By |Categorie: Investimento|Pubblicato il: 12 Gennaio, 2024|

Ogni anno, in due occasioni a giugno e gennaio, siamo soliti fare “iniezioni” di Vitamina C nelle menti dei nostri clienti investitori. 

La Vitamina C degli investimenti è la ripetizione di certi concetti che, come la Vitamina C se non assunta a dosi ed intervalli regolari, tende ad abbandonare il corpo. E soprattutto abbandona la mente. Ci si dimentica molto ma molto in fretta del: 

  • perché 
  • come e  
  • in che cosa si investe. 

Riaffermiamo quindi i principi che ci devono guidare quando decidiamo di investire denaro sui mercati finanziari: 

Bisogna rimanere aderenti al proprio piano di investimento

Noi siamo degli investitori di lungo termine nella stragrande maggioranza dei casi. 

Chi, invece, deve sistemare i soldi per poco tempo – perché entro uno-due anni ha una spesa certa prevista come acquisto di una casa o le rate dell’università dei figli – non investe, ma parcheggia i soldi e non ha bisogno di fare grandi piani o ricevere consulenza. Si compra un paio di BTP a breve termine o parcheggia i soldi sul conto. 

Altrimenti, sappiamo che, per chi investe per obiettivi a più lungo termine, il successo dei propri investimenti è basato sul rimanere aderenti al proprio piano ed al portafoglio costruito per raggiungere certi obiettivi. 

L’insuccesso della pratica di investire denaro è invece basato sul reagire continuamente agli eventi del giorno. 

Se avessimo dovuto avere altre conferme che non sia possibile prevedere gli eventi micro e macroeconomici e, men che meno, prevedere l’andamento delle borse, gli ultimi quattro anni dall’inizio della pandemia ci hanno confermato che è inutile fare previsioni sui mercati e sull’economia. 

È necessario saper gestire le proprie emozioni

Sapendo di non poter prevedere nulla nel breve termine, il modo migliore di far crescere i propri investimenti è quello di ignorare la volatilità dei mercati e, quindi, delle discese dei mercati stessi. Discese che sono sempre temporanee all’interno del nostro arco temporale di investimento. 

Saremo logorroici, ma repetita iuvant: se non lo ripetiamo fino allo sfinimento, saremo destinati a commettere i classici errori di comprare alto e vendere basso. 

Invece: I mercati offrono rendimenti che sono “catturati” dai nostri portafogli –  i portafogli salgono perché salgono i mercati (e viceversa: ma solo temporaneamente) 

Se, invece, ci facciamo sopraffare dalle emozioni, ciò vanificherà tutto ciò che i mercati offriranno nel corso della vita del nostro investimento. 

 

Il modo migliore di catturare i ritorni dei mercati finanziari è sempre quello di non reagire alle frequenti, ma sempre temporanee discese dei mercati

Aggiungo un altro principio che è meno “tecnico” ma molto più potente per diventare investitori di successo. 

Scegliete di essere ottimisti! 

Cosa voglio dire con questo? 

La vita di un pessimista è facile ma triste. 

La vita di un ottimista è difficile ma emozionante. 

Essere pessimisti è facile, perché non costa niente. 

Essere ottimisti è complicato perché bisogna crederci continuamente.  

In un mondo pieno di cinismo e tragedie/disgrazie, bisogna trovare costantemente la forza di riaffermare il proprio ottimismo nonostante tutto e tutti. 

 Per essere ottimisti, basiamoci su questi 3 assunti: 

  • Il futuro sarà sempre migliore del presente (e sicuramente del passato) 
  • La gente è piena di buone intenzioni (non tutti, ma la maggioranza sì) 
  • Le idee dell’ingegno umano sono continue e costanti ed è grazie all’ingegno umano che continuiamo a crescere e migliorarci ulteriormente 

Solo essere ottimisti può permetterci di creare un grande futuro davanti a noi. Solo gli ottimisti possono immaginare il futuro. Solo gli ottimisti lavoreranno e ci metteranno tutte le loro energie per realizzare un futuro migliore. 

Altrimenti perché ci svegliamo tutte le mattine? Perché Tim Cook di Apple, Satya Nadella di Microsoft o Sundar Pichai di Google vanno in ufficio tutte le mattine – ovvero lavorano per noi, che siamo i loro azionisti e soci, senza che noi facciamo nulla – se non per immaginare un futuro migliore e per far crescere le loro aziende? 

Scegliete l’ottimismo! 

Che cosa ci ha insegnato il 2023

Inizierei partendo da ciò che è successo nel 2022 e la sua “continuazione” nel 2023: nel 2022, lo S&P500 è sceso del 21%, il Dow Jones del 25% e il Nasdaq composite del 35% ma, alla fine del 2023, contando anche i dividendi pagati nel 2022 e 2023, sono tornati tutti a nuovi massimi. 

Perché sia successo tutto ciò in questi due anni è quasi irrilevante per noi investitori di lungo periodo.

Possiamo trovare migliaia di teorie su Internet che spiegano la correzione del 2022 e il successivo recupero del 2023. 

Più che cercare di capire il perché sia successo ciò che è successo è importante capire CHE è successo e basta. 

Cosa intendo dire con ciò? 

Ovvero che è quasi naturale che ci possa essere un anno di correzione di oltre il 20% dei mercati azionari (un “bear market”) e che l’anno successivo sia completamente recuperato (grazie a un bel “bull market”). 

Fondamentalmente, è come funzionano i mercati azionari. 

Fine del “ragionamento”.  

Dobbiamo farcene una ragione. La volatilità non deve essere confusa con il concetto di “rischio” di un portafoglio: la discesa del 2022 è stata solo volatilità e avrebbe rappresentato un rischio se e solo se: 

  • Qualcuno avesse voluto vendere durante la correzione – cristallizzando le eventuali perdite e/o 
  • Qualcuno avesse investito al 100% nell’azionario con un orizzonte temporale inferiore ai 5 anni.

Qualche aspetto interessante del 2023

  • Rimango convinto del fatto che, gli eccessi creati dalla chiusura di intere economie e paesi a causa del Covid, siano ancora in fase di assestamento all’interno dei paesi, delle aziende e delle nostre modalità di consumo – e si stanno assestando in modalità completamente imprevedibili e, soprattutto, che non possono essere inserite in un piano di investimento coerente. 
  • Durante il Covid, la banca centrale americana ha inondato il mondo di liquidità: ma dopo un anno si è accorta che l’inflazione stava andando fuori controllo e ha iniziato una serie furiosa di rialzi dei tassi di interesse per abbassare le spinte inflazionistiche. 
  • Nel 2022 sia i mercati azionari che obbligazionari hanno corretto per il rialzo dei tassi di interesse (guerre ed altre disgrazie non hanno avuto nessun serio effetto sui mercati) 
  • Nonostante queste dosi da cavallo di aumento dei tassi di interesse, la produzione economica un po’ in tutto il mondo (a parte il settore immobiliare in USA) è rimasta relativamente stabile e la disoccupazione non è aumentata – tra l’altro contrariamente a tutte le previsioni di recessione e disastri ipotizzati per il 2023 (se volete ricordare cosa scrivevano i “guru” di mercato nel 2022, leggete qui) 
  • L’inflazione dai picchi del 10% del 2022 è scesa fino a circa il 3-3.5%, anche se lontana dal target del 2% della FED. Ma, se ci guardiamo in giro, i prezzi di molti beni e servizi sono ancora a livelli elevati e non accennano a scendere più di tanto 
  • Nel 2023, grazie al lavoro della FED e alla discesa dell’inflazione, i mercati hanno recuperato praticamente tutte le perdite del 2022 (lo S&P 500 ha chiuso a +24% escludendo i dividendi), soprattutto scontando un taglio dei tassi di interesse. Ma il timing di questo taglio futuro non lo conosce nessuno, men che meno la FED stessa e, perciò, è inutile pensare di incorporare questo aspetto in un piano di investimento intellegibile. 
  • Ci sono tante tensioni geopolitiche, nonché siamo entrati in un anno elettorale in USA (ancora con Trump alla ribalta e preparatevi ad un diluvio di notizie negative a tal riguardo e previsioni fosche per il mondo), i prezzi delle materie prime continuano a essere volatili, c’è la possibilità che qualche paese vada in recessione ecc. ecc.: come ogni anno, di problematiche ce ne possono essere in quantità industriali in giro per il mondo. E sempre ci saranno. 

Quindi cosa abbiamo imparato e cosa dobbiamo fare? 

Abbiamo quindi imparato che: 

 Anche se può sembrare difficile tenerlo a mente, soprattutto ogni volta che i mercati oscillano a causa di un dato macro o microeconomico positivo o negativo e i media si lanciano come avvoltoi con titoloni da prima pagina, voi e noi non stiamo investendo nella macroeconomia.  

  • I nostri portafogli di investimento investono nelle migliori e più solide società quotate sulle borse mondiali, business che giorno dopo giorno lavorano per gestire i dati micro e macro e far crescere il valore di queste stesse aziende. Lavorano loro per far crescere i nostri soldi. Cercando di affinare i propri processi, prodotti e servizi e soddisfare i bisogni di 8 miliardi e oltre di persone. A noi piace essere soci di queste società. 
  • Se gli obiettivi dei vostri piani di investimento non sono cambiati, dobbiamo solo rimanere investiti e ribilanciare quando è necessario (ad esempio ridurre l’eventuale eccesso di tecnologia in portafoglio visto che nel 2023 il Nasdaq è salito di oltre il 50%, ma niente più) e…. 

Non smetteremo mai di ripeterlo, e lo ripetiamo appunto: grazie a chi ci dà fiducia ogni giorno come nostri clienti, è un privilegio genuino essere vostri coach e consulenti finanziari.  

Buon investimento! 

6 Commenti

  1. Fortunato 17 Gennaio 2024 at 09:59 - Reply

    Complimenti per la vostra lettera di fine anno molto chiari davvero un ottima elaborazione di cosa significa investire e far lavorare i soldi per se

    • Valerio de Stasio 17 Gennaio 2024 at 10:17 - Reply

      grazie Fortunato…sembra banale, ma il motto latino del repetita iuvant serve sempre…di recente, qualche persona ha detto che rimanere fermi e muovere il portafoglio è troppo semplice, soprattutto in anni come questi da +25%…è esattamente la dimostrazione del fatto che la natura umana non ricorda e non sa stare ferma e, soprattutto, pecca di “overconfidence” sulle proprie capacità di saper gestire le proprie emozioni…senza parlare del fatto che si parla sempre con il senno di poi: nel 2023 tutti negativi e volevo vederli a stare fermi e non toccare il portafoglio…grazie per il tuo commento…

  2. Simone 12 Gennaio 2024 at 17:16 - Reply

    Al Top come sempre e si, repetita iuvant!

    • Valerio de Stasio 12 Gennaio 2024 at 19:20 - Reply

      Sì, I romani ne sapevano già più di noi!

  3. roberto dones 12 Gennaio 2024 at 12:37 - Reply

    Ottimo articolo, grazie

    • Valerio de Stasio 12 Gennaio 2024 at 12:41 - Reply

      Grazie a te Roberto che leggi e continui a darci fiducia.

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