By |Categorie: Investimento|Pubblicato il: 5 Aprile, 2025|

Ho chiesto a Chat GPT di creare una immagine di “crollo verticale” ed ecco l’immagine proposta.

Ma poi ho pensato: aspetta, questo crollo verticale non spiega bene quello che sto sentendo in questi giorni, ovvero il “crollo verticale” dei mercati finanziari che sta facendo passare notti insonni a molti; allora ho cambiato il “prompt”.

“Chat Gpt, creami un crollo verticale di un mercato finanziario please?” (bisogna sempre essere gentili con i tool di AI, non si sa mai che idea si facciano di noi…)

Direi che questa immagine creata dall’AI, descrive meglio come si sente molta gente in questo momento.

Sto passando ore ed ore al telefono con i clienti e sento queste affermazioni:

Una distruzione totale.

Una voragine nera.

Una emorragia letale.

Una devastazione completa.

Disintegrazione.

Per stemperare un po’ la tensione, la migliore è stata “non si vedeva tanto rosso dai tempi delle feste dell’Unità” J – c’è ancora qualcuno che ha un po’ di sense of humor.

Se la gente prova queste emozioni, non sarò certo io a trovare il balsamo per questo profondo malessere.

Nessuno di noi sa come andrà a finire, ma sappiamo CHE finirà.

Sia la correzione dei mercati che la pazzia apparente di Trump e dei suoi sodali.

Qualcuno starà facendo il famoso “victory lap”, ovvero il giro della vittoria, perché

“l’avevo detto”

“questa volta è diverso”

“era chiarissimo che la correzione sarebbe arrivata”

“ero andato difensivo già da tempo” (leggi due anni fa)

E altre amenità del genere. Già li vedo i leoni da tastiera a fare commenti a questo articolo o a fare i soloni su altri forum online.

Nessuno sa niente

Fonte: Getty Images

La vera verità è che nessuno sa niente, né lo aveva previsto e ne’ sa come esattamente andrà a finire. Se qualcuno avesse previsto che Trump avrebbe messo dazi e tariffe anche a isole abitate solo da pinguini, allora oggi sarebbe miliardario. Ma i mercati non erano preparati al tabellone con le tariffe alle isole Herd- MacDonald e, sempre per stemperare un po’ la tensione, è bellissima la vignetta che sta facendo il giro in questi giorni:

Fonte: il Foglio

Ed è esattamente l’incertezza quella che ci fa andare fuori giri il cervello: non avendo punti di riferimento rispetto al passato, iniziamo a provare un senso di paura, facciamo subito dei salti mentali e ci fissiamo a pensare sempre di più al peggio. Alla distruzione, all’annientamento, alla disintegrazione.

È la parte del nostro cervello che ragiona ancora come l’uomo delle caverne: non è un insulto, è purtroppo come ancora oggi ragioniamo noi, gli Homo sapiens: ovvero quando vediamo un pericolo, fuggiamo. Esattamente come gli uomini delle caverne quando, usciti dalle caverne, non sapevano se, dietro un cespuglio che si muoveva, ci fosse una tigre dai denti a sciabola o solo del vento.

E quindi, traslato al giorno d’oggi, vedere i propri investimenti scendere del 10-15 o 20% è come vedere la tigre dai denti a sciabola e la fuga è rappresentata dallo schiacciare il bottone e vendere i propri investimenti.

Non ci si può fare niente, siamo fatti così e nessuno nasce con la “scienza infusa” di sapere come gestire le correzioni di mercato e di come funzionino i mercati finanziari.

Qualche numero da inizio anno

Anche se la mente umana va a fissarsi sugli ultimi giorni, da inizio anno siamo a:

-17.2% per il Nasdaq (linea viola)

– 13.13% per lo S&P 500 (linea blu)

mentre un indice azionario globale che esclude gli USA come l’MSCI World ex US è “solo” a -5% (linea arancione valori in Usd) – ecco perché bisogna diversificare e, se calcolate per bene come sta andando il vostro portafoglio diversificato, vedrete che non sarete molto lontani da questo -5% da inizio anno.

Ovviamente, noi investitori in euro, risentiamo anche della discesa del dollaro: i nostri investimenti nello S&P500 e nel Nasdaq 100, tramite gli ETF, sono influenzati anche dalla discesa del dollaro, ovvero dobbiamo aggiungere anche il -5% che il dollaro si è perso da inizio anno rispetto all’euro.

E quindi, siamo a -18.5% per lo S&P500 e -22.5% per il Nasdaq. Pesante, ma non la fine del mondo.

L’effetto di ancoraggio mentale

Ma se andiamo a vedere la discesa dai massimi di febbraio (il 19), quando ancora c’era la luna di miele dei mercati con Trump e Musk, è ovvio che i numeri sembrano ancora più “terrificanti”.

Perché ci ricordiamo di quando il nostro portafoglio sembrava non avere limiti ed eravamo ai “massimi”, contenti e felici. Quindi ci “ancoriamo” a quel livello per calcolare come sta andando il nostro portafoglio. Ma quello è solo un momento dell’andamento dei nostri investimenti, non è il punto su cui bisognerebbe fissarsi. Eppure, oggi si parla di -23% incluso l’effetto dollaro in poco meno di un mese e mezzo e quindi di crollo e disintegrazione.

Oggi metto insieme un po’ di concetti, cercando di fare connessioni che a prima vista sembrano non avere logica, ma poi piano piano ci si rende conto che ce n’è e anche tanta.

Al netto del fatto che ora si parli della fine dell’eccezionalismo americano (altra citazione di un cliente), cerchiamo di dare un senso alla nostra esistenza (di consulenti finanziari).

In questi momenti noi siamo la vera guida dei nostri clienti e ci guadagniamo per davvero la nostra consulenza, perché è proprio in questi momenti che aggiungiamo maggior valore. Quando i mercati salgono, sono tutti bravi, intelligenti e geniali.

Ma è quando scendono che bisogna lavorare per ricordare a tutti che hanno un piano, un obiettivo, una data entro la quale raggiungerlo e bisogna pagare il “prezzo” della volatilità dei mercati per poter raggiungere quell’obiettivo.

Voragini nere, crolli verticali, cambi di paradigma, fine dell’eccezionalismo americano. Un cliente mi ha pure chiesto di cambiare l’asset allocation per aumentare l’Europa e diminuire l’America…aumentare l’Europa? E di quanto? Del 10%? Del 5%? Del 20%? L’Europa ce l’abbiamo già e ci ha aiutato in questo frangente, ma perché dobbiamo metterci a fare previsioni di cambio di paradigma? Al netto del fatto che pure l’Europa si è presa una bella scoppola.

Abbiamo già vissuto discese e correzioni del 10% e anche di più: passerà anche questa e ne vedremo delle altre in futuro, su questo possiamo tutti starne certi.

E questi sono i momenti in cui io, personalmente, mi sublimo nel mio ruolo di consulente finanziario. Non spengo il telefono, non lo metto nel cassetto, non faccio finta di non esserci, non rispondo con pezzi di ricerca di qualche casa di investimento che vende fondi, non mi invento teorie fantascientifiche da analista de ‘noantri.

Ricordo solo a tutti quelli che hanno un piano che questa volatilità era già prevista e incorporata nel piano, non si può salire in linea retta, questo è il “prezzo” da pagare per raggiungere i propri obiettivi.

Metto qui un esempio di quello che scriviamo in tutti i piani dei nostri clienti (che stiamo ritirando fuori in questi giorni perché anche loro se li dimenticano J): un cliente investito per rendersi indipendente finanziariamente ai suoi 60 anni (tra circa 15) e con un 90% di azionario e 10% di obbligazionario

  • La volatilità media annua prevista di questo piano è del 15,48%: nell’arco di un anno, ad esempio, il tuo capitale di 600.000€ potrebbe scendere a 507.120€ o potrebbe salire a 692.880€.

E’ un dato MEDIO, che può avvenire ogni santo anno del tuo piano di investimento. Ci sono dei momenti in cui andiamo anche oltre, ma sia all’insù che all’ingiù.

Perché la volatilità è anche positiva e, infatti, nessuno si è lamentato quando nel 2023 siamo saliti del +24% e nel 2024 del +23%.

In più lo esponiamo anche graficamente: il tuo portafoglio oscillerà in questo cono e sarà “normale” se dovesse oscillare perché senza le oscillazioni non ci saranno i rendimenti:

Inizi nel 2025, quindi il tuo portafoglio inizierà ad oscillare in questo cono (sarà la linea gialla che andremo ad inserire quando cominci ad investire), tra le correzioni pesanti della linea blue e quelle esuberanti della linea grigia: il tutto per raggiungere l’obiettivo tra 10 anni di renderti indipendente finanziariamente (in questo caso, calcoliamo anche quanto potrà effettivamente ritirare dal capitale accumulato).

Per lo meno te lo diciamo e sai cosa devi aspettarti.

E se hai cash a fare niente da qualche parte mettilo a lavorare ora.

E, infatti, per chi è liquido stiamo ricomprando e stiamo accelerando qualche tranche di investimento prevista per i prossimi mesi a questi giorni.

Non “prenderemo” il momento giusto, ci mancherebbe: altrimenti non staremmo qui a scrivere questi articoli ma, nella nostra esperienza, questi sono i momenti più propizi per ricomprare.

Perché è adesso, e questo è il paradosso che pochi sembrano comprendere, che le grandi aziende americane e le loro azioni, sono MENO care, MENO “rischiose”, MENO pericolose di quando stavano ai massimi…o no?

Il mercato azionario è l’unico mercato dove, quando ci sono i saldi, tutti scappano dal mercato. Ma perché? Perché pochi hanno il coraggio di investire quando le azioni sono in saldo durante una discesa dei mercati?

Un po’ è l’effetto gregge: se vendono tutti, devo vendere anche io – anche se non sto perdendo ma vedo che il mio guadagno sta scendendo. Sto guadagnando meno non vuol dire sto perdendo soldi: eppure il cervello ragiona così (al netto di chi ha iniziato da poco e, allora sì, stai “perdendo” ma non diventa una perdita finché non schiacci tu il bottone e vendi).

In un centro commerciale, quando c’è uno sconto su un bene, si percepisce quasi subito l’opportunità da cogliere al volo: riconosciamo quasi subito che spenderemo di meno per avere quel determinato bene…o no?

Nei mercati finanziari, lo “sconto” diventa motivi di ansia, sfiducia, preoccupazione…meglio aspettare che “si calmino le acque” o “meglio rimanere alla finestra”. Ma non saprai mai quando è il momento giusto per rientrare.

Il cambio di paradigma

Ma qualcuno obietterà: de Stasio, hai rotto, non l’hai capito che è arrivato il cambio di paradigma? Oppure “siamo in un momento di coda” (questa ve la spiego la prossima volta magari).

Sto leggendo valanghe di articoli sul fatto che sia finito l’eccezionalismo americano, ovvero che con Trump gli USA si siano incamminati in un declino secolare e continuo.

Il dollaro sta scendendo e, quindi, questo confermerebbe la tesi.

La vera verità è che nessuno sa niente di come andrà a finire: si creano nella testa delle idee seguendo la narrativa dei mercati.

Se il dollaro scende e lo S&P500 pure, allora l’America è in declino. È finita. È secolarmente in decadenza.

Ok, e anche se fosse: che si fa?

Nessuno lo sa. E se qualcuno vi dice che lo sa, scappate a gambe levate.

Nessuno sa niente e, sapendo di non sapere, la cosa più sbagliata è mettere mano ai propri investimenti. Se si ha cash, si ricomprano gli strumenti del proprio portafoglio che sono scesi di più. Perché la composizione di quegli strumenti è quella che vi porterà a raggiungere gli obiettivi.

Anche se ora sembra tutto nero e che “questa volta è diverso”, il risultato sarà sempre lo stesso: le aziende in cui noi investiamo sapranno trovare il modo di continuare a prosperare, anche con i dazi e in condizioni di estrema incertezza.

Ci facciamo, invece, portare fuori strada da quello che succede sui mercati e da quello che scrivono i giornali perché pensiamo che stiamo investendo nei “mercati azionari”: non è così, usiamo i mercati MA per diventare azionisti di aziende che, dazi o non dazi, Trump o non Trump, troveranno il modo di continuare a vivere.

Se non capite bene la differenza tra diventare soci di aziende e investire e se non lo capite rileggete questo articolo:

Il giusto “mindset” per capire l’investimento nei mercati azionari

Fanta Geo-Politica

Mi viene chiesto da più parti cosa “penso” di quello che sta succedendo: la verità è che non lo so. Punto.

Posso però azzardare qualche mio pensiero personale: non è la verità con la V maiuscola, ma cerco di sintetizzare quello che, a prima vista, sembra completamente irrazionale e schizofrenico.

Ovvero la politica di dazi a tappeto di Trump (con errori di calcolo dello sbilancio delle bilance commerciali che neanche in Microeconomia 1.0 all’università si facevano), l’abbandono degli alleati storici, il ripudio della Nato, l’”appoggio” a Putin e altre politiche incomprensibili ai più.

Sapendo di non sapere e sapendo che sarò inondato di critiche e commenti negativi, quello che mi sembra di capire è questo:

  1. Trump è mercantilista nel suo modo di fare
  2. Ovvero, è transazionale, vuole sempre ottenere qualcosa da quello che fa
  3. Il modo in cui lo fa è da demagogo e populista ed è la cosa che ci fa irritare di più (a noi élite che pasteggiamo con Cava spagnoli e terrine di fois gras francesi)
  4. Il suo obiettivo è quello di far investire di più negli USA da parte dei paesi con cui gli USA hanno rapporti commerciali
  5. Dice: “Invece di esportare dai vostri paesi fino a qui, aprite nuove “fabbriche”, assumete lavoratori USA e producete qui”
  6. Sa che il mercato USA è un mercato importante e appetibile per qualsiasi azienda estera
  7. Perché gli americani spendono e hanno oltre il 60% del loro Pil che dipende dai consumi interni (a differenza nostra o della Cina che dipendiamo molto dalle esportazioni, appunto, verso gli USA e verso l’estero).
  8. In più, vorrebbe che gli altri paesi abbattessero i loro di dazi alle merci e servizi USA nonché rimuovessero le barriere all’ingresso per le aziende USA in questi mercati
  9. Vi faccio un paio di esempi:
    • La case auto USA, per vendere in Europa, hanno dovuto negli anni venire a produrre qui, perché noi dovevamo “proteggere” i nostri campioni nazionali (leggi Volkswagen, Renault e Fiat) dalla concorrenza estera – non è un caso che subito abbiamo pensato a dei dazi per le auto elettriche cinesi, quando BYD e altri hanno iniziato ad entrare nel nostro mercato comune
    • Noi europei, e tanti altri paesi nel mondo, abbiamo imposti dazi alle merci e servizi esteri da sempre, che solo ora stiamo pian piano scoprendo: ma i dazi nostri vanno bene, quelli di Trump no?
    • Uber in Italia è illegale giusto? Quando vado negli Stati Uniti, non ci penso neanche un minuto a “chiamare un Taxi”: apro l’app di Uber e mi arriva un Uber (o Lyft) in pochi minuti (mi ricordo ancora, qualche anno fa, quando chiesi alla concierge di un hotel di chiamarmi un taxi e mi guardarono strano e mi dissero di chiamarmi in autonomia un Uber). Perché è illegale? Perché la lobby dei taxisti italiani fa ferro e fuoco quando si vuole aprire il loro mercato e l’Italia ha reso “illegale” l’ingresso di un’azienda USA nel nostro paese (e ha un sacco di limitazioni in altri paesi europei)
    • L’Irlanda è un mezzo paradiso fiscale per le aziende che vogliono avere la sede legale in Europa: pagano tasse ridotte e non è un caso che le sedi europee di Google, Apple, Amazon e quant’altri sia a Dublino. Ora l’Europa ha detto che non va bene e ci sono contenziosi legali e tributari da decine di miliardi di dollari di tasse non “pagate” perché l’Europa ha cambiato idea.
    • A mio personalissimo avviso (ed è tutto mio, non è una verità assoluta), chi ha votato Trump (i CEO delle grandi multinazionali della Silicon Valley) vogliono che Trump stressi i suoi partner commerciali e le nazioni per ottenere maggior libero accesso ai nostri mercati – ora gravati da lacci e lacciuoli, dazi e barriere all’ingresso e regolamentazione soffocante.
    • Voilà, ecco a mio avviso quello che sta cercando di fare Trump: alla fine è per favorire le aziende americane e l’America (anche se qualcuno l’ha paragonato a Hitler, ma sto divagando). Se dovesse aver ragione lui, alla fine ne beneficeranno gli USA.

Nessuno sa come andrà a finire

Lo ripeto, non sappiamo come esattamente andrà a finire, ma a mio avviso qualcuno inizierà a sedersi al tavolo con Trump per trovare un accordo. Lui esulterà davanti al suo popolo, ridurrà i dazi, l’America probabilmente ne uscirà più forte e i nostri investimenti pure.

Se non sarà così, sarò il primo ad ammettere di non averci capito nulla.

In ogni caso, se avete capito che:

  1. Questa volta NON è diverso, SEMBRA diverso perché la causa della correzione è diversa
  2. Investiamo in aziende e non in politici o ideologie politiche
  3. Le aziende sapranno trovare il modo di continuare ad essere profittevoli e, se non ce la faranno, saranno espulse dal mercato e rimpiazzate da altre
  4. Alla fine, prevarrà la logica, come è sempre avvenuto
  5. I mercati, cioè noi, inizieranno a ricomprare perché chi ha venduto in panico non può vendere all’infinito
  6. I momenti di maggior panico come questi, storicamente, sono i migliori per ricomprare (per chi ha cash) e riequilibrare (per chi è completamente investito)
  7. Se avete un piano, questi momenti sono già stati incorporati (e qualcuno ve lo ha già detto di aspettarveli)
  8. Non andate a leva come qualcuno a fatto quasi al picco di mercato comprando NVIDIA (rileggete questo articolo se ve lo siete perso: Nvidia non la vendo, anzi raddoppio! Scene da bull market)
  9.  Se non sono cambiati i vostri obiettivi e piani, non si cambia il portafoglio, allora

Bisogna rimanere aderenti al proprio piano di investimento

Noi siamo degli investitori di lungo termine nella stragrande maggioranza dei casi.

Chi, invece, deve “sistemare” i soldi per poco tempo – perché entro uno-due anni ha una spesa certa prevista come acquisto di una casa o le rate dell’università dei figli – non investe, ma parcheggia i soldi e non ha bisogno di fare grandi piani o ricevere consulenza. Si compra un paio di BTP a breve termine o parcheggia i soldi sul conto.

Altrimenti, sappiamo che, per chi investe per obiettivi a più lungo termine, il successo dei propri investimenti è basato sul rimanere aderenti al proprio piano e al portafoglio costruito per raggiungere certi obiettivi.

L’insuccesso della pratica di investire denaro è invece basato sul reagire continuamente agli eventi del giorno.

Se avessimo dovuto avere altre conferme che non sia possibile prevedere gli eventi micro e macroeconomici e, men che meno, prevedere l’andamento delle borse, gli ultimi quattro anni dall’inizio della pandemia ci hanno confermato che è inutile fare previsioni sui mercati e sull’economia.

Sapendo di non poter prevedere nulla nel breve termine, il modo migliore di far crescere i propri investimenti è quello di ignorare la volatilità dei mercati e, quindi, delle discese dei mercati stessi. Discese che sono sempre temporanee all’interno del nostro arco temporale di investimento.

Saremo logorroici, ma repetita iuvant: se non lo ripetiamo fino allo sfinimento, saremo destinati a commettere i classici errori di comprare alto e vendere basso.

RIPETIAMO INSIEME AD ALTA VOCE: I mercati offrono rendimenti che sono “catturati” dai nostri portafogli – i portafogli salgono perché salgono i mercati (e viceversa: ma solo temporaneamente)

Se, invece, ci facciamo sopraffare dalle emozioni, tocchiamo il portafoglio, vendiamo in preda alle emozioni o ascoltiamo il cognato e il panettiere, ciò vanificherà tutto ciò che i mercati offriranno nel corso della vita del nostro investimento.

Solo essere ottimisti può permetterci di creare un grande futuro davanti a noi. Solo gli ottimisti possono immaginare il futuro. Solo gli ottimisti lavoreranno e ci metteranno tutte le loro energie per realizzare un futuro migliore.

Altrimenti perché ci svegliamo tutte le mattine?

Perché Tim Cook di Apple, Satya Nadella di Microsoft o Sundar Pichai di Google vanno in ufficio tutte le mattine se non per immaginare un futuro migliore e per far crescere le loro aziende? (altrimenti gli azionisti li mandano a casa, aggiungo io J)

E, se ci pensate bene, il buon Tim, il buon Satya, il buon Sundar, e mettiamoci pure il buon Jensen Huang di NVIDIA, vanno in ufficio tutte le mattine e…… lavorano per noi! Noi che siamo i loro azionisti e soci, senza che noi facciamo nulla, seduti in poltrona o a fare le cose che ci piacciono di più (ok, per noi andare in ufficio non è il massimo, ma per lo meno sappiamo che al di là dell’oceano c’è qualcuno di veramente importante che lavora per il nostro benessere finanziario).

Scegliete dunque l’ottimismo! Spegnete la TV, non leggete troppi giornali, pensate a cose belle, per i vostri portafogli ci siamo già noi che ci pensiamo.

Investite bene per poter vivere bene!

9 commenti

  1. Raffaella 7 Aprile 2025 at 16:57 - Reply

    Grazie

    • Valerio de Stasio 7 Aprile 2025 at 18:53

      Grazie a te per essere una nostra lettrice.

  2. Samuele 7 Aprile 2025 at 13:12 - Reply

    Buongiorno Valerio,

    In merito al punto 8 (non investire a leva), mi chiedevo proprio questa mattina se in questo momento potrebbe avere senso accedere a dei prestiti (senza azioni/etf come collaterale, ma prestito classico) leggermente agevolati a livello di tassi e investire questa somma.
    Ovviamente con LTV basso (inferiore al 10% investito). Potrebbe avere senso o è talmente poco da non muovere l’ago della bilancia?
    Grazie!

    • Valerio de Stasio 7 Aprile 2025 at 16:00

      Salve Samuele, un po’ di leva non fa mai male (nell’articolo che avevo messo come esempio un singolo titolo, NVIDIA, avrebbe pesato per oltre il 40% del totale!!!), poi dipende da mille situazioni, ma se si tratta solo del 10% dell’investito può andare bene, sempre tenendo presente che ci devi pagare gli interessi sopra e che dovresti rimborsarlo non appena hai guadagnato abbastanza con le plusvalenze…alle volte la gente si fa prendere dalla gola e va avanti troppo tempo a stare indebitata con le inevitabili conseguenze….

  3. Alberto 7 Aprile 2025 at 11:28 - Reply

    Ciò che crea inquietudine è la sequenza di cali giornalieri e, soprattutto, l’amplificazione che ne danno i media. Un giorno, vicino o lontano non sappiamo, archivieremo anche questa e volteremo pagina.

    Con l’occasione vorrei però chiedere come mai i nostri ETF hanno ritracciato più degli indici relativi.
    In particolare (Venerdi 4/4 ore 17.30) :
    * S&P500 -16% dai massimi, Vanguard S&P500 -20% dai massimi
    * NASDAQ -21% dai massimi, Invesco NASDAQ100 -24% dai massimi
    Non è eccessivo come tracking error di uno strumento passivo ?
    Grazie

    • Lorenzo Biagi 7 Aprile 2025 at 12:41

      Ciao Alberto, i media non vedevano l’ora di parlare di qualcosa di diverso per ravvivare l’angoscia e l’emotività delle persone, i due sentimenti che spingono le persone a fare comunque qualcosa. Che poi sappiamo che sempre con il senno di poi questo si rivela un errore, almeno in finanza.
      Detto questo sugli ETF credo tu stia confrontando l’andamento degli indici originali espressi in Usd con gli ETF che invece quotano in euro. Quindi alla performance dell’indice va sottratta anche la negatività del dollaro (era 1,04 a inizio anno) e ottiene il risultato in euro dei due indici, praticamente identico tra i vari gestori di ETF. A presto.

  4. Misterk 5 Aprile 2025 at 21:24 - Reply

    Anche io sono tranquillo: è solo volatilità. D’altra parte anche Giulio Cesare, non potendo alzare i “tributa” e i “vectigalia” perchè i cittadini romani si sarebbero ribellati, decise di usare i “portoria”. Cioè i dazi per le merci che arrivavano dalle province dell’Impero verso Roma. Tutto normale. Speriamo che il nuovo imperatore biondo non copi Vespasiano. Una tassa come la ‘vectigalia urinae’ sarebbe insopportabile. (Non la spiego perchè si dovrebbe capire….). Saluti.

    • Valerio de Stasio 6 Aprile 2025 at 09:59

      Bravo, preoccupati ma il giusto, anche questa passerà. E grazie per le citazioni colte di natura storica.

    • Alberto 7 Aprile 2025 at 18:17

      Grazie Lorenzo, pensavo che questi ETF fossero Hedged sul dollaro, evidentemente non lo sono.
      Grazie e alla prossima

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