Early retirement, un fenomeno in bolla?

Qualche lettore ogni tanto mi chiede se tutto questo parlare di vivere di rendita o early retirement o mollo tutto e giro per il mondo con le rendite passive, in realtà non nasconda una sorta di “bolla” sul tema.

La riflessione non è affatto stupida ma dobbiamo cercare di mettere un po’ in ordine le cose.

Così oggi mi dedico ad un post molto leggero, poco educational e da classico periodo post ferie.

Se qualche blog o youtuber scrive nel titolo o nelle prime righe del testo parole chiave esattamente come ho fatto io in questo articolo, allora c’è una elevata probabilità che quel materiale faccia parte di una bolla di contenuti che si sta creando sul tema, in Italia come nel resto del mondo.

Siccome queste storie attirano i click è ovvio che contenuti ben scritti di personaggi più o meno esperti di temi finanziari (ci vuole veramente poco per capire se lo sono) generano traffico.

Utenti alla ricerca di risposte semplici e veloci su materie che semplici e veloci non sono e che quasi sempre richiedono il versamento di una gabella all’esperto di turno (o presunto tale) per sbloccare come in un videogame la stanza del sapere.

Non è il caso del nostro blog. Non chiediamo soldi e non mettiamo parole chiave dove probabilmente dovrebbero stare. Lo sappiamo e la cosa per il momento non ci interessa granchè.

Altra osservazione corretta e quella che potremmo essere in una fase di inflazione sul tema perché veniamo da oltre 10 anni di borsa con rendimenti annui composti che viaggiano al ritmo insostenibile del 13% sull’azionare globale. 

Un capitale di 100 mila euro è diventato 240 mila euro grazie ad un generoso mercato azionario al quale si è affiancato un altrettanto generoso mercato obbligazionario.

Quando si viaggia per tanto tempo sopra la media esiste la concreta possibilità che i periodi che verranno viaggeranno sotto la media.

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Insomma facile fare i galletti con questi numeri alle spalle, ma come sanno bene i nostri lettori più affezionati su queste pagine invitiamo sempre alla prudenza e ad una pianificazione meno esaltante (ma più realistica) dei rendimenti futuri da investimento finanziario.

Grande interesse in rete, mercati ai massimi storici, ci sarebbero le premesse per considerare tutto questo parlare di rendite e ritiro anticipato dal lavoro come una bolla di illusioni sul tema.

Personalmente non credo che sia così e cercherò adesso di spiegare il perché.

Il grafico estrapolato da Google Trends per due parole chiave come “vivere di rendita” e “rendita passiva” ci mostra chiaramente come in Italia le ricerche sono abbastanza cicliche dal 2004 ad oggi.

Non siamo quindi di fronte ad un eccesso per quello che riguarda le googlate in rete di questi argomenti che possiamo definire evergreen.

Una delle motivazioni credo sia legata al necessario impegno, e soprattutto prolungato orizzonte temporale, che serve per raggiungere l’obiettivo.

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Molto spesso ci appassiona l’idea di smettere di lavorare e vivere di rendita, ma ben presto la dura realtà ci sbatte in faccia una pessima notizia. Per arrivarci servono tanti sacrifici di consumi attuali per periodi di tempo che non sono mesi, ma decadi, con l’aggiunta (o meglio sarebbe dire la necessità) di studiare un po’ per non farsi fregare dai ciarlatani di turno.

A questo si affianca poi la delusione di chi pensa di aver creato una rendita passiva acquistando ad esempio società ad alto dividendo e poi si accorge che i pochi spiccioli che arrivano sul conto corrente faticano a ripagare le spese dello stesso. I primi 100 mila euro sono i più difficili come abbiamo scritto in questo post.

La sistematicità e la programmazione sono fondamentali per tentare di avere successo in questa missione.

Entrambe le cose sono incompatibili con il carattere di molti investitori, che naturalmente cercano la via più breve e meno metodica per arrivare al risultato.

L’azione, il tema di borsa, la criptovaluta che fa svoltare in pochi anni la vita, ovviamente qui la cattura dell’attenzione (e quindi il rischio di bolla) è maggiore.

Altro elemento che a sensazione mi fa pensare che di bolla su questo argomento ancora non si possa parlare è la sostanziale assenza dagli scaffali delle librerie di manuali sul tema.

Vero, escono sporadicamente libri che cercano di insegnarci regole su come diventare ricchi o come mettere a posto le finanze personali, ma il fatto che non li troviamo mai all’ingresso delle librerie in bella evidenza ci fa capire che tutto ciò interessa ancora pochi amanti del genere.

Poi c’è la tv, soprattutto la pay tv.

Da Sky a Discovery fino a Netflix, sono ancora molto pochi i documentari o le trasmissioni sul mondo early retirement.

Qualcosa esiste sulla vita minimalista ma anche qui non siamo a livelli di bolla come nel caso delle trasmissioni “culinarie” piuttosto che di real estate o di febbre dell’oro. In molti sono disposti a pagare per carpire i segreti del taglio di una zucchina o di come trovare l’oro in un torrente di montagna, ma in pochi sono interessati a storie di vita reali su come si costruisce un patrimonio per vivere di rendita. Soprattutto se per farlo servono tempo e pazienza.

Se qualche pezzo grosso di Sky ci legge sappia che qualche idea sul palinsesto potremmo comunque averla 😁.

In conclusione posso dire che da quando siamo partiti nel 2014 con questo blog sono apparsi in rete diversi siti, blog e canali che in maniera più o meno professionale hanno cercato di parlare del tema di come arrivare all’indipendenza finanziaria.

Il numero è in costante aumento ma quando si parla di soldi il click è sempre assicurato e quindi molti di questi sono generatori di contenuti opportunistici.

Osservando altri canali di comunicazione come libri e trasmissioni tv la tematica appare ancora fuori dai radar.

E poi diciamola tutta. Siccome investireconbuonsenso.com non ha ancora ricevuto nessuna offerta per quotarsi in borsa e quindi no, non credo proprio che siamo ancora in una fase di bolla nel mondo della personal finance.

Buon investimento.

11 risposte a "Early retirement, un fenomeno in bolla?"

  1. valeriomaria 30 agosto 2021 / 7:19

    Ci vuole tanta pazienza e la pazienza è la virtù dei forti…ma come ben sappiamo, per i più si “gioca” in borsa invece di capire che è l’investimento nei mercati finanziari è uno strumento potentissimo per poter arrivare, con metodicità e tempo, all’indipendenza finanziaria…ma nessuno ha pazienza e bisogna insegnargliela: chi vorrà capirà e si metterà in un processo virtuoso, chi invece cerca di diventare ricco in breve termine con le criptos sappiamo già dove andrà a finire (sarà sempre colpa di qualcun altro)… c’è poi il tema opposto di chi, pur avendo abbastanza risorse per poter smettere di lavorare, vivere dei propri risparmi ed investimenti oculati nel tempo ( e attendere la “pensione” a 67 anni) non lo fa perché non sa godersi la vita e continua ad accumulare e non smetterà mai di lavorare… l’altra faccia della medaglia… complimenti come.sempre. per queste ottime riflessioni…

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    • archeowealth 31 agosto 2021 / 16:08

      Corretto Valeriomaria. Spesso parliamo di quanto male faccia al nostro benessere finanziarlo risparmiare poco. Quasi mai parliamo di quanto deleterio sia allo stesso tempo accumulare troppo. Esattamente come chi mangia, dorme, fa sport e altro ancora oltre i limiti, anche risparmiare troppo ha degli effetti negativi non necessariamente di natura finanziaria. Ottimo idea per un articolo che mi hai dato😁

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  2. MisterK 30 agosto 2021 / 7:53

    Lunedì ore 7:00, nuovo articolo! Come direbbe qualcuno: ‘il mattino ha l’oro in bocca’.
    Visto che siamo in tema di leggerezza, faccio una domanda leggera. Ho letto che ormai il 50% del mercato è in mano agli ETF (ammessi che l’articolo letto dicesse la verità e non fosse alla ricerca di click). Orbene, quando gli ETF passivi saranno ad una percentuale prossima al 100%…chi farà i prezzi delle singole azioni???

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    • archeowealth 31 agosto 2021 / 16:04

      Dubito che ci arriveremo considerando l’animo umano e il successo del poker online o del Superenalotto 😁. Mi chiedo però perché la stessa cosa non si dice ad esempio di Amazon e del commercio online che sta monopolizzando…

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  3. Giovanni 30 agosto 2021 / 11:17

    Ciao, io sono già in Early retirement, è il sogno penso di tutti, ma le regole per raggiungere l’indipendenza finanziaria, e non lavorare più, sono banalmente semplici, quelle che ci siamo preposti in questi anni: 1) risparmiare, 2) fare rendere il più possibile i risparmi come investimento per il nostro futuro 3) ottenere interessi crescenti fino ad essere sufficienti per le spese per il nostro tenore di vita. Tuttavia, a meno che un investitore non abbia già alle spalle una famiglia benestante, è molto difficile. Siamo in una società in crisi, dove i posti di lavoro sono precari, e che ti spinge al consumismo. Per me è stato difficile, soprattutto all’inizio, quando i soldi erano pochi, e c’è voluta una determinazione e forza di volontà per mantenere una costanza nel mettere via un capitale che piano piano si accumulava. Bisogna trovare un equilibrio nel tenere uno stile di vita appagante ma senza sprechi………

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  4. Erreffe 30 agosto 2021 / 15:52

    Cioè mi stai dicendo che non troverò soluzioni facili e prodotti che mi arricchiscano in poco tempo? io sono tanti che aspetto e ora scopro che non riceverò le dritte che contano veramente..che delusione, qui si fa solo educazione finanziaria e basta, IBS non è piu il mio sito preferito 😉

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    • archeowealth 31 agosto 2021 / 15:54

      Eh mi sa che hai ragione e oltretutto tutto gratis 😁 Non so se vale la pena continuare a seguirci. Vorrà dire che nell’upgrade futuro del blog avrai uno sconto speciale sui servizi a valore aggiunto😅

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      • Erreffe 31 agosto 2021 / 18:54

        😉

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  5. Giovanni 4 settembre 2021 / 10:59

    Ciao Archeowealth, grazie per l’apprezzamento del mio commento che ho letto solo ora, se ritornerai sull’argomento sarò più preciso. Però volevo chiederti una cosa. Sarebbe corretto che quando poni un argomento che i commenti fossero inerenti all’argomento stesso per non essere Off-topic. Questo è corretto sia nei confronti di chi espone il post, ma anche interessante valutare i commenti di altri lettori interessati all’argomento stesso, cioè per un confronto. Come dire: che ne pensi tu di questo specifico argomento? Il primo commento, di un tuo lettore sopra, mi ha fatto meditare su una cosa: non tutti hanno la necessità di un “early retirement”, dipende dalle scelte di vita di una persona. Tante persone scelgono volutamente di continuare a lavorare perchè piace il proprio lavoro “A chi piace il proprio lavoro non lavora mai”, è il proverbio. Altre perchè hanno ancora i figli all’università e non possono ritirarsi prima. Poi, ci sono altre persone, come me, che, al contrario, vogliono riprendersi la vita per non essere più succubi di timbrare il cartellino. Oppure persone che fanno lavori stressanti, o pesanti, oppure malgrado loro svolgono un lavoro a cui non piace. E cercano scorciatoie per godersi la vita.

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    • archeowealth 4 settembre 2021 / 14:22

      Grazie Giovanni della risposta e del suggerimento. Il commento di Valeriomaria è secondo me molto azzeccato. Non esistono ricette preconfezionate per investire, ma non esistono nemmeno bisogni, obiettivi o fasi di vita. Tutto evolve e tutto è personale. Da qui appunto le due parole finanza personale che purtroppo in Italia in pochi curano. Quello del ritiro anticipato è un processo, lento o veloce che sia, che non necessariamente prevede il ritiro dal mondo del lavoro. Piuttosto il ritiro da un mondo nel quale ci sentiamo costretti, limitati, insoddisfatti. Ogni passaggio richiede sacrificio. Di tempo, di denaro, di fatica fisica e mentale. Ma se l’obiettivo è definito è giusto provarci. In fondo l’ikigai giapponese non prevede assolutamente di smettere di lavorare quanto di vivere facendo ciò che ci piace. Sulla base di questo ogni decisione finanziaria dovrà tenere conto (ed essere preparata) di cosa ci aspetta

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