Gli scacchi e la moltiplicazione della ricchezza

Scacchi, Pezzi Degli Scacchi, Scacchiera

Questo blog è nato con la precisa volontà di fornire strumenti ed idee per aumentare l’educazione finanziaria degli italiani.

Siccome siamo convinti che imparare ad investire i risparmi di una vita deve essere un’attività divertente e soprattutto basata sulla semplicità ed il buon senso, siamo sempre alla ricerca di qualche storia o gioco che possa aiutare anche un bambino a capire come aumentare la propria ricchezza nel corso della vita.

Uno dei nostri post storici più letti è “L’ottava meraviglia del mondo, un luogo che ogni giovane investitore dovrebbe vedere”.

In quell’articolo citammo Luca Pacioli e la regola del 72. Preso un certo tasso di rendimento annuo e dividendo il numero  72 per questo tasso ottengo il numero di anni nei quali riesco a raddoppiare il mio capitale. Se voglio raddoppiare il mio capitale in X anni, dividendo 72 per questi anni ottengo il rendimento annuo che mi serve per ottenere questo risultato.

Bene, c’è un esempio che secondo il sottoscritto fa capire ancora meglio come funziona il principio della capitalizzazione composta degli interessi.

Parliamo di scacchi e della leggenda che ruota attorno alla nascita di questo gioco. Continua a leggere

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9 Euro risparmiati al giorno per 65 anni (forse) vi renderanno milionari

Come sanno bene i nostri lettori ci piace giocare coi i numeri cercando di calarli nella realtà e soprattutto di adeguarli al quotidiano.

Oggi vogliamo cercare di capire assieme a voi quanto dovremmo risparmiare ogni giorno, a partire da 25 anni di età per arrivare a 65 anni con l’obiettivo di accumulare 1 milione di Euro. Lo stesso esercizio è stato poi ripetuto partendo dal momento della nascita (quindi l’anno zero).

In queste simulazioni entrano in gioco tante semplificazioni e per questo vogliamo fare una premessa. Per cercare di ridurre il post a pochi semplici concetti, utilizzeremo un rendimento annuo costante (che come sappiamo bene non è una scelta sempre corretta) ipotizzando assenza di inflazione e costi nel piano di accumulo quotidiano. Vedremo in seguito come rimediare.

Ok partiamo!

Per arrivare ad 1 milione di Euro all’età di 65 anni con 40 anni di versamenti ed ipotizzando di utilizzare la media geometrica di rendimento dello S&P500 degli ultimi 90 anni del 9,7% (così smussiamo l’effetto rendimento costante), sarebbe sufficiente mettere da parte 5,8 Euro ogni giorno per 365 giorni all’anno in 40 anni per raggiungere l’obiettivo.

Considerando però che la borsa americana ha ottenuto in quasi un secolo un rendimento medio reale (al netto dell’inflazione) del 7% dovremo alzare l’asticella a 12,6 Euro al giorno di accantonamento.

Adesso vogliamo però considerare anche i costi dell’investimento che stimiamo Continua a leggere

Avete ottenuto performance da favola? Mi dispiace ma non sempre siete i vincitori

Abbiamo scritto tanti articoli su questo blog aventi per oggetto l’importanza di risparmiare ed ovviamente quella di investire sui mercati finanziari il proprio denaro.

Tanto per fare un elenco di quelli che ritengo più simbolici provo a citare in ordine sparso

https://investireconbuonsenso.com/2015/08/15/risparmiare-e-importante-ma-siete-a-meta-dellopera-2/

https://investireconbuonsenso.com/2016/04/14/il-lungo-viaggio-di-100-euro-risparmiati/

https://investireconbuonsenso.com/2016/06/07/un-euro-risparmiato-e-un-euro-guadagnato/

https://investireconbuonsenso.com/2015/03/07/la-differenza-tra-risparmio-ed-investimento/

Purtroppo molte persone danno grande importanza al rendimento di un investimento cercando affannosamente guadagni facili, chiedendo ai consulenti finanziari i fondi top in grado di ottenere il mitico alfa, o semplicemente affidandosi ai tanti pseudo guru della rete che promettono profitti immediati perché loro sono più furbi dei milioni di investitori che operano nel mondo della finanza. Peccato che in finanza funziona la semplice regola del gioco a somma zero.

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L’impatto dei guadagni

Nell’articolo l’impatto delle perdite avevamo dimostrato quanto importante fosse diversificare il proprio investimento per evitare di incorrere in rovinose perdite che avrebbero richiesto sforzi decisamente ciclopici per recuperare almeno il proprio capitale investito.

A beneficio dei lettori riproponiamo la tabella che dovrebbe scoraggiare chiunque dal prendere iniziative temerarie.

Se perdete il 50% del vostro capitale l’investimento dovrà fare il 100% di utile per recuperare almeno il punto di partenza e fare pari e patta.

Già, ma se invece di perdere il 50% il nostro investimento guadagnasse il 50%? La domanda può sembrare stupida, ma se ci pensiamo un attimo siamo bombardati da messaggi di consulenti/gestori che privilegiano il contenimento del rischio di ogni investimento. Continua a leggere

La regola del 300 per l’indipendenza finanziaria

Nelle settimane scorse mi ha incuriosito un post pubblicato dal blog inglese Monevator. L’oggetto dell’articolo è la cosiddetta regola del 300 utile a chi cerca l’indipendenza finanziaria.

Sinceramente non la conoscevo e, come puntualizza giustamente l’autore, possono esistere strumenti molto più raffinati e scientifici nel determinare il fabbisogno di denaro necessario per vivere senza dover dipendere dal lavoro, ma la semplicità con cui questa regola offre il risultato è un qualcosa che personalmente ho trovato sorprendente.

Cercherò di spiegare questa regola in modo semplice per renderla comprensibile (ed applicabile) a tutti.

Quando si pensa di aver raggiunto la libertà finanziaria è necessario disporre di un capitale adeguato al fine di mantenere lo stesso tenore di vita pre ritiro senza intaccare più di tanto il patrimonio finanziario.

Il primo esercizio da fare è quello di esplicitare il volume mensile medio delle spese sostenute. Prendiamo per esempio 2 mila Euro, ovvero 24 mila Euro in un anno. Continua a leggere

Giusto rischio per cattivi momenti

Uno dei pensieri ricorrenti che attanagliano le menti degli investitori  è legato al rischio di entrare su quotazioni azionarie particolarmente elevate subendo, dopo pochi mesi, una maxi correzione nell’ordine del 30, 40 o 50%.

E’ già successo, potrebbe risuccedere. E’ anche vero però che i due eventi visti nel 2000 e nel 2007 possono essere annoverati tra gli eventi “epocali” come la crisi del ’29.

Come ripeto spesso investire è anche un gioco di probabilità ed essere bravi significa stare dalla parte con maggiori percentuali di successo. Se vi dico che la media delle perdite subite dalla borsa americana nella sua storia quando la caduta supera il 20% è stata del 35%, la cosa può consolarvi?

Non credo, però aiuta e prendendo spunto da un bel post di Jonathan Clements sul suo blog HumbleDollar facciamo un esercizio che credo potrà essere utile a tutti. Continua a leggere

Rendimento a scadenza…ma in quanto tempo?

Parto da un sondaggio fatto su Twitter da Newfound Research . L’oggetto del contendere era quanto del ritorno di un investimento obbligazionario americano a scadenza costante (10 anni) dal 1981 al 2012 (periodo di ribasso secolare dei tassi) fosse da imputare in termini percentuali all’apprezzamento di prezzo e quanto al flusso cedolare.

Un tema molto spesso dimenticato dagli investitori che si focalizzano sui rendimenti del passatoo che tendono a dimenticare l’importanza del flusso cedolare.

Tornando al sondaggio la metà dei followers della società americana si è espressa indicando in oltre il 50% di ritorno attribuibile al movimento ribassista dei tassi e quindi all’apprezzamento del bond.

Alla ricerca della verità (che ovviamente non è questa), Newfound Research  ha scomposto in tre parti il ritorno dell’investimento. Cedola, variazione prezzo dovuta alla variazione tassi e rendimento di rolling (vendo il decennale diventato a 9 anni di scadenza per ricomprare un 10 anni al fine di mantenere costante la durata).

Il risultato è spiegato dal grafico che già vi fa capire come il luogo comune esce distrutto. Continua a leggere