By |Categorie: Investimento|Pubblicato il: 21 Novembre, 2022|

Con l’improvvisa e spettacolare implosione della scorsa settimana della “borsa” di criptovalute FTX, ho pensato di condividere alcune riflessioni su criptovalute e blockchain. Nel caso qualcuno se la sia persa, trovate la notizia qui.

L’implosione di FTX è un classico caso di avidità della natura umana: il mondo cripto ha sempre sbandierato il fatto che la blockchain e le sue valute non rispondevano a nessuna entità centrale. Leggi, siamo liberi, non dipendiamo da governi, banche centrali, enti sovranazionali ed è tutto trasparente, alla luce del sole e “decentralizzato”: il blockchain e le valute sono di tutti e siamo qui per creare un mondo diverso.

Se leggete le nefandezze fatte dal fondatore 30enne di FTX, sono le classiche nefandezze fatte dalla natura umana che conosciamo bene nel mondo “non” crypto: avidità, overconfidence, ego smisurato, superficialità. Insomma, se il mondo cripto doveva essere diverso dal mondo che tutti noi conosciamo, stiamo invece osservando come, le persone che comunque lo governano (alla faccia della decentralizzazione), siano esseri umani come noi. E commettono gli stessi errori nostri.

Mai come in questo momento il mondo delle criptovalute appare dispendioso, inutile e pieno di truffatori.

Comunque, da quando il Bitcoin ha iniziato a far parlare di sé circa un decennio fa, ho fatto del mio meglio per documentarmi sulle criptovalute e sulla tecnologia blockchain.

Sfortunatamente, tuttora ad oggi non ho ancora capito bene quale sia, come dicono gli inglesi, la “value proposition”; ovvero quale sia il valore che rappresenta la criptovaluta e perché dovremmo “investire” in quella che ancora non si può definire una asset class di portafoglio.

Sul Bitcoin quale NON investimento, il sottoscritto e Lorenzo hanno scritto articoli sul tema in tempi non sospetti, quando il Bitcoin era più o meno a questi livelli. E ci siamo sentiti degli idioti, dopo aver visto il Bitcoin schizzare a 65.000 euro qualche mese dopo.

Non so se siamo stati “vendicati” con il delirio che è successo dopo (fallimenti, truffe e hacking a catena nel mondo cripto da allora), fatto sta che rimaniamo candidamente della stessa opinione di due anni fa.

Trovate i due articoli qui e qui.

   Le montagne russe sono un eufemismo?

Se in due anni pieni il Bitcoin ha fatto solo su e giù e non ha guadagnato nulla (se non fatto pure venire qualche capello bianco in testa), i mercati classici quali lo S&P500 da Novembre 2020 ad oggi sono ad un più che dignitoso +11.5% (anche loro con qualche capello bianco in più in testa, se vogliamo dirla tutta).

Una tecnologia rivoluzionaria

Credo ancora che la blockchain rappresenti una svolta tecnologica epocale e sono convinto che ci sia un certo valore nel poter possedere e scambiare oggetti digitali che non possono essere copiati, falsificati, modificati, manipolati.

Semplicemente non sono convinto che ci sia un bisogno urgente di “investire” e utilizzare risorse finanziarie nel modo in cui sono state utilizzate finora.

Gli individui e le aziende che vanno “all-in” su criptovalute e blockchain sono in gran parte distaccati da tutto ciò che conta veramente al giorno d’oggi.

Mi spiego meglio. Sono convinto che le criptovalute e la blockchain avranno in futuro una importanza capitale per la crescita del nostro pianeta.

Potrebbe esserci un giorno in cui questa tecnologia diventerà centrale nel modo in cui le risorse e le informazioni vengono scambiate.

Si potranno scambiare informazioni e verificarle in maniera velocissima e con pochissimi costi e in totale sicurezza.

Ma non penso nemmeno che sia necessario possedere un mucchio di criptovalute e investire nelle odierne società blockchain per trarre vantaggio di questi sviluppi futuri.

Se la tecnologia fosse GIA’ OGGI così rivoluzionaria (e lo è, solo che è ancora ai primi stadi), allora tutti avrebbero dovuto solo guadagnarci e non subire correzioni e fallimenti a catena come abbiamo visto nell’ultimo anno.

 I prezzi dei bitcoin hanno avuto una corsa sfrenata

Per quanto riguarda le oscillazioni dei prezzi delle criptovalute, ecco un’analogia a cui penso spesso: la blockchain è come Internet e le criptovalute sono come i siti web.

Durante l’avvento di Internet ai primi anni 90, c’erano molte società Internet in cui potevi investire e c’erano molti siti web che potevi visitare. Oggi tutti usano Internet e tutti visitano molti siti web. Ma molte delle primissime società Internet sono fallite e molti dei popolari siti Web di ieri non sono popolari oggi (penso a Yahoo o browser come Altavista). Forse alcune delle criptovalute di oggi diventeranno l’Amazon o Google di domani, ma molte andranno anche giù come siti stile Pets.com o Webvan.

Non so se mi sono spiegato. È come se nel 1990 qualcuno avesse voluto investire sull’infrastruttura di URLs, IPs e servers che tiene in piedi Internet. Internet è una piattaforma su cui si possono creare business: siti web, ecommerce, database, conti correnti bancari e milioni di altri applicativi.

La blockchain è lo stesso. Investire nel sito web? Significa “investire” nella criptovaluta di QUELLA blockchain: valuta che è appunto stata creata per facilitare i pagamenti su quella blockchain per le applicazioni che verranno create in futuro.

Come si fa a “investire” in questo modo??? Io continuo a non capire, scusatemi.

Qualche riflessione su frodi e fallimenti. Cosa imparare da FTX?

Una breve nota sulla frode. Tutto ciò che sembra un’opportunità finanziaria irrinunciabile sarà sicuramente gravata da un sacco di truffatori che approfitteranno di coloro che sono attratti dalla prospettiva di arricchirsi rapidamente. Ma l’esistenza di truffatori nel mondo delle criptovalute non significa necessariamente che le criptovalute stesse siano problematiche. Significa solo che ci deve essere più attenzione, meno superficialità ed ascoltare meno il cognato o il panettiere che è diventato “ricco” con il Bitcoin e probabilmente strutturare qualche efficace regolamentazione.

Il “CEO” di FTX, il 30enne Sam Bankman-Fried, è il ciarlatano dei nostri tempi: ma hanno una colpa ben specifica anche i grandi investitori “istituzionali” (lo “smart money”, gli intelligentoni, rispetto a noi che siamo il “dumb money”, ovvero gli stupidi) che hanno investito centinaia di milioni di dollari senza fare un controllo che fosse uno. Lo Stato patrimoniale di FTX era fatto su un foglio Excel, come quello che teniamo noi per la nostra contabilità familiare.

Sembra pure che qualche grande investitore si sia fatto convincere per il fatto che, mentre il 30enne CEO gli chiedeva centinaia di milioni di dollari di finanziamenti facendo una presentazione online, stesse contemporaneamente giocando  ad un videogioco, “League of Legends”. Per Sequoia Capital, uno dei venture capitalists più importanti di tutta la Silicon Valley, era un segno di “genialità” e “sicurezza” e “multi-tasking”. Non ho parole.

Altro che genialità: alla fine, questo 30enne di belle speranze (che ha bruciato oltre 15miliardi di dollari di gente ignara che aveva depositato i propri soldi nella borsa per fare trading), era un vero e proprio ciarlatano. E mi ha fatto venire in mente un bellissimo film (forse il mio preferito in assoluto), “L’uomo che volle farsi re” – tratto dal libro di Kipling ed interpretato magistralmente da Michael Caine e Sean Connery. Io lo consiglio vivamente e lo trovate su Amazon prime e Apple TV (Anche su Youtube TV volendo).

E’ un film del 1975 di John Huston e parla di una coppia di ex militari inglesi durante l’epoca dell’Inghilterra coloniale alla fine del 1800. L’idea è quella di conquistare una regione sperduta tra Pakistan ed Afghanistan, il Kafiristan. Riescono nella loro impresa grazie ad un colpo di fortuna inaspettato e lo sfruttano, a mo’ di veri ciarlatani, per imbrogliare le povere popolazioni locali. Insomma, una metafora del fatto che la credulità e la poca preparazione permettono ai ciarlatani sia nel 1800 che ai giorni nostri ancora di prosperare.

Un film da vedere per capire i ciarlatani del giorno d’oggi

Non si deve buttare via tutto: ma le regole valgono per tutti

In sintesi, penso che la tecnologia blockchain sia rivoluzionaria, ma non credo che oggi possiamo sapere quale sia la tecnologia blockchain vincente. Perché ce ne sono tante e non sappiamo neanche se sarà il Bitcoin ad essere la “valuta” che sarà adottata a livello globale (si noti bene, ho scritto valuta con la quale normalmente si compra qualcosa: altrettanto normalmente non si investe in una valuta a meno che uno sia un trader specializzato nel Forex – in ogni caso, gli evangelisti del mondo Crypto le chiamano loro stessi valute, quindi…).

E solo perché non possiedi un mucchio di criptovalute e non investi in un mucchio di società blockchain non significa che non avrai dei benefici se la tecnologia dovesse essere ampiamente adottata in futuro.

Gli effetti benefici li vedremo anche nei nostri portafogli azionari, perché vorrà dire che qualche azienda o settore avrà iniziato ad utilizzarla e a trarne beneficio e questo si rifletterà nella crescita di quella azienda e quindi nei prezzi delle azioni che noi compriamo, poichè ne siamo soci.

Non ci sono scorciatoie: la natura umana è quella che è, si vuole diventare ricchi in fretta ma si incappa in ciarlatani truffatori.

Lo era nel Medioevo, lo era nell’India britannica del XIX secolo e lo è anche nel mondo dorato delle crypto: sappiamo anche che ci saranno altri scandali, ciarlatani e truffe in futuro. L’importante è essere “educati”, non essere superficiali e farsi consigliare bene. Perché un consiglio ben dato ti fa risparmiare perdite poi irrecuperabili.

Buon investimento!

5 Commenti

  1. Giovanni 23 Novembre 2022 at 11:57 - Reply

    Complimenti per l’articolo che condivido appieno….non ho niente da aggiungere. Se non leggendo certi commenti di investitori “invasati” da Criptovalute e da Bitcoin che si permettono ancora di dare lezioni ad altri investitori mi fa semplicemente ridere. E soprattutto quando molti possessori di Cryptovatute, al di là del fallimento delle piattaforme di Exchange, c’hanno lasciato le penne. Eppure L’Italia è ancora famosa per gli italiani che vent’anni fa credettero alle lusinghe pubblicitarie di Vanna Marchi che vendeva acqua e sale contro il malocchio. Ci si viene a dare lezioni della differenza tra Crypto e oro. L’oro è un bene fisico, deve il suo valore ad una reale scarsità, ed è un bene industriale…. le crypto hanno solo una scarsità artificiale e non sono nulla. Ci si nasconde dietro la sicurezza delle cripto…..della tecnologia dei Miner e della Blockchain e non ci si chiede nemmeno chi paga le spese dell’Hardware dei Miner, della gestione della Blockchain, dei costi energetici per gestirle, dell’affitto dei locali dei Miner e dei costi di chi vuole il proprio margine di guadagno per la gestione? tutto gratis? Come si sa solo il formaggio sulla trappola del topo è gratis. Non parliamo poi di tutti gli schemi Ponzi che sono stati costruiti con le criptovalute dove la quotazione della valuta è solo apparentemente stabile solo perchè gli acquisti superano ancora le vendite. Crediamo ancora ai maghi Do Nascimiento ancora?

    • Valerio de Stasio 23 Novembre 2022 at 15:38

      Grazie per il tuo commento Giovanni. Diciamo che non c’è grande differenza tra Italia ed altri paesi per quanto riguarda i ciarlatani, che siano legati alle criptos o meno. In USa ci sono i telepredicatori e circa il 25% degli americani crede al creazionismo. Ciò detto, la vera verità è che investire deve essere noioso, diversificando e non andando su nessuna asset class “all-in” e rimanendo molto umili, perchè sappiamo di non sapere come andranno i mercati nel breve termine. Il mondo blockchain ci riserverà grandi sorprese positive a mio avviso, ma oggi è ancora tutto troppo acerbo ed immaturo (vedi FTX appunto ed altri fallimenti). Ma è un testamento sulla capacità dell’essere umane di saper innovare. Basta saper aspettare. Buon investimento.

  2. Claudia 22 Novembre 2022 at 08:45 - Reply

    Credo voi abbiate analizzato la situazione crypto (più di 20000 shitcoin presenti sul mercato ad oggi se non sbaglio) molto bene, fino a che non avete iniziato a parlare di Bitcoin.
    Trovo arrogante il fatto che diciate di esservi informato a riguardo e diate opinioni così disinformate.
    Partiamo dalla decentralizzazione…….
    Se esiste un CEO di un azienda (ed esiste in qualsiasi cryptomoneta a parte Bitcoin il quale creatore è scomparso subito dopo aver minato i primi bitcoin e mai più si è fatto vivo), spiegatemi come può questa essere decentralizzata e come tutti quelli che vi hanno investito ci siano cascati..
    No perché sono decisamente empatica ma ad un certo punto bisogna anche prendersi le proprie responsabilità!!
    Sam Bankman-Fried in questo caso aveva il potere di pubblicizzare l’azienda, cambiare le “regole del gioco”, rubare soldi ai suoi investitori….. esattamente per il fatto che era una società centralizzata come qualsiasi altra azienda o cryptomoneta presente sul mercato a parte Bitcoin.
    Bitcoin invece è un codice che nessuno al mondo mai potrà cambiare.
    Non è “circa un decennio” come dite nell’articolo, il 3 gennaio 2023 saranno ben 14 anni che esiste e questi quattordici anni di transazioni sono quelli che rendono Bitcoin così sicuro.
    Per cambiare il codice di Bitcoin bisognerebbe che tutti quelli che hanno un nodo (una specie di server che ha scaricate tutte le transazioni effettuate dalla prima all’ultima, e continuamente aggiornato perché connesso 24/7 a internet) convenissero contemporaneamente al cambiamento del codice iniziale e più e più il tempo passa meno la cosa è fattibile (ecco perché se anche inventassero un altro codice con le stesse caratteristiche non sarebbe mai così sicuro perché gli mancherebbe lo storico delle transazioni).
    Ad oggi non si sa quanti di questi nodi esistano, chiunque potrebbe averne uno a casa e questo è un altro punto di forza di Bitcoin.
    Il codice è stato studiato proprio perché accadesse questo, una blockchain che per la sua struttura non permettesse troppe transazioni al minuto così chiunque da casa può verificare le proprie (e quelle di chiunque) transazioni, semplicemente comprando una “raspberry pi” e rendendo la rete più sicura e decentralizzata.
    Continuando a leggere il vostro articolo, cari Valerio e Lorenzo……
    Sentirsi idioti perché è schizzato a 65000€ e poi sentirsi “vendicati” con il delirio successivo… mi domando se sono emozioni da trentenni come il nostro CEO descritto sopra o se sono davvero emozioni generate da ore e ore di studio?!?
    Con mio marito sono ormai 5 anni che leggiamo e studiamo Bitcoin ogni giorno e cavalchiamo serenamente questi “up and down”, perché crediamo in quello che Bitcoin rappresenta e che tristemente non molti ancora hanno capito.
    La scoperta di Bitcoin per noi ha aperto le porte ad un percorso di crescita che ci auguriamo capiti a tutti al più presto perché può essere la svolta per l’umanità, ora provo a spiegarvelo.
    La prima vera domanda che ci ci siamo posti è cosa sono i soldi dato che tutti noi spendiamo un terzo della vita per guadagnarli.
    Sono un mezzo di scambio, un’unità di valore.
    In parole povere sono una rappresentazione del proprio tempo, infatti si è pagati alla ora in base al proprio ruolo/mansione.
    Sappiamo tutti che una valuta per essere migliore di altre (ecco perché l’oro ancora oggi è il metallo più prezioso) deve essere un bene scarso e di alta qualità, impossibile da replicare.
    Bitcoin oltre ad essere tutto questo è l’unica cosa al mondo che l’uomo abbia mai conosciuto fino ad ora che ha un numero definito (suddivisibile si in Satoshi) ma che mai sarà possibile cambiare.. questa è decisamente scarsità!!!
    Per quanto riguarda l’oro sappiamo si che è scarso, ma non sappiamo quanto ce ne sia e per scoprirlo dobbiamo distruggere intere aree scavando, sicuro in maniera non ecologica..
    Oltre a questo Bitcoin è migliore dell’oro perché è molto più facile da trasferire/trasportare e da “spendere”, nel senso che è più facilmente divisibile di un lingotto d’oro se si vuole andare a fare la spesa.
    Da quando nel 1971 Nixon, e di seguito tutti i governi, sono usciti dal “gold standard” disconnettendo quindi le valute dalla corrispettiva quantità di oro che doveva essere immagazzinata nelle rispettive banche centrali, le cose sono degenerate esponenzialmente.
    Ora con un semplice tasto tutte le banche centrali possono stampare moneta a piacere e questo cosa credete che crei? Una svalutazione dei vostri soldi e in parole povere del vostro tempo.
    Quello che sto cercando di spiegare in parole povere è che la vostra casa o qualsiasi altro bene non vale molto di più di 50 anni fa anche se sembra così su carta, ma sono i vostri soldi che valgono molto di meno.
    Abbiamo a disposizione per la prima volta una moneta (digitale) che non ha nessuna possibilità di essere manipolata da nessuno.
    Come evidenziate alla fine dell’articolo è da sempre che l’uomo è corrotto e avido….
    Mi spiace perché tanti si sono fidati e tanti si fideranno della prossima cryptomoneta che prometterà chissà che cosa quando basterebbe adottare bitcoin come standard.
    Questo oltre a dare potere alla gente perché per la prima volta comprando Bitcoin si è davvero in possesso del proprio denaro (attenzione a non lasciarli su conti di cambio, c’è molto da spiegare anche a riguardo ma per semplificare voglio nominare semplicemente i portafogli con i quali siete voi a custodire la chiave per accedere al vostro denaro, per esempio BlueWallet è un portafogli che usiamo validissimo e sicuro), toglie il potere a governi e multinazionali che stanno rovinando il nostro sistema per la loro avidità e sete di controllo.
    Questo S&P500 è ancora legato ad aziende che sono centralizzate, state quindi usando unità digitali per investire in aziende vecchio stile dove se non v’informate bene e personalmente di chi sta alle redini rischiate ancora una volta di essere inghiottiti in uno spiacevole vortice perché l’uomo è avido.

    E concludo dicendo che se davvero vogliamo paragonare Internet alle cryptovalute allora direi che Bitcoin È Internet, non una delle infinite pagine web che si differenziano poco e niente tra di loro.

    Ci sono canali sui quali informarsi migliori di articoli scritti per dar aria ai denti come questo, sicuro molti meno in italiano che non in inglese o spagnolo, ma voglio indirizzarvi verso due persone che sono anni che spiegano cos’è Bitcoin, come usarlo etc….

    https://bitcoinitaliapodcast.it

    Vi auguro di entrare in quello che chiamano il “rabbit hole” di Bitcoin perché rende liberi come mai prima.
    E poi di non resistere a volerlo condividere con tutti!

    Ps: noi usiamo Bitcoin per comprare tutto grazie a carte di debito che si appoggiano su circuiti Visa o Mastercard (tipo Revolut) o a siti web che trattano direttamente in bitcoin (tipo Living Room of Satoshi, in Australia), quindi è fattibile ad oggi per chiunque al mondo utilizzarli nella vita quotidiana…. Basta volersi informare davvero!!!!

    • Valerio de Stasio 22 Novembre 2022 at 18:43

      Gentile Claudia, grazie per il tuo commento, come dire, esaustivo. Stiamo dicendo due cose diverse: io non sto dicendo che il Bitcoin sia una truffa in sé e per se. Dico solo che , in quanto fiduciario dei risparmi dei nostri clienti, non posso e non voglio farli investire in uno strumento che è nato come un mezzo di pagamento, è soggetto a fluttuazioni enormi e non sappiamo se sarà la cripto del futuro. Poi ci sono le frodi, come in tutti gli altri campi, con la differenza che, ad oggi, se c’è una frode e a seconda della frode, si può ricorrere in tribunale e accedere a forme di ristoro per i truffati di banche ed affini (anche se non sempre, d’accordo). Qui investire tramite una borsa completamente sregolata significa mettere a rischio completamente il proprio capitale. Poi ognuno libero di fare ciò che vuole con i propri soldi, ma se lo chiedi a me e per la professione che faccio, ad oggi nessuna criptovaluta rappresenta un investimento che in tutta serietà potrei proporre ai nostri clienti. Buona continuazione.

    • claudia 23 Novembre 2022 at 03:45

      Grazie della risposta…..
      L’unica cosa che volevo evidenziare con il mio post è che avete paragonato le cryptomonete a Bitcoin e se tutti, specialmente chi come te è nel settore investimento e dovrebbe sapere benissimo queste cose, capissimo qual’è la vera differenza potremmo forse girare pagina e creare un mondo dove il potere è per la prima volta in mano alla gente e non alle istituzioni.
      È molto di più di una semplice valuta e t’invito a leggere il libro “the price of tomorrow”.. magari aiuta a spiegarlo con parole migliori delle mie.
      Grazie ancora per avermi fatto dire la mia, in questo momento trovo importante sentire opinioni diverse e spesso quelle contrarie a quelle “di massa” vengono censurate… opinioni che magari incuriosiscono anche solo una decina dei tuoi lettori…
      Per conto mio più siamo a capire cosa c’è dietro a Bitcoin più c’è speranza per il futuro dell’umanità!
      Buona continuazione.

      Claudia

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