L’onere della Copertura Rischio Cambio

Abbiamo già affrontato il discorso relativo all’opportunità di coprire o meno il cambio sia sul fronte obbligazionario che su quello azionario. Ovviamente gestire il rischio cambio, ma soprattutto prenderne coscienza, è fondamentale per gestire una fetta importante del rischio di portafoglio. Se un risparmiatore vicino alla pensione dovrebbe senza dubbio aumentare decisamente la quota di investimento coperta dal rischio valutario, un giovane investitore può permettersi di sopportare una volatilità maggiore.
Quando si copre il cambio si rinuncia ad una parte di rendimento per eliminare un rischio, ma a volte questa scelta potrebbe essere troppo onerosa e tale da farvi perdere per strada un bel po’ di rendimento.

Morningstar ha di recente pubblicato un articolo in cui ha messo in evidenza il costo di acquistare un prodotto azionario che investe sui mercati emergenti rapportandolo con lo stesso prodotto ma a rischio di cambio coperto.

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Come si vede dalla tabella in alcuni casi, come qui quello delle valute emergenti, il costo della copertura è notevole e legato all’ampia differenza di tassi che esistono tra bond emerging in valuta locale e bond in Usd (o Euro).

Abbiamo già affrontato in questo post la penalizzazione in termini di redditività che si può arrivare a subire su un semplice rapporto di cambio EurUsd, ma sui mercati emergenti la forbice è decisamente più ampia.

Ci è piaciuta la soluzione proposta da Morningstar. Se un risparmiatore non vuole essere esposto al cambio integralmente un buon compromesso è quello di acquistare prodotti hedged azionari per il 50% dell’investito lasciando aperto il rischio cambio per la restante metà. Il suggerimento è quello tendenzialmente di comprare prodotti hedged per i mercati azionari sviluppati e aperte al cambio per quelli emergenti più volatili e costosi.

Come sempre tutto quanto va comunque inquadrato in profilo di rischio e diversificazione del portafoglio. Una fetta dello stesso può essere dedicata ad attività di carattere opportunistico cercando di cogliere qualche movimento tattico valutario, ma lo zoccolo duro dovrà essere ben impostato fin da subito anche per quello che riguarda i cambi.

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