E se l’asset allocation fosse una dieta?

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Potrò sembrare un pò strano, ma vorrei farvi riflettere sul fatto che tra il modo di alimentarci durante la nostra esistenza terrena ed un ciclo di investimenti di lungo periodo non c’è nessuna differenza.

Da giovani si esce con gli amici, si mangia e si beve senza prestare grande attenzione a grassi, fritti o cibi supercalorici. Una bella dormita, la testa un pò pesante la mattina, la bocca impastata, ma con una digestione che trita anche i sassi ci si alza e si va a fare tranquillamente una bella corsa. Un pò traballanti, con le gambe un pò molli, ma si ricomincia ed il peggio è alle spalle.

Poi l’età avanza, le serate a cena diventano sempre più difficili tra colpi di sonno e lunga digestione. Si cercano su internet diete fai da te miracolose che promettono un super metabolismo senza grandi sacrifici. L’incostanza (vostra) e l’ìncosistenza (le diete fai da te) vi riportano sulla Terra molto in fretta.

Passa ancora un pò di tempo ed evitiamo tutto ciò che spinge in alto il maledetto colesterolo, i diverticoli non ci lasciano in pace, la lista di cibi che il dottore ci sconsiglia di mangiare è sempre più lunga ogni anno che passa. Di fatto dobbiamo ridurre i fattori di rischio man mano che il tempo avanza.

Provate adesso a pensare all’esperienza che tutti abbiamo vissuto in modo più o meno avventuroso nel modo degli investimenti finanziari.Da giovani siamo più aggressivi e speranzosi, non curiamo molto il processo di investimento, compriamo di tutto cercando di massimizzare il profitto. Arrivano delle sberle a destra e a manca e la lezione serve a poco visto che la volta dopo si ricomincia. Il fai da te dilaga con guru o presunti tali che promettono 5000 Euro in 10 giorni (trovate per caso qualche analogia con le diete?).

L’età è però dalla nostra. I mercati non hanno timori reverenziali e prendersi nel muso un -30% in borsa fa male, ma non ci ammazza. Servirà tempo, ma si recupera visto che proprio il tempo è nostro amico. Salvo eventi sfortunati e prematuri dovremmo averne ancora tanto davanti a noi.

Passano gli anni e la sensibilità al rischio però aumenta. Le perdite fanno sempre più male ed anche se l’esperienza ci ha permesso di creare un processo di investimento eccellente, abbiamo l’obbligo di ridurre i fattori di rischio per evitare di trovarci in pensione con una canna da pesca senza esche causa esaurimento soldi.

L’asset allocation del tempo è esattamente questo.

Non avere paura di rischiare all’inizio plasmando il rischio degli investimenti sulla base di quello che è il nostro stato di salute attuale. Consapevoli che il tempo passa è giusto prevenire eventuali malanni cominciando a ridurre i rischi. Se però cominciamo a mangiare (investire) bene fin da giovani, i benefici saranno immensi nel medio e lungo periodo.

Buon investimento a tutti e continuate a mangiare (bene) senza problemi.

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2 thoughts on “E se l’asset allocation fosse una dieta?

  1. Antonio 24 marzo 2017 / 12:33

    gran bell’articolo davvero! complimenti sincerti, gran bella comparazione; l’approccio al corretto modo di nutrirsi e’ il medesimo con cui oramai investo in modo automatizzato; ho sempre pensato che la logica sottesa ad entrambi i comparti sia la medesima. ora mi chiedo e vi chiedo: quante persone traggono beneficio dagli insegnamenti profusi da questo blog e dalle tante parole di saggezza che si scrivono in qui e la su internet(non tutto intenernet, ben inteso…. buona parte e’ regno delle fake news) e nei libri? a mio avviso poche persone modificano realmente il loro approccio alla nutrizione ed al campo degli investimenti finanziari e la risposta che mi sono data e’ la seguente: non se ne curano, tutto per loro scorre, non ritengono che le loro azioni possono modificare il loro destino salutare ed economico; le forze dello status quo soverchiano tutte le altre.

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    • archeowealth 24 marzo 2017 / 21:48

      La tua osservazione è corretta è condivisibile. Sinceramente non abbbiamo idea di cosa facciano i nostri lettori dopo aver letto uno dei nostri articoli. Probabilmente una buona percentuale di loro si motiva nell’ora successiva alla lettura, ma per pigrizia e avversione al cambiamento dopo 24 ore tutto scorre come prima. Se però il tarlo si insinua nella mente una, due, dieci volte allora alla fine trovi la spinta per apportare le giuste modifiche al cibo e alla finanza.
      Credo però che come sempre sono e saranno gli eventi traumatici, quelli che fanno male, che ti spingono a cambiare. Vale per il cibo e la salute, come per gli investimenti e i soldi. Ci vuole una grande motivazione e cultura per decidere di cambiare in autonomia senza avere alle spalle problemi particolari.
      In entrambi i casi dovremmo metterci (a 30-40 anni) nei panni di un 70enne che rimpiange il modo in cui ha curato poco il suo corpo tramite un’alimentazione scorretta, così come rimpiange le scarse ricchezze accumulate per spese pazze e scarsa capacità di risparmio.
      Noi nel nostro piccolo cerchiamo di fornire qualche pillola di (speriamo) riflessione. Il resto è tutto a carica della vostra coscienza.

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