No, sui massimi non compro…sbagliando

max

Quando parlo con qualcuno che deve investire soldi nuovi la prima considerazione che mi viene fatta è la seguente: “questo è il momento di aspettare, non si investe denaro in azioni quando le borse americane sono sui massimi storici”.

A questo signore allora faccio notare che lo S&P500 ha toccato quest’anno per la 1134 esima volta un nuovo massimo storico dal 1929 e che solo nel 2016 siamo già arrivati a quota 11 nuovi record. Se avessimo seguito il suo ragionamento a partire dal secondo massimo storico del 2016 bye bye rally! Siamo di fronte all’ennesimo autoconvincimento di poter controllare l’andamento del mercato, ma soprattutto dal desiderio di non fare la figura del più fesso.

Certamente potrebbe anche succedere che dal primo gennaio 2017 la borsa americana prenda una pericolosa china ribassista e che per qualche anno non vedremo più massimi storici. Potrebbe però anche non andare esattamente in questa direzione.

irrile

Come riporta il sito TheIrrilevantInvestor il ritorno medio a sei mesi e un anno dopo un massimo storico è addirittura più forte rispetto alla media di tutti gli altri giorni.

Come direte voi? Tra gli analisti tecnici esiste una bella regoletta che dice “ipercomprato chiama altro ipercomprato”. Ed infatti quando nuovi massimi si registrano nei prezzi è probabilmente perchè le condizioni economiche stanno migliorando oppure la fiducia sta salendo. Personalmente credo che l’ottimismo è la migliore banca centrale al mondo nel ripristinare un sottobosco positivo dal punto di vista economico.

Come ricorda giustamente Michael Batnick, gli scettici sono coloro che ad inizio anno invocavano il bear market dopo un calo del 20% dai massimi. Peccato che alcuni indici, che secondo i gufi erano entrati in modalità orso, hanno recuperato il 40% dai minimi di febbraio (Russell 2000). Complimenti per il trade!!

Ma voglio andare oltre e farvi vedere una tabella molto interessante che mostra su varie scansioni temporali cosa succede allo S&P500 quando lo stesso indice, il Dow Jones, il Nasdaq e il Russell 2000 toccano contemporaneamente i massimi storici come successo qualche seduta fa.

vol

Vedete a distanza di un anno qualche piaga biblica? No vedo al massimo correzioni nell’ordine del 15% che in un mercato azionario dovrebbe rappresentare una perdita assolutamente da mettere in preventivo quando si decide di investire denaro.

Il sottoscritto non ha la più pallida idea di quando il bear market si ripresenterà. Per stare al sicuro sul mercato ci rimango anche perchè a Wall Street (che ricordo sempre fa più della metà delle borse mondiali in termini di capitalizzazione), il 18% dei mesi dal 1929 ad oggi ha chiuso con un nuovo massimo storico!

Leggi anche: Breve storia delle perdite di Wall Street

                         Quando le perdite sono in doppia cifra

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3 thoughts on “No, sui massimi non compro…sbagliando

  1. Lorenzo Smeraldi 25 novembre 2016 / 11:40

    Ottimo articolo, come sempre. Purtroppo chi opera nei mercati, oggi come oggi, ha un’orizzonte temporale di 1 minuto 🙂 . Purtroppo siamo ancora molto indietro in tema di educazione finanziaria, e non solo a livello italiano, ma a livello globale. E la cosa che preoccupa è che si è assistito ad un impoverimento di cultura finanziaria negli ultimi 60 anni. Il contadino degli anni ’60 aveva molto più buon senso del giocatore d’azzardo odierno che cade vittima del miraggio sponsorizzato dall’indotto della finanza. E questo in un momento in cui c’e’ maggior bisogno di risparmio e di orizzonte temporale …

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  2. loretrading 25 novembre 2016 / 11:40

    Ottimo articolo, come sempre. Purtroppo chi opera nei mercati oggi come oggi ha un’orizzonte temporale di 1 minuto 🙂 . Purtroppo siamo ancora molto indietro in tema di educazione finanziaria, e non solo a livello italiano, ma a livello globale. E la cosa che preoccupa è che si è assistito ad un impoverimento di cultura finanziaria negli ultimi 60 anni. Il contadino degli anni ’60 aveva molto più buon senso del giocatore d’azzardo odierno che cade vittima del miraggio sponsorizzato dall’indotto della finanza. E questo in un momento in cui c’e’ maggior bisogno di risparmio e di orizzonte temporale …

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