Dopo un trittico di articoli scritti post “Liberation Day” di Trump, riparto ancora da un commento inviatomi da un cliente (ormai ex) a cui avevo inviato degli ordini di acquisto nei giorni successivi al Liberation Day del 2 di Aprile.
Perché ogni volta che c’è volatilità in discesa sui mercati, è sempre un momento buono per comprare se si ha un orizzonte temporale relativamente lungo e, soprattutto, ampia liquidità (come era il caso di questo cliente).
Cliente che ho poi accompagnato alla porta, salutato e ringraziato per la sua fiducia accordata fino a quel momento, perché non sono stato in grado di comunicargli l’importanza di rimanere aderente al suo piano e di non reagire ogni volta agli eventi quotidiani dei mercati.
Insomma, responsabilità mia perché so che la natura umana è portata a pensare sempre al peggio e io non sono stato capace di renderlo un investitore di successo.
Il commento qui sotto conferma che la natura umana, se lasciata da sola sui mercati finanziari, commette solo e sempre errori di finanza comportamentale – in questo caso l’overconfidence, cioè pensare di avere capacità sopraffine e sopra la media di analisi finanziaria e geopolitica:
“Io ho maturato negli ultimi 2 mesi una forte avversione a Trump, USA e dollaro. Secondo me il peggio deve ancora venire. Trump lascerà degli USA più deboli e isolati rispetto a 3 mesi fa. La borsa USA scenderà ancora e la sua economia soffrirà, a beneficio di Cina, Russia, Brics e il resto del mondo. Non sono il tipo che scappa dai crolli, ma non sono neanche il tipo che compra quando sa che il peggio sta per arrivare. Quando mi hai passato i 6 ordini sapevo che l’indomani ci sarebbe stato una discesa, ed infatti ho comprato 2 gg dopo a dei valori molto più bassi rispetto quelli che mi avevi segnalato tu. Gli altri 2 titoli mi sono sfuggiti perché ero stato troppo aggressivo nel mettere il prezzo massimo a cui comprare, ma per poco. So che la tua filosofia è che la borsa americana in un modo o nell’altro va sempre avanti, cresce, è solo questione di pazienza e fiducia. Hai avuto sempre ragione finché ci sono state persone normali come presidenti, ma questa volta l’imprevedibilità, l’ignoranza, l’incompetenza e l’assenza di valori del Trump system mi preoccupa molto. Sono certo che avremo un bel rimbalzo quando l’anno prossimo nelle elezioni di mid term i democratici riconquisteranno Camera e Senato, e ancora di più tra 3,5 anni quando Trump se ne andrà lasciando gli USA più isolati, più poveri e non più faro del mondo, a beneficio della Cina. Li ci sarà da investire dopo i danni trumpiani.”
“Sono certo” – “a beneficio della Cina” – “assenza di valori di Trump” ecc
Non mi stancherò mai di ripetere che noi investiamo in aziende e non in politici, paesi o partiti.
Le aziende sono basate in paesi, certamente, dove ci sono politici e partiti che possono avere temporaneamente un impatto sulla loro profittabilità: ma le aziende sono agnostiche rispetto ai politici e alle ideologie e ogni giorno devono combattere con l’incertezza (tra cui anche le politiche erratiche di Trump), ma sanno allocare meglio di chiunque altri il capitale che noi gli mettiamo a disposizione per crescere.
E se non sono capaci di crescere, escono dal mercato e quindi anche dai nostri portafogli. Automaticamente.
Invece la natura umana confonde la volatilità dei mercati con il rischio di perdere soldi.
Questa volta (Trump/Musk/dazi ecc) NON è diverso: SEMBRA solo diverso rispetto al passato.
La correzione post liberation day del 2 di aprile è SEMBRATA diversa dalle precedenti, ma solo perché la CAUSA della correzione era diversa e nuova.
Invito nuovamente a rileggere l’articolo che scrissi al tempo per capire la FONDAMENTALE differenza tra “investire in borsa” e “diventare soci” delle grandi aziende quotate americane e internazionali.
Investire in borsa è diverso che investire il proprio patrimonio
La fine degli USA e del Dollaro
Con questo articolo voglio solo rimarcare il concetto che è inutile basarsi sulle proprie analisi e intuizioni sui mercati finanziari, perché nessuno di noi ha un vantaggio competitivo nei confronti del mercato: vantaggio competitivo nel sapere cosa e quando succederà tra 1-3-12 mesi. Nessuno.
E se lo sapessero, non verrebbero a dirlo a voi.
E quindi sono andato a riguardarmi qualche dato sulla fine del dollaro e degli USA, così come me lo ha garantito l’ormai ex cliente. Sono solo 3 set di dati ma abbastanza significativi per quanto mi riguarda.
Il dollaro Usa è finito?
Iniziamo a guardare il “mito” della de-dollarizzazione del mondo finanziario, ovvero la profezia che il dollaro USA stia perdendo e perderà sempre più valore nelle transazioni finanziarie tra stati e imprese.
Il grafico qui sotto vi mostra il valore del dollaro nei confronti di un basket di altre valute estere, che sono le valute dei paesi con cui gli USA hanno i maggiori scambi commerciali: ovvero euro (EUR), Japanese yen (JPY), Canadian dollar (CAD), British pound (GBP), Swedish krona (SEK), and Swiss franc (CHF).
Manca lo yuan cinese per una semplicissima ragione: lo yuan non è convertibile ed è soggetto a fortissimi controlli in entrata e in uscita dalla Cina da parte della Banca Centrale Cinese…e quindi NON POTRA’ MAI prendere il posto del dollaro se è una valuta così poco liquida e iper-controllata. È più un desiderio della Cina che qualcosa che possa davvero verificarsi.
(mi si dirà che anche il dollaro è “controllato” o “manipolato” ma, per lo meno se non sei sotto sanzioni USA, puoi ancora fare e ricevere pagamenti in dollari come e quando vuoi ad oggi, provate a farlo con gli Yuan).

Ebbene questo indice cosa ci dice? Che dalla crisi di Lehman Brothers del 2008, paradossalmente, il valore del dollaro nei confronti delle altre valute è SALITO da 70 a 105 (se il valore di questo indice sale, il dollaro si rafforza e viceversa).
Da quanto tempo sentiamo che il dollaro è destinato a perdere valore a livello globale? Io almeno da quando sono sui mercati, ovvero dal 1997, eppure vedete anche voi che ha solo “fluttuato” in un valore tra 80 e 120 (con qualche picco estremo all’insù e all’ingiù).
Siamo oggi in “media” rispetto a tutte le Cassandre che dicono che l’egemonia del dollaro è finita.
Il paradosso, poi, è che le tariffe di Trump, se implementate tutte come pensate (e non sarà così visti gli eventi recenti), tendono a creare MENO domanda di beni esteri e quindi MENO domanda di valute estere per pagare questi beni e, quindi, non si vede perché il dollaro dovrebbe indebolirsi.
Lo ha fatto recentemente per una questione più psicologica che economica, perché i numeri ci stanno a dire il contrario: possono cambiare questi numeri? Possibile, ma molto improbabile: qualcuno, per favore, mi dica quale potrebbe essere la valuta in grado di soppiantare il dollaro nel commercio globale.
Il primo che mi dice che inizieremo a valutare il barile di petrolio in rupie indiane, o il valore dell’oro all’oncia in euro, o il valore di qualche altra materia prima in yuan cinesi, sarà da me invitato ad andare da solo alla porta.
Gli Usa non sono forti perché il dollaro è forte, il dollaro è forte perché gli USA sono forti: economicamente, tecnologicamente e, anche se può sembrare un paradosso, politicamente.
Gli eventi recenti delle sentenze contro Trump di certi giudici ce lo stanno confermando.
Il dollaro non sarà più la riserva valutaria per eccellenza

Altro grafico, a torta questa volta, è quello delle riserve valutarie dei paesi e delle loro banche centrali:
Questi sono gli ultimi dati recenti del Fondo Monetario Internazionale, a fine 2024 (pre-dazi di Trump per intenderci). Vedremo i cambiamenti nei prossimi trimestri.
Ma intanto qualcuno vede lo Yuan da qualche parte? Ah sì, è al 2.2% delle riserve valutarie globali: praticamente se lo scambiano solo la Cina con la Russia, forse la Corea del Nord, l’Iran e il Venezuela.
Mi risulta che il dollaro sia ancora la valuta di riserva per eccellenza: certo, dal 1999 è scesa dal 71% al 58%, per effetto della comparsa dell’Euro (che, infatti è salito da poco più del 2% del vecchio ECU all’attuale 20%).
C’è stata una diversificazione tra altre valute nel corso del tempo ma, personalmente, mi conforta sapere che quasi l’80% delle riserve valutarie nel mondo (e quindi degli scambi commerciali) siano ancora in valute di paesi che difendono i valori occidentali.
(e Trump non sta sovvertendo l’ordine mondiale, sta solo cercando di ottenere vantaggi per gli USA in maniera transazionale – anche l’ex cliente lo dice nel suo messaggio: già tra 15 mesi, con le elezioni di mid-term, è probabile che Trump perda il controllo del congresso, qualcuno gli metta ulteriori freni e tra 3 anni e mezzo non ci sarà più).
Gli USA sono un paese dove la gente vuole ancora andare a vivere e lavorare
Al netto delle ultime restrizioni sui visti per gli studenti cinesi nelle università USA e la lotta senza quartiere contro Harvard, i dati al 2024 sulle persone più ricche del pianeta (gli “high net worth individuals” – ovvero quelli con oltre 1milUS$ di investimenti, anche se ogni banca ha la sua definizione e i suoi limiti), ci mostrano come gli USA siano ancora la seconda destinazione al mondo per questo tipo di persone.
E la Cina? Che fa? Attrae i ricchi, gli imprenditori, gli innovatori, gli investitori? Ma per cortesia.

Sorrido quando sento e leggo articoli in cui si propugna una valuta “alternativa” al dollaro da parte dei BRICS (altro commento dell’ex cliente: avrà letto gli stessi articoli che leggo io ma arriviamo a conclusioni diverse, evidentemente).
Non si può sostituire una valuta forte come il dollaro USA con una debole: non funzionano così i mercati. Non accetterebbero mai una valuta “arlecchinesca” di paesi come la Cina, l’India, il Brasile, (che Iddio ci scampi) la Russia o il Sud Africa.
L’acronimo BRICS fu coniato da un economista di Goldman Sachs tanti anni fa: ma è appunto solo un acronimo, non puoi raggruppare una serie di economie completamente diverse, divergenti, sottosviluppate e iper controllate trasformandole per forza in una storia di successo.
E, infatti, gli ETF e Fondi di investimento che “investivano” nei BRICs sono spariti, l’ultima volta che ho controllato.
Se la Cina, l’India, la Russia, il Brasile, il Sud Africa desiderassero che la loro “valuta” fosse in grado di soppiantare il dollaro, come farebbero a convincere altri paesi ad adottare la loro nuova valuta se non sono in grado di trattenere i loro cittadini più abbienti? Che, guarda caso, vanno in paesi come gli UAE e gli USA.
Per finire
Forse un domani il dollaro perderà il suo status di valuta di riserva ma, francamente, dubito che questo accada mentre noi siamo ancora vivi.
Sono processi lunghi, anche lunghissimi e non possiamo e dobbiamo fare piani di investimento su eventi che non possiamo e sappiamo controllare.
E, che siano processi lunghi, lo conferma anche il commento di un altro lettore ad un mio articolo post “liberation day”, sul fatto che secondo lui questa volta “è diverso”:
“Sta finendo un impero e quando finisce un impero succedono sempre le stesse cose. Nel 378 Fritigerno sconfisse i Romani ad Adrianopoli, si prese la Tracia e Teodosio fu costretto ad accettare la situazione e a fare la pace. Nel 410 l’imperatore Onorio disse ai Britanni che dovevano pagarsi loro la loro difesa perché non voleva più spendere e concentrarsi sulla difesa di Roma. Negli ultimi secoli l’inflazione era elevata (monete in oro e sempre più altri metalli). Questa volta è uguale”.
Questa volta NON è uguale: questa volta È UGUALE perché investiamo nelle migliori aziende del mondo, i cui amministratori delegati vanno in ufficio ogni giorno e ….LAVORANO PER NOI. Per far crescere le loro aziende e, insieme a loro, crescono anche i nostri investimenti.
E se ci vogliono 500 anni perché l’Impero Romano cada e, quindi, anche il sesterzio romano perda il suo valore, focalizziamoci solo su quello che è importante per noi e che possiamo controllare: i prossimi nostri 20/30 anni nei quali vogliamo renderci indipendenti finanziariamente.
Tutto il resto è (scegliete voi)
- noia
- rumore di fondo
- futile
- non si può controllare e prevedere
- inutile per i nostri fini di investitori
Investite bene per poter vivere bene!

Questo post mi ha molto divertito, penso sia corretto che ogni essere umano dotato di cervello abbia le sue idee come le sue convinzioni ed è giusto esprimerle ma altra cosa sono gli investimenti in azioni ove si diventa soci di aziende, qui di mio lascerei l’iniziativa sugli investimenti a professionisti che non si possono permettere, a differenza di noi clienti, di farsi influenzare da aspetti umani come la simpatia, l’antipatia, mi piace, non mi piace. No, a loro non è concesso tale privilegio, devono rimanere razionali, distaccati, freddi, professionali, appoggiati ai fondamentali, alle profondità dell’oceano non alle irrequiete supercifi ed è per questo che verranno retrubuiti. Quindi cari investitori, diversificate sempre perchè è cosa buona e giusto e per il resto seguite le indicazioni dei professionisti.
Giuro che non l’ho pagato!😅 Che dire, non avrei saputo dirlo meglio caro Simone!
L’utente che cita Frigiterno dovrebbe capire che la Storia funziona per analogie qualitative, fare rapporti paritari 1:1 con il mondo di 1’500 anni fa è a dir poco “coraggioso”. L’economia del IV secolo d.C. non ha niente a che vedere con quella del 2025 (per nostra grande fortuna).
Per quanto riguarda l’articolo lo trovo ben fatto e molto utile, grazie
caro Giovanni, cosa vuoi che ti dica: la mente e la natura umana pensano troppo e corrono subito agli scenari estremi, pensando di sapere di più degli altri…non c’è niente da fare, più che con i mercati bisogna combattere con la psiche dell’uomo…grazie per i complimenti