I mercati azionari NON sempre salgono nel lungo periodo

Salita, Alpinismo, Successo, Montagne

Come sanno bene i lettori del nostro blog uno dei punti fermi dell’investitore di buon senso è quello che nel lungo periodo i mercati azionari crescono sempre. Naturalmente su un’affermazione vera e finora incontestabile che proviene dai dati storici, tanti personaggi che bazzicano nel mondo della finanza ma che potrebbero tranquillamente vendere manici di scopa in Cina visto il non elevato livello di competenza ed esperienza nel campo, ricamano storie che ingannano colui che gli paga lo stipendio, ovvero il cliente.

Non tutti lo fanno in malafede, ma parecchi di questi personaggi ambigui sfruttano certi miti per sottrarre dai portafogli dei clienti fior fiore di commissioni tanto come si sa, nel lungo periodo tutto passa. Carpe diem direbbe qualcuno. Continua a leggere

L’incredibile resilienza dei dividendi azionari

Marchio, Marcatore, Mano, Scrivere

Come promesso la scorsa settimana, oggi pubblichiamo l’articolo di un autore con il quale abbiamo deciso di collaborare. Per il momento lo chiameremo mister X ma intanto cominciamo a prendere confidenza con i suoi “scritti”, a mio modo di vedere molto interessanti e competenti. L’articolo segue idealmente quello di lunedì scorso dove maschere apotropaiche e obbligazioni sono stati messi assieme. Buona lettura.

Abbiamo trattato, di recente, il tema dei tassi di interesse che sono a zero in tutto il mondo e che ci rimarranno per molto tempo. Sappiamo che la Banca Centrale Americana ha gettato alle ortiche il loro mantra storico di modalità della lotta all’inflazione, decidendo di alzare i tassi solo quando l’inflazione sarà sopra il 2% per un po’ di tempo, invece di alzarli preventivamente in previsione di una salita dell’inflazione stessa. RI-tradotto per noi, anche se l’inflazione riparte i tassi di interesse rimarranno a zero per molto tempo.  E così anche i rendimenti delle obbligazioni e dei titoli di Stato. Sappiamo quindi anche che investire in un titolo di Stato o un’obbligazione, oggi, è come mettere dei soldi in uno strumento che non rende niente: anzi, al netto dell’inflazione, abbiamo un rendimento negativo. Continua a leggere

Un portafoglio in ETF per vivere di rendita

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Come posso ottenere una rendita periodica dai miei investimenti? Quanto denaro mi servirà per avere a disposizione almento 1000 € al mese senza fare nulla? Qual’è l’asset allocation ideale per chi vuole vivere di rendita?

Queste classiche domande racchiudono il legittimo desiderio di ogni persona di poter vivere grazie a redditi passivi da investimenti o da altre attività che comunque non comportino uno sforzo lavorativo. Purtroppo la realtà smonta molti sogni visto che per raggiungere questo stato di benessere permanente serve un capitale disponibile ed investito molto alto anche con una buona dose di rischio.

Come promesso alla fine del 2019  abbiamo voluto così creare un esempio di portafoglio semplice, low cost e trasparente che possa farci comprendere come e quanto generare (ed incassare) rendite passive da investimenti finanziari.

Lo ripeterò fino alla noia. Questo è solo un esempio per dimostrare che, spendendo quasi nulla, si può costruire un progetto di investimento con l’obiettivo di ottenere un flusso di cassa costante (ma attenzione variabile) in grado di coprire parte del nostro tenore di vita.

Questo è solo un esempio anche perchè è tarato sulla mia personale condizione di vita familiare, alla mia conoscenza, esperienza e propensione al rischio. Altri possono essere più prudenti, altri più aggressivi. Tutto questo si trasmetterà in una sensibilità diversa alla volatilità dei prezzi degli asset sottostanti, e naturalmente anche dei rendimenti.

La prima domanda che vi faccio è questa? Per quale motivo dovremmo essere preoccupati della volatilità se il nostro scopo è ottenere una rendita di cui godere fra 10, 20 o 30 anni? Continua a leggere

Costruire una rendita passiva con dividendi, occhio alla fiscalità #13 Vivere di Rendita

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Uno degli elementi che fa la differenza quando si cerca di aumentare la propria ricchezza finanziaria è certamente quello della gestione efficiente della fiscalità sugli investimenti.

Quando acquistiamo fondi, ETF, azioni o titoli obbligazionari ci troviamo a dover gestire lo stacco di cedole e dividendi che poi entrano nel nostro conto corrente.

Per chi vuole vivere con una rendita passiva sapere quanto lasciare al fisco in via preventiva è fondamentale per poter pianificare il proprio futuro.

La società quotata, l’emittente di un’obbligazione o il gestore di un fondo/ETF decidono il dividendo lordo da erogare al possessore dello strumento e poi, al netto della fiscalità vigente, questo importo verrà accreditato sui conti correnti dopo che l’intermediario finanziario avrà trattenuto a titolo di sostenuto d’imposta la quota da versare allo Stato.

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Battere i tassi negativi si può, chiedere di Mr. Dividendo

dividendo di buon senso

L’indice Msci World è replicabile tranquillamente con un semplice ETF. Questo strumento che può essere acquistato in Borsa permette a qualsiasi investitore, dal più basico al più complesso, di investire sull’azionario mondiale in modo efficiente e diversificato.

Le numerose azioni presenti all’interno dell’indice (oltre 1600)  in buona parte staccano ogni anno dei dividendi che vanno a gonfiare giorno dopo giorno il valore dell’indice, ovviamente al netto delle oscillazioni di mercato.

Il dividendo è un elemento spesso snobbato dall’investitore in quanto si perde nei movimenti continui di un indice di borsa. In realtà come abbiamo visto in questo post, il dividendo è uno dei fattori portanti della definizione di rendimento atteso di lungo periodo all’interno di un investimento azionario.

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Grafici della settimana

Siccome spesso si tende a guardare solo la Borsa americana ed i suoi massimi storici a ripetizione, sarebbe ogni tanto opportuno volgere lo sguardo altrove cercando di essere obiettivi e convincersi che ci sono mercati ancora lontani dai massimi del 2007.

In sequenza vi presento i grafici di Msci EMU (borse europee), Msci EAFE (resto del mondo esclusi USA) e Msci Emergenti. La volontà è quella di dimostrare come da 10 anni sta andando avanti una fase di smaltimento da eccessi e di tutto si può parlare ma certamente non di mercati cari.

Questo non è garanzia ovviamente di rialzi futuri (il Giappone dimostra che si può andare avanti con questi sali scendi per decenni), ma quando guardate un grafico azionario ricordate sempre che ogni anno le società da voi controllate tramite fondi o Etf staccano dividendi. Questi dividendi direttamente o indirettamente alimentano la vostra ricchezza. Portate avanti questo esercizio per n anni e senza fare nulla avrete un reddito più o meno costante che aumentare la vostra ricchezza.

L’ultimo grafico riguarda invece il tanto bistrattato mercato obbligazionario. Parliamo di indice BBG Global Aggregate in Euro. Cari cittadini di Eurolandia, siete sicuri  che proprio quelli che tutti dipingono come l’anno nero dei bond, non stia in realtà regalando una eccellente finestra di ingresso? E se anche non sarà così, ricordiamoci sempre che portafogli composti da obbligazioni governative e corporate investment grade staccano cedole periodiche che vanno anch’esse ad incrementare la vostra ricchezza. Lasciate passare il tempo, portate pazienza ed anche in questo caso il vostro capitale aumenterà infischiandosene del rialzo dei tassi che nel lungo periodo diventa di fatto un’opportunità.

Buon investimento!

Msci EMU
Msci EAFE
Msci EMERGING
BBG Global Aggregate Bond Eur

Rendimento chiama Rendimento

yield

Prezioso articolo di Michael Batnick sul blog The Irrilevant Investor che va ad arricchire il filone dedicato a quella che Einstein definì l’ottava meraviglia del mondo, ovvero la capitalizzazione composta degli interessi. Ho ricevuto diverse osservazioni in passato sui numeri che vengono utilizzati per creare un’affascinante curva che sale in modo sempre più parabolico verso l’alto con il passare del tempo.

C’è chi dice che è impossibile simulare ad esempio un 6% di rendimento in ogni annata per i prossimi 30 anni. C’è chi dice che certi livelli di rendimento sono troppo elevati alla luce delle valutazioni attuali e sostanzialmente impossibili da raggiungere. Tutto giusto e discutubile, ma qui noi non vogliamo promettere per non mantenere, vogliamo spiegare per capire progettando il futuro con buon senso.

Il grafico riportato sul sito dell’advisor americano mostra l’andamento dell’Etf replicante dello S&P500 in versione total return affiancato dal solo indice di prezzo S&P500. La differenza, dopo 24 anni è notevole, 284%. Ma se i dividendi incassati rappresentano il 46% di questa cifra, da dove arriva il rimanente 238%? Continua a leggere