By |Categorie: Investimento|Pubblicato il: 15 Dicembre, 2023|

I mercati azionari a vele spiegate si avviano a chiudere l’anno con performance positive e in doppia cifra.

Questo significa che dobbiamo prepararci a un 2024 deludente? Non necessariamente e in questo articolo cercherò di spiegare perché è sempre opportuno non agire di pancia, ma utilizzando quel pizzico di razionalità che a volte facciamo fatica a far emergere travolti come siamo da notizie spesso allarmistiche o comunque poco orientate all’ottimismo.

Lo sviluppo dell’articolo di oggi ha una fonte di ispirazione ben precisa e che non di rado fa capolino su questo blog. Ovvero quel Ben Carlson che da anni delizia gli amanti della finanza personale con approfondimenti sempre molto interessanti. Come ad esempio questo.

Ben Carlson ha deciso di selezionare le annate della borsa americana che nell’ultimo secolo sono andate in archivio con una crescita superiore al 20%.

In seguito ha verificato cosa è accaduto alle performance dell’anno successivo.

Fonte: awealthofcommonsense.com

I mercati sono saliti troppo, meglio portare a casa i profitti. Sbagliato.

Quando qualcuno vi racconterà che i mercati azionari sono saliti troppo quest’anno e quindi è meglio portare a casa il guadagno, chiedetevi sempre su quali evidenze si basa questa “consulenza”. Le sensazioni dell’interlocutore, oppure il solito detto vendiamo e ricompriamo più basso, rappresentano dei fattori che spesso distruggono ottimi piani finanziari finalizzati a precisi obiettivi. Tempi e modi di ripresa del vecchio sentiero sono difficilmente stimabili e soprattutto mai certi.

Ma torniamo ai numeri. Nell’articolo del blogger americano emerge che i casi di performance annua superiore al 20% nella quasi secolare storia della borsa americana sono stati 34.

Le performance negative nello stesso periodo di tempo 26.

Il mercato americano è salito 22 volte su 34 dopo una performance superiore al 20% (scendendo quindi 12 volte, ovvero nel 35% del tempo).

La performance media successiva a un anno arricchito da  un +20% e oltre è stata di quasi il +9%.

I soli casi di guadagno sempre nell’anno seguente mediamente sono stati del 19%; quelli di sola perdita sono scesi mediamente del 9%.

Siccome molto probabilmente per un investitore italiano ha più senso replicare la stessa analisi, ma utilizzando l’indice che rappresenta le azioni mondiali nella maggior parte degli ETF, ovvero l’indice Msci World, ho pensato di entrare in “laboratorio” ed effettuare la stessa analisi ma cambiando il sottostante.

Ecco quindi i risultati dal 1970 al 2022 utilizzando come rappresentante dell’azionario globale l’indice Msci World:

Rielaborazioni dell’autore su dati proprietari

  •  Gli anni andati in archivio con guadagni superiori al 20% sono stati 18, quelli con performance negative 13.
  •  Nel 35% del tempo il mercato ha guadagnato più del 20%, mentre nel 25% del tempo le azioni globali hanno perso terreno (ecco spiegato perché nel lungo periodo le borse finora hanno sempre avuto una tendenza ascendente).
  • Gli anni negativi dopo un +20% sono stati 5. Quindi nel 28% dei casi le borse hanno scalato la marcia dopo un generoso rally. Detta in altro modo, nel 72% dei casi le borse sono salite l’anno successivo.
  • La media dei casi negativi dopo un’annata con performance da +20% è stata di -12%, con il caso peggiore a -18% (2021).
  • La media dei casi positivi dopo un’annata con performance da +20% è stata di +15%, con il caso migliore a +42% (1985).

Indice Msci World Usd – candele nere / bianche vs performance annua – linea rossa

Con queste informazioni ogni investitore potrà compiere scelte più consapevoli su come muoversi dopo un generoso anno come quello che sta per essere messo in archivio.

A questo punto, prima di schiacciare il bottone del sell gongolando per le laute plusvalenze e non convinti di quello che ho appena scritto, mi preme però ricordarvi che:

  • vendendo dopo un anno così luccicante dovrete restituire un quarto del guadagno allo Stato italiano e un pò di commissioni alla banca.
  • il famoso piano di investimento di lungo periodo andrà in naftalina per chissà quando.
  • se siete stati “sollecitati” all’azione da qualche consulente o personaggio di altra natura che “vende” prodotti finanziari, chiedetevi sempre se ciò che sostituirà l’investimento azionario più semplice del mondo sarà migliore (vi aiuto io, se questa persona non ha mai fatto per voi una pianificazione finanziaria tarata sui vostri obiettivi quasi sicuramente no).
  • uscendo dall’investimento state facendo una scommessa che la storia dice avere sempre minori probabilità di vittoria con il trascorrere del tempo.

Buon investimento.

Un commento

  1. Domenico 16 Dicembre 2023 at 00:05 - Reply

    Buonasera,
    la tentazione di realizzare c’è sempre dopo rialzi importanti come questi, il problema è dove “parcheggiare” i proventi, cioè non sappiamo se effettivamente come dice lei (e la storia) sicuramente ci sarà una correzione, e il rischio se mai dovesse esserci un calo degli indici è di rientrare nel mercato quando questo non ha ancora terminato la sua discesa. L’unica soluzione quindi è rimanere coerente con la propria strategia di investimento, magari ribilanciando solo un po’. Cioè il dilemma è sempre lo stesso: se vendo che ne faccio della liquidità ottenuta?
    Un saluto e grazie per i suoi preziosi suggerimenti
    Domenico

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