Millennials e Soldi secondo Facebook

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Interessante sondaggio di Facebook circa il legame tra denaro e Millennials americani ( ovvero quei ragazzi con età compresa tra i 21 e i 34 anni) . Interessante dicevo perché mette in evidenza concetti che in futuro potrebbero uccidere definitivamente vecchi modelli di business ed aprirne dei nuovi.
Su tutto prevale al momento la logica della mobilità e della condivisione. I Millennials, come è naturale, esigono che ogni possibilità operativa possa essere fornita in mobilità.
Sono molto oculati sul fronte del nuovo indebitamento e per questo il 46% degli intervistati da Facebook indica nell’essere liberi dal debito come la principale chiave di successo finanziario. Solo il 13% vede il ritiro anticipato come fonte di successo mentre il 21% vede l’acquisto della casa come ambizione legata al successo.
Evitare di accendere nuovi debiti sarà quindi il must per i prossimi anni e che la richiesta di denaro è in calo ce ne stiamo già accorgendo visto l’andamento dei tassi di interesse mondiali.

Magari non sarà così importante in termini numerici, ma la tendenza è questa e le banche dovrebbero riflettere sui propri modelli di business un po’ antiquati che faticosamente stanno cercando di riconvertire. Le stesse banche dovranno fare anche un’attenta opera di trasparenza e di restyling dell’immagine visto che il 45% dei Millennials è pronto a cambiare banca, carta di credito o broker per trovare condizioni migliori senza pensare più di tanto al concetto di fidelizzazione che nell’era di internet appare anacronistico.

Lo stesso discorso riguarda poi il mondo degli investimenti. I ragazzi di oggi sono due volte e mezzo più propensi della generazione precedente a investire in modo automatizzato e smart tramite i Robo Advisors.

A sorpresa il 57% dei Millennials preferisce pagare con cash piuttosto che facendo ricorso al debito, anche questo un atteggiamento che va contro alle tendenze della generazione precedente.
Più consapevoli nella spesa e più attenti al debito, i problemi però arrivano quando è il momento di decidere verso quali obiettivi rivolgersi.

L’86% infatti dice che è importante risparmiare, ma il 54% lo fa solo per sentirsi più responsabile. Il 20% risparmia per le emergenze, il 17% per l’acquisto della casa e solo l’8% per la pensione.

Questo smarrimento si riflette nell’assenza di una vera e propria strategia di investimento. Solo il 37% dice di avere un piano di investimento con il 52% degli intervistati che ammette di non sapere nemmeno da che parte cominciare. Mancano punti di riferimento insomma.

La mancanza di educazione finanziaria fa sì che impazzino in rete le discussioni aventi per oggetto il denaro. Basti pensare che il 40% delle discussioni circa la finanza avviene su Facebook segno di nessun pudore a parlare di soldi in pubblico così come della necessità di confrontarsi con la rete social per fare la scelta in teoria migliore.

Sono solo alcune delle indicazioni emerse da questo sondaggio che però confermano come necessaria una profonda opera di educazione finanziaria abbinata a servizi sempre più amichevoli e trasparenti verso le nuove generazioni. Impensabile fare consulenza senza tecnologie avanzate ed ancora più impensabile pensare ad una generazione di consulenti finanziari che massimizza i propri profitti con servizi poco sopra la sufficienza e soprattutto oscuri in termini di prodotti, costi, ecc…

Una nuova era si sta aprendo e trovo straordinaria la sfida che la rivoluzione industriale (pardon digitale) che stiamo vivendo ci sta proponendo. Altro che inevitabile decrescita o declino. questo è vero per interi settori industriali stracotti. Chi saprà interpretare al meglio questi messaggi provenienti dai Millennials ha davanti prospettive molto interessanti e redditizie in un mondo che non è più di soli 60 milioni di abitanti che parlando italiano, ma di oltre 7 miliardi di persone che saranno sempre più connesse tra loro.

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