By |Categorie: Vivere bene|Pubblicato il: 18 Luglio, 2022|

Giornata di inizio luglio. Caronte picchia duro sui colli bolognesi, ma alla sacra uscita ciclistica della domenica mattina non si può dire di no.

Sveglia alle 7, colazione e alle 8 la mia Bianchi è pronta per accompagnarmi lungo un percorso collinare tanto bello quanto rovente già a quell’ora.

Il piano è disegnato. Tappa nelle solite fontanelle di acqua fresca prima di affrontare una salita dolce che mi porterà a circa 700 metri di altezza.

Campi di frumento e girasole si alternano a frutteti pieni di ciliegie e pesche. Tutto splendido, ma la solita arietta fresca del mattino oggi non c’è. Brutto segno.

Il termometro segna 28 gradi e il sole deve ancora esprimere la sua massima potenza.

Capisco immediatamente una cosa. Affrontare la terribile salita del “Malcantone” che unisce le province di Bologna e Modena tra boschi e tornanti, rischia di diventare un calvario.

E così, dopo essermi già scolato in mezz’ora la prima borraccia, al consueto rifornimento di acqua cambio il mio piano di viaggio. Un percorso più tranquillo, meno dislivello e soprattutto più ombra per tornare a casa dopo una sessantina di chilometri.

I  “duroni” di Vignola

Qui cominciano le due storie parallele tra il mio giro in bici e quello che succede quando l’istinto scavalca la razionalità e decide come investire i nostri soldi.

Ciclismo vs Investimento

Obiettivo ciclistico chiaro. Tornare a casa senza arrostire troppo al sole in salite che oggi sarebbero più dure del solito.

Obiettivo finanziario mettere da parte X euro, ad esempio per acquistare una seconda abitazione al mare o in montagna.

Percorso per raggiungere l’obiettivo. Strade collinari fatte di saliscendi prevalentemente ombreggiati e senza pendenze troppo complicate.

Investire in un portafoglio bilanciato con 30%-40% di azioni e una volatilità dei rendimenti contenuta. Tutto questo all’interno di un piano di risparmio di Y euro al mese.

Strumenti per tornare a casa senza problemi. Rifornimento di acqua regolare, mangiare ogni tanto e kit di riparazione bici sotto la sella.

La ricetta per investire in modo vincente la conosco, investire con regolarità, tramite strumenti efficienti e a basso costo, ribilanciando ogni tanto con una buona scorta di denaro di emergenza perché non si sa mai.

Il mio giretto prosegue. Un gruppetto di quattro ciclisti mi affianca, ci salutiamo. Vanno ad una velocità leggermente superiore alla mia. Inizialmente tengo il mio passo. Arrivo al bivio della scenografica salita del Malcantone. I quattro salgono. A distanza di 100 metri comincio a pensare.

Rispetto il mio piano di navigazione tranquillo o torno al piano originario e affronto la dura salita?

Salita del “Malcantone” e ciclisti in fuga

Timidamente svolto a sinistra e comincio la salita, così giusto per vedere come sto.

Prima deviazione dal piano di investimento, tanto poi ci ritorno su quando voglio dico a me stesso. Compro quell’ETF tematico, è il settore del futuro, ci metto giusto qualche spicciolo.

Dopo il primo chilometro di salita mi accorgo che la distanza con il gruppetto è la stessa. Qui alle solite il “demone” del ciclista competitivo si impossessa di me. E sono fregato. Alzo la frequenza della pedalata in salita, passo da 60 a 70 pedalate al minuto. Spengo il cardiofrequenzimetro che sicuramente avrebbe qualcosa di non positivo da dirmi. Mi fiderò delle mie sensazioni. In fondo i parametri dicono che ho lo stesso livello di forma di cinque anni fa. Posso raggiungerli, basta crederci.

Dopo qualche settimana di profitti inaspettati su quel tema di investimento così innovativo, invece di uscire dal percorso e tornare sulla strada maestra del mio piano, decido di aumentare ancora la posta. Sono entrato bene, faccio sempre in tempo a tornare alle origini quando deciderò che sarà abbastanza. Il demone dell’investitore avido si è impossessato di me. E poi i giornali ne parlano, i consulenti pure, non posso uscire proprio ora che anche il mondo della finanza che conta ha deciso di puntare forte su questo settore.

Dopo un iniziale avvicinamento a circa 50 metri dal gruppetto il caldo comincia a chiedere dazio al mio fisico. Bevo tanto, ma i liquidi escono ed entrano alla stessa velocità. Senza la gestione dello sforzo con il cardiofrequenzimetro ho superato la mia soglia, l’acido lattico lentamente sta avvolgendo i muscoli, la respirazione è più affannosa. Tengo duro, sento le voci oltre la curva, mancano ancora tre chilometri alla cima, posso farcela. Il tornante con pendenza al 14% è però fatale.

Il punto più duro del Malcantone

Come si dice in gergo ciclistico mi pianto e salto per aria. Le gambe all’improvviso si fanno legnose, vorrei tanto ricevere una secchiata d’acqua fresca sulla testa. Devo rallentare, non ho mai messo giù i piedi in vita mia e non lo farò neanche stavolta. Il mio obiettivo si allontana sempre più all’orizzonte, è finito l’inseguimento, non ha più senso continuare. Giro la bici e ritrovo il conforto della discesa, ritorno sul vecchio percorso che avevo abbandonato. Ricarico le energie mangiando e riempiendo per la terza volta la borraccia. Il ritorno verso casa è come da programma. Mi godo il paesaggio, mi fermo all’ombra di un antico castello medioevale diroccato e dico a me stesso che la prossima volta eviterò di lasciare che lo spirito di competizione abbia la meglio sul mio piano di viaggio. So che non è così, ma mi piace crederlo.

Il castello di Mongiorgio

I mercati finanziari all’improvviso cambiano rotta. I ribassi fanno capolino, la volatilità aumenta, le vendite si accaniscono contro tutto ciò che fino a pochi giorni prima sembrava oro. Anche il mio settore magico subisce la pressione. Tengo duro, ho messo qui tutti i risparmi destinati a un anno di semplicissimo e noiosissimo ETF bilanciato. Meno 20%, 30%, 50%, 70%. Rimangono le briciole. Vendo per sfinimento, i ponti d’oro che avevo immaginato sono crollati, il week end a Dubai diventa una domenica a Cesenatico mangiando una piadina. I guru che prospettavano crescite infinite scomparsi. I media parlano di siccità e delle prospettive del business depurazione delle acque. Il marketing finanziario non è mai a corto di argomenti inutili. Rimangono delle briciole che reinvesto nello strumento che avevo scelto prima di deviare fatalmente dal piano di investimento originario. Torno da dove ero partito, mi dico che l’esperienza non si ripeterà più, ho capito che seguire le mode nel mondo degli investimenti è un errore. Dentro di me so che sarà difficile resistere la prossima volta, ma mi piace credere che l’esperienza negativa è servita a qualcosa.

Questa è la storia di un normale e caldissimo giorno di luglio passato sui pedali all’interno dello splendido scenario dei colli bolognesi. Anche le cose apparentemente più insignificanti possono aiutarci nel comprendere come funziona il mondo degli investimenti, una scienza sociale e come tale molto legata al nostro comportamento.

E se qualche appassionato ciclista passerà in questa zona ai confini tra le province di Bologna e Modena, sarà un piacere per me parlare (non sul Malcantone però!) di finanza personale e spero tanto altro durante una pedalata insieme.

Buon ciclismo e investimento a tutti.

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2 Commenti

  1. Domenico 20 Luglio 2022 at 22:39 - Reply

    Ciao e complimenti per l’associazione bici/investimento, anche io ho la stessa passione, vivo però in periferia di Milano, per cui la pianura (per fortuna) è dominante, detto questo il messaggio è chiaro, pianificare metodicamente sapendo e conoscendo i propri limiti, ed essere però pronti ad adattarsi a nuovi scenari senza demoralizzarsi, magari per aver sottovalutato il caldo torrido….
    Complimenti ancora per la metafora

    • Lorenzo Biagi 21 Luglio 2022 at 07:30 - Reply

      Grazie a te per i complimenti e anche per la sintesi che hai fatto di alcuni punti in comune delle due attività. Tanti momenti della nostra vita possono darci degli insegnamenti preziosi su come migliorare l’attività dell’investimento, fatto sì di tecnica finanziaria, ma anche di tanta scienza sociale. Per quello che riguarda la bici credo che questo non sarà un articolo isolato. Tanti aspetti magari un pò complessi possono essere spiegati meglio con attività che bene o male ognuno di noi svolge per passione o per abitudine.
      La sola planimetria di un percorso (pianura o saliscendi) offre già un sacco di spunti. Grazie per l’idea 😃 e continua a seguirci.

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