Come perdere denaro nel 2017

Il blog inglese Monevator pubblica da un paio di anni a questa parte post in cui “consiglia” come perdere denaro nel nuovo anno che arriva. Ovviamente un titolo che gioca sulle parole e che probabilmente attirerà meno i lettori alla ricerca del numero giusto sulla ruota dei mercati finanziari.

Ma se all’inizio di ogni anno troviamo oroscopi o consigli su come mangiare bene per il resto dell’anno, perché non stilare una lista dei comportamenti virtuosi in ambito di investimento?

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Estrapolando qualcosa da Monevator e aggiungendo qualcosa di nostro, vediamo dunque cosa evitare nell’anno appena iniziato per migliorare il benessere dei nostri investimenti:

  • Abbonarsi a siti internet smaccatamente negativi, pessimisti o ribassisti. Non è negare la realtà, è evitare di cadere nella trappola degli estremi (vi consiglierei di non abbonarvi nemmeno a quelli sempre ottimisti, ma ne vedo pochi in giro).
  • Acquistare libri dai titoli accattivanti. O troppo catastrofici (con parole tipo depressione, stagnazione, bolla, ecc…) oppure troppo tentatori (come diventare ricchi, soldi subito, arricchisciti come Buffett, ecc…).
  • Fare eccessiva movimentazione sul vostro deposito titoli. E’ ormai accertato da studi accademici che troppo trading nuoce alla salute dei vostri soldi. I costi sono certi, i risultati sono incerti e spesso negativi (ricordate sempre che la finanza è un gioco a somma zero, anzi peggio di zero).
  • Mediare al ribasso o vendere al rialzo. E’ un classico, ma la tentazione di mettersi in tasca 100 Euro di utile guadagnato in un paio di settimane è forte. Quando gli stessi 100 Euro se ne stanno andando difficile ammettere l’errore e allora via a rincarare la dose mediando al ribasso.

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Check List di fine anno

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Siamo arrivati alla fine di questo 2016 e così oggi ho deciso di scrivere qualche riga sui comportamenti ripetitivi che da diversi anni mi accompagnano nel momento terminale della mia annata di risparmiatore – investitore.

In ordine cronologico

  • Redigo un bilancio familiare entrate – uscite (modi e mezzi spiegati qui)
  • Tiro le somme stilando un budget di massima per l’anno successivo cercando di capire quanto margine di risparmio potrò avere al lordo di spese impreviste.
  • Spending review dove possibile. I comportamenti di spesa possono essere una buona fonte di risparmio se riportati a livelli essenziali.
  • Verifico la tenuta del salvadanaio d’emergenza. Ne abbiamo parlato qui ma ribadiamo che è sempre necessario, prima di investire, avere da parte una somma immediatamente disponibile pari mediamente a 3-6 volte lo stipendio netto mensile della famiglia.
  • Stabilito (oppure no) il fabbisogno della quota di emergenza, ripasso costi e massimali della (o delle) polizza caso morte attualmente in essere. I single possono tranquillamente sorvolare, ma ogni famiglia dovrebbe tenere in debita considerazione questo elemento soprattutto se in ballo ci sono dei figli. Eventi che si spera improbabili o remoti, nel momento in cui si verificano non possono rovinare i nostri cari per il resto dei loro giorni soprattutto se dipendono ancora dalla nostra capacità esclusiva di produrre reddito. Quindi rinunciamo ad un caffè al giorno, ma assicuriamo una rete di copertura adeguata.
  • Verifico la quota versata nell’anno in chiusura al fondo pensione privato. Se esistono margini di risparmio disponibili adeguo il versamento al fondo pensione nella direzione della soglia di 5164,57 Euro. Questa è la soglia massima di contributi versati per i quali si può usufruire di una deduzione fiscale che va da 1.187 a 2.220 Euro a seconda dell’aliquota marginale Irpef. Denaro da investire sotto forma di risparmio fiscale.

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La difficile scelta di quanto versare al Fondo Pensione

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Quando si pensa all’apertura di un fondo pensione generalmente la maggior parte delle persone lo fa con lo stesso approccio utilizzato per il regime alimentare o l’attività fisica. Da domani mi metto a dieta o mangio meglio, da domani faccio più movimento e sport, da domani risparmio di più per la mia pensione.

Questa forma di autodisciplina le statistiche purtroppo dimostrano che non funzionano.

Dal Sole24Ore del 9 giugno 2016

I lavoratori iscritti a forme di previdenza integrativa hanno raggiunto nel 2015 quota 7,2 milioni con un aumento del 12,1% sul 2014. Lo rileva la Covip (Commissione di vigilanza sui fondi pensione) spiegando che nell’anno sono aumentati anche coloro che hanno interrotto il versamento dei contributi passando da 1,6 milioni nel 2014 a 1,8 milioni, in pratica un quarto degli iscritti complessivi.

Numeri modesti che appaiono ancora più incredibili se si pensa che, almeno per i lavoratori dipendenti, l’adesione al fondo viene premiata con un contributo aziendale pari ad una percentuale dello stipendio. In pratica è come rifiutare un aumento di stipendio.

Detto questo, un’altra grande criticità che incontrano i lavoratori è la scelta della percentuale di denaro da destinare al fondo pensione. Le percentuali scelte hanno più un carattere di estrazione casuale di un numero che non un ragionato pensiero di programmazione. Molti scelgono lo 0,5% (il minimo) dello stipendio per sentirsi a posto con la coscienza, ma nello stesso tempo non vogliono incidere troppo sullo stipendio che incassano ogni mese in busta paga. Altri scelgono il classico numero rotondo (1%, 2%, 3%), pochissimi scelgono la doppia cifra (dal 10% al 15%). Continua a leggere

So quello che non voglio

In uno dei post apparso sul sito realinvestmentadvice.com, l’autore Lance Roberts, commentando l’enorme problema demografico a cui il mondo occidentale sta andando incontro, ha pubblicato due tabelle molto interessanti. Seppur datati 2013, questi grafici mostrano la quantità di risparmio disponibile per i cittadini americani mettendoli a confronto con l’ammontare di denaro che previdenti cittadini hanno messo invece in un fondo pensione.

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Impressionante vedere come la media generale dei lavoratori senza “retirement account” possieda appena 2.500 Dollari, ma ancora più incredibile è vedere come coloro che sono nella fascia 55-64 possiede mediamente 14.500 Dollari, contro gli oltre 100 mila di chi è possessore di fondo pensione.

Con le politiche di welfare che, per effetto di debiti pubblici sempre più alti tenderanno ad essere in futuro meno “generose” in Europa, trovarsi impreparati nel momento della vita in cui i gesti lavorativi cominciano  ad essere sempre meno produttivi, è una follia totale. Continua a leggere

Meglio Una Gallina Domani (ed Un Uovo Oggi)

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Nei giorni scorsi stavo navigando su qualche forum di finanza per cercare una risposta ad un quesito. Poi mi sono imbattuto in questa discussione.

Nobilissima iniziativa anche solo quella di ragionare su una forma di accumulo di capitale per i bambini fin dalla tenera età, ma  che purtroppo in Italia è ancora molto acerba e soprattutto basata su  motivazioni non sempre corrette.

Nella discussione del forum si arriva sempre a vedere il fondo pensione come un prodotto dal quale estrarre valore solamente per effetto degli indubbi benefici fiscali,  mai però come mezzo utile per accumulare in modo progressivo un capitale in forma automatica (in alcuni casi anche con il vantaggio del contributo aggiuntivo del datore di lavoro).

Vero che i versamenti ai fondi pensione anche per familiari a carico sono fiscalmente deducibili fino a poco più di 5 mila Euro ed è vero che, per chi ha aliquote fiscali Irpef elevate (sicuramente dal 38% in su), i benefici non sono irrilevanti visto che il riscatto, anche solo parziale,  presenta aliquote comunque inferiori e perciò vantaggiose per l’aderente. Continua a leggere

Un Percorso Unico ed Irripetibile

100$ 30 anniQuello che sembra un intreccio di fili di lana che si sta srotolando velocemente altro non è che la crescita a 30 anni di 100$ per ogni anno di investimento a partire dal 1926 fino ai giorni nostri.
La fonte è l’ottimo blog TheIrrilevantInvestor e l’autore, Michael Batnick, vuole mettere giustamente a fuoco come gli orizzonti che si trova di fronte un investitore nell’arco di 30 anni sono molto vari e, soprattutto, molto ampi in termini di risultati potenziali

La tabella illustra chiaramente il concetto. Continua a leggere

Lo Spauracchio della Pensione

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Articolo del Financial Times abbastanza discutibile e che, come spesso accade, tende a ricercare il titolone affrontando il problema dal lato sbagliato.  Secondo la Treccani la parola Spauracchio ha il significato di persona, cosa, situazione che incute timore e spavento. Pur condividendo il sottoscritto la necessità di pianificare il proprio futuro finanziario a volte si tende un attimino a esagerare e, spesso e volentieri, credo anche a qualche conflitto d’interessi di troppo. Ma andiamo con ordine.
Il fatto che i millennials (all’italiana i 20-30enni di oggi) possano avere in futuro degli enormi problemi di adeguate prestazioni pensionistiche è noto da tempo. Il nodo critico non è però legato al costo della vita o ai bassi stipendi nella fase iniziale della carriera (quello bene o male è toccato a tutti), quanto alla continuità delle prestazioni lavorative abbinato ad un numero di alternative professionali credibili e di qualità che possano permettere di far crescere progressivamente gli stipendi in base al merito . Continua a leggere

Ripasso di Inizio Anno

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Chissà perchè quando si comincia un nuovo anno i propositi sono sempre dei migliori. Già dopo una settimana ci siamo dimenticati dei sogni e delle promesse fatte il primo giorno dell’anno nuovo. Almeno per quello che riguarda i propositi di migliore gestione dei propri investimenti ho deciso di lasciarvi un memo in grado di stimolare i vostri buoni propositi.

Einstein definì la formula dell’interesse composto come l’ottava meraviglia del mondo. E’ gratis basta solo farla lavorare, quindi:

  1. Cominciate a risparmiare il prima possibile; il tempo è il vostro migliore amico in fatto di investimento e ricordate che indietro non si torna. Perchè lasciare perdere questo pasto gratis che ci offre la matematica finanziaria? Che aspettate mettete da parte qualche eurino ed a fine mese si investe, l’importante è non fermarsi mai.
  2. Spendete solo ciò che serve per vivere con una adeguato tenore di vita e senza rimpianti; risparmiare non deve essere visto come un sacrificio, ma come un mezzo per arrivare al fine. Assaporare anno dopo anno i vantaggi del proprio capitale che cresce grazie ai vostri investimenti  è un qualcosa di impagabile che potrete sfruttare appiena nel momento in cui raggiungerete l’obiettivo temporale/finanziario che vi eravate proposti. Mangiate cose sane per sentirvi meglio ed in forma. Risparmiare è la stessa cosa per gustare momenti di indipendenza finanziaria e di realizzazione dei sogni fra qualche ann
  1. Fare sempre un tagliando ai vostri obiettivi e alle vostre aspettative. State convergendo verso di loro? Se sì tutto ok, se no cercate di risparmiare di più. Ribilanciate ogni anno i vostri portafogli e non dimenticate mai il vostro profilo di rischio. Se state accantonando i soldi per acquistare la seconda casa quando siete in pensione e avete 40 anni, spiegatemi a cosa vi serve investire in Bot o tenere i tassi sul conto corrente. L’inflazione vi porterà via una buona fetto di ciò che state faticosamente accantonando.
  2. Riducete al minimo l’esborso di denaro al servizio dei vostri debiti. Se avete dei soldi da parte valutate se estinguere parte del debito qialora questo risulti più oneroso del rendimento dei vostri investimenti. L’ottava meraviglia del mondo si sta trasformando in nemico per voi. Lo sapete che con un tasso di interesse del 6% il vostro debito raddoppierà nel giro di 12 anni? A volte il miglior investimento è proprio l’estinzione di un debito.
  3. Non abusate di prestiti personali e carte di credito. Permettetevi quello che vi serve ed evitate più che potete ogni forma di debito. Riducete gli sprechi e cercate di tenere un memo delle vostre spese. Esistono tante app gratuite che vi permettono di tirare bilanci a fine mese e sui quali lavorare per risparmiare di più.
  4. Utilizzate i vantaggi (pochi) fiscali che offre lo Stato. Valutate se può essere utili ricorrere ad un fondo pensione per spostare in avanti di molti anni il pagamento delle tasse sfruttando nello stesso tempo il vantaggio della capitalizzazione composta degli interessi.

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Quando la Partenza fa la Differenza

La società di consulenza finanziaria americana GMO ha fatto nelle settimane scorse un gioco molto carino.
Ha simulato per due persone un approccio di investimento esattamente uguale. Joe e Jane partono entrambi con i versamenti a 25 anni e vanno avanti per 40 anni di lavoro. Joe e Jane hanno lo stesso salario e la stessa crescita del salario. Le somme versate al fondo pensione sono esattamente identiche. Entrambi investono negli stessi identici asset finanziari partendo con un 90% di azionario fino a chiudere al 50%. I ritorni dell’investimento sono identici (8% nominale e 5% dopo aver sottratto l’inflazione e le commissioni di gestione dei fondi).
Alla fine del percorso però quando Joe va in pensione riscuote 590.000 $ mentre Jane si gode 880.000, ben 290 mila dollari in più. Ma com’è possibile questa cosa avendo ottenuto entrambi gli stessi rendimenti ed avendo adottato gli stessi piani di investimento? Continua a leggere