By |Categorie: Investimento, Vivere bene|Pubblicato il: 23 Marzo, 2017|

Il parallelo tra cibo e soldi è un classico della letteratura finanziaria. Parla come mangi è un modo di dire popolare. Spendi come mangi o investi come mangi me lo sono inventato ora. Se riflettiamo troveremo però molti punti di contatto tra questi comportamenti quotidiani che influenzano la nostra vita.

La semplicità premia sempre

Parla come mangi è un detto popolare che invita le persone che tentano di utilizzare un linguaggio ricercato a parlare in modo semplice, esattamente come è semplice il modo con cui ogni giorno mangiamo.

Nell’articolo di oggi vorrei riflettere sul fatto che tra il come mangiamo durante la nostra esistenza terrena e il come investiamo nel lungo periodo non c’è una grande differenza.

Da giovani usciamo con gli amici, mangiamo e beviamo senza prestare grande attenzione a grassi, fritti o cibi supercalorici. Una bella dormita, la testa un pò pesante la mattina, la bocca impastata, ma con una digestione che trita anche i sassi ci alziamo e andiamo a fare tranquillamente una bella corsa per smaltire gli eccessi. Un pò traballanti, con le gambe molli, ma si ricomincia e il peggio è alle spalle.

L’età avanza però inesorabile, le serate fuori a cena diventano sempre più complicate tra colpi di sonno e lunga digestione. Ricerchiamo su internet diete fai da te miracolose che promettono un super metabolismo senza fare grandi sacrifici. L’incostanza (nostra) e l’incosistenza (le diete fai da te) ci riportano sul pianeta Terra molto in fretta.

Passa ancora un pò di tempo ed evitiamo tutto ciò che spinge in alto il maledetto colesterolo, i diverticoli non ci lasciano in pace, la lista di cibi che il dottore sconsiglia di mangiare è sempre più lunga. La sintesi di tutto questo è che dobbiamo ridurre i fattori di rischio man mano che il tempo avanza.

Proviamo adesso a pensare all’esperienza che tutti abbiamo vissuto in modo più o meno avventuroso nel mondo degli investimenti finanziari.

Da giovani siamo più aggressivi e speranzosi, non curiamo molto il processo di investimento. Acquistiamo di tutto cercando di massimizzare il profitto in poco tempo. Arrivano delle sberle a destra e a manca, ma la lezione serve a poco visto che la volta dopo ripetiamo gli stessi errori. Il fai da te dilaga con guru o presunti tali che promettono 5.000 euro in 10 giorni. Cominciamo a intuire l’analogia con le diete vero?

E il tempo è un nostro amico

L’età è però dalla nostra. I mercati non hanno timori reverenziali. In borsa prendersi nel muso un -30%  fa male, ma non ammazza. Servirà tempo, ma il recupero è altamente probabile perché il tempo è il nostro migliore amico. E salvo eventi sfortunati e prematuri dovremmo averne ancora tanto di tempo davanti a noi.

Gli anni però avanzano e anche la sensibilità al rischio aumenta. Le perdite nel periodo più maturo della vita fanno più male rispetto a 20 anni prima. Anche se l’esperienza e un buon consulente hanno creato un processo di investimento eccellente, sentiamo l’obbligo morale (e la saggezza del buon padre di famiglia) di ridurre i fattori di rischio. Trovarsi in pensione con una canna da pesca senza esche causa esaurimento del capitale non è una bella immagine da proiettare verso il futuro.

L’asset allocation del tempo è esattamente questo.

Non eccedere nel rischio ma nemmeno con la prudenza

Non avere paura di rischiare all’inizio del percorso è un ottimo consiglio. Serve anche per creare esperienza senza subire danni permanenti. Con la saggezza che porta con sè il trascorrere del tempo comprendiamo che per prevenire eventuali malanni fisici o pericolosi danni al capitale finanziario ridurre i rischi non è una scelta sbagliata, l’importante è non tirare troppo i freni. Qualità della vita e consistenza del patrimonio potrebbero paradossalmente essere danneggiati da una eccessiva prudenza.

Se cominciamo a mangiare (investire) bene fin da giovani, i benefici saranno immensi nel medio e lungo periodo. Le buone abitudini come sempre faranno la differenza.

Condividi

Lascia un Commento