho più utilizzato è il cosiddetto criterio di Kelly. Qui trovate una buon dettaglio di spiegazione, ma nella sostanza questa regola indica allo scommettitore (o al trader/investitore), la quantità ragionevole di denaro da mettere sul piatto della scommessa per avere un rapporto rendimento/rischio favorevole.  La formula è quella che segue (dal sito forexinfo.it).

Kelly % = W – (1 – W) / R

dove:
- W = Winning probability
- R = WinAverage/lossAverage ratio

Il risultato è la “percentuale di Kelly” (Kelly %)

Il sistema di Kelly può esser messo in opera seguendo questi semplici steps:

  1. Registrate le vostre ultime 50-60 operazioni sul mercato. Prendete la lista delle operazioni fatte con il vostro broker oppure, se state usando un sistema meccanico di trading, potete effettuare un back testing dello stesso e registrare i valori ottenuti.
  2. Calcolate il «W», cioè le probabilità di vincita. Per fare questo, dividete il numero delle operazioni che hanno generato un gain per il totale delle operazioni effettuate (positive e negative). Il risultato sarà un numero compreso tra 0 ed 1 (esempio: 50 operazioni totali. 30 chiuse in gain e 20 chiuse in loss. W= 30/50 = 0.6 ).
  3. Calcolate «R», cioè il rapporto «winAv/lossAv». Per fare questo dividete il valore medio del gain generato dalle operazioni positive per il valore medio dei loss. (ad esempio: media delle operazioni in gain =500€ ; media delle operazioni chiuse in loss = 300€; R=500/300= 1.66 ).
  4. Inserite i valori W ed R ottenuti, nella equazione di Kelly K% = W – (1 – W) / R.

La formula produce come risultato un numero minore di 1. Esso rappresenta la dimensione (size) della posizione che dovrebbe essere assunta sul mercato; la percentuale del vostro portafoglio, cioè, con la quale dovreste eseguire l’operazione.

Per esempio, se il risultato della equazione fosse 0.05, allora dovreste usare il 5% del vostro portafoglio per ogni singola posizione che andrete ad assumere sul mercato. Questo sistema, in sostanza, vi suggerisce quanto dovreste «diversificare».

Tendenzialmente vi dico subito che in media siamo attorno al 20/25% del capitale utilizzabile di volta in volta per avere la massimizzazione delle probabilità di vittoria. Siccome la formula si basa sul numero di trade vinti e sul rapporto tra guadagno e perdita media per trade, devono esistere delle qualità da parte dell’investitore oltre che strategie e un pò di fortuna.

Questa regola mi è tornata in mente leggendo questo studio. Continua a leggere

Rendimento a scadenza…ma in quanto tempo?

Parto da un sondaggio fatto su Twitter da Newfound Research . L’oggetto del contendere era quanto del ritorno di un investimento obbligazionario americano a scadenza costante (10 anni) dal 1981 al 2012 (periodo di ribasso secolare dei tassi) fosse da imputare in termini percentuali all’apprezzamento di prezzo e quanto al flusso cedolare.

Un tema molto spesso dimenticato dagli investitori che si focalizzano sui rendimenti del passatoo che tendono a dimenticare l’importanza del flusso cedolare.

Tornando al sondaggio la metà dei followers della società americana si è espressa indicando in oltre il 50% di ritorno attribuibile al movimento ribassista dei tassi e quindi all’apprezzamento del bond.

Alla ricerca della verità (che ovviamente non è questa), Newfound Research  ha scomposto in tre parti il ritorno dell’investimento. Cedola, variazione prezzo dovuta alla variazione tassi e rendimento di rolling (vendo il decennale diventato a 9 anni di scadenza per ricomprare un 10 anni al fine di mantenere costante la durata).

Il risultato è spiegato dal grafico che già vi fa capire come il luogo comune esce distrutto. Continua a leggere

Un gioco utile a spiegare la gestione del rischio

gambler

Nel mio passato da trader una delle regole di money management che ho più utilizzato è il cosiddetto criterio di Kelly. Qui trovate una buon dettaglio di spiegazione, ma nella sostanza questa regola indica allo scommettitore (o al trader/investitore), la quantità ragionevole di denaro da mettere sul piatto della scommessa per avere un rapporto rendimento/rischio favorevole.  La formula è quella che segue (dal sito forexinfo.it).

Kelly % = W – (1 – W) / R

dove:
- W = Winning probability
- R = WinAverage/lossAverage ratio

Il risultato è la “percentuale di Kelly” (Kelly %)

Il sistema di Kelly può esser messo in opera seguendo questi semplici steps:

  1. Registrate le vostre ultime 50-60 operazioni sul mercato. Prendete la lista delle operazioni fatte con il vostro broker oppure, se state usando un sistema meccanico di trading, potete effettuare un back testing dello stesso e registrare i valori ottenuti.
  2. Calcolate il «W», cioè le probabilità di vincita. Per fare questo, dividete il numero delle operazioni che hanno generato un gain per il totale delle operazioni effettuate (positive e negative). Il risultato sarà un numero compreso tra 0 ed 1 (esempio: 50 operazioni totali. 30 chiuse in gain e 20 chiuse in loss. W= 30/50 = 0.6 ).
  3. Calcolate «R», cioè il rapporto «winAv/lossAv». Per fare questo dividete il valore medio del gain generato dalle operazioni positive per il valore medio dei loss. (ad esempio: media delle operazioni in gain =500€ ; media delle operazioni chiuse in loss = 300€; R=500/300= 1.66 ).
  4. Inserite i valori W ed R ottenuti, nella equazione di Kelly K% = W – (1 – W) / R.

La formula produce come risultato un numero minore di 1. Esso rappresenta la dimensione (size) della posizione che dovrebbe essere assunta sul mercato; la percentuale del vostro portafoglio, cioè, con la quale dovreste eseguire l’operazione.

Per esempio, se il risultato della equazione fosse 0.05, allora dovreste usare il 5% del vostro portafoglio per ogni singola posizione che andrete ad assumere sul mercato. Questo sistema, in sostanza, vi suggerisce quanto dovreste «diversificare».

Tendenzialmente vi dico subito che in media siamo attorno al 20/25% del capitale utilizzabile di volta in volta per avere la massimizzazione delle probabilità di vittoria. Siccome la formula si basa sul numero di trade vinti e sul rapporto tra guadagno e perdita media per trade, devono esistere delle qualità da parte dell’investitore oltre che strategie e un pò di fortuna.

Questa regola mi è tornata in mente leggendo questo studio. Continua a leggere