La Lezione Svizzera

Quello che è successo ieri in Svizzera (taglio dei tassi al -0,75% e rimozione del floor di 1.20 da EurChf) rappresenta secondo me un evento su cui ogni investitore obbligazionario dovrebbe ragionare. Siamo in un mondo a bassa crescita economica (oltre che demografica), con flussi finanziari che si possono spostare con un click e dove, a produttività più alta innescata dalla tecnologia, corrisponde una dinamica salariale nulla o negativa proprio per effetto di un’automazione che rinuncia all’uomo in molti processi lavorativi. Tutto questo si sta trasformando in una parola sola, “deflazione”, ovvero ciò che le Banche Centrali fino a ieri hanno sempre osteggiato con forza cercando di mantenere aspettative positive. Avete notato come la stessa Banca Centrale Europea evita il termine deflazione parlando di “inflazione negativa”? Lo fa perché non vuole insinuare nella testa del consumatore un’idea che potenzialmente potrebbe rallentare i consumi per diversi mesi.

susise

Ma il mercato è molto più razionale di quello che pensiamo ed in modo inesorabile sta continuando a schiacciare tassi e aspettative di rendimento sempre più in basso. Guardate il grafico successivo.

curvefonte: Bloomberg

Le curve di rendimento tedesca, giapponese e svizzera hanno ancora un’inclinazione positiva (e questo è un elemento che scongiura scenari recessivi catastrofici), ma abbiamo tassi a 10 anni che non superano lo 0,50%. Addirittura ieri in Svizzera i tassi decennali governativi offrivano rendimenti negativi e, per tutti e tre le aree economiche, i rendimenti fino ai 3 anni di scadenza hanno il segno meno, ovvero bisogna pagare per possedere carta tedesca, giapponese e svizzera.

La Svizzera è la prima che accetta che la deflazione entri nel suo paese, semplicemente perché ha capito che l’atteggiamento di creare liquidità per mantenere debole il cambio stava gonfiando a dismisura il bilancio della banca centrale facendo correre dei rischi ai denari dei contribuenti svizzeri molto alti. Ad un certo punto ha detto basta ed il prezzo da accettare per questa scelta sarà un periodo di deflazione ancora più intenso di quello attuale.

deflation

In Svizzera l’ultimo dato di inflazione di novembre ha visto un arretramento dei prezzi al consumo dello 0,3% e la media degli ultimi 5 anni è di un tasso di inflazione pari a zero. Volete sapere quanto rendeva un 5 anni svizzero a fine 2009? L’1%!!

Quello che allora sembrava un rendimento bassissimo ha invece fornito tutti gli anni un contributo reale di 100 punti base che per il mercato obbligazionario non è affatto male.
Qui nessuno vuole affermare che i tassi di interesse attuali (Bund 0,50%, Btp al 1.70% per esempio) sono destinati a scendere ancora perché ci infileremo in anni di bassissima, se non negativa, inflazione. Bisogna però essere onesti ed ammettere che nessuna persona dotata di poteri normali è in grado di prevedere dinamiche finanziarie di questo tipo.

Adottare strategie trancianti come azzeramento della duration o addirittura di posizioni short sui tassi (pensate quanto sta perdendo lo svizzero che negli ultimi 5 anni è andato corto sui tassi di interesse)  possono risultare molto pericolose per il vostro investimento.

La deflazione ha anche i suoi lati positivi (accresce il potere d’acquisto di salari e pensioni) e questo offre ad una fetta di popolazione un’eccezionale arma per aumentare il rendimento finale dei propri investimenti di lungo periodo in un contesto di bassissimi tassi di interesse, risparmiare di più e scommetto che non ci avevate pensato. Certo questo succede a parità di salari e stipendi ed ovviamente c’è il rischio di vederli scendere in linea con lo scenario deflazionistico, ma anche questo è un elemento di incertezza.

Adottate soluzioni equilibrate di investimento mixando prodotti obbligazionari governativi a corporate ed emergenti. Acquistate duration lunghe (anche se vi sembrano molto basse le remunerazioni), ma anche bond con duration corte in modo da sostituire gradualmente le scadenze con tassi di mercato e ammortizzando così l’eventuale rialzo dei tassi che andrebbe ad incidere negativamente sulle obbligazioni a scadenza lunga.
Rimanete rigorosi con il vostro piano, accumulate gradualmente e ribilanciate automatizzando il più possibile. Soprattutto, in questo ambiente di tassi di interesse bassissimi, acquistate prodotti a costi molto contenuti consapevoli che questa variabile assumerà sempre più importanza nelle performances obbligazionarie dei prossimi anni.

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