Conversazione semi-seria con un cliente sull’inutilità di investire nell’oro

Anche oggi pubblichiamo l’articolo di un autore con il quale abbiamo deciso di collaborare. Il nostro per ora mister X (che di professione fa il consulente finanziario indipendente) scrive sempre newsletter originali e competenti per i suoi clienti e così abbiamo deciso di tanto in tanto di far apprezzare le sue riflessioni anche ai lettori di investireconbuonsenso.com. L’articolo segue idealmente quelli delle ultime due settimane focalizzati sull’investimento in oro. Buona lettura.

Dopo la disamina molto accattivante e approfondita di investireconbuonsenso.com sull’oro delle newsletters delle due settimane scorse, vorrei trattare il tema dell’investimento” in oro dal punto di vista delle ragioni “emotive” del cliente che decide di comprare oro.

Sia che lo compri in versione fisica con i lingotti dai numismatici e dai Compro Oro che tramite ETF o ETC.

Essendo io focalizzato io sul mercato americano e sul comportamento degli investitori statunitensi, ho notato che la natura umana è davvero uguale in tutto il mondo: ovvero che gli investitori italiani ed americani si comportano allo stesso modo ed hanno le stesse motivazioni per giustificare l’acquisto dell’oro – insomma siamo in buona compagnia. Continua a leggere

Un nuovo mestiere, il personal finance coach

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  • La finanza è affare complicato per chi cerca di prevedere l’andamento dei mercati finanziari, molto meno per chi focalizza i propri obiettivi ed investe con un orizzonte temporale adeguato
  • L’asset allocation è fondamentale per determinare il risultato finale dell’investimento, ma oggi l’utilizzo di “commodity” come gli ETF rende praticamente inesistente il costo di questa importante attività
  • Costi ridotti all’osso, asset allocation standard, rendimenti potenziali futuri non certo in doppia cifra, ecco che gestire al meglio le proprie finanze personali diventa un’attività forse decisiva per costruire la ricchezza futura. Il personal finance coach può diventare così uno dei mestieri emergenti del futuro

L’articolo su come costruire un portafoglio da professionisti utilizzando due soli strumenti finanziari, voleva creare dibattito attorno ad un tema al quale nessuno potrà mai dare risposta. E’ migliore questa asset allocation X oppure potrò ottenere risultati migliori con l’asset allocation Y?

Potremo stare qui a discutere per giorni senza mai arrivare ad una conclusione definitiva.

Prendiamo ad esempio  il mercato azionario. Ci sono periodi storici anche prolungati in cui l’azionario americano va meglio di quello europeo e viceversa. Da anni sento dire che l’azionario americano è molto caro in termini relativi rispetto a quello europeo e che il processo di mean reversion dovrebbe favorire un sovrappeso nel vecchio continente a discapito del nuovo continente.

Negli ultimi 5 anni lo S&P500 ha portato a casa oltre il 50% contro lo zero dello Stoxx 600 europeo.

Chi può sapere quando avverrà l’inversione? Semplicemente nessuno perché questi processi sono lunghi, lunghissimi e come diceva Keynes nel lungo periodo siamo tutti morti. Continua a leggere

Tra illusione e realtà

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  • Come investono gli italiani e gli europei e soprattutto qual’è la visione del futuro degli investitori. In un sondaggio effettuato da Natixis nel 2019 capiamo alcune grandi criticità
  • Aspettative di rendimento, costi, strumenti, sono solo alcuni dei temi toccati in un sondaggio che mette ancora una volta in evidenza le lacune di educazione finanziaria degli investitori italiani ed europei in genere
  • Impressionante la differenza di rendimento atteso dagli investitori con quello ben più realistico atteso dagli investitori professionali

Natixis alcuni mesi fa ha pubblicato  la ricerca 2019 Global Survey condotta tra 9100 investitori globali con l’obiettivo di capire obiettivi finanziari e visione dei mercati.

Venticinque i paesi coinvolti da sondaggi online composti da 44 domande inviate ad ognuno dei 9100 investitori possessori di almeno 100 mila $ investiti in asset vari. Giusto per inquadrare geograficamente la cosa dall’Italia hanno risposto in 400, dagli Stati Uniti in 750 come dalla Gran Bretagna.

Ho estrapolato da questo sondaggio alcune delle informazioni che reputo più interessanti  per metterle a fattor comune.

Due terzi degli investitori considera normali le fluttuazioni di un portafoglio di investimento del 10%, ma il 90% dice che è importante proteggere gli asset durante periodi di turbolenza.

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La parabola del broker di Baltimora

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  • La parabola del broker di Baltimora è una storia americana molto illuminante per chi approccia il mondo degli investimenti
  • Un racconto che può tranquillamente essere traslato ai giorni nostri su quei tanti fondi di investimento che periodicamente le case di investimento cercando di vendere come perfetti per il nostro profilo di rischio
  • Pianificare gli investimenti in modo diversificato spendendo poco è un ottimo modo per tenere lontane quelle proposte un pò modaiole, complesse e costose che non accrescono il benessere finanziario dei nostri soldi

Nel mondo della finanza americana esiste una parabola piuttosto famosa che anche gli investitori italiani dovrebbero conoscere. Avevo già letto qualcosa del genere anni fa, ma grazie al libro di Jordan Ellenberg – I numeri non sbagliano mai,  ho piacevolmente riscoperto questa storia molto educativa.

Ho pensato di condividere un estratto del libro con i lettori del blog.

La parabola è quella del broker di Baltimora e tanti di voi sono convinto si ritroveranno in un modo o nell’altro in quello che questo racconto ci dirà sul mondo degli investimenti finanziari.

Buona lettura. Continua a leggere

Il gatto, la volpe ed il Pinocchio risparmiatore

Non sono passate inosservate le dichiarazion rilasciate nelle ultime settimane dai vertici di Unicredit ed Intesa San Paolo sul tema tassi negativi e loro eventuali applicazioni sui depositi bancari degli italiani.

Mustier e Messina, i due capi delle banche più importanti del nostro paese, in un gioco tra le parti notato da pochi, hanno con modi diversi intimorito prima e rassicurato poi il povero risparmiatore che ha il proprio denaro giacente sui conti correnti.

Mustier di Unicredit lo ha fatto dicendo che dal 2020 Unicredit potrebbe iniziare a ribaltare la “tassa” Bce degli interessi negativi sui depositi dei propri clienti superiori ai 100 mila. Poi goffamente ha rettificato precisando che tale misura sarebbe eventualmente applicata solo sopra il milione di Euro.

Il gatto aveva appena finito di chiudere la sua sceneggiata che la volpe si è presentata in scena nelle vesti di Messina, amministratore delegato di Intesa. Continua a leggere

Aggiornamento di educazione (ed autodifesa) finanziaria

Karate, Calcio, Sport, Cintura, Uomo

Ogni attività che sia sportiva, professionale o di hobbistica richiede ogni tanto degli aggiornamenti o “rinfrescate” come dico io.

Non serve scrivere tanti nuovi concetti, spesso e volentieri sono sempre gli stessi che girano.

Rispolveriamo dall’archivio un vecchio post sempre attuale. Buona lettura.

Il mondo degli investimenti si sta aprendo come non mai al risparmio privato e nei prossimi anni la consulenza tenderà a diventare sempre più personalizzata e mirata agli obiettive delle persone e dei nuclei familiari. Tutto questo porterà alla ribalta nuove figure di professionisti del settore e prodotti innovativi che si andranno ad affiancare all’esistenze.

La tecnologia sta già per fortuna facendo un’adeguata selezione naturale di questo mondo e se a questo venisse abbinata un’opera di educazione adeguata già a partire dalle generazioni più giovani ci sarebbe di che essere soddisfatti. Il mondo però non è perfetto ed ogni risparmiatore dovrà cercare di difendersi da facili promesse improntate al guadagno di breve periodo e da paroloni altisonanti che usciranno da campagne di marketing aggressive.

Sarà perciò necessario attrezzarsi con qualche filtro di difesa da seguire quando si sceglie di affidare i propri risparmi ad un prodotto gestito o ad un consulente finanziario (advisor come si dice oggi).

Ho provato a stilare alcuni punti dai quali potrete secondo me dedurre molto agevolmente se la vostra scelta è corretta o meno. Continua a leggere

Metto subito la firma

Il titolo di questo post stava diventando meglio un uovo oggi o una gallina domani, ma poi mi sono ricordato di aver già scritto qualcosa con un titolo similare qui ed ecco che ho dovuto ripiegare su un titolo certo, un pò diverso, ma credo dalla capacità di rappresentare bene l’argomento che andiamo a trattare oggi.

Premetto che lo spunto di questo articolo arriva dal sempre ottimo blog di Michael Batnick – The Irrilevant Investors, ma ho cercato di adattarla alla realtà italiana per esprimere ancora una volta un grande tributo ad uno dei meccanismi più semplici ma meno pubblicizzati al mondo per far crescere la propria ricchezza, la capitalizzazione composta degli interessi.

Se chiedessi a qualcuno di scegliere tra 100 Euro oggi o 1000 Euro fra 30 anni sono abbastanza certo che 9 su 10 mi risponderebbero che preferiscono l’uovo da 100 Euro subito. Continua a leggere