Postafuturo da grande, buona idea ma troppo costosa

Nei giorni scorsi, navigando in rete tra i prodotti finanziari destinati ai minorenni, mi sono imbattuto nella polizza assicurativa Postafuturo da grande di Poste Italiane.

In passato i tassi di interesse più elevati permettevano a Poste di emettere Libretti e Buoni Postali certamente interessanti sia lato educazione finanziaria del bambino, sia rendimento (ad esempio ricordo con piacere i buoni postali indicizzati all’inflazione il cui collocamento è purtroppo sospeso come si vede qui )

Tra i prodotti in collocamento rimane qualche cosa che ha ancora contenuti perlopiù educativi, mentre praticamente nulla rimane lato crescita del capitale.

Di recente è stata emessa questa polizza denominata Postafuturo da grande a favore di bambini da zero a 10 anni.

Dal sito di PosteItaliane ecco le garanzie offerte dalla polizza

La polizza è un contratto di assicurazione sulla vita in forma mista a premio annuo costante che riconosce una rivalutazione annuale del capitale investito in base all’effettivo risultato conseguito dalla Gestione Separata di Poste Vita S.p.A., denominata Posta ValorePiù.

Alla scadenza contrattuale il ragazzo quindi riceverà oltre che il capitale prefissato (pari all’importo dei premi versati al netto dei costi e aumentato degli interessi maturati fino alla data di scadenza), aumentato dell’eventuale Premio di Diploma, anche l’eventuale extra rendimento realizzato dalla suddetta Gestione Separata al netto dei costi.

* “Premio di Diploma”, pari al 30% del cumulo dei premi annui previsti dal piano per votazioni almeno pari a 100/100, ovvero pari al 10% del cumulo premi ricorrenti previsti se invece la votazione è compresa tra 96/100 e 99/100.

E sempre dal sito di PosteItaliane ecco una breve descrizione

Postafuturo da grande, la polizza vita pensata per le famiglie e dedicata a chi vuole dare maggiore tranquillità al futuro di figli o nipoti, ad esempio per i loro studi universitari, gli stage all’estero o per avviare un’attività professionale a seconda dei versamenti effettuati.

Genitori, nonni, parenti, amici e tutte le persone (dai 18 ai 70 anni di età) che desiderano contribuire a un progetto a lui dedicato, possono sottoscrivere Postafuturo da grande a favore di un bambino da zero a dieci anni di età. Il piano dei versamenti – annuali o mensili, liberamente decisi dal contraente, di importo minimo a partire da 50 euro (mensili) o 600 euro (annuali), con un limite massimo di 6.000 euro per anno (il limite vale anche per il cumulo di polizze sottoscritte con la Compagnia, vedi art. 22 Condizioni di polizza) – è totalmente assicurato.

A fronte di un piano di versamenti liberamente deciso al momento della sottoscrizione, con Postafuturo da grande si sceglie da subito l’importo economico garantito che verrà consegnato al bambino quando questi sarà ormai grande e compirà il ventesimo compleanno. La scadenza del contratto è fissata in modo univoco alla data di compimento del ventesimo anno di età del ragazzo. Il piano dei versamenti periodici ha durata massima di 10 anni e comunque non prosegue oltre i 75 anni del contraente.

Tutto apparentemente molto bello, ma il consiglio di buon senso è sempre quello di aprire il Fascicolo Informativo in formato pdf e scoprire cosa c’è oltre la vetrina luccicante.

Se trovo apprezzabile l’idea di premiare il merito scolastico, se trovo apprezzabile la garanzia di completamento del piano decennale da parte di Poste in caso di morte del contraente maggiorenne, andando a vedere condizioni e soprattutto costi l’entusiasmo decade.

Non sto a tediarvi con tante parole, grazie all’informativa di oggi è sufficiente andare a prendersi la tabella in cui vengono riportate le ipotesi di rendimento con relativo montante finale. Dopo 10 anni di versamenti, e allo scoccare del ventesimo anno di età del ragazzo, i 6 mila Euro di capitale versato diventeranno 6.618 Euro.

posteFonte: http://www.Postevita.it

Questo risultato è ottenuto nella simulazione con un 2% lordo di rendimento atteso, tasso di interesse in linea con quello che risulta essere l’attuale rendimento di un Btp scadenza 2036 (quindi ventennale). Peccato però che il Cagr (ovvero il rendimento annuo composto della polizza) diventi alla fine dei 20 anni un ben più modesto 0,49% lordo, oltre 1,5% in meno di un Btp a 20 anni.

I costi ci mettono come sempre lo zampino e spiegano questo risultato. Cominciano dall’alto per poi scendere verso il basso della tabella. Al 2% di rendimento ipotizzato dobbiamo sottrarre un prelievo pari a 1% fisso legato al costo della gestione separata, il motore che genera il rendimento della polizza.

Apro e chiudo una parentesi. La polizza garantisce un rendimento minimo del 1% annuo sui versamenti effettuati al netto dei costi. Considerando che i costi della gestione separata sono pari a 1% si fa pari e patta. Anzi no. Se voi mi date 10000 Euro e sottraggo l’1% per commissioni mi rimangono 9900 Euro. Su questi 9900 Euro calcolo l’1% di rendimento garantito e ottengo  9999 Euro che non è esattamente pari ai 10000 che avete versato all’inizio. Quindi già qui il gioco non è a somma zero.

Il problema è che su ogni versamento vengono prelevati i cosiddetti costi di acquisizione ed in base all’età a questi costi si sommano altri costi legati alle garanzie prestate dall’emittente per coprire il rischio morte per il contraente. Ovviamente più sale l’età più sale il rischio per l’emittente di dover coprire quei versamenti che mancano alla fine del percorso; ecco allora che il menù si arricchisce di portate piuttosto salate in termini commissionali come potete vedere dalla tabella qui sotto.

posta2Fonte: http://www.Postevita.it

Trovo interessante il premio di diploma offerto dall’emittente qualora il ragazzo raggiunga un certo obiettivo di voto al termine del percorso di studi di scuola media superiore. E’ certamente un modo per incentivare lo studente ad ottenere voti alti per mettersi in tasca qualche soldino in più. Bella l’idea anche se pure in questo caso PosteItaliane ha fatto bene i suoi conti.  Il 30% di premio aggiuntivo sui versamenti effettuati nel caso di votazione pari a 100 ed il 10% nel caso di voti compresi tra 96 e 99, sono statisticamente un evento raro e lo capite dalle statistiche del Miur per l’anno 2014/2015.

miurFonte: Miur

Poco meno del 6% degli studenti italiani arriva al 100% e se a questo aggiungiamo coloro che incassano un voto tra 96 e 99 non arriviamo sopra al 10%. Rischio quindi calcolato da parte dell’emittente il quale comunque retrocederebbe nella migliore delle ipotesi (per il cliente) il 30%, ovvero 1,5% all’anno di rendimento aggiuntivo. Sommando questo valore allo 0,5% lordo ottenuto nella simulazione vista in precedenza ed ipotizzata con un rendimento del prodotto assicurativo del 2%, ancora una volta si torna al rendimento di un Btp a 20 anni, non un grande affare.

Pur apprezzando lo scopo educational del prodotto, i costi appaiono decisamente troppo elevati, costi che diventano sempre più alti con il crescere dell’età del contraente. Molto meglio procedere con un acquisto diretto di un titolo di stato a 20 anni di scadenza. Pur essendo vero che il rendimento della polizza non è fisso (e quindi teoricamente potrebbe essere più alto di quel 2% indicato nella simulazione), non si possono comunque nutrire grandissime ambizioni alla luce della curva dei rendimenti attuale. E come può essere più alto il rendimento potrebbe però anche essere più basso e allora il risultato sarebbe ancora più scadente di quello presentato.

Oltretutto il rischio emittente è identico a quello di un Btp (pur essendo una gestione separata Poste è una società parastatale), ma i costi sono decisamente più bassi se acquistiamo un titolo di stato; la liquidità del bond è più elevata di quella della polizza ed anche questo non è un fattore da sottovalutare. Se proprio vogliamo il Btp ventennale ha un rischio tasso più elevato legato alla duration, ma siccome la polizza va mantenuta fino a scadenza anche questa critica non regge. Pur essendo interessante l’idea del premio di rendimento, abbiamo visto che alla fine c’è una elevata probabilità di ottenere lo stesso risultato che otterremmo con l’acquisto di un Btp a 20 anni, questo anche nell’ipotesi migliore di 100 all’esame di maturità.

Personalmente utilizzo altri strumenti per mettere da parte un pò di risparmi per i miei figli e di certo questa polizza non mi fa cambiare idea. Di certo non ho nessuna intenzione di regalare all’emittente una fetta così cospicua dei miei sudati risparmi, ma ringrazio Poste per avermi fornito un’ottima idea di incentivo economico allo studio.

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3 thoughts on “Postafuturo da grande, buona idea ma troppo costosa

  1. Cristiano 26 ottobre 2016 / 8:28

    Rimango sempre dell’idea che Poste nasce come spedizioniere e dovrebbe pensare a far bene il proprio lavoro. Si è poi riciclata a far altro, spesso tramite terze parti, con conseguente aggravio di costi sui prodotti proposti. Oltretutto c’è nel personale poca formazione e tanta confusione dirigenziale forse sfruttando la credenza tramandata dai nostri nonni che Poste è un luogo sicuro senza scossoni e buoni rendimenti dove mettere i risparmi.

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  2. Giovanni 2 aprile 2017 / 9:42

    La ringrazio per la dettagliata informazione su questo prodotto postale. L’altro giorno mi era stato proposto dalla direttrice delle Poste della mia città mi sono presa alcuni giorni per decidere, nell’attesa di trovare qualche informazione in più dettagliata su internet che mi potesse essere d’aiuto nella scelta. La ringrazio ancora per il tempo prestato a me e ad altri per queste informazioni. Le auguro una buona giornata. Cordiali saluti. Giovanni

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    • archeowealth 2 aprile 2017 / 11:35

      Il prodotto in sè non è male come idea, ma i costi sono esagerati e con questi rendimenti di mercato bisognerebbe essere un pochino meno ambiziosi per giustificare l’esistenza del prodotto stesso. Qualcuno dirà che c’è il capitale garantito (sì al netto delle commissioni), qualcuno dirà che le gestione separate pagano rendimenti interessanti (sì grazie a obbligazioni che non esistono più). La realtà è che si può tranquillamente costruire in casa uno strumento similare con costi minori e redditività superiore. Un titolo di stato a 20 anni ed una Etf azionario internazionale e il gioco è fatto. Il premio per il ragazzo? Saranno tutti i costi risparmiati in questi anni.

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