Dove ho già visto questa cosa

Parete In Legno, Sottomano, Memo

Ormai lo sanno anche i sassi. Le obbligazioni più sicure non rendono praticamente più nulla in termini nominali e men che meno in termini reali. Le politiche delle banche centrali combinate ad un mix storico di curva demografica, esplosione tecnologica e globalizzazione hanno portato i tassi di interesse a livelli mai visti. Mai visti? Ne siamo veramente sicuri?

Se in termini nominali è così, in termini reali gli Stati Uniti hanno visto tassi ben più bassi di quelli attuali. Dico questo perchè molto spesso si confonde la remunerazione offerta dalla cedola di un’obbligazione con quella della stessa cedola depurata dall’inflazione.

Se la mia obbligazione paga il 5% ogni anno e l’inflazione quell’anno è del 3%, in realtà il mio incasso “reale” in termine di interesse attivo è 2% al netto della perdita di potere d’acquisto.

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Liquidità esagerata = inflazione assicurata ?


Euro, Soldi, Inflazione, Valuta, Finanza

Qualche settimana fa Bloomberg ha pubblicato un interessante articolo nel quale veniva dibattuto il tema inflazione ed il rischio di perdite inattese che questa potrebbe generare nei portafogli degli investitori. Ovviamente l’articolo fa riferimento ad un qualcosa di assolutamente impensabile ad oggi, ma è un dato di fatto che tutti i comportamenti di banche centrali e Governi vanno in questa direzione.

In questo articolo sul nostro blog abbiamo citato un recente studio che mostra come la tendenza dei tassi di interesse reali al declino parte da lontano e quindi non stiamo vivendo una fase eccezionale. Però la FED ha messo sul mercato 3 trilioni di $ di liquidità, i tassi sono a zero ed il deficit federale americano nel 2020 sfiorerà i 3,7 trilioni di Dollari (il triplo di quelli stanziati nel 2009). Non noccioline e possibile benzina sul fuoco (ora spento) dell’inflazione futura.

Il Covid – 19 ha distrutto le catene tradizionali di fornitura mettendo in discussione l’architettura del commercio globale basata sull’import a basso costo dai paesi emergenti. Tanto cash, prodotti e servizi non più importabili come prima, perché l’inflazione non dovrebbe ripartire? Mistero. Continua a leggere

#Contrarian

Oggi post molto sintetico con la presentazione di due copertine apparse nel corso del 2019 su uno dei periodici più letti in ambiente finanziario, Bloomberg Businessweek.

Come già detto in diversi articoli, quando i media main stream, presunti esperti del futuro economico che verrà, si dilettano in copertine “sputa sentenze” siamo molto vicini all’esaurimento di quel fenomeno che media e lettori vogliono rispettivamente raccontare ed ascoltare per dare soddisfazione al proprio bias di conferma.

Se la mia previsione è confermata dal giornalone economico, allora sono un esperto penso tra me e me.

E se sono un esperto di finanza e il giornalone supporta le mie convinzioni non vedo l’ora di leggere altri articoli del genere che confermeranno come le mie teorie di investimento sono giuste.

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Perchè con le polizze assicurative di ramo I guadagnare è quasi sempre un’illusione

a-team finanza

L’investitore italiano va pazzo, non per i piani ben riusciti come diceva Hannibal Smith nell’A-Team, quanto per gli investimenti a capitale garantito, o meglio con una struttura che prevede la restituzione del capitale magari con un rendimento positivo.

Anche se questo rendimento è basso non importa, l’importante è che sia superiore a zero e non metta a rischio il capitale.

L’identikit perfetto delle cosiddette polizze vita di ramo I che tanto successo hanno avuto e stanno avendo di questi tempi.

Negli ultimi anni il consistente ribasso dei rendimenti offerti dai titoli di stato, unito alla “storica” avversione verso il rischio azionario dell’investitore italico, ha spinto tanti risparmi verso prodotti assicurativi il cui rendimento è generato dall’andamento finanziario di una gestione separata collegata alla polizza vita. Continua a leggere

I dubbi su come investire i nostri soldi

quanto investire in azioni?

Uno dei più grandi dubbi che assale chi investe con un orizzonte temporale di lungo periodo è quanto rischio è possibile prendersi alll’inizio, durante ed in prossimità della parte terminale di questo processo.

Naturalmente il profilo di rischio, l’età di partenza e l’obiettivo che ciascuno di noi attribuisce all’investimento influisce sulla decisione.

Se servono i soldi entro 5 anni per acquistare l’auto nuova non ha senso investire in modo rischioso con una componente elevata di azioni. Se invece il mio orizzonte temporale è di 30 anni e lo scopo è quello di ottenere un’integrazione alla pensione appare sensato cominciare fin da subito con una parte consistente di azionario.

Personalmente credo però che non sia il progressivo avvicinarsi dell’obiettivo a imporre un cambiamento nel mix di rischio di un investimento, quanto la natura dell’obiettivo stesso. Continua a leggere

20 anni di azionario a velocità ridotta

Anniversario, Vacanze, 20 Anni

E’ terminato da poco il 2018 ed i bilanci, famigliari o aziendali, rappresentano da sempre un momento di riflessione.

Come famiglie facciamo i conti con il quotidiano e capiamo quasi sempre che abbiamo speso troppo e risparmiato poco.

Leggi: Un ottimo modo per imporre il risparmio in famiglia

Partiamo con buoni propositi per il nuovo anno, ma poi ci perdiamo e regolarmente troviamo scuse per giustificare un conto economico poco soddisfacente.

Le aziende a loro volta redigono bilanci per capire se il business ha prodotto utili e giustificare nuovi investimenti, nuove assunzioni oltre che naturalmente compensi agli azionisti. In caso contrario si effettuano tagli di spesa (o lanci di nuovi prodotti) per rilanciare l’attività.

Alla stessa maniera siamo soliti su questo blog fare un bilancio dell’andamento dei mercati finanziari non dell’anno appena concluso, ampiamente pubblicizzato sui giornali o su internet, ma dell’ultima decade e dell’ultimo ventennio. Bilancio che serve sia a coloro che sono prossimi alla pensione, sia chi comincia ora un piano di investimento di lungo periodo.

Vogliamo capire se e quanto hanno guadagnato coloro che sono rimasti investiti in borsa o sul mercato obbligazionario nel cosiddetto lungo periodo. Continua a leggere

I 3 articoli più letti del 2018 su Investireconbuonsenso.com #2

Proseguiamo nella nostra mini serie di articoli 2018 più letti sul nostro blog. In tempi in cui il reddito di cittadinanza pare essere la soluzione di molti problemi, forse sarebbe più opportuno educare le persone (soprattutto giovani) a risparmiare invece che foraggiare misure che in molti casi sanno tanto di assistenzialismo. Nel 2019 parleremo molto di FIRE (Financial Indipendence, Retirement Early), ma intanto come antipasto…

Quanti soldi servono per essere felici?

 

Nelle settimane scorse è uscito questo articolo.

Non sappiamo se effettivamente sono 77 mila gli Euro di reddito annuo che fanno la felicità di una persona, qualcosa di più o qualcosa di meno. A nostro modo di vedere questo importo è difficile da stimare poichè i valori, lo stile di vita, la cultura, il tessuto sociale di ogni persona rendono questo importo variabile. E’ comunque indubbio che 77 mila Euro all’anno offrono una grande tranquillità, sia in età lavorativa che durante la pensione.

Già la pensione. Ma quanti risparmi servirebbero se a 65 anni decidessi di andar in pensione ed avere a disposizione 77 mila Euro all’anno?

Sono 2,3 i milioni di Euro necessari e per 30 anni (quindi fino ai 95) potrete tranquillamente prelevare 77 mila Euro e vivere ricchi e sereni. Continua a leggere