In fondo la pensano tutti così…

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L’effetto gregge è qualcosa che ciclicamente coinvolge gli investitori. Mossi da un mix di impazienza, paura di perdere occasioni (o soldi), bombardamenti da parte dei media mainstream e non solo, gli investitori tendono ad affrontare i momenti difficili salendo su un auto in corsa senza sapere chi guida oppure togliendosi un dente con le pinze solo perché comincia a fare male.

A volte i denti si possono curare e le automobili si possono fermare per qualche secondo per vedere se il conducente è ubriaco. Quello che si è visto di recente sui mercati obbligazionari ne è un esempio.

In quanti, pur di non correre rischi comprando azioni, sono andati ad investire in obbligazioni a rendimenti al netto di tasse e commissioni inferiori allo zero? Il meccanismo che è passato nella prima parte del 2016  è quello che Richard Bernstein ha chiamato sul suo blog lower for longest.

Noi non siamo certamente tra coloro che pensano che i tassi di interesse decolleranno nei prossimi anni, ma siccome non abbiamo la sfera di cristallo non siamo neanche tra coloro che hanno tenuto tutti i soldi su conti depositi o titoli di stato. Continua a leggere

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Se economia reale ed economia finanziaria non si parlano

Lo sapete, il consiglio che offriamo sempre ad un investitore non professionista per sfruttare al meglio il suo tempo è quello di evitare di perdersi in astrusi ragionamenti circa l’evoluzione futura dei mercati finanziari alla luce di dati o eventi attuali. Anche in caso di capacità eccellenti di analisi, sono talmente tanti coloro che nel mondo hanno accesso a informazioni privilegiate rispetto alle vostre che sarete sempre e comunque in ritardo (ammesso e non concesso che conoscere in anticipo certe informazioni serva a qualcosa).

Pensate che questo nostro pensiero sia superficiale? Liberi di farlo, ma qualcuno dovrebbe spiegarci questo grafico.

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Mentre negli ultimi 5 anni Wall Street faceva segnare un rendimento annuo superiore al 11% grazie all’investimento in un semplicissimo indice S&P500, l’economia reale arrancava. Come si possono giustificare apprezzamenti così forti dell’azionario a fronte di crescita economica inferiore al 2% annuo? E che dire della produttività salita di un modestissimo 0,6% annuo? La partecipazione al lavoro ed i proprietari di case sono calati, esattamente come la ricchezza media reale. Lato aziendale gli utili sono cresciuti di meno del 1% annuo, con i ricavi altrettanto stitici (+1,2%). Come mai allora i mercati stanno salendo? Continua a leggere

Siamo Sicuri che Stiamo Vivendo Tempi Eccezionali?

Bell’articolo di Neil Irwin sul NY Times in cui viene messa in evidenza la storia degli ultimi 200 anni di tassi di interesse negli Stati Uniti e in Gran Bretagna. La conclusione potrà lasciare qualcuno sconcertato, ma come non dare torto a Irwin.

Gli attuali rendimenti del mondo obbligazionario non sono altro che un ritorno all’interno di una fascia di normalità che ha caratterizzato gran parte della storia finanziaria. Continua a leggere