By |Categorie: Pensione, Risparmio|Pubblicato il: 19 Dicembre, 2019|

 

Tempo, capitale e rendimento la triade perfetta per avere successo negli investimenti. Ma come far andare d’accordo tutti e tre? In questo articolo cerchiamo di trovare qualche supporto utile per avere una risposta.

I tre migliori amici dei nostri soldi

Il tempo è il nostro miglior amico quando decidiamo di investire denaro.

Il denaro che risparmiamo e che decidiamo di investire è il miglior amico del tempo. Se entrambi aumentano il valore finale del nostro capitale non potrà che essere più alto.

Il rendimento è il terzo amico della compagnia. Nel breve periodo può disturbare e scoraggiare se preso singolarmente. In compagnia di tempo e capitale però promette (e spesso mantiene) grandi cose.

Più alti sono i numeri di tempo, risparmio e rendimento, più elevato sarà il risultato finale in termini di euro disponibili su conti correnti e deposito titoli.

Un grafico parla più di mille parole soprattutto su un blog di finanza personale e investimento come questo.

Il grafico mette assieme gli anni necessari per arrivare a 100 mila euro di capitale sulla base del risparmio annuo. Ogni cerchio rappresenta il differente rendimento annuo dell’investimento.

Più basso il risparmio, più importante sarà il rendimento

La prima cosa che balza all’occhio è che più basso è il risparmio annuo più il rendimento sarà determinante nel definire gli anni necessari per arrivare a 100 mila euro.

Ad esempio con un risparmio annuo di 5.000 euro e con un rendimento annuo del 1%, in poco più di 18 anni raggiungeremo quota 100 mila. Tempo che si riduce a 11 anni e mezzo con un rendimento annuo del 10%.

Più alto il risparmio, di meno rendimento (e rischio) avremo bisogno

Più sale il risparmio annuo più si stringono i tempi.

Con 10 mila euro di risparmio la differenza in termini di anni necessari per raggiungere i 100 mila passa da 9 anni e mezzo per un rendimento annuo del 1% a 7 anni con il 10%.

Se ci spingiamo nella parte alta del risparmio annuo per estremizzare la cosa (il movimeno FIRE fa questo), possiamo vedere cosa succede con 50 mila euro annui di risparmio.

Con un rendimento annuo del 10% raggiungiamo i 100 mila in 1,91 anni. Con un rendimento annuo del 1% in 1,99 anni.

Un aspetto interessante è che chi risparmia 15 mila euro all’anno e li investe al 1% raggiunge quota 100 mila in 6,5 anni, un tempo minore rispetto a chi risparmia 10 mila euro l’anno e ottiene un rendimento del 10% (7,2 anni).

Più si alza l’asticella più il rendimento è determinante

Ripetiamo lo stesso esercizio precedente ma con l’obiettivo di arrivare a 300 mila €.

Viene amplificata l’importanza del rendimento quando il risparmio annuo è di 5 mila euro.

Il gap tra chi ottiene l’1% e il 10% è infatti notevolmente più ampio in questo caso. Nel primo caso si parla di ben 47 anni di sacrifici, 20 anni nel secondo caso.

Più saliamo in alto meno importante è il rendimento a favore invece del risparmio annuale.

I cerchietti si avvicinano e già quando ci troviamo con un risparmio annuo di 20 mila euro chi ottiene un rendimento del 1% raggiunge i 300 mila in 14 anni. Chi riesce a ottenere un rendimento annuo del 10% impiega meno di 10 anni.

Praticamente irrilevante la differenza per quei fortunati che risparmiano 50 mila euro l’anno. Qui il rendimento conta veramente poco per raggiungere l’obiettivo.

Chi riesce a risparmiare 30 mila € l’anno ad esempio raggiunge i 300 mila Eur con l’1% di rendimento annuo in 9 anni e mezzo. Lo stesso tempo sarà impiegato da chi risparmia 20 mila Eur l’anno ed ottiene un rendimento del 10% annuo.

Tutto questi numeri per dire che cosa.

Più basso è il livello di denaro risparmiato in un anno più il rendimento di un investimento sarà in grado di fare la differenza.

Siccome il primo dato è certo e il secondo è incerto le difficoltà di stimare con precisione l’esito finale sono sempre di più man mano che alziamo l’asticella.

Aumentando però costantemente il volume di risparmio riusciremo a smussare un pò di quella capacità del rendimento di influenzare il risultato finale. E così l’esito finale del nostro piano di investimento sarà un pò più sotto il nostro controllo.

Condividi

Lascia un Commento