By |Categorie: Investimento|Pubblicato il: 18 Agosto, 2025|

Quando dicevo che dobbiamo sempre ricordarci che investiamo in aziende e non in:

  1. strumenti finanziari,
  2. partiti politici,
  3. eventi geopolitici
  4. o altre amenità che ci propina la pornografia finanziaria giornalistica

intendevo proprio quello che è successo di recente tra il CEO di Apple, Tim Cook, e il nostro beneamato Trump.

Ho visto questo video e, al netto del kitsch più totale della targa disegnata da un caporale dei marines (che ora lavora alla Apple), con base in oro zecchino prodotta in Kentucky offerta a Trump, questo “evento” alla Casa Bianca mi ha confermato ulteriormente quello che ho sempre detto e scritto: questo è quello che fanno le aziende quando si trovano davanti delle problematiche di carattere economico, finanziario e quasi esistenziali.

Ovvero, di fronte a impatti significativi dei dazi di Trump sulle importazioni dalla Cina, e poi da Vietnam e poi dall’India di semiconduttori e smartphones (quindi il core business di Apple), che fa il management di Apple?

Sta ferma come un cervo di notte con i fari negli occhi?

Immagine creata con Copilot

 

Questa invece l’ho creata con chat Gpt – il prompt è stato diverso, ma comunque due lavori fatti in meno di 2 minuti

E comunque, no, le aziende (soprattutto quelle USA) non si bloccano come un cervo con le luci dei fanali di un’auto nel cuore della notte, ma cercano modalità per continuare ad essere profittevoli, far crescere il fatturato, l’azienda, pagare dividendi, fare share buy backs e rimanere rilevanti nel loro settore e mercato di riferimento.

Altrimenti escono dal mercato e verranno rimpiazzate da altre aziende.

(Digressione veloce: ho creato l’immagine qui sopra con Copilot ma, in generale, sto utilizzando sempre di più gli Agenti AI – Chat Gpt in primis, Perplexity e Claude in secundis – per fare le mie ricerche su Internet: ovvero sto usando sempre di meno Google come motore di ricerca e NON E’ UN CASO che ieri (il 12 di Agosto), Perplexity, che è una start up AI di qualche anno, abbia offerto di comprarsi il browser di Google, ovvero Chrome…proprio perché Google (Alphabet nella realtà) è sotto inchiesta per posizione dominante e monopolista e probabilmente gli sarà chiesto di vendere alcune parti del suo impero per limitare il suo potere sui consumatori finali e sui suoi clienti…vedete che le aziende non stanno mai ferme?Per chi si fosse perso l’articolo sullo spezzatino di Google e il suo effetto “benefico” sul mercato, lo può rileggere qui:

Lo spezzatino di Google.)

Non è un invito a comprare Apple

Ovviamente questo articolo non è un invito a comprare Apple, tutt’altro. Noi usiamo le singole azioni solo ed esclusivamente per il recupero delle minusvalenze.

È, questo, solo un esempio di come dobbiamo metterci a pensare quando compriamo un ETF: compriamo uno strumento finanziario sì, ma nella realtà compriamo la capacità, l’inventiva, il genio, l’industriosità di migliaia di aziende che cercano ogni giorno di crescere.

Tra l’altro Apple, come investimento negli ultimi tempi, è andato pure “male”, perché il mercato la sta punendo per i suoi ritardi nello sviluppo ed implementazione dell’AI nei suoi iPhones e Mac.

Apple nell’ultimo anno vs S&P 500: +6% contro un +20% – colpa del Liberation day di Aprile?

No, anche a 3 anni Apple sta facendo peggio dello S&P500, e pure di tanto: +36% contro un +53% del beneamato S&P500.

Amd e Nvidia fanno lo stesso

Ed è di questi giorni la notizia che l’amministrazione Trump (leggi Trump) sembra abbia concesso la licenza all’esportazione di alcuni chip usati per l’AI in Cina da parte di AMD e Nvidia.

Nel famigerato Liberation day, Trump oltre ad imporre dazi, aveva anche firmato dei decreti per impedire la vendita di chip avanzati (disegnati in USA e prodotti a Taiwan) da parte di AMD e Nvidia per il mercato cinese.

Decreto firmato per mantenere il vantaggio competitivo del design in USA e impedire che i cinesi copiassero i design più avanzati e prendessero il sopravvento nel mondo AI a livello globale.

E, quindi, cosa fanno i CEO di AMD e Nvidia per non perdere miliardi e miliardi di $ del mercato cinese????

Bacio dell’anello tra Trump e il CEO di Nvidia – Fonte: WSJ

Vanno dal padrino a baciare l’anello e promettono pure di pagare agli Stati Uniti d’America il 15% del fatturato prodotto dalla vendita di questi chip in Cina.

Mi sembra di aver già sentito e visto questo tipo di “accordo”: forse nel film “Il Padrino” di Coppola (“ti faccio un’offerta che non puoi rifiutare”) oppure direttamente in qualche film di serie B con i padrini mafiosi siciliani che impongono il “pizzo”.

Cosa c’entra il 15% di fatturato da pagare allo stato USA per il rilascio di una licenza di esportazione e vendita con il capitalismo liberista di cui i repubblicani sono sempre stati paladini? Su questo aspetto qualcosa mi sfugge, ma è vero che l’America di Trump assomiglia sempre di più alla Cina, con il governo e il potente di turno che detta letteralmente “legge” su ogni aspetto socio-economico del paese.

Per quanto mi riguarda (ma è una mia opinione personale), è solo un periodo storico molto particolare, di rigetto di un certo modo paternalistico e sinistrorso di gestire l’economia (ESG e DEI anyone?) e l’America tornerà a fare quello che sa fare bene, ovvero rappresentare l’ideale per il resto del mondo sull’imprenditoria, il capitalismo, il liberalismo e liberismo e la creazione di ricchezza.

Ma può darsi che mi sbagli e che l’America abbia imboccato una china pericolosa di controllo para-statale e mafioso sull’economia e le aziende: chi vivrà vedrà, ma non è che l’Europa stia meglio (leggete più sotto)

Tornando agli USA e al bacio dell’anello, le aziende americane per ingraziarsi Trump promettono anche miliardi e miliardi di investimenti sul suolo USA nei prossimi anni, per portare posti di lavoro nei bacini elettorali di Trump e dei Repubblicani.

Certo, fa ribrezzo e, forse, non è neanche efficace da un punto di vista economico-finanziario spendere $500bn in USA per produrre chip o semiconduttori, come ha annunciato Nvidia: ma le aziende sono così, annunciano, fanno contente il politico di turno, questo si gonfia il petto, ma la realtà poi vedremo come sarà.

Il CEO di Nvidia a colloquio con il ministro del commercio USA, Lutnick a Luglio a Washington – Fonte. WSJ

Fatto sta che Trump, sul sito del la Casa Bianca, tiene una lista di tutti gli annunci delle aziende che hanno “annunciato” (appunto) investimenti in Usa nei prossimi anni: leggete qui la lista del “Trump Effect” – da far rabbrividire.

Populismo all’ennesima potenza, soprattutto il primo di progetto, lo Stargate, che è già stato ridimensionato, ma tant’è: gli americani l’hanno votato e ce lo dobbiamo tenere tutti noi fino al 2028.

Forse non ha tutti i torti?

Ora, che Trump sia percepito come misogino, fascista (nazista?), sessista, grezzo, maleducato, ignorante (e chi più ne ha più ne metta) è un dato di fatto: chi scrive non è un fan del presidente degli USA ma, più studio e più vado nel dettaglio della querelle sui dazi, più mi rendo conto che “chi è senza peccato scagli la prima pietra”.

Avendo vissuto come studente straniero in Ohio alla fine degli anni ’80, mi sono reso conto di quanto dia fastidio agli americani il non rispetto delle regole e il lavoro sporco delle lobby che danneggiano chi lavora bene e blocca, soprattutto, la meritocrazia.

Siamo tutti inorriditi a causa del Liberation day e dei dazi spalmati a pioggia da Trump su paesi amici e non: ma siamo sicuri che anche noi, i “puri”, gli “eletti”, i democratici “veri”, quelli “intelligenti” ecc… non facciamo le stesse cose, solo che non lo diamo a vedere?

Vi rimetto qui quello che scrissi nell’articolo post Liberation day, ovvero il 5 di Aprile:

  • Trump è mercantilista nel suo modo di fare: ovvero, è transazionale, vuole sempre ottenere qualcosa da quello che fa
  • Il modo in cui lo fa è da demagogo e populista ed è la cosa che ci fa irritare di più (a noi élite che pasteggiamo con Cava spagnoli e terrine di fois gras francesi)
  • Il suo obiettivo è quello di far investire di più negli USA da parte dei paesi con cui gli USA hanno rapporti commerciali
  • Dice: “Invece di esportare dai vostri paesi fino a qui, aprite nuove “fabbriche”, assumete lavoratori USA e producete qui”
  • Sa che il mercato USA è un mercato importante e appetibile per qualsiasi azienda estera
  • Perché gli americani spendono e hanno oltre il 60% del loro Pil che dipende dai consumi interni (a differenza nostra o della Cina che dipendiamo molto dalle esportazioni, appunto, verso gli USA e verso l’estero).
  • In più, vorrebbe che gli altri paesi abbattessero i loro di dazi alle merci e servizi USA nonché rimuovessero le barriere all’ingresso per le aziende USA in questi mercati
  • Vi faccio un paio di esempi:
    • Le case auto USA, per vendere in Europa, hanno dovuto negli anni venire a produrre qui, perché noi dovevamo “proteggere” i nostri campioni nazionali (leggi Volkswagen, Renault e Fiat) dalla concorrenza estera – non è un caso che subito abbiamo pensato a dei dazi per le auto elettriche cinesi, quando BYD e altri hanno iniziato ad entrare nel nostro mercato comune (intanto si vedono sempre di più auto elettriche e non cinesi sulle nostre strade lo stesso, nonostante i dazi).
    • Noi europei, e tanti altri paesi nel mondo, abbiamo imposti dazi alle merci e servizi esteri da sempre, che solo ora stiamo pian piano scoprendo: ma i dazi nostri vanno bene, quelli di Trump no?
    • Uber in Italia è illegale giusto? Quando vado negli Stati Uniti, non ci penso neanche un minuto a “chiamare un Taxi”: apro l’app di Uber e mi arriva un Uber (o Lyft) in pochi minuti (mi ricordo ancora, qualche anno fa, quando chiesi alla concierge di un hotel di chiamarmi un taxi e mi guardarono strano e mi dissero di chiamarmi in autonomia un Uber). Perché è illegale? Perché la lobby dei taxisti italiani fa ferro e fuoco quando si vuole aprire il loro mercato e l’Italia ha reso “illegale” l’ingresso di un’azienda USA nel nostro paese (e ha un sacco di limitazioni in altri paesi europei)
    • L’Irlanda è un mezzo paradiso fiscale per le aziende che vogliono avere la sede legale in Europa: pagano tasse ridotte e non è un caso che le sedi europee di Google, Apple, Amazon e quant’altri sia a Dublino. Ora l’Europa ha detto che non va bene e ci sono contenziosi legali e tributari da decine di miliardi di dollari di tasse non “pagate” perché l’Europa ha cambiato idea.
    • A mio personalissimo avviso (ed è tutto mio, non è una verità assoluta), chi ha votato Trump (i CEO delle grandi multinazionali della Silicon Valley) vogliono che Trump “stressi” i partner commerciali USA e le nazioni per ottenere maggior libero accesso ai nostri di mercati – ora gravati da lacci e lacciuoli, dazi e barriere all’ingresso e regolamentazione soffocante.
    • Voilà, ecco a mio avviso quello che sta cercando di fare Trump: alla fine è per favorire le aziende americane e l’America (anche se qualcuno l’ha paragonato a Hitler, ma sto divagando). Se dovesse aver ragione lui, alla fine ne beneficeranno gli USA.

Ciò che avete appena letto è  quello che scrivevo il 5 di Aprile: il mercato USA ha fatto nuovi massimi in settimana e forse qualcuno ha pensato e sta pensando le stesse cose. 

Ci facciamo del male da soli

Ma, e chiudo, forse siamo noi stessi che ci facciamo del male e poi la gente vota Trump e affini?

È di ieri (il12 Agosto) la notizia che l’Europa, la nostra Unione Europea, ha messo in naftalina un accordo di libero scambio con il Mercosur (Brasile, Argentina, Paraguay, Uruguay).

Articolo del 12 Agosto del WSJ – sui nostri media non ne ho trovato traccia

Uno penserebbe che, con l’accordo capestro recente di dazi al 15% imposto da Trump a tutte le importazioni europee, l’Europa sarebbe corsa a fare accordi di libero scambio con altre parti del mondo.

E, invece? Invece, uno dei paesi dell’UE (non dico il nome ma dico solo che mangiano ostriche e champagne, nonché formaggi in quantità industriali) ha bloccato l’accordo perché il Brasile e l’Argentina esporterebbero troppi prodotti agricoli a buon prezzo, mettendo in difficoltà gli agricoltori locali.

Questo episodio ci ricorda che non è solo Trump il nemico del libero commercio mondiale: il Segreto di Pulcinella di ogni paese è che a ogni politico piace l’idea di innalzare barriere doganali o imporre divieti all’import per guadagnare consensi politici e farsi rieleggere. Gli europei sparano a zero contro Trump, ma perché non approvano allora questo accordo di libero scambio con il Mercosur????

E, da noi in Italia, la pantomima sui balneari e sulle loro “licenze” praticamente regalate dallo Stato (cioè noi) che ora si lamentano che non c’è più nessuno ad affittare due lettini ed un ombrellone a 70 euro al giorno con il vicino di ombrellone che legge anche le tue mail.

C’è un detto sui mercati che sintetizza bene perché l’eccezionalismo USA non è ancora finito: America innovates, China imitates, Europe regulates… 

L’America innova, la Cina copia, l’Europa fa le regole…direi che non c’è bisogno di aggiungere altro. 

Le aziende, l’ultimo bastione di razionalità

Quindi, ricordiamoci sempre che le aziende sono il posto dove il genio e la razionalità umana tuttora albergano: nonostante tutto ciò che ci viene propinato dai media ogni giorno e dalle sparate di Trump (che tanto sparate non sono poi), i nostri soldi stanno meglio quando sono investiti nel genio e nella razionalità umana.

Ci sono momenti che ci fanno digrignare i denti, accapponare la pelle, ci fanno disperare ma, alla fine, il risultato è sempre lo stesso: le azioni delle aziende in cui noi investiamo vanno sempre a fare nuovi massimi, anche in presenza di crisi esistenziali e di fine dell’ “impero”.

Sarà pure la fine dell’impero, ma siamo a nuovi massimi storici, +91% in 5 anni e a quasi +10% da inizio anno, il tutto in $…qualcuno dica a Macron di approvare l’accordo con il Mercosur, poi riparliamo di fine dell’impero americano. 

Investite bene per poter vivere bene un domani! 

6 commenti

  1. Domenico 20 Agosto 2025 at 07:44 - Reply

    Complimenti come sempre x questi articoli sempre molto ben dettagliati. Concordo praticamente in tutto, l’ipocrisia in politica e non solo è una costante, anche io mi sono un po spaventato ad aprire, ma poi alla fine come scrive Lei ha tutto una logica e i mercati confermano.
    Complimenti ancora
    Domenico

    • Valerio de Stasio 20 Agosto 2025 at 07:52

      È naturale spaventarsi, altrimenti non saremmo umani… l’importante è non fare prevalere le nostre emozioni sulle decisioni sui nostri investimenti perché ai mercati, delle nostre emozioni, non interessa nulla. Un po’ di sano cinismo ogni tanto non fa male.

  2. Ale 20 Agosto 2025 at 07:38 - Reply

    Un articolo interessantissimo
    Thank you

    • Valerio de Stasio 20 Agosto 2025 at 07:52

      Grazie a te per essere lettore di investire con buon senso.

  3. zio Pino 18 Agosto 2025 at 15:11 - Reply

    Splendido, approfondito articolo..complimenti! Come europeo esprimo, tuttavia, preoccupazione nel constatare, ahimè, la reiterata “ignavia” della nostra classe politica…(“specie” imbelle che Dante colloca nell’ Antiferno, non degni di essere accolti ne’ dall’ Inferno ne’ dal Paradiso, buoni
    a… nulla, dunque!!)

    • Valerio de Stasio 18 Agosto 2025 at 18:00

      Caro zio Pino, l’Europa è una bellissima idea romantica e filosofica, ma finanziariamente è un tutt’ora un grosso equivoco.

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